Saponara
| Saponara comune | |
|---|---|
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Maria Spidalieri (lista civica) dal 26-5-2026 |
| Data di istituzione | 1952 |
| Territorio | |
| Coordinate | 38°12′N 15°26′E |
| Altitudine | 160 m s.l.m. |
| Superficie | 26,26[1] km² |
| Abitanti | 3 610[2] (31-5-2026) |
| Densità | 137,47 ab./km² |
| Frazioni | Cavaliere, Scarcelli, San Pietro, Saponara Marittima |
| Comuni confinanti | Messina, Rometta, Villafranca Tirrena |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 98047 |
| Prefisso | 090 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 083092 |
| Cod. catastale | I420 |
| Targa | ME |
| Cl. sismica | zona 1 (sismicità alta)[3] |
| Cl. climatica | zona B, 900 GG[4] |
| Nome abitanti | saponaresi |
| Patrono | san Nicola di Bari |
| Giorno festivo | 6 dicembre |
| Cartografia | |
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| Sito istituzionale | |
Saponara (Sapunara in siciliano) è un comune italiano di 3 610 abitanti[2] della città metropolitana di Messina in Sicilia.
Geografia fisica
Saponara prende il nome dalla pianta di Saponaria officinalis, un tempo molto diffusa nel territorio saponarese in grado di produrre schiuma a base detergente. Si sviluppa sulle pendici del versante settentrionale dei Monti Peloritani, alla confluenza del torrente Cardà con il torrente Perarella, i quali formano il torrente di "Saponara".[5]
Storia
Saponara ha origini molto antiche ed è difficile stabilire con precisione il periodo della sua fondazione. L’opinione più accreditata è che il centro sia sorto nel Medioevo, intorno all’anno Mille. La presenza del “castello” sulla collina che sovrasta il paese, alta 321 m, fa pensare a una struttura di origine bizantina, destinata al controllo dei movimenti degli invasori arabi.
Dal XII secolo Saponara raggiunse una discreta estensione territoriale e, insieme al castello e al “casale”, riuscì a diventare un feudo, guidato da Matteo Palizzi, che morì nel 1353 durante una sommossa popolare causata dai suoi errori politici. A Palizzi succedette, nella seconda metà del Trecento, Enrico Rosso, conte messinese. In seguito il feudo passò a Filippo Marino, poi a Guglielmo Raimondo Montecano e a Nicolò Castagna. Quest’ultimo morì senza eredi e il feudo passò quindi alle famiglie La Grua Ventimiglia e Pollicino.
L'avvento dei Moncada
Per motivi sconosciuti, Gaspare La Grua Pollicino vendette il feudo a Tommaso Mirulla, il quale dopo vicende giudiziarie lo cedette a Girolamo Moncada. I Moncada erano una potente famiglia spagnola, sotto il dominio di Carlo V d'Asburgo, e possedevano molti feudi in tutta la Sicilia. Durante il loro periodo di governo Saponara andò incontro ad un importante incremento demografico e nel tardo '500 venne costruita la chiesa dedicata a santa Caterina d'Alessandria (oggi dedicata all'Immacolata) con l'annesso monastero dei Minori Conventuali, il palazzo baronale e alcune fontane pubbliche. Nel 1660 Pietro Moncada fu espropriato del feudo, che passò prima a Domenico Di Giovanni e poi a Vincenzo Di Giovanni, il quale ottenne il titolo ducale nel 1684, quando Saponara divenne ducato. Ebbe così inizio la dinastia dei Di Giovanni, principi di Trecastagni.
Gli Alliata
Nel 1733 Vittoria Di Giovanni Pagano sposò il principe Domenico Alliata, dando inizio alla dinastia degli Alliata, che durò fino al 1812, quando la Costituzione borbonica abolì i privilegi feudali. Gli Alliata si distinsero, soprattutto nella metà del Settecento, per le numerose opere a favore della comunità e per la loro generosità verso la popolazione.
