Schaefferichthys

Schaefferichthys
Fossile di Schaefferichthys leudersensis
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
SuperclasseOsteichthyes
ClasseActinopterygii
OrdinePlatysomiformes
GenereSchaefferichthys
SpecieS. leudersensis

Schaefferichthys è un genere estinto di pesci ossei appartenente alla classe degli Actinopterygii (pesci con pinne raggiate), e in particolare all'ordine dei Platysomiformes. L'unica specie nota, Schaefferichthys leudersensis, è nota per un esemplare incompleto ritrovato in terreni risalenti al Permiano inferiore in Texas.

Etimologia

Il nome del genere onora il paleontologo statunitense Bobb Schaeffer, studioso di pesci fossili, unito al termine greco ichthys (ἰχθύς), che significa “pesce”.[1]

Descrizione

Schaefferichthys era un piccolo pesce dal corpo alto e stretto, la cui profondità massima era comunque inferiore alla lunghezza standard (corporea). Il dorso era altamanete elevato e gibboso poco dopo la zona della testa. Il ventre era lungo e moderatamente convesso, e solo verso la pinna anale (molto arretrata) era angolato. La testa era più alta che lunga, e il profilo della fronte era ripido.[1]

Classificazione

Schaefferichthys venne descritto per la prima volta nel 1966 da Dalquest, sulla base di un fossile incompleto ritrovato nei pressi di Lake Kemp nella Contea di Baylor in Texas, nella Leuders Formation risalente a circa 279-272 milioni di anni fa.[1][2]

Schaefferichthys è stato attribuito ai Platysomidae, un gruppo di pesci attinotterigi dal curioso profilo elevato tipici del Paleozoico superiore, un tempo ascritti al grande gruppo dei paleonisciformi.[1]

Note

  1. 1 2 3 4 Dalquest, Walter W. (1966). "An Unusual Paleonisciform Fish from the Permian of Texas". Journal of Paleontology. 40 (3): 759–762. ISSN 0022-3360. JSTOR 1301762.
  2. ↑ Dalquest, Walter W.; Kocurko, M. John (1986). "Geology and Vertebrate Paleontology of a Lower Permian Delta Margin in Baylor County, Texas". The Southwestern Naturalist. 31 (4): 477–492. doi:10.2307/3671702. ISSN 0038-4909. JSTOR 3671702.