Scapanorhynchus
| Scapanorhynchus | |
|---|---|
![]() Fossile completo di S. lewisii proveniente da Sahel Alma, Libano | |
| Intervallo geologico | |
| Stato di conservazione | |
Fossile | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Classe | Chondrichthyes |
| Sottoclasse | Elasmobranchii |
| Ordine | Lamniformes |
| Famiglia | Mitsukurinidae |
| Genere | †Scapanorhynchus Woodward, 1889 |
| Serie tipo | |
| Scapanorhynchus lewisii Davis, 1887 | |
| Specie | |
| |
Scapanorhynchus Woodward, 1889 (dal greco σκάφιον scaphion, «pala», e ῥύγχος rhynchos, «muso» o «rostro»)[3] è un genere estinto di squalo appartenente alla famiglia Mitsukurinidae, vissuto durante il Cretaceo, dall'Aptiano fino alla fine del Maastrichtiano.[1][2]
Descrizione

Scapanorhynchus possedeva un muso allungato e appiattito e denti affilati, a forma di punteruolo, ideali per afferrare i pesci o strappare brandelli di carne dalle prede. In genere non superava i 4,15 metri di lunghezza totale, anche se i denti più grandi, alti circa 6 centimetri, suggeriscono una lunghezza massima di circa 6,7 metri.[4]
Le sue marcate somiglianze con l'attuale squalo goblin, Mitsukurina owstoni, hanno portato alcuni esperti[5][6] a proporre una riclassificazione di quest'ultimo come Scapanorhynchus owstoni. Tuttavia, la maggior parte degli specialisti degli squali ritiene che lo squalo goblin sia sufficientemente distinto dai suoi parenti preistorici da giustificare l'inclusione in un genere separato.
Classificazione

Si tratta di un parente stretto dell'odierno squalo goblin (Mitsukurina owstoni), l'unico membro vivente della famiglia. Segnalazioni più tarde attribuite a Scapanorhynchus, come quelle del Miocene riferite alla specie S. subulatus, sono considerate molto dubbie e potrebbero in realtà riferirsi a odontaspididi identificati erroneamente.[2][7][8]
Fu il primo mitsukurinide a essere descritto: la specie tipo, S. lewisii, venne infatti descritta quasi dieci anni prima dello squalo goblin vivente.
Paleoecologia

