Salvatore Falci

Salvatore Falci

Salvatore Falci (Portoferraio, 27 settembre 1950) è un artista italiano noto per il suo contributo all'arte contemporanea e a progetti interculturali.

Biografia

Nato a Portoferraio,[1] Falci si trasferì da giovane a Piombino, dove conseguì il diploma tecnico in elettronica. Iniziò gli studi universitari in ingegneria, poi si iscrisse a filosofia con indirizzo artistico all'Università di Pisa, interrompendoli nel 1977 e riprendendoli nel 1983. Nel corso degli anni ottanta avviò la sua ricerca artistica e co-fondò il Gruppo di Piombino[2][3], collettivo che si distinse nell'arte relazionale[4] in Italia,[5] composto inizialmente da Salvatore Falci, Stefano Fontana, Pino Modica e il critico militante Domenico Nardone, con l'ingresso successivo di Cesare Pietroiusti.[6][7]. Una delle opere più emblematiche del Gruppo di Piombino è stata l’installazione Sosta 15 minuti del 1983, composta da cinque sedie pieghevoli nei tre colori primari, più bianco e nero, ciascuna accompagnata da un cartello bilingue con la dicitura «Sosta di 15 minuti / 15 minutes stop». L’opera invitava i passanti a fermarsi per una breve pausa, introducendo nell’ambiente urbano un momento di sospensione e riflessione inattesa. La sua ambiguità, sospesa tra oggetto funzionale e opera d’arte, risultava rafforzata dalla collocazione non autorizzata ai Giardini della Biennale di Venezia nel 1984, in una posizione liminale tra il dentro e il fuori dello spazio espositivo. [8] Successivamente, l’opera fu esposta alla galleria Lascala di Roma.

La sperimentazione del Gruppo di Piombino, noto anche come Scuola di Piombino, propose una nuova visione dell'arte, incentrata sul gesto inconsapevole e sull'integrazione dell'arte nella vita quotidiana. Secondo Renato Barilli, Falci è l'artista del gruppo che ha maggiormente approfondito il tema del "casuale" e del fenomeno effimero, indagando il rapporto tra l'azione umana e le tracce che essa lascia nello spazio.[5] Le sue opere consistono in elementi discreti installati in luoghi pubblici, progettati per raccogliere le tracce lasciate inconsapevolmente dal vissuto quotidiano. Un esempio significativo è la serie Pavimenti (1987), in cui semplici strutture nere collocate in cabine telefoniche, ascensori e bar raccolgono attraverso lo scratching segni e residui lasciati dalle persone. In questo modo, ciò che nasce come elemento funzionale si trasforma, elevando la quotidianità e generando un'opera d'arte attraverso un cortocircuito tra oggetto, azione umana e spazio.

Nel 1990 Falci si trasferì a Milano, dove iniziò a lavorare nel suo studio concesso da Sergio Casoli, importante gallerista milanese che dal 1987 sosteneva il Gruppo di Piombino.[9] Nello stesso anno partecipò alla 44ª Biennale di Venezia con l'opera Erba Ponte Sant'Eufemia,[10] esposta nella sezione «Aperto», dove sperimentò un'arte di coinvolgimento attivo del pubblico.[11][12] Tra il 1997 e il 2001 fu co-fondatore del progetto Oreste insieme a Cesare Pietroiusti,[13] un'iniziativa che favoriva il dialogo diretto tra artisti senza mediazioni istituzionali.[14] Il progetto, che non produsse opere ma organizzò residenze, convegni e pubblicazioni, fu presentato alla 48ª Biennale di Venezia del 1999 [15] nella sezione "dAPERTutto" curata da Harald Szeemann.[16]

Nel 1998 fu selezionato per una residenza artistica IASKA a Perth, Australia, dove approfondì tematiche relative all'incomunicabilità culturale tra aborigeni australiani e anglosassoni.[17]

Erba disseminata su pedana nera in ambiente espositivo di galleria
Salvatore Falci, Conwith – Erba, Ponte Sant'Eufemia, 1990-2019, installazione relazionale. L'opera, presentata originariamente alla 44ª Biennale di Venezia (1990), esposta alla Galleria Casoli De Luca, Roma.