Si ricorda, in particolare, che la principessa Vittoria fornì aiuti alimentari alla città di Messina durante la grave carestia del 1763. Nel 1772 un violento terremoto colpì il territorio e i coniugi prestarono soccorso alla popolazione, costruendo chiese e monasteri per i poveri, tra cui la chiesa di San Pietro nell’omonima frazione di Saponara. Nel 1743, durante l’epidemia di peste che colpì Messina, i principi, rifugiatisi a Saponara, fecero costruire un cordone sanitario con palizzate e posti di guardia, impedendo la diffusione del morbo nel paese.
Domenico Alliata morì nel novembre del 1774 all’età di 62 anni. La vedova Vittoria continuò a vivere tra Saponara e Messina fino al 1783, quando un nuovo terremoto distrusse il suo palazzo messinese; scampata miracolosamente alla morte, si trasferì a Palermo, dove morì nel 1788.
L'Ottocento
Nel 1812 la Costituzione borbonica abolì il feudalesimo in Sicilia, anche sotto l’influenza degli ideali della Rivoluzione francese. Il re Ferdinando I delle Due Sicilie riorganizzò la suddivisione amministrativa dell’isola, che venne divisa in sette Valli, e nel 1824 Saponara divenne comune autonomo, guidato da un sindaco.
Nella seconda metà dell’Ottocento il processo di unificazione italiana coinvolse anche Saponara: con il plebiscito del 1860, la popolazione votò a favore dell’annessione al Regno d'Italia. Nel 1864 una violenta alluvione e la piena del torrente causarono gravi danni al centro abitato; solo grazie alla realizzazione di argini si riuscì a contenere la forza delle esondazioni.
Il novecento, la fusione e la ricostituzione
Il terremoto del 1908, che devastò Messina causando decine di migliaia di vittime, colpì anche Saponara: si registrarono sei morti e numerosi edifici subirono gravi danni, tra cui la chiesa madre di San Nicola, il campanile, il palazzo degli Alliata e diverse chiese del territorio. A seguito del sisma, la chiesa madre fu restaurata e riaperta solennemente il 2 ottobre 1932.[6]
Il monumento situato nella piazza Umberto I ricorda i caduti della prima guerra mondiale i quali furono la maggior parte giovani. Il 2 giugno del 1929 Saponara, che dal 1863 aveva mutato denominazione in Saponara Villafranca, costituì insieme a Bauso, Calvaruso e le frazioni Divieto e Serro del comune di Messina, il nuovo comune di Villafranca Tirrena. Ciò destò del malcontento tra la popolazione saponarese che desiderava l'autonomia (di cui godeva dal 1824), visto che il paese era in via di forte sviluppo economico e aveva i propri interessi. Dopo varie vicende politiche e proteste, l'Assemblea regionale siciliana, con legge n. 53 del 26 novembre 1952, ricostituì l'autonomia comunale nei vecchi confini e sotto il nome di Saponara.
L'alluvione del 22 novembre 2011
Nel corso della storia del paese si sono succeduti diversi episodi franosi ed alluvioni. L'ultimo episodio risale al 22 novembre 2011, quando caddero sul centro abitato e in generale sul messinese, colpendo anche Barcellona Pozzo di Gotto, 60-100 mm di pioggia all'ora, e valori cumulati totali intorno ai 150 mm, in base a quanto sostenuto dalla rete osservativa AM e dalla rete pluviometrica della Protezione Civile. In questa occasione persero la vita tre persone nella frazione di Scarcelli: un padre e un figlio, e un bambino di 10 anni che abitavano nella stessa abitazione ma su piani diversi. Il 1º dicembre si svolsero i funerali delle 3 vittime nella chiesa di San Domenico a Saponara Marittima, presieduti dall'arcivescovo di Messina Calogero La Piana.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR.n. 1362 del 1º giugno 1976.[7]
Il gonfalone è un drappo di bianco caricato dell'arma sopra descritta e riccamente ornato di fregi d'argento.[7]
Monumenti e luoghi d'interesse
"Bottesco" è un'antica fontana con apposite vasche dove ancora oggi si recano le donne a lavare i panni grazie alla fresca e limpida acqua che sgorga dalla fonte recentemente ristrutturata.
