Selva del Bocchetto

Selva del Bocchetto
frazione
Selva del Bocchetto – Veduta
Selva del Bocchetto – Veduta
Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Emilia-Romagna
Provincia Parma
Comune Terenzo
Territorio
Coordinate44°36′24.2″N 10°00′02.4″E
Altitudine509 m s.l.m.
Abitanti65[4]
Altre informazioni
Cod. postale43040
Prefisso0525
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Selva del Bocchetto
Selva del Bocchetto

Selva del Bocchetto è una frazione del comune di Terenzo, in provincia di Parma.

La località dista 10,38 km dal capoluogo.[5]

Geografia fisica

Selva sorge mediamente alla quota di 509 m s.l.m. ed è costituita dalle località minori di Castello, Selva Grossa, Bocchetto, Fagiano e Fagianello, sparse sulla sponda destra della val Taro.[6][7]

Origini del nome

Il toponimo Selva del Bocchetto fa riferimento al territorio su cui sorge il centro abitato, anticamente ricoperto da boschi fitti e situato in corrispondenza di un restringimento della val Taro. In età medievale il borgo fu noto anche come Viatica e Voratico.[6]

Storia

Il borgo fu fondato in epoca alto-medievale; la più antica testimonianza della sua esistenza risale al 17 febbraio 927, quando Sylva fu menzionata in un privilegio emanato dal re d'Italia Ugo di Provenza a favore dei canonici di Berceto.[6][8]

Agli inizi del XIII secolo fu eretta per volere dei marchesi Pallavicino una fortificazione nel borgo che divenne noto come Castello. Nel 1240 risultava appartenere a Oberto II,[6] che nel 1249 fu ufficialmente investito dall'imperatore Federico II di Svevia di numerosi feudi del Parmense.[9]

In seguito nei pressi del castello fu edificata la primitiva cappella, nominata per la prima volta nel 1299.[6]

Nel 1348 Oberto III Pallavicino ereditò dal padre Manfredino, in seguito alla divisione col fratello Donnino, la sua quota di Solignano, con le pertinenze di Viatica, di Pizzofreddo, di Dongula, di Fosio, di Oriano e di Pagazzano, Frescarolo, Roncole e Busseto, capitale dello Stato Pallavicino, con le pertinenze di Sant'Andrea, di Vidalenzo, di Spigarolo, di Rascarolo e di Semoriva.[10] Nel 1360 Oberto ricevette dall'imperatore Carlo IV di Lussemburgo conferma dell'investitura su numerosi feudi del Parmense, tra cui Viatica.[11]

Nel 1395 l'imperatore Venceslao di Lussemburgo confermò a Niccolò Pallavicino, figlio di Oberto, i diritti su numerosi feudi del Parmense, tra cui Solignano e le sue dipendenze.[12]

Nel 1441 Niccolò Piccinino convinse Filippo Maria Visconti del tradimento di Rolando Pallavicino, figlio di Niccolò, e si fece incaricare di conquistarne lo Stato Pallavicino; il Marchese fu costretto alla fuga[13] e tutte le sue proprietà furono incamerate dal Duca di Milano, che nel 1442 assegnò al condottiero numerosi territori appartenuti a Orlando, tra cui Solignano e le sue terre.[14] Nel 1445, in seguito alla morte di Niccolò, il Visconti confermò ai suoi figli l'investitura su numerosi feudi, compreso Solignano con le sue pertinenze.[15]

Nel 1448 Orlando organizzò un esercito per riconquistare le terre perdute; inviò il figlio Gian Lodovico ad assediare il castello di Solignano, che cadde dopo la completa distruzione delle mura a colpi di bombarda, e riuscì a recuperare quasi tutti i feudi.[16] Nel 1457, alla morte di Rolando, Solignano fu ereditata in parti uguali dai due figli Oberto e Gianfrancesco.[17]

I marchesi Pallavicino mantennero il possesso della zona fino all'abolizione dei diritti feudali sancita dai decreti napoleonici del 1805.[18]

All'inizio dell'anno seguente fu costituito il nuovo comune (o mairie) di Selva del Bocchetto, dopo pochi mesi ribattezzato Lesignano Palmia; la sede fu spostata nel 1811 a Boschi di Bardone, ove rimase fino al 1914; nel 1924 il comune fu rinominato Terenzo, dal centro abitato in cui fu collocata definitivamente la sede municipale.[19]

Monumenti e luoghi d'interesse

Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio

Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio

Menzionata per la prima volta nel 1299, la cappella di Selva Castello fu elevata a sede parrocchiale autonoma nel 1564; profondamente degradata già nel XVIII secolo, fu completamente ricostruita in stile neoclassico tra il 1810 e il 1825 e restaurata tra il 1950 e il 1951. La chiesa, sviluppata su un impianto a navata unica affiancata da una cappella per lato, presenta una simmetrica facciata a capanna in pietra, tripartita da quattro lesene doriche a sostegno del frontone triangolare di coronamento; all'interno l'aula è coperta da una volta a botte lunettata, decorata con affreschi; il presbiterio absidato accoglie l'altare maggiore a mensa e l'ambone, realizzati tra il 1970 e il 1980 smembrando l'altare maggiore settecentesco. L'edificio conserva alcune opere di pregio, tra cui la pala dipinta da Giovanni Venanzi intorno al 1670 e una tela realizzata da Clemente Ruta tra il 1730 e il 1740.[20][21][22]