Nel 2019 la ricerca artistica di Falci è stata documentata nel programma televisivo Genio e sregolatezza, diretto da Alessandra Galletta e Marco Senaldi per Rai Storia, dedicato all’arte italiana dal secondo dopoguerra ai primi anni Duemila, arricchito dalle testimonianze di storici, critici e artisti. Il documentario ha presentato Falci tra i protagonisti che hanno contribuito a innovare il panorama artistico italiano.[18]

Attività didattica

Dal 1994 al 2019 Falci insegnò arti visive presso l'Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo,[19] contribuendo alla formazione di numerose generazioni di artisti.[1] Parallelamente, dal 2000 al 2012 svolse attività didattica presso la Libera Accademia di Belle Arti di Brescia. Dal 2004 insegnò inoltre metodologia e tecniche della sperimentazione artistica all'Università degli Studi di Bergamo.

Progetti artistici

Arte e Luogo

Nel 2005 Falci avviò il progetto interculturale Arte e Luogo,[1] finalizzato a favorire l'incontro tra giovani ricercatori internazionali dell'arte visiva contemporanea e comunità locali attraverso interventi artistici, mostre, workshop e laboratori didattici.[20] Il progetto si sviluppò in diverse edizioni, tra cui quella in Camerun,[21] dove Falci supervisionò la formazione in arte contemporanea presso l'Institut de Formation Artistique di Mbalmayo in collaborazione con la Libera Accademia di Brescia.[22] Il progetto coinvolse anche Brasile e Nepal.

Effetto Ghianda

Effetto Ghianda, opera di Salvatore Falci (2023), con ghianda trattata con rivestimento d'oro e vernice nera

Nel 2023 Salvatore Falci presentò Effetto Ghianda, composta da vere ghiande trattate con la tecnica dello scratching,[1] che permetteva di rivelare una pellicola d'oro nascosta sotto la superficie. Sul catalogo era riportata la dicitura: "Portala con te e diventate d'oro". L'installazione fu esposta al Museo d'Arte Contemporanea Villa Croce di Genova[23] e successivamente alla Galleria Monopoli di Milano.[24] Effetto Ghianda si inserì nel percorso artistico di Falci all'interno dell'arte relazionale e dell'arte come esperienza condivisa, ribadendo il ruolo dell'arte come veicolo di trasformazione culturale e personale.

Mostre principali

Partecipazioni alla Biennale di Venezia

Principali esposizioni personali

  • 2025: Effetto Ghianda, Galleria Monopoli, Milano
  • 2019: Conwith, Galleria Casoli-De Luca, Roma
  • 2004: Itai doshin in Tirana, Galleria Nazionale, Tirana
  • 1998: Silent Communication, International Art Space, Kellerberrin, Australia (residenza artistica IASKA)
  • 1991: Ponte S. Eufemia, Galleria Alice, Roma; Moquette e polvere, Galleria Casoli, Milano
  • 1989: Colonie a Venezia, Studio Casoli, Milano; Materassi, Galleria Alice, Roma.

Principali esposizioni collettive

  • 2023: Visibilia, Museo d'Arte Contemporanea Villa Croce, Genova
  • 2019: L'Oro d'Italia, Galleria Casoli-De Luca, Roma
  • 1992: Edge '92, Centro Cultural Puerta de Toledo, Madrid; Tobacco Docks, Londra
  • 1990: Something is happening in Italy, Galleria Lia Rumma, Napoli
  • 1988: Spunti di giovane arte italiana, Palau Solleric, Madrid.

