Santa Maria la Mayor
| Missioni gesuite dei Guaraní: San Ignacio Minì, Santa Ana, Nuestra Señora de Loreto e Santa Maria la Mayor | |
|---|---|
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| Tipo | Culturale |
| Criterio | iv |
| Pericolo | Non in pericolo |
| Riconosciuto dal | 1983 |
| Scheda UNESCO | (EN) Jesuit Missions of the Guaranis: San Ignacio Mini, Santa Ana, Nuestra Señora de Loreto and Santa Maria Mayor (FR) Scheda |
La Reducción de Santa María la Mayor è una delle molte missioni fondate nel corso del XVII secolo dalla Compagnia di Gesù nelle Americhe durante il periodo della colonizzazione europea.
Le rovine della missione di Santa Maria Mayor si trovano nella provincia argentina di Misiones, nella parte più settentrionale dell'Argentina, vicino ai confini con il Paraguay e il Brasile, a pochi chilometri dal villaggio di Santa Maria. Venne fondata nel 1626 e nel 1744 contava 944 abitanti. Venne abbandonata nel 1767 in seguito all'espulsione dei Gesuiti dalle colonie spagnole e distrutta nel 1817. Da quel momento la vegetazione ha ripreso possesso del terreno che le venne strappato per la fondazione della città.
Le missioni di Santa Maria la Mayor, Santa Ana, San Ignacio Minì e Nuestra Señora de Loreto, insieme a quella di São Miguel das Missões in Brasile, sono state dichiarate Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO[1] diventando un unico sito transfrontaliero.[2]
Storia
Fondata nel 1626 dal missionario gesuita Diego de Boroa (1585-1657) (con Roch Gonzalez), la missione si trovava inizialmente a nord del fiume Iguaçu e a est del fiume Paraná. Venne trasferita una prima volta nel 1633 e una seconda volta alla fine del XVII secolo per fuggire dai 'Bandeirantes', occupando infine il sito attuale. Era chiamata 'maggiore' (La Mayor) per distinguerla da un'altra, più antica, chiamata Santa Maria de Fe (o Nostra Signora di Foy).

Nicolás Yapuguaý ("Japugua'ỹ", scritto nelle norme guaraní)[3] nacque e visse in questa missione; fu studioso guaraní, tipografo, scrittore, incisore e oratore. Fu anche lo scrittore con la più alta produzione in lingua guarani. Yapuguaý conosceva perfettamente lo spagnolo, il guaraní e il latino. Fu incaricato di insegnare il guaraní ai sacerdoti gesuiti e progettò le famose Tavole di parentela di alcuni aspetti particolari guaraní. Proprio per questo motivo, fu considerato "il primo antropologo sociale nell'area del Río de la Plata e forse in Sud America", secondo Poujade.[4] Il suo cognome significa "quello vero", letteralmente "mancante/privo di menzogne".
Note
- ↑ (EN) UNESCO, list of World Heritage Sites, su unesco.org.
- ↑ (ES) Instrucciones prácticas para organizar la vida propia según los santos preceptos: Ofrecidas por el Padre Antonio Garriga de la Compañía de Jesús. Como breve memorial y recuerdo de los ejercicios espirituales de San Ignacio de Loyola, fundador de la Compañía, in World Digital Library. URL consultato il 18 aprile 2013.
- ↑ Mbaeichapa inambue Nicolas Yapuguay jehai ahaiva koaga rupigui, su aka.com.py. URL consultato il 25 settembre 2020.
- ↑ (ES) Nicolás Yapuguay, el cacique guaraní pionero en el mundo de las letras, in Diario "El Territorio", 6 luglio 2014. URL consultato il 25 settembre 2020.
Bibliografia
- Eugenio Corti, La Terra dell'Indio, 1998
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Pagina del sito dell'UNESCO sulle missioni gesuitiche del Sud America, su whc.unesco.org.
