Satoshi Nakamoto

Un particolare della statua di Satoshi Nakamoto a Budapest
La scultura metallica di Valentina Picozzi a Lugano all’interno del Parco Ciani, raffigura il fondatore anonimo di Bitcoin, noto con lo pseu­do­nimo di Satoshi Nakamoto, che è scompar­so dalla vita pubblica e non è mai stato identificato. Con il suo aspetto semi­traspa­rente visto di fronte, l'opera d'arte allude alla scomparsa del fondatore nell'anonimato. Nel 2025 l’opera fu vandalizzata e ritrovata all’interno del lago.

Satoshi Nakamoto (中本哲史?, Nakamoto Satoshi) è lo pseudonimo della persona, o del gruppo di persone,[1][2][3][4] che ha ideato la criptovaluta Bitcoin, redigendone il white paper e creandone e distribuendone l'implementazione di riferimento originale. Questa comprende la realizzazione del relativo protocollo di comunicazione e la rete peer-to-peer su cui si basa.[5] Nell'ambito dello sviluppo, Nakamoto ideò anche la prima blockchain.[6] Nakamoto rimase attivo nello sviluppo di Bitcoin fino al dicembre 2010.[7]

Nel novembre del 2008, Satoshi Nakamoto pubblicò il white paper di Bitcoin sulla mailing list Cryptography., ospitata dal sito metzdowd.com. Nel 2009 rilasciò la prima versione del software Bitcoin[8][9] e collaborò in forma anonima con altri sviluppatori per migliorare il progetto. Nel 2010 iniziò a ritirarsi dalla comunità di Bitcoin. La sua ultima comunicazione pubblicamente nota risale all'aprile 2011 , quando dichiarò di essersi dedicato ad altri progetti, affidando la gestione di Bitcoin a Gavin Andresen e affermando che il progetto era in buone mani.

Identità di Satoshi Nakamoto

Il simbolo del bitcoin

Teorie

Esistono più teorie riguardanti l'identità di Satoshi Nakamoto. Ad oggi non è ancora chiaro se si tratti di un uomo, una donna o di un gruppo di persone. In giapponese il nome "Satoshi Nakamoto" può avere i seguenti significati:

  • "satoshi" significa "un pensiero chiaro, veloce e saggio";
  • "naka" può significare "medium", "dentro" o "relazione";
  • "moto" può significare "origine" o "fondamento".

Tuttavia tali significati non offrono indizi sulla reale identità dell'inventore di Bitcoin.

Inizialmente si pensava che fosse Michael Clear, laureato in crittografia al Trinity College, ma egli ha negato ogni coinvolgimento[10]. Un'altra ipotesi identificava in Vili Lehdonvirta[11], ex sviluppatore di videogiochi, sociologo ed economista finlandese, ma anch'egli negò di essere il fondatore della criptovaluta.

Adam Penenberg, professore dell'Università di New York, ipotizzò che dietro il personaggio misterioso si nascondessero tre persone: Neal King, Vladimir Oksman e Charles Bry[12]. La tesi di Penenberg si basa su una ricerca effettuata su Google di alcune particolarità del protocollo Bitcoin che riconducono a una richiesta di brevetto per l'aggiornamento e la distribuzione delle chiavi di crittografia[13]. Il brevetto era stato richiesto proprio da King, Oksman e Bry[12].

Nick Szabo, informatico ed esperto di crittografia, è stato a lungo sospettato di essere Satoshi insieme al collaboratore Laszlo Hanyecz[14]. A Nick Szabo viene attribuita l'invenzione del concetto di smart contract con l'obiettivo di regolamentare e creare dei protocolli di commercio elettronico tra estranei su Internet. Gli smart contract, oggi, sono la base delle criptovalute e delle blockchain.

Nel marzo del 2014, sei anni dopo la pubblicazione sul deep web della documentazione relativa alla nuova valuta digitale da parte di Satoshi Nakamoto, il settimanale Newsweek identificò Dorian Nakamoto come presunto creatore dei Bitcoin. Fu la prima volta che una testata giornalistica tentò di svelare l'identità di Satoshi Nakamoto, suscitando grande stupore nella comunità di appassionati.

C'è poi chi ipotizza che il fondatore possa essere Martti Malmi, sviluppatore finlandese attivo sin dalle origini del progetto Bitcoin, a cui si deve anche la realizzazione dell’interfaccia utente. Secondo altre voci, l’invenzione sarebbe da attribuire a Jed McCaleb, statunitense appassionato di cultura giapponese e fondatore di MtGox, residente proprio in Giappone. Un’ulteriore teoria conduce infine a Donal O'Mahony e Michael Peirce, autori di uno studio sui sistemi di pagamento digitale nelle piattaforme di e-commerce.

