Santa Ponça
| Santa Ponça località | |
|---|---|
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Comunità autonoma | |
| Provincia | |
| Comune | Calvià |
| Territorio | |
| Coordinate | 39°30′54″N 2°28′57.6″E |
| Altitudine | 5 m s.l.m. |
| Abitanti | 11 522 (2022) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 07180 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice INE | 07011001200 |
| Cartografia | |
Santa Ponça (in castigliano Santa Ponsa) è una località balneare e residenziale del comune di Calvià, a Maiorca, la più grande fra le Isole Baleari. Con una popolazione di oltre 10 000 abitanti, rappresenta il nucleo più popolato del comune.
La località confina a est con la zona residenziale di Nova Santa Ponça e a ovest con il complesso turistico di Peguera. È un rinomato centro di fama internazionale grazie all'elevata affluenza turistica annuale e ospita diversi siti archeologici di rilievo.
Toponimo
Santa Ponça è un falso agiotoponimo, poiché non esiste un santo di nome Ponça o, almeno, non ci sono prove che ce ne sia stato uno. È documentato fin dai primi anni della conquista aragonese di Maiorca, già in questa forma, ed è documentato anche in epoca islamica come Šanat Būṣa (che in arabo significa "luogo di giunchi"),[1] nella cronaca araba della Conquista.[2] Secondo Joan Coromines, si tratta di un antico agiotoponimo corrotto, conservato nella lingua romanza pre-catalana, che egli ricostruisce in latino Sanctus Pontius > Santo Ponço, adattato in catalano a Santa Ponça.[3] D'altra parte, altri suggeriscono che l'elemento Ponça sia una corruzione di un sostantivo, che potrebbe essere portum o pontem.[4] L'origine del toponimo potrebbe infine riferirsi ad una villa romana (la villa romana di La Mesquida), anticamente chiamata Sancta Pontia.
Storia
La regione è stata abitata fin dalla preistoria. I ritrovamenti effettuati nel villaggio preistorico di Sa Morisca indicano che la zona fu abitata circa 3000 anni fa, nell'Età del ferro, durante il periodo talaiotico iniziale, fino alla conquista dell'isola da parte dell'Impero Romano.[5]
Intorno all'anno 1200 l'insediamento fu occupato dalla cultura islamica almohade. Santa Ponça è stata successivamente un luogo chiave nella conquista di Maiorca: il 10 settembre 1229, il re Giacomo I sbarcò nella baia con 50 cavalieri e 700 soldati, sconfiggendo gli arabi in una battaglia storicamente descritta dallo storico Ibn Amira Al-Mahzumi. L'impresa viene ancor oggi onorata durante le feste patronali.[6]
In seguito alla conquista, re Giacomo I distribuì le terre tra la nobiltà e gli ordini religiosi, assegnando la zona rurale di Santa Ponça al vescovo di Barcellona, Berenguer de Palou. Si formò così la Baronia del Pariatge, un regime di condominio feudale (governato dal Re e dal Vescovo) abolito solo nel 1811. Durante il Medioevo la baia funse da importante porto commerciale, dotato perfino di un proprio ospedale, e la zona divenne nota con il nome di "Término de Santa Ponsa", prima che prevalesse la giurisdizione dell'attuale capoluogo Calvià.
Il territorio costiero rimase inizialmente scarsamente sfruttato a causa degli attacchi dei pirati e delle paludi insalubri che favorivano epidemie e malaria. Per molti anni si svilupparono solo attività marginali come la pesca e lo sfruttamento di cave di gesso, mentre l'agricoltura era limitata all'entroterra. A causa di questo isolamento, i braccianti e i lavoratori non erano originari del posto, ma provenivano da altre parti dell'isola. Nel 1566, il signore di Santa Ponça acquistò le terre di Porrassa, espandendo i possedimenti. A cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, le terre passarono in mano alla famiglia Truyols (Marchesi de la Torre del Fangar). Nel 1871 l'immensa proprietà terriera occupava quasi il 30% del comune di Calvià e un censimento del 1887 registrava nella vasta fattoria agricola ("possessió") appena il padrone, il prete, poche domestiche, un contadino, 21 braccianti, un pastore e dei guardaboschi.[7]
L'espansione urbana iniziò nel 1925 quando gli eredi dei Truyols vendettero i terreni. L'urbanista Antoni Parietti stilò nel 1928 un progetto residenziale ispirato alle "città giardino", che fu però interrotto dallo scoppio della Guerra civile spagnola. Il progetto riprese nel 1954 modificato per rispondere al nascente turismo di massa: vennero costruiti complessi alberghieri e condomini, favorendo l'immigrazione di manodopera dalla penisola iberica negli anni '60. Nel 1962 il borgo fu integrato nella rete di autobus maiorchina e tra il 1970 e il 1974 vennero completate la rete fognaria e l'acquedotto.
