Scipione Valentini

Scipione Valentini (Altilia, 4 ottobre 1915 – Castrolibero, 20 gennaio 1979) è stato un insegnante, sindacalista e politico italiano.

Biografia

Valentini nacque ad Altilia, in provincia di Cosenza, il 4 ottobre 1915, in una famiglia di modeste condizioni. Il padre, Francesco Valentino, emigrò negli Stati Uniti in cerca di lavoro e vi morì nel 1927, lasciando la moglie Maria Carmela Greco con tre figli. Scipione trascorse infanzia e adolescenza ad Altilia; inizialmente dovette interrompere gli studi dopo le elementari a causa delle difficoltà familiari, ma in seguito la madre e il fratello maggiore Eugenio lo mandarono a scuola a Cosenza, dove conseguì la licenza media-commerciale e poi il diploma presso l’Istituto Magistrale nel 1937.[1]

Iniziò la carriera di insegnante come maestro elementare supplente nelle aree rurali a partire dal 1938; nel 1941, risultando primo classificato nel concorso magistrale, ottenne la cattedra di ruolo come docente.[2] Deciso a proseguire la propria formazione, si iscrisse ai corsi di Vigilanza Didattica presso la Facoltà di Magistero dell’Università di Roma (dove ebbe come docenti Luigi Volpicelli e Galvano Della Volpe, studiando le teorie pedagogiche di John Dewey e della scuola europea). Nel 1949 conseguì la laurea in Materie Letterarie presso l’Università di Messina[3], discutendo una tesi su Sibari e Crotone.

Nel dopoguerra (1946-1948) visse tra Napoli e Roma, impegnandosi nell’attività politico-sindacale a livello nazionale. In particolare nel 1947 fu eletto dirigente nazionale dell’organizzazione sanitaria ULT-Inca[4] della CGIL durante un congresso a Milano. Rientrato in Calabria dopo la laurea, si stabilì a Cosenza, insegnando a Piane Crati (nell’hinterland cosentino) e intraprendendo attività culturali, oltre a quella politica e sindacale a livello locale. Dalla seconda metà degli anni Cinquanta fu uno dei principali dirigenti del sindacato insegnanti elementari (AMI-SNASE) in provincia di Cosenza, ricoprendo per circa vent’anni la carica di segretario provinciale.[5] Nel 1970 promosse la confluenza dello SNASE nella CGIL-Scuola e nello stesso anno ottenne la nomina a ispettore scolastico del Ministero della Pubblica Istruzione.[6]

Parallelamente alla carriera scolastica, Valentini portò avanti un costante impegno intellettuale. Dal 1976 al 1978 fu collaboratore culturale presso l’Istituto Superiore di Scienze Sociali di Cosenza, continuando i suoi studi in campo filosofico, pedagogico e letterario.[7]

La sua vita si interruppe prematuramente il 20 gennaio 1979 a Castrolibero, a causa di un improvviso ictus cerebrale, all’età di 63 anni. Le sue spoglie riposano nel cimitero di Altilia, accanto alle tombe dei familiari.[8]

Carriera politica

Gli inizi

Valentini aderì in giovane età al movimento Giustizia e Libertà e quindi al Partito d’Azione durante la fase finale della seconda guerra mondiale. Nel dopoguerra entrò nel Partito Socialista Italiano (PSI), schierandosi nella sua corrente di sinistra guidata da Lelio Basso, di cui divenne animatore in Calabria dalla metà degli anni Cinquanta.[9] All’interno della federazione socialista cosentina ricoprì incarichi direttivi,[10] venendo eletto membro del Collegio dei Probiviri provinciale.[11]

A livello amministrativo locale fu eletto consigliere comunale ad Altilia e a Cassano all’Ionio; successivamente sedette nei consigli comunali di Cosenza (dal 1960 al 1968) e di Dipignano (1969-1970)[12]. Nel 1964 partecipò alla scissione della sinistra socialista che diede vita al Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP), di cui fu tra i fondatori in Calabria. All’interno del PSIUP ricoprì l’incarico di segretario provinciale a Cosenza dal 1971 fino allo scioglimento del partito nel 1972. Dopo la fine del PSIUP, rientrò nelle file del PSI nel 1972.[1]

Consigliere e presidente del Consiglio Regionale della Calabria

Con l’istituzione delle Regioni a statuto ordinario, alle prime elezioni regionali[13] in Calabria del 1970 Valentini fu eletto consigliere regionale[14]. Nell’Assemblea calabrese si distinse come convinto meridionalista e sostenitore dell’autonomia regionale[15], risultando tra i consiglieri più attivi nella stesura dello Statuto[16] della Regione Calabria[17]. L’8 maggio 1973 venne eletto presidente del Consiglio Regionale della Calabria[18], succedendo al socialista Mario Casalinuovo [19], e mantenne la carica fino al 21 luglio 1975[20].