"Castello" è un rudere di una struttura difensiva che sorge lungo la collina che sovrasta il centro abitato. Questa struttura è stata messa chiaramente in una posizione strategica dove si poteva facilmente vedere dall'alto l'avanzata degli invasori; inoltre la collina è particolarmente ripida e scoscesa e questo metteva in difficoltà coloro che osavano avanzare verso tale struttura. Il castello, oggi particolarmente danneggiato, possiede delle mura di cinta fatte di pietrame e laterizi. Vi sono particolari strutture ancora oggi visibili come un muro di contrafforte e un baluardo quadrangolare, e una torre sull'angolo destro rispetto alla porta a pianta quadrangolare ma che all'esterno sembra poligonale. Il vano all'interno è pressappoco quadrato e rivestito di grossi mattoni e intonaco.
Chiese ed edifici religiosi
Nel territorio comunale si trovano la chiesa madre di San Nicola di Bari, la chiesa ex conventuale dell'Immacolata, altre chiese filiali, un ex convento dei frati conventuali e diversi edifici religiosi nelle frazioni. Nelle frazioni di San Pietro, Cavaliere e Scarcelli sono presenti la chiesa antica di San Pietro Apostolo, la chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo, la chiesa di San Sebastiano Martire e la chiesa di Sant'Antonio di Padova; a Saponara Marittima fa riferimento la parrocchia di San Domenico.
Società
Evoluzione demografica
Abitanti censiti[8]

Tradizioni e folclore
Feste religiose
Tutto il comune di Saponara è ricco di feste religiose e tradizioni, ma quelle di maggior importanza sono in onore di San Nicola e dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria.


Il 6 dicembre, dopo i colpi di mortaio mattutini, seguono le funzioni religiose e nella tarda serata, dopo la Santa Messa, viene portato in solenne processione il busto argenteo di San Nicola seguito dalle autorità civili e militari e dalla banda. Esso risale al XVII secolo, realizzato da un ignoto argentiere messinese, e rappresenta il Vescovo di Myra nell'atto di benedire, mentre nell'altra mano tiene il Vangelo. Egli indossa una mitria vescovile, un mantello a tema floreale, e una tunica con una cinta. A partire dal 2017, la vara di San Nicola viene di nuovo portata a spalla dopo oltre 40 anni. Nei secoli precedenti la devozione verso San Nicola da parte dei Saponaresi era decisamente più forte rispetto ai tempi odierni e ciò ha contribuito a rendere la festa oggigiorno poco sentita dalla popolazione e scarsamente partecipata pur trattandosi del Santo Patrono. Il 7 dicembre, alle 21:00 viene portato in processione il quadro dell'Immacolata, in siciliano U Quadrittu raffigurante l'Immacolata Concezione. Questa festa risale ad un avvenimento riguardante il ceto sociale dei carbonai, a quel tempo molto diffusi nel centro abitato. I carbonai che erano anche la forza lavoro del paese, per molti mesi e durante le festività patronali erano costretti a lavorare in montagna, quindi erano estromessi dalla vita sociale del paese e non potevano assistere a queste feste. Durante la prima metà del 1600, quando a Saponara governavano i Moncada, si erano conclusi i festeggiamenti in onore di San Nicola e ci si stava preparando per la festa dell'8 dicembre. I carbonai stufi di non poter partecipare, la sera del 7 dicembre scesero dai monti illuminando la via con delle torce, entrarono nella Chiesa dell'Immacolata e portarono in processione il quadro della Vergine illuminandolo con le torce. Per il fragore creato, gli abitanti del paese si svegliarono e assistettero alla processione notturna per le vie del Paese. Oggi quel quadro è esposto nella Chiesa dell'Immacolata e in processione se ne porta un altro. Per tradizione la sera del Quadretto i saponaresi sono soliti mangiare con le proprie famiglie lo stoccafisso riccamente condito, che in siciliano prende il nome di pisci stoccu a ghiotta. L'8 dicembre si tiene la festa dell'Immacolata, che delle tre feste è sicuramente la più partecipata e la più sentita, alla quale inoltre accorrono numerosi devoti anche dai paesi limitrofi. Viene portato in processione il simulacro ligneo policromo rappresentante la Vergine e per l'occasione la statua viene adornata con gioielli che di anno in anno i fedeli donano alla Vergine in omaggio, e la vara portata a spalla, viene adornata con un sontuoso baldacchino. La processione ha un andamento molto lento ed è seguita dalle autorità civili e militari e dalla banda.

