Sempre già
Sempre già (anche sempre-già; in tedesco immer schon, in francese toujours déjà, in inglese always already) è una locuzione impiegata nella filosofia contemporanea per indicare che una condizione apparentemente successiva è in realtà già operante nella costituzione di un soggetto, di un fenomeno o di una struttura.
Associata inizialmente alla terminologia di Martin Heidegger, la formula è stata ripresa con particolare frequenza da Jacques Derrida e dalla decostruzione, oltre che da Louis Althusser nella sua teoria dell’ideologia. Non equivale semplicemente a «da sempre»: esprime piuttosto una priorità strutturale, per la quale non è possibile risalire a un’origine pura o a uno stato anteriore non ancora condizionato.[1]
In Heidegger
L’espressione tedesca immer schon, appartenente anche alla lingua comune, ricorre frequentemente in Essere e tempo. Heidegger la adopera per descrivere le strutture dell’Esserci che non derivano da una decisione o da un atto successivo: l’essere umano si trova sempre già in un mondo, coinvolto in rapporti pratici e in un orizzonte di significati che precedono ogni riflessione esplicita.[2]
La locuzione non designa in Heidegger un concetto isolato e definito autonomamente, ma segnala il carattere originario dell’essere-nel-mondo, della gettatezza e della comprensione preliminare dell’essere. L’Esserci non è quindi un soggetto inizialmente separato che entra in rapporto con un mondo già costituito: esiste fin dall’inizio entro tale rapporto.[2]
In Derrida e nella decostruzione
Derrida riprende la formula, spesso nella forma francese toujours déjà, per mettere in discussione l’idea di un’origine semplice e autosufficiente. Nella sua riflessione, ciò che viene presentato come originario o pienamente presente risulta sempre già attraversato dalla traccia, dalla differenza, dalla ripetizione e dal rinvio ad altro.[3][1]
La scrittura, per esempio, non sopraggiunge semplicemente alla parola come sua rappresentazione secondaria: la possibilità della ripetizione e dell’iscrizione è sempre già implicata nel funzionamento del linguaggio. Analogamente, la decostruzione non costituisce un metodo applicato dall’esterno a una struttura stabile, poiché le opposizioni e le tensioni che ne rendono possibile la trasformazione sono sempre già attive al suo interno.[3][1]
L’uso insistito della locuzione è collegato alla critica derridiana della metafisica della presenza: non si dà un presente pienamente identico a sé, perché ogni presente conserva la traccia di ciò che non è più e anticipa ciò che non è ancora.[4]
In Althusser
Althusser impiegò la formula nella teoria dell’interpellazione ideologica, affermando che «gli individui sono sempre-già soggetti». L’individuo non esisterebbe dapprima come entità neutrale e autonoma, per essere trasformato solo successivamente in soggetto dall’ideologia: nascita, nome, relazioni familiari e collocazione sociale lo inseriscono fin dall’inizio in pratiche e rappresentazioni ideologiche.[5]
In questo contesto il «sempre già» non indica l’eternità immutabile di una determinata ideologia, ma l’impossibilità di individuare un individuo concreto che preceda completamente ogni processo di soggettivazione.[5]
Diffusione
Nella seconda metà del XX secolo la locuzione si è diffusa nella teoria della letteratura, nell’ermeneutica, nel post-strutturalismo e negli studi culturali. Viene generalmente utilizzata per negare che un’identità, un testo o un’istituzione possano essere ricondotti a un’origine incontaminata, anteriore alle relazioni storiche e linguistiche che li costituiscono.
Note
- 1 2 3 (DE) Tore Langholz, Das Problem des „immer schon“ in Derridas Schriftphilosophie, Vienna, Passagen Verlag, 2016, ISBN 978-3-7092-0232-6.
- 1 2 Martin Heidegger, Essere e tempo, a cura di Franco Volpi, traduzione di Pietro Chiodi, Milano, Longanesi, 2005.
- 1 2 Jacques Derrida, Della grammatologia, traduzione di Rodolfo Balzarotti, Francesca Bonicalzi, Gianfranco Contri, Gianfranco Dalmasso e Angela Claudia Loaldi, Milano, Jaca Book, 2006.
- ↑ Jacques Derrida, La voce e il fenomeno. Introduzione al problema del segno nella fenomenologia di Husserl, traduzione di Gianfranco Dalmasso, Milano, Jaca Book, 2001.
- 1 2 Louis Althusser, Sull’ideologia, traduzione di Massimo Gallerani, Bari, Dedalo, 1976.
Bibliografia
- (DE) Tore Langholz, Das Problem des „immer schon“ in Derridas Schriftphilosophie, Vienna, Passagen Verlag, 2016, ISBN 978-3-7092-0232-6.
- (EN) Hubert L. Dreyfus e Mark A. Wrathall (a cura di), A Companion to Heidegger, Malden, Blackwell, 2005.