Mostre storiche con il Gruppo di Piombino

  • 1991: Storie, Galleria Casoli, Milano / Galleria Alice, Roma
  • 1988: Falci, Fontana, Modica, Pietroiusti, Galleria Planita, Roma
  • 1987: Falci, Fontana, Modica, Pietroiusti, Internazionale d'Arte Contemporanea, Milano
  • 1986: Il Gruppo di Piombino: L'Arte d'Ingannare, Galleria Il Prisma Multimedia, Siena
  • 1985: Una nuovissima generazione nell'arte italiana a cura di Enrico Crispolti, "Futura", Festa dell'Unità, Siena
  • 1984: Sosta 15 minuti, Lascala, Roma (opera fondamentale del gruppo).

Note

  1. 1 2 3 4 Falci, Salvatore, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  2. ↑ Carolyn Christov-Bakargiev, Someone everywhere, in Flash Art, n. 158, 1991, pp. 106-109.
  3. ↑ Alessandra Pioselli, L'Arte nello spazio urbano, Johan & Levi, 2015.
  4. ↑ Le caratteristiche e gli artisti più celebri dell'arte relazionale, su Elle Decor Italia, 10 agosto 2023. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  5. 1 2 Renato Barilli, L'arte contemporanea da Cézanne alle ultime tendenze, Feltrinelli, Milano, 2014, p. 343.
  6. ↑ Lucilla Meloni, Le ragioni del gruppo: un percorso tra gruppi, collettivi, sigle, comunità nell'arte in Italia dal 1945 al 2000, Postmedia Books, 2020, p. 45.
  7. ↑ Pietroiusti, Cesare, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  8. ↑ Simona Antonacci, Il gruppo di Piombino. Una storia impertinente - I Parte, Viterbo, Università degli Studi della Tuscia, 2007. URL consultato il 16 settembre 2025.
  9. ↑ Il Gruppo di Piombino: una storia impertinente - III parte, su unclosed.eu. URL consultato il 28 agosto 2025.
  10. ↑ Renato Barilli, Storia dell'arte contemporanea in Italia. Da Canova alle ultime tendenze 1789-2006, Torino, Bollati Boringhieri, 2007, ISBN 9788833917337.
  11. ↑ Renato Barilli, Prima e dopo il 2000, Feltrinelli, 2006, pp. 131–133.
  12. ↑ Erba Ponte Sant'Eufemia - Salvatore Falci, su Google Arts & Culture. URL consultato il 28 agosto 2025.
  13. ↑ G. Norese, C. Pietroiusti e S. Falci (a cura di), Come spiegare a mia madre che ciò che faccio serve a qualcosa? Progetto Oreste 0 (zero), Milano, Charta, 1998, ISBN 88-8158-179-5.
  14. ↑ La riscoperta di Oreste, progetto di un'estetica relazionale, su Objects Magazine. URL consultato il 20 settembre 2025.
  15. 1 2 Politics and Poetics of Displaying Oreste, su Roots Routes. URL consultato il 20 settembre 2025.
  16. ↑ Anni '90, scoppia la «la relazione», su Il Manifesto, 11 luglio 2020. URL consultato il 20 settembre 2025.
  17. ↑ Ted Snell, Wheat-belt residency reaps bountiful crop, in The Australian, 1999.
  18. ↑ Genio e Sregolatezza, su Lucca Film Festival. URL consultato il 17 settembre 2025.
  19. ↑ Incontro con Salvatore Falci, su Accademia Carrara. URL consultato il 28 agosto 2025.
  20. ↑ Arte e Luogo, su Exibart. URL consultato il 28 agosto 2025.
  21. ↑ Manuela Gandini, Salvatore Falci, Un’accademia in Camerun, in Alfabeta2, aprile, 2013, pp. 43. URL consultato il 24 settembre 2025.
  22. ↑ Bilancio Sociale 2011 (PDF), COE - Centro Orientamento Educativo, 2011. URL consultato il 14 settembre 2025.
  23. ↑ Isabella Puliafito, Visibilia. Come rendere visibile l'invisibile, EFG, 2023, ISBN 8885581838.
  24. ↑ Effetto Ghianda a Milano, su Exibart. URL consultato il 28 agosto 2025.
  25. ↑ Salvatore Falci - Erba ponte Sant'Eufemia, su ASAC - Archivio Storico delle Arti Contemporanee, La Biennale di Venezia. URL consultato il 6 settembre 2025.
  26. ↑ Stefania, Nico Portinari, Stringa, Storie dell’arte contemporanea 4. Atlante delle Biennali 1 — Storie della Biennale di Venezia, collana Storie dell'arte contemporanea, Ca' Foscari, 2020, p. 440, ISBN 9788869693670.