Craig Steven Wright

Nel dicembre 2015, secondo due articoli d'inchiesta pubblicati da Wired e Gizmodo, Craig Steven Wright, imprenditore australiano, sarebbe il creatore dei Bitcoin[15][16]. L'articolo riportò l'apparizione di Craig Wright via Skype all'evento di quell'anno, il "Bitcoin Investor's Conference" a Las Vegas, nel quale lui stesso dichiarò di essere il creatore dei Bitcoin. Poche ore dopo, la polizia federale australiana entrò nel suo appartamento per eseguire un controllo, ma Craig Wright e sua moglie se n'erano già andati.

Il 2 maggio 2016 Craig Steven Wright ha pubblicamente dichiarato di essere Satoshi Nakamoto. Wright ha rivelato la sua identità alla BBC, al The Economist e a GQ. Al fine di dimostrare la sua affermazione, ha firmato un messaggio con la chiave di crittografia privata associata alla prima transazione in Bitcoin[17]. Tuttavia la validazione di questa firma è contestata[18][19].

Il 4 maggio 2016 Wright promette di eseguire un trasferimento di bitcoin dal wallet di Satoshi.[20] Tale trasferimento sarebbe stato una prova inconfutabile, in quanto avrebbe dimostrato che Wright era in possesso delle chiavi d'accesso che solo Satoshi poteva detenere. Ma il giorno successivo, cancella tutti i post sul suo blog e pubblica una nota intitolata I'm sorry nella quale dichiara che era pronto a pubblicare ulteriori prove ma di non aver avuto il coraggio di farlo. Conclude la nota con un "addio".[21] Nello stesso anno Wright ha presentato una richiesta di copyright per il white paper di Bitcoin, originariamente scritto da Satoshi Nakamoto.[22] Un portavoce di Wright ha dichiarato al Financial Times che questo è stato "il primo riconoscimento da parte dell'agenzia governativa di Craig Wright come Satoshi Nakamoto, il creatore di Bitcoin". L'Ufficio per il diritto d'autore degli Stati Uniti ha emesso un comunicato stampa chiarendo che non era così[23].

Il 20 maggio 2024, sul sito ufficiale di Craig Steven Wright, è comparso un avviso con scritto che l'Alta corte di Inghilterra e Galles ha ritenuto che Craig Wright abbia mentito in tutte le sue dichiarazioni e che egli non sia il creatore di Bitcoin[24].

Adam Back

Gli indizi più numerosi riguardo all'identità di Satoshi puntano ad Adam Back, l'inventore del predecessore di Bitcoin, Hashcash, come indicato dal Financial Times[25] o dall'indagine effettuata dal canale YouTube Barely Sociable[26].

Hal Finney

Quando Satoshi Nakamoto rilasciò il software di Bitcoin, Finney fu il primo a credere in quel progetto visionario, offrendosi di testare il codice e diventando il destinatario della storica prima transazione della rete.[27]

Finney ha sempre documentato pubblicamente i suoi scambi di email con il creatore della moneta. Anche negli ultimi anni della sua vita, ormai affetto dalla SLA, ha continuato a programmare e a sostenere lo sviluppo di Bitcoin.[28]

Nick Szabo

Alla fine degli anni Novanta, con la sua intuizione del "Bit Gold", Nick Szabo aveva tracciato la mappa concettuale per creare una moneta digitale che non dipendesse da alcuna autorità centrale o banca, risolvendo in anticipo molti dei problemi legati alla scarsità digitale. La sua competenza, che spazia dall'informatica al diritto, lo ha portato anche a ideare il concetto di smart contract, i contratti digitali che oggi regolano interi ecosistemi finanziari decentralizzati.[29]

Sebbene varie analisi stilistiche compiute sui suoi testi accademici mostrino una notevole coincidenza con lo stile del whitepaper di Bitcoin, Szabo ha sempre negato ogni coinvolgimento diretto.[30]

