SMS Kaiserin Elisabeth
| SMS Kaiserin Elisabeth | |
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| Descrizione generale | |
| Tipo | Incrociatore protetto |
| Classe | Kaiser Franz Joseph I |
| In servizio con | |
| Cantiere | Cantiere navale di Pola |
| Impostazione | 1º luglio 1888 |
| Varo | 25 settembre 1890 |
| Entrata in servizio | 24 novembre 1892 |
| Intitolazione | Elisabetta di Baviera, imperatrice d'Austria |
| Destino finale | autoaffondata il 2 novembre 1914 nel porto di Tsingtao |
| Caratteristiche generali | |
| Dislocamento | 3.967 |
| Lunghezza | 103,68 m |
| Larghezza | 14,75 m |
| Pescaggio | 6,09 m |
| Propulsione | due set di motori orizzontali a tripla espansione con quattro caldaie; 8.000 CV. |
| Velocità | 20 nodi (37,04 km/h) |
| Equipaggio | 430 |
| Armamento | |
| Armamento | artiglieria alla costruzione:
artiglieria alla ricostruzione:
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La SMS Kaiserin Elisabeth fu un incrociatore protetto della k.u.k. Kriegsmarine austroungarica, seconda ed ultima unità della classe Kaiser Franz Joseph I, varata nel 1890 ed affondata nel novembre del 1914 nel porto di Tsingtao, durante le fasi iniziali della prima guerra mondiale.
Storia

In base al piano della k.u.k. Kriegsmarine del 1881, approvato dal precedente comandante in capo, ammiraglio Friedrich von Pöck, il suo successore Maximilian Daublebsky von Sterneck propose alle Delegazioni austriaca e ungherese per gli affari comuni la costruzione di una classe di incrociatori come "sostituti" della ironclad Lissa e del pirovascello Kaiser.[1]
Il Kaiser non era più entrato in servizio attivo dal 1875 e Pöck aveva intenzione di sostituirlo prima della sua dismissione nel 1883. La Lissa era stata riassegnata alla II Riserva entro il 1888.[2]
Le Delegazioni appoggiarono fortemente la proposta degli incrociatori, in gran parte a causa del loro prezzo relativamente basso rispetto ad altre navi capitali dell'epoca.[3] Due incrociatori costruiti secondo le specifiche del Kaiser Franz Joseph I sarebbero costati 5.360.000 fiorini, mentre la nave da guerra corazzata Kronprinz Erzherzog Rudolf, impostata nel 1884, era costata 5.440.000 fiorini per la sua costruzione.[1] Le delegazioni stanziarono quindi i fondi per la costruzione di due navi della classe Kaiser Franz Joseph I, designate "Rammkreuzer A" e "Rammkreuzer B", nell'ambito dei bilanci del 1888 e del 1889. Il "Rammkreuzer B" sarebbe poi diventato il Kaiserin Elisabeth.[4]
Impostata nei cantieri dell'arsenale navale di Pola il 1º luglio 1888, la nave fu varata il 25 settembre 1890 con il nome di Kaiserin Elisabeth, in onore dell'imperatrice Elisabetta; la nave entrò in servizio il 24 novembre 1892, per poi essere sottoposta a lunghi lavori di ricostruzione ed ammodernamento tra il 1905 ed il 1906. Dopo un periodo di servizio nelle acque di casa, a partire dal 1899 la nave fu periodicamente inviata in Cina in rappresentanza degli interessi coloniali austroungarici sul paese, partecipando anche alla repressione della ribellione dei Boxer nel 1900 - 1901.
Allo scoppio della prima guerra mondiale la nave era dislocata in Cina, facendo base nella colonia tedesca di Tsingtao; l'incrociatore prese quindi parte all'assedio di Tsingtao, iniziato il 25 agosto 1914 ad opera di un forte contingente giapponese: la nave compì inizialmente alcune sortite contro la flotta assediante, ma divenne ben presto chiaro che la sua obsolescenza ne pregiudicava l'utilità bellica, e l'equipaggio e parte dell'armamento pesante fu sbarcato per combattere a terra con la guarnigione tedesca[5]. Esaurite le munizioni dell'armamento principale, la nave fu infine autaffondata in rada il 2 novembre 1914, poco prima della capitolazione della piazzaforte; i membri dell'equipaggio furono detenuti in Giappone come prigionieri di guerra fino al rimpatrio nel 1920.
Note
- 1 2 Sondhaus 1994, p. 100.
- ↑ Pawlik 2003, p. 43.
- ↑ Sieche 1995, p. 29.
- ↑ Noppen 2016, p. 6.
- ↑ Tsingtao Campaign di Collin Denis
Bibliografia
- (EN) W. David Dickson, Vincent O'Hara e Richard Worth, To Crown the Waves: The Great Navies of the First World War, Annapolis, United States Naval Institute, 1994, ISBN 978-1-61251-082-8.
- (EN) Robert Gardiner (a cura di), Roger Chesneau e Eugene M. Kolesnik, All the World's Fighting Ship 1860-1905, London, Conway Maritime Press, 1979.
- (DE) Karl Gogg, Österreichs Kriegsmarine 1848-1918, Salzburg, Verlag das Bergland-Buch, 1974, ISBN 3-7023-0042-2.
- (EN) René Greger, Austro-Hungarian Warships of World War I, London, Ian Allan, 1976, ISBN 978-0-7110-0623-2.
- (EN) Paul G. Halpern, The Naval War in the Mediterranean, 1914–1918, Annapolis, United States Naval Institute, 1987, ISBN 978-0-87021-448-6.
- (EN) Paul G. Halpern, A Naval History of World War I, Annapolis, United States Naval Institute, 1994, ISBN 978-1-55750-352-7.
- (EN) Charles Koburger, The Central Powers in the Adriatic, 1914–1918: War in a Narrow Sea, Westport, Praeger Publishers, 2001, ISBN 978-0-313-00272-4.
- (EN) Ryan K. Noppen, Austro-Hungarian Cruisers and Destroyers 1914–18, Oxford, Osprey Publishing, 2016, ISBN 978-1-4728-1471-5.
- (DE) Georg Pawlik, Des Kaisers Schwimmende Festungen: die Kasemattschiffe Österreich-Ungarns, Wien, Neuer Wissenschaftlicher Verlag, 2003, ISBN 978-3-7083-0045-0..
- (EN) Lawrence Sondhaus, The Naval Policy of Austria-Hungary, 1867–1918: Navalism, Industrial Development, and the Politics of Dualism, West Lafayette, Purdue University Press, 1944, ISBN 978-1-55753-034-9.
- (EN) Anthony Sokol, The Imperial and Royal Austro-Hungarian Navy, Annapolis, United States Naval Institute, 1968.
- (EN) Milan N. Vego, Austro-Hungarian Naval Policy: 1904–14, London, Routledge, 1996, ISBN 978-0-7146-4209-3.
- Periodici
- (DE) Erwin Sieche, Die Kreuzer der k. und k. Marine, in Marine Arsenal, n. 27, Salzburg, Podzun-Pallas-Verlag GmbH, 1994, ISBN 3-7909-0506-2.
- (EN) Erwin Sieche, The Kaiser Franz Joseph I. Class Torpedo-rams, in John Roberts (a cura di), Warship 1995, London, Conway Maritime Press, 1995, pp. 27-39, ISBN 978-0-85177-654-5.
- (EN) G. D. Hiscox, The Austrian Ram-Cruiser Kaiserin Elisabeth, in Scientific American Supplement, vol. 35, n. 891, New York, January–June 1893, pp. 14235–14236, ISBN 978-0-85177-654-5.
Voci correlate
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