Durante il suo mandato presidenziale promosse una collaborazione armoniosa tra Consiglio[21] e Giunta regionali, valorizzando il ruolo di indirizzo politico dell’assemblea legislativa. Tra le iniziative da lui avviate vi furono un convegno nazionale sul neofascismo[22] (nell’ambito di una più ampia Inchiesta delle Regioni sul fenomeno)[23] e una grande mostra sulla Resistenza e la Deportazione[6], organizzata a Reggio Calabria in cooperazione con il Consiglio Regionale del Piemonte. Inoltre, sotto la sua guida nacquero il mensile ufficiale dell’assemblea, Calabria[24] (il primo numero uscì nel luglio 1973), e la Biblioteca del Consiglio Regionale,[25] istituita per raccogliere e valorizzare la documentazione sull’ente.

Sindaco di Castrolibero

Dopo la conclusione dell’esperienza in Consiglio regionale, nel 1975 Valentini fu eletto sindaco di Castrolibero[26], carica che mantenne fino al 1978. Nel triennio da sindaco promosse un notevole sviluppo urbanistico del comune, con la nascita di nuovi quartieri residenziali alle porte di Cosenza dotati di strade, servizi, aree verdi e una nuova chiesa[27]. Fece realizzare importanti infrastrutture pubbliche, tra cui scuole (in particolare l’istituto comprensivo nella frazione Andreotta)[28] e istituì la biblioteca comunale di Castrolibero, concepita come centro culturale di zona.

Riconoscimenti

Dopo la scomparsa di Valentini, diverse istituzioni e luoghi pubblici in Calabria sono stati intitolati in suo onore. A Castrolibero gli sono stati dedicati due vie, una a Cosenza e una ad Andreotta, e l’Istituto di Istruzione Superiore locale (oggi Liceo Scientifico “Scipione Valentini”)[3]. Portano il suo nome anche l’Istituto Comprensivo dei comuni di Carolei e Dipignano[29], una scuola a Cosenza nella frazione Andreotta[28].