Oratorio della Madonna della Neve

Oratorio della Madonna della Neve

Costruito nel 1730 per volere della famiglia Venturini nel centro di Selva Grossa, l'oratorio, consacrato il 14 novembre di quell'anno, passò in seguito alla famiglia Valenti. Il piccolo edificio barocco presenta una simmetrica facciata a capanna intonacata, delimitata da due lesene doriche in laterizio a sostegno del frontone triangolare spezzato in sommità; all'interno è conservato un olio raffigurante la Madonna della Neve, dipinto agli inizi del XVIII secolo.[23][24]

Rocca dei Valenti

Rocca dei Valenti

Costruita nel 1630 a Selva Grossa per volere di Francesco Valenti, la rocca fu trasmessa in seguito ai suoi eredi. L'edificio presenta una lunga facciata intonacata, dominata sulla sinistra da un torrione.[25][26]

Infrastrutture e trasporti

Fabbricato della vecchia fermata ferroviaria di Selva del Bocchetto

La frazione fu servita dal 1890[6] al 2014 dalla stazione ferroviaria omonima posta lungo la linea Parma-La Spezia, che fu dismessa in seguito alla costruzione della variante di tracciato Solignano-PP Osteriazza a doppio binario; l'edificio fu successivamente ceduto al Comune di Terenzo in comodato gratuito.[27]

La frazione è attraversata dalla strada provinciale 104, che collega la strada statale 308 di Fondo Valle Taro all'altezza della vecchia stazione ferroviaria di Selva del Bocchetto e la strada statale 62 della Cisa in corrispondenza del centro abitato di Cassio.[6]

Note

  1. ↑ La Frazione di Selva Grossa, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 18 marzo 2026.
  2. ↑ La Frazione di Villa, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 18 marzo 2026.
  3. ↑ La Frazione di Stazione Bocchetto, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 18 marzo 2026.
  4. ↑ [1][2][3]
  5. ↑ La Frazione di Selva del Bocchetto, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 18 marzo 2026.
  6. 1 2 3 4 5 6 7 Dall'Aglio, p. 965.
  7. ↑ Molossi, p. 506.
  8. ↑ Affò, 1792, pp. 335-336.
  9. ↑ Affò, 1793, p. 219.
  10. ↑ Pezzana, 1837, pp. 14-15.
  11. ↑ Pezzana, 1837, p. 64.
  12. ↑ Pezzana, 1837, p. 241.
  13. ↑ Pezzana, 1842, pp. 446-448.
  14. ↑ Pezzana, 1842, p. 460.
  15. ↑ Pezzana, 1842, p. 499.
  16. ↑ Pezzana, 1842, p. 624.
  17. ↑ Pezzana, 1847, p. 157.
  18. ↑ Molossi, pp. 506, 513.
  19. ↑ Comune di Terenzo, su archivi.ibc.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 19 marzo 2026 (archiviato dall'url originale l'11 ottobre 2018).
  20. ↑ Dall'Aglio, pp. 965-966.
  21. ↑ Cirillo, Godi, pp. 179-181.
  22. ↑ Chiesa dei Santi Vincenzo ed Anastasio "Selva del Bocchetto, Terenzo", su Le chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato il 18 marzo 2026.
  23. ↑ Dall'Aglio, p. 966.
  24. ↑ Madonna della Neve. Madonna con Bambino in gloria e angeli, su catalogo.beniculturali.it. URL consultato il 25 marzo 20261.
  25. ↑ Giornata speciale per le socie del club di Bolzano - Bozen, su soroptimist.it. URL consultato il 25 marzo 20261.
  26. ↑ Valentino Straser, Pace e parità: i valori del Soroptimist rivivono nella corte di «casa» Valenti, in Gazzetta di Parma, 28 giugno 2025, p. 25.
  27. ↑ Maggiorotti, p. 120.

Bibliografia

  • Ilaria Maggiorotti (a cura di), Atlante delle linee ferroviarie dismesse (PDF), Roma, Ferrovie dello Stato Italiane, maggio 2022, ISBN 9788894063844. URL consultato il 19 marzo 2026.
  • Ireneo Affò, Storia della città di Parma, Tomo primo, Parma, Stamperia Carmignani, 1792.
  • Ireneo Affò, Storia della città di Parma, Tomo terzo, Parma, Stamperia Carmignani, 1793.
  • Giuseppe Cirillo, Giovanni Godi, Guida artistica del Parmense, II, Parma, Artegrafica Silva, 1986.
  • Italo Dall'Aglio, La Diocesi di Parma, II Volume, Parma, Scuola Tipografica Benedettina, 1966.
  • Lorenzo Molossi, Vocabolario topografico dei Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla, Parma, Tipografia Ducale, 1832-1834.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo primo, Parma, Ducale Tipografia, 1837.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo secondo, Parma, Ducale Tipografia, 1842.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo terzo, Parma, Ducale Tipografia, 1847.

Voci correlate

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