San Liberio

San Liberio, eremita del V secolo è celebrato il 27 maggio. Vissuto e venerato in Ancona, le sue origini non erano anconitane: era un principe d'Armenia, che aveva compiuto un pellegrinaggio a Roma e che era giunto in Ancona durante il viaggio di ritorno; qui si fermò e prese l'abito eremitico. Morì nella città dorica[1].

Secondo la tradizione, era eremita nella chiesa suburbana di San Silvestro, forse da identificare con la basilica paleocristiana scoperta nell'isolato compreso tra via Marsala e via Menicucci, allora un'area suburbana[1]. Apparteneva all'ordine dei Crociferi, come è illustrato sugli antichi plutei che recingevano l'altare della Cattedrale di Santo Stefano, trasferiti poi nella basilica di San Lorenzo, l'attuale cattedrale di S. Ciriaco, o eseguiti dopo la traslazione della Cattedra da Santo Stefano a San Lorenzo.

Alla sua morte, fu sepolto nella chiesa di San Silvestro che, in suo onore mutò il titolo in San Liberio. Crollata la chiesa. probabilmente per fatti naturali oppure a causa di uno degli assedi che caratterizzarono la vita della città, si perse la memoria della presenza del sepolcro che fu ritrovato soltanto verso la fine del X secolo. I venerati resti, recuperati, furono raccolti nel sarcofago di Flavio Gorgonio e trasportati nella cripta dei protettori della basilica di San Lorenzo che la proprietaria Maximilla, donò al Santo e, per Lui, alla Chiesa Anconitana. Attualmente il sarcofago è conservato nel Museo diocesano di Ancona)[2]

Note

  1. 1 2 Vincenzo Pirani, Storia della Chiesa d'Ancona, su lavocecattolica.it.
  2. ↑