Serapo

Serapo
La spiaggia e l'abitato
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione  Lazio
Provincia  Latina
Città Gaeta
Codice postale04024
Patronosan Nilo Abate
Giorno festivo16 settembre

Serapo (pronuncia Sèrapo) è un quartiere del comune di Gaeta. Si estende lungo il litorale orientale dell'istmo di Montesecco tra il monte Orlando e la collina della Catena di cui fa parte il promontorio di Fontania. Questa località è sede di una vasta spiaggia posta in un'area urbana che guarda il mar Tirreno da nord.

La spiaggia di Serapo

Gli scogli della spiaggia di Serapo che si apre nella spiaggia di Fontania

La spiaggia di Serapo è la spiaggia principale di Gaeta. Distante da Gaeta Medievale di circa 1 km; la sua attività di balneazione fiorì a partire dal 1926 quando venne chiusa la spiaggia sul versante settentrionale dell'istmo di Montesecco.[1]

Una costa bassa e sabbiosa con mare limpido, è meta di turisti italiani e stranieri che durante il periodo estivo affollano gli stabilimenti balneari e spiagge libere e attrezzate.

È lunga circa 1,5 km ed è stata data, quasi del tutto, in concessione dal comune di Gaeta.

Un tempo questa spiaggia era una duna ma tonnellate di sabbia furono utilizzate per fabbricare bottiglie nella vetreria aperta nel 1911 e recentemente chiusa tra Serapo e il corso Cavour e la spiaggia si ridusse notevolmente in larghezza.

All'estremità nord-occidentale della spiaggia, di fronte alla spiaggia di Fontania, poco distante dalla riva, si trova la "Nave di Serapo", uno scoglio la cui forma allungata ricorda quella di una nave ed è un sito biologico discretamente importante. In merito all'origine di tale roccia vi sono diverse leggende: sarebbe la nave di Ulisse trasformata in pietra dall'ira di Circe abbandonata oppure quella di un capitano che avrebbe subito la medesima sorte dopo che, durante una processione in onore della Madonna, avrebbe assunto degli atteggiamenti irriverenti.[2]

La spiaggia è chiusa a sud dal Monte Orlando, un piccolo promontorio sul quale è sito il mausoleo di Lucio Munazio Planco, il santuario della Santissima Trinità ed un museo sulla preistoria e a nord da un altro parallelo promontorio più basso dove sono presenti alcune insenature con accesso privato e altre con accesso pubblico alla balneazione.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Santuario della Santissima Trinità

Esterno del santuario della Santissima Trinità
Interno del santuario della Santissima Trinità

Il santuario della Santissima Trinità, detto anche della Montagna Spaccata, è situato sulla fiancata occidentale del Monte Orlando prospiciente il quartiere di Serapo. Edificato nell'XI secolo, sorge su una fenditura nella roccia che giunge fin nella grotta del Turco, creatasi, secondo la leggenda, al tempo della morte di Gesù Cristo quando si squarciò il velo del tempio di Gerusalemme. Nel 1434 dall'alto dei due costoni di roccia si staccò un macigno che andò ad incastrarsi più in basso fra le pareti della fenditura al di sopra dell'ingresso sul mare della grotta. Su di esso, nel XVI secolo, venne realizzata una cappella, raggiungibile tramite una scalinata che porta nelle viscere della montagna; lungo di essa, che percorre la stretta spaccatura di roccia, è possibile notare sulla parete di destra un distico latino con a fianco la cosiddetta mano del Turco, la forma di una mano (le cinque dita nella roccia) che, secondo la leggenda, si sarebbe formata nel momento in cui un marinaio turco "miscredente", che non credeva, cioè, alla storia che gli era stata raccontata sulla causa della spaccatura nella roccia, si era appoggiato alla roccia che miracolosamente divenne morbida sotto la sua pressione formando l'impronta della mano. Il santuario è in stile barocco e si articola in un'unica navata con volta a botte lunettata e diverse cappelle laterali; l'abside quadrangolare ospita l'altare maggiore novecentesco, sormontato dalla tela di Raimondo Bruno Sant'Erasmo e la Madonna affidano Gaeta alla protezione della Santissima Trinità (1850 circa). Qui pregarono numerosi pontefici, tra cui papa Pio IX, sovrani, vescovi e santi, tra cui Bernardino da Siena, Ignazio di Loyola, Leonardo da Porto Maurizio, San Paolo della Croce, Gaspare del Bufalo e San Filippo Neri. La leggenda vuole che San Filippo Neri avesse vissuto all'interno della Montagna Spaccata dove esiste un giaciglio in pietra nota ancora oggi come "L'eremo di San Filippo Neri". Il santuario è sede dei missionari del P.I.M.E.. È stato edificato nel corso dell'XI secolo dai monaci benedettini. La sua attuale fisionomia è frutto di restauri operati nel XIX secolo dai padri alcantarini.

