Scharnitzspitze
| Scharnitzspitze | |
|---|---|
| Stati | |
| Regione | |
| Altezza | 2,468 m s.l.m. |
| Catena | Alpi |
| Coordinate | 47°23′44.89″N 11°06′42.68″E |
| Data prima ascensione | 1892 |
| Autore/i prima ascensione | Dr. J. Mainzer con le due guide Johann e Josef Dengg |
| Mappa di localizzazione | |
| Dati SOIUSA | |
| Grande Parte | Alpi Orientali |
| Grande Settore | Alpi Nord-orientali |
| Sezione | Alpi Calcaree Nordtirolesi |
| Sottosezione | Monti di Mieming e del Wetterstein |
| Supergruppo | Monti del Wetterstein |
| Gruppo | Catena del Wetterstein |
| Sottogruppo | Massiccio del Dreitorspitze |
| Codice | II/B-21.III-B.5.b |
Lo Scharnitzspitze è una cima montuosa alta 2.468 m sul livello del mare, e sorge sulla cresta principale dei Monti del Wetterstein, al confine tra Austria (stato federale del Tirolo ) e Germania (stato federale della Baviera)[1].
Geografia
La Scharnitzspitze si trova tra le vette più alte dello Schüsselkarspitze a est e dell'Oberreintalschrofen a ovest. È separata da queste montagne dai passi Wangscharte orientale e occidentale. A nord si trova la valle del Partnach e a sud quella del Leutascher Ache. È una delle vette che chiudono la valle Oberreintal a sud. La Scharnitzspitze è una montagna molto nota per le arrampicate nelle Alpi calcaree settentrionali; in particolare, la parete sud presenta un elevato numero di vie di arrampicata. Ciò è dovuto alla robusta struttura del muro con gradini, fasce, crepe e camini e al suo orientamento verso sud[1].
Accesso
Le località della valle sono Garmisch-Partenkirchen, Leutasch e Mittenwald, che sono i punti di partenza per la salita alla vetta e per le escursioni sul versante sud. Intorno allo Scharnitzspitze si trovano diversi rifugi alpini che possono fungere da punto di partenza:
Alpinismo
La prima ascensione della Scharnitzspitze fu effettuata dal dr. J. Mainzer con le due guide Johann e Josef Dengg da nord dall'Oberreintal attraverso lo Schüsselkar. Salirono appena sotto la Wangscharte orientale e da lì raggiunsero la vetta attraverso un passaggio di arrampicata che per l'epoca risultava difficile. Grandi classici, ma ancora oggi itinerari di arrampicata molto gettonati sono:
- Vecchia parete sud (UIAA IV, 6 tiri), scalata per la prima volta nel 1905 da Hans Leberle e H. Schulze.
- Hannemann (UIAA V+), scalato per la prima volta nel 1920 da Karl Hannemann e Eberhard Hösch. Fu il primo tour attraverso la parete sud.
- Parete sud diretta (UIAA VII, 260 m), aperta per la prima volta nel 1957 da Walter Spitzenstätter e Helmut Baldauf. Il percorso è stato delicatamente ripristinato e le aree fragili sono state ripulite. Ma oggi è necessariamente più difficile rispetto a prima della ristrutturazione.
Le nuove vie sulla parete sud sono:
- la Feuerlilie (UIAA 7+, 200 m), salita per la prima volta nel 1982 da Hansjörg Randl e Bernhard Hangl;
- la Weberknecht (UIAA 9-, 200 m), prima salita nel 1988 da B. Hangl e A. Wutscher, prima salita in libera di Heinz Zak nel 1988.
In generale, tutti i tour sono ad alta quota e richiedono esperienza nella messa in sicurezza. Anche la discesa dai sentieri è impegnativa e trovare la strada non è facile. La discesa dalla vetta porta al valico Wangscharte a est, da cui è necessario calarsi più volte in corda doppia. Un'altra possibilità è quella di scendere verso nord nell'Oberreintalkar[1].
Note
Bibliografia
- Hans Leberle, I monti del Wetterstein, in: Rivista del Club Alpino Tedesco e Austriaco, vol. 36, Monaco di Baviera, 1905.
- Carta del Club Alpino Tedesco 1:25.000, foglio 4/2, Monti del Wetterstein e di Mieming, Monaco di Baviera.
- Stefan Beulke, AVF Wetterstei, Monaco di Baviera, Rother Verlag, 1996.
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Scharnitzspitze