Il Carnevale

Il Carnevale di Saponara, per le sue origini assai remote, viene considerato uno dei Carnevali Storici di Sicilia a causa della presenza di una rappresentazione mimica di cadenza annuale (ogni martedì di Carnevale) della tradizionale Sfilata dell'Orso e della Corte Principesca. Tale rappresentazione affonderebbe le sue radici in un fatto realmente accaduto durante il periodo di governo degli Alliata, quando a governare era il Principe Domenico Alliata Di Giovanni che governava Saponara e le terre del suo comprensorio, terre adibite al pascolo e al raccolto e improvvisamente minacciate da un orso che iniziò a divorare il bestiame e a distruggere i raccolti. Il Principe prontamente fece catturare l'orso e lo fece condurre in catene alla presenza della propria famiglia, della Corte e dell'intera popolazione per le vie del paese, con lo scopo di rassicurare la popolazione, composta prevalentemente da contadini che così potevano liberamente tornare ai loro lavori nei campi. Dietro questo singolare evento, si sarebbe celato un intrinseco monito per i facinorosi e in generale coloro che osavano mettere in discussione il potere del Principe; egli però era un uomo di indole buona e generosa infatti non fece uccidere l'orso che continuò a sfilare per le vie del paese sino alla sua morte anche se dietro a questa decisione si nascondeva un comune desiderio di divertimento, un'occasione per creare un diversivo, visto che i momenti di svago erano riservati alle feste religiose e alle fiere paesane, senza dimenticare che la presenza di un orso era un evento eccezionale in terre dove la loro presenza era pressoché assente. Morto l'orso, la popolazione non aveva alcuna intenzione di rinunciare a un evento al quale ormai si era affezionata, così un cittadino cominciò a sfilare indossando la pelle dell'orso morto e facendone le veci e in modo analogo, a partire dall'Ottocento quando con la Costituzione Borbonica furono aboliti i privilegi feudali appartenenti alla nobiltà locale, si trovarono uomini che impersonassero il Principe e la Corte e tale tradizione giunse fino ai giorni nostri, fatta eccezione per un breve periodo (tra il 1963 e il 1968) in cui fu abbandonata. Terminato questo la sfilata fu ripristinata e da allora viene rievocato quell'antico evento ogni martedì di Carnevale a partire dal primo pomeriggio con la fervente partecipazione della popolazione e di gente proveniente dai paesi limitrofi. Nel corso del tempo sono state aggiunti alla sfilata originaria la banda musicale, il gruppo folkloristico che ballando e cantando non solo rispecchia la classe contadina, allora minacciata dall'orso, ma in generale le tradizioni messinesi e i suonatori di brogna, conchiglie marine, che accompagnano l'arrivo dell'orso. Un'altra categoria di personaggi che ha subito un'evoluzione nel corso del tempo, è stata la pacchiana, un personaggio femminile sino agli anni cinquanta interpretato da uomini. Ancora oggi, seppur in numero esiguo, esistono le pacchiane, interpretate però da donne e con un'accezione ormai prettamente carnevalesca, che puliscono le strade dai coriandoli con le loro scope di saggina al passaggio dell'Orso. Il loro vestito è composto da camicetta chiara e pettorina colorata; gonna a strisce verticali di colore vario e fazzoletto in testa. L'Orso viene impersonato da un anonimo cittadino di Saponara e questa maschera nel corso del tempo ha subito diverse modifiche: dall'originaria pelle d'orso si passò ad un costume costituito