Note

  1. ↑ (EN) The misidentification of Satoshi Nakamoto, su theweek.com, 30 giugno 2015. URL consultato il 22 luglio 2019.
  2. ↑ (EN) Olga Kharif, John McAfee Vows to Unmask Crypto's Satoshi Nakamoto, Then Backs Off, Bloomberg, 23 aprile 2019.
  3. ↑ (EN) Who Is Satoshi Nakamoto, Inventor of Bitcoin? It Doesn't Matter., su Fortune. URL consultato il 22 luglio 2019.
  4. ↑ (EN) Sophie Bearman, Bitcoin's creator may be worth $6 billion — but people still don't know who it is, su CNBC, 27 ottobre 2017. URL consultato il 22 luglio 2019.
  5. ↑ (EN) L. S., Who is Satoshi Nakamoto?, 2 novembre 2015. URL consultato il 3 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 21 agosto 2016).
  6. ↑ (EN) Economist Staff, Blockchains: The great chain of being sure about things, in The Economist, 31 ottobre 2015. URL consultato il 18 giugno 2016 (archiviato il 3 luglio 2016).
  7. ↑ (EN) Benjamin Wallace, The Rise and Fall of Bitcoin, in Wired, vol. 19, n. 12, 23 novembre 2011, ISSN 1059-1028. URL consultato il 29 ottobre 2023.
  8. ↑ Joshua Davis, The Crypto-Currency: Bitcoin and its mysterious inventor., su newyorker.com, The New Yorker.
  9. ↑ Adam Penenberg, The Bitcoin Crypto-Currency Mystery Reopened, su fastcompany.com, Fast Company.
    «A New Yorker writer implies he found Bitcoin's mysterious creator. We think he got the wrong man, and offer far more compelling evidence that points to someone else entirely.»
  10. ↑ Clear, Michael, Clarifications on Joshua Davis' Article on Bitcoin in the New Yorker, su scss.tcd.ie, 4 aprile 2013. URL consultato il 17 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 31 ottobre 2013).
  11. ↑ Who is Satoshi Nakamoto?, su coindesk.com, 26 novembre 2013. URL consultato il 17 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2018).
  12. 1 2 Penenberg, Adam, The Bitcoin Crypto-currency Mystery Reopened, su fastcompany.com, The Fast Company, 11 ottobre 2011. URL consultato il 17 dicembre 2013.
  13. ↑ (EN) US20100042841, United States Patent and Trademark Office, Stati Uniti d'America.
  14. ↑ Chi è Satoshi Nakamoto?, su CryptoHub, 27 ottobre 2018. URL consultato il 13 gennaio 2019.
  15. ↑ (EN) Andy Greenberg, Is Bitcoin's Creator this Unknown Australian Genius? Probably Not. (Updated), in Wired. URL consultato il 23 ottobre 2024.
  16. ↑ (EN) Sam Biddle and Andy Cush, This Australian Says He and His Dead Friend Invented Bitcoin, su Gizmodo, 2 maggio 2016. URL consultato il 23 ottobre 2024.
  17. ↑ (EN) Craig Wright revealed as Bitcoin creator Satoshi Nakamoto - BBC News, su BBC News. URL consultato il 2 maggio 2016.
  18. ↑ (EN) Validating Satoshi (Or Not), su Dan Kaminsky's Blog, 2 maggio 2016. URL consultato il 2 maggio 2016.
  19. ↑ (EN) Craig Wright Claims He's Bitcoin Creator Satoshi -- Experts Fear An Epic Scam, su forbes.com, Forbes.
  20. ↑ Andrew O' Hagan, La vita segreta.
  21. ↑ Dr. Craig Wright, su drcraigwright.net. URL consultato il 5 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 7 maggio 2016).
  22. ↑ Thomas Simms, Craig Wright ha registrato i diritti d'autore per il white paper di BTC negli Stati Uniti, su Cointelegraph, 21 maggio 2019. URL consultato l'11 giugno 2020.
  23. ↑ Coinsider.it, La storia di Craig Wright: l'uomo che dice di essere Satoshi Nakamoto, su Coinsider.it, 20 novembre 2021. URL consultato il 22 novembre 2021.
  24. ↑ Craig Wright ammette di non essere Satoshi e rilascia un disclaimer sul suo sito web, su it.cointelegraph.com.
  25. ↑ Izabella Kaminska, Bitcoin: Identity crisis, in Financial Times, 6 maggio 2016. URL consultato il 31 gennaio 2022.
  26. ↑ Bitcoin - Unmasking Satoshi Nakamoto. URL consultato il 31 gennaio 2022.
  27. ↑ Bitcoin And Me (Hal Finney, March 19, 2013), su binance.com. URL consultato il 12 luglio 2026.
  28. ↑ (EN) Chris Neary, Alex Goldman, P. J. Vogt, #23 - A Bitcoin Story for People Who Don't Care About Bitcoin | On the Media, su WNYC Studios. URL consultato il 12 luglio 2026.
  29. ↑ (EN) Cryptocurrencies: Are Disruptive Financial Innovations Here?, su scirp.org.
  30. ↑ (EN) Satoshi Files: Nick Szabo | CoinMarketCap, su CoinMarketCap Academy. URL consultato il 12 luglio 2026.

Voci correlate

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