Avvenimenti storici di rilievo
- Nel 1962, nei pressi di Santa Ponça fu girato il film Bahía de Palma, pellicola celebre poiché l'attrice Elke Sommer vi indossò per la prima volta un bikini in pubblico in Spagna. Le scene richiesero la scorta della polizia per essere ultimate.
- Nel 1984, la località fu teatro di un importante incontro diplomatico tra il Presidente del Governo spagnolo Felipe González e il leader libico Mu'ammar Gheddafi. L'incontro si tenne paradossalmente nello stesso luogo in cui, 800 anni prima, i saraceni avevano subito la loro sconfitta campale per mano cristiana.
Monumenti e luoghi d'interesse
- Parco Archeologico Puig de Sa Morisca: un sito archeologico della cultura talaiotica situato su una collina. Include i resti di un talaiot circolare dal diametro di 9 m e un recinto con antiche muraglie difensive ciclopiche.
- Croce dello Sbarco (Cruz del Desembarco): situata a Sa Caleta, fu eretta nel 1929 in occasione del 700º anniversario dello sbarco di re Giacomo I. Scolpita da Tomás Vila Mayol, la base della croce presenta bassorilievi raffiguranti i simboli dei quattro evangelisti, il Cristo crocifisso e scene storiche come quella del cavaliere Bernat de Riudemeia.
- Sito romano di Sa Mesquida: la prima villa romana rurale scavata a Maiorca (studiata sistematicamente dal 1984 dalle Università di Barcellona e Granada). Databile al I secolo a.C., presenta 6 stanze rettangolari attorno a un patio centrale provvisto di un pozzo profondo 4 m. Vi è stato rinvenuto il primo forno di cottura per la ceramica di epoca romana documentato sull'isola.
- Mulino di Santa Ponça: un classico mulino a vento maiorchino di 11 m d'altezza (un tempo dedicato alla macinazione dei cereali per la grande fattoria della zona) eretto su una base decagonale scarpata detta "cintell". Donato al Comune nel 1971, è stato restaurato negli anni Novanta con il recupero delle pale esterne.
- Torre des Castellot: una torre difensiva circolare costruita a 40 m sul livello del mare. Costruita nel XVIII secolo per difendere la costa dai pirati, le sue fondamenta si basano su una precedente fortificazione del 1302 voluta da re Giacomo II e Pietro IV. Il piano terra un tempo ospitava la guarnigione e una polveriera, mentre il piano superiore è costituito da una camera sferica di arenaria. È dichiarata Bene di Interesse Culturale in Spagna.
Geografia antropica
Spiagge
Nella località si forma una piccola baia che comprende due spiagge principali:
- Playa de Santa Ponça (conosciuta anche come Spiaggia Grande): la spiaggia omonima, insignita della Bandiera Blu, è lunga 1300 m e larga in media 100 m. È caratterizzata da filari di palme e da fine sabbia bianca, incrementata artificialmente negli ultimi anni.
- Caló d'en Pellicer (o Spiaggia Piccola): un'insenatura meridionale lunga appena 30 m, situata ai piedi del Puig de la Morisca.
In passato era possibile fare il bagno anche nell'insenatura naturale di Sa Caleta, ma dal 1975 la baia ospita il Club Náutico Santa Ponsa, un importante porto turistico con una capienza di 522 imbarcazioni, non più adatto alla balneazione.