da pelli di capra e vecchi campanacci che conferivano all'animale un aspetto selvaggio, mentre dagli anni settanta, il figurante indossa pelle d'orso autentica, confezionata per creare una tuta costituita da pantaloni, una mostruosa testa, guantoni con artigli e cinturone di cuoio che risulta poco credibile per la figura dell'orso al quale tramite tale cinturone si attaccano dei campanacci e i terminali delle catene trattenuti ai capi opposti dalle guardie in costume da contadini siciliani, una volta che esso viene catturato. L'Orso, oggigiorno, risulta abbastanza libero nei momenti e ciò gli consente di gettarsi improvvisamente sulla folla per compiere ogni genere di bricconeria mirata a suscitare ilarità tra il pubblico presente. Il Principe indossa un abito da foggia militare da Ufficiale, adornato con la corona, la spada e le medaglie mentre la Principessa Vittoria Di Giovanni, interpretata solitamente da una giovane fanciulla affascinante, indossa un abito più sfarzoso rispetto a quello delle altre dame della corte, adornato dalla corona e da altri gioielli. La figura della Principessa cadde in disuso alla fine degli anni novanta e venne ripresa soltanto nel 2018, in occasione dei cinquant'anni della Rievocazione Storica della Sfilata, soltanto che la Principessa rappresentata non era Vittoria Di Giovanni, bensì Felice Colonna, moglie di Giuseppe Alliata, figlio del Principe Domenico, che in occasione del cinquantennale comparve come nuovo personaggio; in occasione del cinquantennale anche l'Orso cambiò completamente aspetto, divenendo una maschera ancora più realistica di colore marrone scuro. La Corte Principesca infine, che rappresenta la piccola nobiltà terriera del Settecento in Sicilia, indossa abiti che non rispecchiano la moda del periodo, di gran lunga più sfarzosa quasi all'insegna dell'eccesso, ma abiti di una sobria eleganza tipici della seconda metà dell'Ottocento e del primo Novecento che conferiscono all'intera manifestazione un tocco di eleganza e signorilità in più.
Geografia antropica
Frazioni
Del territorio comunale fanno parte le frazioni: "Cavaliere", "Scarcelli", "San Pietro" e, a valle, sulla costa: "Saponara Marittima".
I santi patroni delle frazioni sopracitate sono:
- Scarcelli: sant'Antonio di Padova

- San Pietro: san Pietro apostolo. La frazione di San Pietro si trova a 8 km da Saponara Marittima e a 3 km da Saponara centro. Vi si trovano 2 chiese: una di recente costruzione, l'altra fatta costruire nel XIX dalla duchessa Vittoria Di Giovanni Alliata che è stata recentemente ristrutturata. Oltre queste due chiese non sono presenti altri monumenti e luoghi di interesse. La popolazione si aggira intorno alle 70-90 persone. Il paese è stato colpito in modo pesante dall'alluvione del 2011 che pur non provocando morti ha causato parecchi danni. Il paese è stato colpito anche da un'altra rovinosa alluvione nel 1855 che provocò numerosi morti e che fece allargare il torrente, il quale scorre accanto al paese, che fino a quel momento era stato considerato un semplice ruscello. Non vi sono attività economiche e il turismo è irrilevante anche se ogni anno la prima domenica di Luglio si svolge la festa del santo patrono che attira numerose persone dai comuni limitrofi. Il paese si trova sulla strada sp53ter che collega Saponara con Rometta.
- Cavaliere: San Sebastiano
- Saponara Marittima: san Domenico di Guzmán
Scarcelli
La frazione di Scarcelli dista 1,30 chilometri dal comune di Saponara e sorge a 115 m s.l.m..