A differenza degli attuali squali goblin, che abitano le acque oceaniche profonde e sono predatori opportunisti piuttosto lenti, nutrendosi di pesci bentonici e invertebrati, Scapanorhynchus sembra essere stato un predatore apicale pelagico, che viveva nella zona epipelagica o sulla piattaforma continentale.[2] Un'analisi isotopica dei suoi denti suggerisce che si nutrisse prevalentemente di pesci e occupasse un livello trofico elevato all'interno del suo ecosistema. Sembra inoltre aver occupato una posizione trofica simile a quella di Squalicorax, un altro lamniforme marino vissuto nello stesso ambiente.[9] Il suo stile di vita da predatore attivo potrebbe averlo reso più vulnerabile agli effetti ecologici dell'estinzione di massa del Cretaceo-Paleogene, come accadde anche ad altri squali con una strategia ecologica analoga.[2]
Le specie di Scapanorhynchus potrebbero avere occupato habitat differenti: alcune, come S. texanus, vivevano in ambienti marini poco profondi, come il Western Interior Seaway, mentre altre, come S. raphiodon, potrebbero aver abitato ambienti marini profondi, sebbene siano note anche da depositi più superficiali.[10][11] Fossili di Scapanorhynchus sono stati rinvenuti anche in depositi rocciosi di acque basse, come quelli di Hell Creek, che sembrano rappresentare condizioni comprese tra ambienti costieri e acque salmastre, e forse perfino ambienti d'acqua dolce.[12]
Note
- 1 2 Shawn A. Hamm e Kenshu Shimada, Associated Tooth Set of the Late Cretaceous Lamniform Shark, Scapanorhynchus raphiodon (Mitsukurinidae), from the Niobrara Chalk of Western Kansas, in Transactions of the Kansas Academy of Science, vol. 105, n. 1/2, 2002, pp. 18-26, ISSN 0022-8443.
- 1 2 3 4 5 Jürgen Kriwet e Michael J. Benton, Neoselachian (Chondrichthyes, Elasmobranchii) diversity across the Cretaceous–Tertiary boundary, in Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology, Mesozoic-Cenozoic Bioevents, vol. 214, n. 3, 18 novembre 2004, pp. 181-194, DOI:10.1016/j.palaeo.2004.02.049, ISSN 0031-0182.
- ↑ Thomas H. Lineaweaver, The natural history of sharks, Garden City, N.Y. : Anchor Natural History Books, 1973, p. 220, ISBN 978-0-385-02539-3.
- ↑ K. Shimada e J. Seigel, The relationship between the tooth size and total body length in the goblin shark, Mitsukurina owstoni (Lamniformes: Mitsukurinidae) (PDF), in Journal of Fossil Research, vol. 38, n. 1, 2005, pp. 49-56.
- ↑ Mikko's Phylogeny Archive, su helsinki.fi.
- ↑ Rainer Froese e Daniel Pauly (a cura di), List of Nominal Species of Mitsukurinidae (Goblin shark), su FishBase, 2010. URL consultato il 23 gennaio 2024.
- ↑ H. Capetta, Chondrichthyes II, Mesozoic and Cenozoic Elasmobranchii, in Handbook of Paleoichthyology, vol. 3B, Stoccarda, New York, Gustav Fischer Verlag, 1987.
- ↑ L. S. Glickman e A. O. Averianov, Evolution of the Cretaceous Lamnoid sharks of the genus Eostriatolamia (PDF), in Paleontological Journal c/c of Paleontologicheskii Zhurnal, n. 32, 1998, pp. 376-384.
- ↑ Chelsea M. Comans, Sandi M. Smart, Emma R. Kast, YueHan Lu, Tina Lüdecke, Jennifer N. Leichliter, Daniel M. Sigman, Takehito Ikejiri e Alfredo Martínez-García, Enameloid-bound δ15N reveals large trophic separation among Late Cretaceous sharks in the northern Gulf of Mexico, in Geobiology, vol. 22, n. 1, 2024, DOI:10.1111/gbi.12585, ISSN 1472-4669.
- ↑ Andrew Retzler, Mark A. Wilson e Yoav Avni, Chondrichthyans from the Menuha Formation (Late Cretaceous: Santonian–Early Campanian) of the Makhtesh Ramon region, southern Israel, in Cretaceous Research, vol. 40, 1º marzo 2013, pp. 81-89, DOI:10.1016/j.cretres.2012.05.009, ISSN 0195-6671.
- ↑ Martin A. Becker, Robert W. Wellner, Christopher S. Mallery Jr. e John A. Chamberlain Jr., Chondrichthyans from the Lower Ferron Sandstone Member of the Mancos Shale (Upper Cretaceous: Middle Turonian) of Emery and Carbon Counties, Utah, USA, in Journal of Paleontology, vol. 84, n. 2, 2010, pp. 248-266, DOI:10.1666/09-053R.1, ISSN 0022-3360.
- ↑ Stratigraphy and paleontology of the Cretaceous Hell Creek Formation, Stumpf site, Morton County, North Dakota, in Proceedings of the North Dakota Academy of Sciences, vol. 48, 1994.
Bibliografia
- G. Case e D. Schwimmer, Late Cretaceous fish from the Blufftown Formation (Campanian) in Western Georgia, in Journal of Paleontology, vol. 62, n. 2, 1998, pp. 290-301.
- B. Kent, Fossil Sharks of the Chesapeake Region, Maryland, Egan Rees & Boyer, 1994, pp. 146.
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Scapanorhynchus
Wikispecies contiene informazioni su Scapanorhynchus