Bibliografia

  • Lucilla Meloni, Le ragioni del gruppo: un percorso tra gruppi, collettivi, sigle, comunità nell'arte in Italia dal 1945 al 2000, Postmedia Books, 2020, ISBN 9788874902545.
  • Renato Barilli, Prima e dopo il 2000, Feltrinelli, 2006, ISBN 9788807819049.
  • Alessandra Pioselli, L'Arte nello spazio urbano, Johan & Levi, 2015, ISBN 9788860101631.
  • Stefania Portinari, Nico Stringa (a cura di), Storie dell’arte contemporanea 4. Atlante delle Biennali 1 — Storie della Biennale di Venezia, collana Storie dell'arte contemporanea, Ca' Foscari – Digital Publishing, 2020, p. 440, ISBN 9788869693670.
  • (EN) G. Norese, E. Fantin e C. Pietroiusti (a cura di), Oreste alla Biennale. Oreste at the Venice Biennale, Milano, Charta, 2000, ISBN 88-8158-279-1.
  • G. Norese, C. Pietroiusti e S. Falci (a cura di), Come spiegare a mia madre che ciò che faccio serve a qualcosa? Progetto Oreste 0 (zero), Milano, Charta, 1998, ISBN 88-8158-179-5.
  • La Biennale di Venezia. XLIV Esposizione internazionale d'arte. Catalogo generale 1990. Dimensione futuro. L'artista e lo spazio, Fabbri, 1990, pp. 291, 300, ISBN 9788820803568.
  • Isabella Puliafito, Visibilia. Come rendere visibile l'invisibile, EFG, 2023, ISBN 8885581838.
  • Renato Barilli, L’arte contemporanea da Cézanne alle ultime tendenze, 8ª ed., Milano, Feltrinelli, 2014, ISBN 9788807884221.
  • Renato Barilli, Storia dell'arte contemporanea in Italia. Da Canova alle ultime tendenze 1789-2006, Torino, Bollati Boringhieri, 2007, ISBN 9788833917337.

Studi accademici

  • Simona Antonacci, L'altra Roma negli anni '80. L'Eventualismo e il Gruppo di Piombino, un confronto, tesi di specializzazione in storia dell'arte, Università degli Studi di Siena, 2011.
  • Marta Leteo, Il Gruppo di Piombino: una risposta al ritorno dell'immagine. Teoria e metodologia al contrasto praticata nel reale, tesi di laurea magistrale in storia dell'arte, Università degli Studi "La Sapienza" di Roma, 2014.
  • Domenico Nardone, Gruppo di Piombino: l'avanguardia di Piombino e il movimento subliminale diffuso, conferenza tenuta al convegno "Oreste 2", Abbazia di Montescaglioso, 2015.
  • Arianna Palmieri, Contingenze. Tra il tatto e la scultura. La fruizione della scultura attraverso il tatto, tesi di Diploma Accademico di Iº livello, Accademia di Belle Arti di Carrara, A.A. 2020/2021.
  • Simona Antonacci, Il gruppo di Piombino. Una storia impertinente, tesi di specializzazione in storia dell'arte, Università degli Studi di Siena, 2011.

Documentari

Voci correlate

Altri progetti

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