Nella frazione di Scarcelli risiedono 868 abitanti, dei quali 416 maschi e i restanti 452 femmine.[2] È la più popolosa delle frazioni di Saponara.[9]
Il 22 novembre 2011 una frana, provocata da un'alluvione, ha provocato tre morti.[10][11][12] Delle frane avevano colpito il paese in precedenza, nel 1972 e nel 2009, senza produrre altrettanti danni.[9] Nel giugno 2017 la zona è stata colpita da un vasto incendio.[13]
Monumenti e luoghi d'interesse
Amministrazione
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 24 giugno 1988 | 14 giugno 1992 | Leone Saija | - | Sindaco | [17] |
| 14 giugno 1992 | 7 giugno 1993 | Nicolino Ruggeri | Partito Comunista Italiano | Sindaco | [17] |
| 7 giugno 1993 | 1º dicembre 1997 | Aldo Panarello | Democrazia Cristiana | Sindaco | [17] |
| 1º dicembre 1997 | 28 maggio 2002 | Aldo Panarello | lista civica | Sindaco | [17] |
| 28 maggio 2002 | 15 maggio 2007 | Salvatore Curreri | lista civica | Sindaco | [17] |
| 15 maggio 2007 | 8 maggio 2012 | Nicola Venuto | lista civica | Sindaco | [17] |
| 8 maggio 2012 | 12 giugno 2017 | Nicola Venuto | lista civica | Sindaco | [17] |
| 12 giugno 2017 | 13 giugno 2022 | Fabio Vinci | lista civica | Sindaco | [17] |
| 13 giugno 2022 | 30 dicembre 2025 | Giuseppe Merlino | lista civica | Sindaco | [17] |
| 30 dicembre 2025 | 25 maggio 2026 | Pietro Valenti | - | commissario straordinario | [17] |
| 26 maggio 2026 | in carica | Maria Spidalieri | lista civica | Sindaco | [17] |
Altre informazioni amministrative
Il comune di Saponara fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.5 (Montagna litoranea di Messina)[18].
Sport
L'A.S.D. Calcio Saponarese milita nel campionato di Seconda Categoria siciliana, i colori sociali sono l'azzurro e il bianco.
Note
- ↑ Dati Istat 2011, su istat.it. URL consultato il 22 maggio 2014.
- 1 2 3 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ↑ Tommaso Fazello, Della storia di Sicilia, Deche due del r.p.m. Tommaso Fazello siciliano…, vol. 6, p. 565, capitolo VIII.
- ↑ La Chiesa Madre di San Nicola di Bari, su parrocchiasaponara.blogspot.com. URL consultato il 7 febbraio 2022.
- 1 2 3 Comune di Saponara, Statuto (PDF), Art. 2 Toponimo, stemma e gonfalone.
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- 1 2 Marco Imarisio, Italia ventunesimo secolo, Il Saggiatore, 2013.
- ↑ Frana nel Messinese, muore un bambino di dieci anni e un padre con il figlio, su corrieredelmezzogiorno.corriere.it, Corriere del Mezzogiorno, 22 novembre 2011. URL consultato il 1º agosto 2018.
- ↑ Peppe Caridi, Alluvone a Scarcelli di Saponara (Me): ritrovati morti i 2 dispersi, 3 vittime complessive, su meteoweb.eu, 23 novembre 2011. URL consultato il 1º agosto 2018.
- 1 2 “Mai più 22.11.11”, in ricordo della tragedia di Saponara, su ilcittadinodimessina.it, 21 novembre 2012. URL consultato il 1º agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 2 agosto 2018).
- ↑ Vasto incendio a Scarcelli di Saponara, su gazzettadelsud.it, Gazzetta del Sud Online, 29 giugno 2017. URL consultato il 1º agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 19 agosto 2018).
- ↑ Le Chiese, su servizipa.cloud, Comune di Saponara. URL consultato il 1º agosto 2018.
- ↑ Foto Chiesa dell'800 Sant'Antonio di Padova - Frazione Scarcelli SAPONARA, su siciliano.it. URL consultato il 1º agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 2 agosto 2018).
- ↑ Chiesa S. Antonio, su goo.gl, Google Maps. URL consultato il 1º agosto 2018.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 https://amministratori.interno.it/
- ↑ GURS Parte I n. 43 del 2008, su gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 21 maggio 2014.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Sito ufficiale, su comune.saponara.me.it.
- Saponara, su sapere.it, De Agostini.
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