Note

  1. 1 2 Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea, su Istituto Calabrese per la Storia dell'Antifascismo e dell'Italia Contemporanea & Centro si Ricerca sulle Migrazioni. URL consultato il 5 febbraio 2026.
  2. ↑ Scipione Valentini, educatore e riformatore del Mezzogiorno 110 anni dalla nascita, su paeseitaliapress.it. URL consultato il 9 febbraio 2026.
  3. 1 2 La Storia dell'Istituto "Valentini - Majorana", su ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE STATALE "Valentini - Majorana" CASTROLIBERO - CS.it. URL consultato il 6 febbraio 2026.
  4. ↑ RACCOLTA DEGLI ATTI COSTITUTIVI DELL INCA (PDF), su Inca-CGIL. URL consultato il 10 febbraio 2026.
  5. ↑ Scipione Valentini, educatore e riformatore del Mezzogiorno a 110 anni dalla nascita, su Frecciaweb.it. URL consultato il 10 febbraio 2026.
  6. 1 2 Personaggi Illustri di Castrolibero, Scipione Valentini, su digilander.libero.it. URL consultato il 6 febbraio 2026.
  7. ↑ Consiglio Regionale, polo culturale, su Consiglio Regionale della Calabria. URL consultato il 6 febbraio 2026.
  8. ↑ Scipione Valentini, In Calabria è ancora vivo il suo ricordo, di “Francescano in veste laica”, su Pino Nano. URL consultato il 9 febbraio 2026.
  9. ↑ Patrimonio dell'Archivio Storico - PSI - Allegati digitali, n.48, su Patrimonio dell'Archivio storico - Senato della Repubblica. URL consultato il 10 febbraio 2026.
  10. ↑ Patrimonio dell'Archivio Storico - PSI - Allegati digitali, n.261, su Patrimonio dell'Archivio storico - Senato della Repubblica. URL consultato il 10 febbraio 2026.
  11. ↑ Patrimonio dell'Archivio Storico - PSI - Allegati digitali, n.213, su Patrimonio dell'Archivio storico - Senato della Repubblica. URL consultato il 10 febbraio 2026.
  12. ↑ Castrolibero, chi era Scipione Valentini: anticipò la “gestione sociale” della scuola, su Iacchite'. URL consultato il 5 febbraio 2026.
  13. ↑ Nel 1970 venne eletta la prima consiliatura regionale della Calabria, veri giganti, altro che i nani, le ballerine e i politicanti di oggi, su La voce cosentina. URL consultato il 6 febbraio 2026.
  14. ↑ Ex presidente Scipione Valentini, su Consiglio Regionale della Calabria. URL consultato il 5 febbraio 2026.
  15. ↑ Mimmo Nunnari, La Calabria spiegata agli italiani. Il male, la bellezza e l'orgoglio della nostra Grecia, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2017, ISBN 9788849853155.
  16. ↑ Statuto vigente, su Consiglio regionale della Calabria. URL consultato il 6 febbraio 2026.
  17. ↑ Correva l’anno 1970, il 7-8 giugno venivano eletti i primi quaranta consiglieri regionali della Calabria, su La voce della Calabria. URL consultato il 6 febbraio 2026.
  18. ↑ I PRESIDENTI DELL'ASSEMBLEA-Raccolta degli interventi di insediamento dei Presidenti del Consiglio regionale della Calabria, (1970 – 2025) (PDF), su Consiglio Regionale della Calabria. URL consultato il 6 febbraio 2026.
  19. ↑ Non dimentichiamo il nostro passato: quaranta anni fa veniva approvato il primo Statuto della Regione Calabria, «uno dei migliori d'Italia» (PDF), su Giorgio Liguori per la Calabria. URL consultato il 6 febbraio 2026.
  20. ↑ Anton Giulio Galati, su Istituto Calabrese per la Storia dell'Antifascismo e dell'Italia Contemporanea. URL consultato il 6 febbraio 2026.
  21. ↑ Ex presidenti Consiglio Regionale della Calabria, su Consiglio Regionale della Calabria. URL consultato il 6 febbraio 2026.
  22. ↑ I "neri" in una provincia "rossa", su Academia, pp. 222. URL consultato il 6 febbraio 2026.
  23. ↑ L’ANTIFASCISMO DELLE REGIONI. LE COMMISSIONI D’INCHIESTA DEL 1975 (PDF), in Il Ponte, 2019:75 anni di dibattito politico e culturale, n. 4, Firenze, Il Ponte editore, Anno LXXV, luglio-agosto 2019.
  24. ↑ DETERMINAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE (PDF), su CONSIGLIO REGIONALE DELLA CALABRIA. URL consultato il 10 febbraio 2026.
  25. ↑ Consiglio Regionale, polo culturale, su Consiglio Regionale della Calabria. URL consultato il 10 febbraio 2026.
  26. ↑ Personaggi Illustri di Castrolibero, su digilander.libero.it. URL consultato il 6 febbraio 2026.
  27. ↑ Trenta anni fa la Parrocchia, su digilander.libero.it. URL consultato il 10 febbraio 2026.
  28. 1 2 Istituto Comprensivo Castrolibero, su Istituto Comprensivo Castrolibero. URL consultato il 6 febbraio 2026.
  29. ↑ La Storia dell'Istituto Comprensivo di Dipignano, su Istituto Comprensivo Statale Carolei-Dipignano "S.Valentini". URL consultato il 6 febbraio 2026.

Bibliografia

  • Ferdinando Perri, I presidenti del Consiglio regionale della Calabria e il meridionalismo, Cosenza, Progetto 2000, 2014, pp. 55-70, ISBN 9788882764388.
  • Elio Valentino (a cura di), Altilia. 200 anni di storia italiana 1811–2011, Altilia, ICSAIS, 2011, pp. 102-105, ISBN 9788894104585.
  • Gianfranco Ferrari, Altilia e la sua gente. Cenni storici e personalità di un comune della valle del Savuto, Cosenza, Progetto 2000, 1997, ISBN 9788885937918.
  • Pantaleone Sergi (a cura di), Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea, Altilia, ICSAIC, 2019, pp. 55-70, ISBN 9788894104585.
  • Mimmo Nunnari, La Calabria spiegata agli italiani. Il male, la bellezza e l'orgoglio della nostra Grecia, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2017, ISBN 9788849853155.

Collegamenti esterni