Società
Tradizioni e folclore
Durante le feste patronali, che culminano intorno al 7 e al 10 settembre, gli abitanti celebrano la rievocazione storica nota come "Mori e cristiani" (Moros y cristianos), con sfilate e simulazioni sulla spiaggia della celebre battaglia vinta da re Giacomo I nel 1229.
Turismo
L'economia locale è fortemente votata al turismo ricreativo: in estate le temperature si aggirano intorno ai 30 °C (con un'acqua del mare tra i 21 e i 25 °C). La cittadina ospita parchi d'avventura per famiglie come il Jungle Park ed attrae un flusso turistico massiccio proveniente soprattutto dall'Irlanda (che rappresenta oltre l'80% dei visitatori), tanto da aver guadagnato il soprannome colloquiale di ballyPonça.
L'influenza irlandese si riflette nell'ampia diffusione di pub in stile celtico e musica folk dal vivo nei locali, concentrati in particolare lungo l'arteria di Ramon de Montcada e verso il quartiere residenziale di Costa de la Calma, donando alle notti estive un'atmosfera simile al quartiere Temple Bar di Dublino. Il resto dei visitatori è composto in larga misura da scozzesi, olandesi e italiani.
Sport
- Golf: Santa Ponça è un rinomato centro per il golf, vantando tre campi principali (Santa Ponsa I, II e III) che ospitano tornei internazionali come l'European PGA Tour.
- Tennis: Ha grande importanza tennistica grazie ai numerosi club locali, tra cui il Mallorca Country Club, che ospita eventi internazionali come i campionati ATP 250 su erba (vinti, tra gli altri, dal russo Daniil Medvedev contro Sam Querrey).
- Nautica: Il Club Náutico locale (fondato nel 1971) organizza regolarmente le celebri regate intitolate a "Rei en Jaume".
- Calcio: La principale associazione storica della località è stata il CE Santa Ponça (fondato nel 1982 e capace di raggiungere la Segunda División B, prima di fondersi nel 1990 in un'unica società col Platges de Calvià). Dopo diverse rifondazioni successive sotto il nome di RCE Santa Ponça (sciolto nel 2008), oggi la città è rappresentata a livello dilettantistico dal Santa Ponça CF, fondato nel 2010.
Note
- ↑ (ES) Daniel Albero Santacreu, Primeras aproximaciones a la organización del espacio rural durante época islámica (902-1229) en Qalbiyan (SO de Mallorca), su Arqueología y Territorio Medieval, p. 5. URL consultato il 26 agosto 2020.
- ↑ (CA) Ahmad b. Abd Allah Ibn 'Amīra, kitab ta’rih Mayurqa. Crònica àrab de la conquesta de Mallorca, Universitat Illes Balears, 2008, p. 56, ISBN 8483840693.
- ↑ (CA) Joan Coromines e Josep Mascaró Pasarius, Onomasticon Cataloniæ, vol. 1, Barcellona, Curial, 1989, pp. 251-252, ISBN 84-7256-330-8.
- ↑ (CA) Josep Noguerol Mulet, Alguns topònims històrics de la costa calvianera (PDF), in Bolletí de la Societat Arqueològica Lul·liana, n. 55, 1999, p. 399.
- ↑ (CA) Miguel Dolç i Dolç (a cura di), Gran Enciclopèdia de Mallorca, vol. 15, Promomallorca, pp. 271-273, ISBN 84-8661702-2.
- ↑ (ES) D. Albero, M. Calderón, M. Calvo e E. Gloaguen, Calvià y la conquista de Jaime I (1229), in Calvià: Patrimonio Cultural, Calvià, Fundación Calviá, 2011, pp. 177-186.
- ↑ (ES) A. Vives Reus, Calvià en época contemporánea, in Apuntes sobre la historia de Calvià en el contexto de las Islas Baleares, Calvià, Fundación Calviá, 2011, pp. 221-253, ISBN 978-84-614-8885-8.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Mappa della baia di Santa Ponça del 1892 sul sito dell'Institut Geogràfic Nacional d'Espanya
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