Santuario di San Nilo Abate

Esterno del santuario di San Nilo Abate
Interno del santuario di San Nilo Abate

Il santuario di San Nilo Abate si trova in via San Nilo, 12. Venne costruito a partire dal 1965 sul sito di un edificio di culto precedente, sorto nella prima metà del XX secolo a beneficio degli abitanti del nascente quartiere, proprio laddove sostò san Nilo da Rossano alla fine del X secolo. La struttura, progettata dall'ingegnere Riccardo Morandi secondo un'idea dell'allora parroco don Giuseppe Viola, intende rivisitare in chiave moderna l'architettura sacra gaetana del XIV secolo. È a tre navate con nervature in cemento armato.[3] All'interno è presente una statua lignea del santo benedetta da papa Benedetto XVI il 16 settembre 2009. Aperto al culto subito dopo la sua edificazione, venne consacrato nel 1999 e il 16 settembre 2014 fu elevato a santuario.[4]

Chiesa della Madonna della Catena

Esterno della chiesa della Madonna della Catena

È situata sulla collina della Catena che domina Serapo sul lato opposto rispetto a Monte Orlando, nel luogo dove la tradizione religiosa vuole che sia comparsa la Madonna col Bambino con in mano una catena, simbolo del peccato da spezzare. La chiesa, costruita nel XVII secolo e ampliata nel XIX secolo e nel XX, ha la pianta a croce greca e l'altare maggiore barocco proviene dalla chiesa di San Giovanni a Mare.[5]

Chiesa di Santa Maria del Suffragio

Esterno della chiesa di Santa Maria del Suffragio

La chiesa di Santa Maria del Suffragio è la cappella maggiore del cimitero alle pendici della collina della Catena ed è inglobata nel complesso di edifici che costituiscono l'ingresso monumentale del camposanto su via Giuseppe Garibaldi, 6. Venne costruita tra il 1850 e il 1854 in un sobrio stile neoclassico ispirato al tardobarocco napoletano. La facciata, sormontata da un campaniletto a vela con arcata ogivale, è preceduta da una doppia scalinata al di sotto della quale vi è il sacrario dei garibaldini, una cripta situata al di sotto del sagrato. L'interno, dominato dalle alternate tinte bianche e celesti delle pareti, è a navata unica e termina con un'abside a pianta quadrangolare coperta con un'alta volta a padiglione. L'altare maggiore è in marmi policromi.[6] Originariamente vi era una tela di pittore ignoto raffigurante la Madonna col Bambino, attualmente situata presso la pinacoteca comunale d’arte contemporanea “Giovanni da Gaeta”.[6]

Chiesa di San Paolo Apostolo

Esterno della chiesa di San Paolo Apostolo
Interno della chiesa di San Paolo Apostolo

Situata sulla piana di Montesecco, tra Serapo e il centro, venne costruita nel 1964 per volere dell'arcivescovo Lorenzo Gargiulo, che trova sepoltura nella chiesa. La chiesa è in stile moderno e venne progettato da Antonio Petrilli e Pasquale Marabotto. La chiesa, a pianta quadrata, presenta un alto ambiente centrale circondato da un basso deambulatorio. Alla destra dell'altare vi sono i resti dell'altare maggiore della demolita chiesa di San Biagio e il tabernacolo e gli angeli capoaltare dell'altare maggiore della chiesa di Santa Caterina d'Alessandria.[7] In alto sono rappresentate vetrate con i quattro elementi della natura (aria, acqua, terra e fuoco). È stata restaurata fra il 1960 e il 1966.

Chiesa di Santo Stefano Protomartire

Facciata posteriore della chiesa di Santo Stefano Protomartire

La chiesa di Santo Stefano Protomartire si trova in via dei Frassini e fu costruita insieme all'attiguo complesso parrocchiale. Costruita tra il 2009 e il 2014 su progetto di Linda De Luca ed inaugurata il 26 dicembre di quest'ultimo anno,[8] è sede dell'omonima parrocchia eretta nel 1986 (che inizialmente si riuniva in locali provvisori). È costituita da un'aula rettangolare suddivisa in tre navate asimmetriche da pilastri cilindrici, delle quali la maggiore è terminante con l'abside quadrangolare (che ospita il presbiterio, costituito da arredi mobili provvisori) e quella di destra con la cappella del Santissimo Sacramento. Il soffitto della navata centrale è in legno ed è a unico spiovente digradante verso l'ingresso.[9]

Architetture civili

Palazzo comunale

Il palazzo comunale

Il palazzo comunale sorge in piazza XIX Maggio sul versante orientale dell'istmo di Montesecco; la posizione dell'attuale è la medesima dell'edificio precedente, scelta poiché baricentrica fra i due centri abitati di Gaeta e di Elena. Il palazzo, edificato nel 1949-1959 su progetto di Amedeo Gonzales e Vincenzo Moccolupi, venne completato e modificato nel 1957-1958 da Nello Ena e Candeloro Corbo e dotato della torre civica. L'esterno è caratterizzato dal paramento murario esterno in travertino e laterizio. Alla sua destra si eleva la torre civica a pianta quadrangolare, ispirata a quella del municipio di Stoccolma e sormontata dalla cella campanaria all'interno della quale è installato un concerto di campane che riproduce, all'inizio di ogni ora, l'orologio del Big Ben di Londra. Alla base la torre è circondata da una pensilina aggettante che, sul lato anteriore, presenta un altorilievo in ceramica smaltata raffigurante il Lavoro della città di Gaeta, nel quale sono rappresentati (da sinistra): navigatori di alto corso, la vetreria, i cantieri navali, contadini e vignaioli, pescatori, studenti ed emigrati. La sala consiliare ospita una copia del dipinto di Sebastiano Conca Santi Erasmo e Marciano benedicono la città di Gaeta (1749), attualmente custodito presso la pinacoteca comunale d'arte contemporanea "Giovanni da Gaeta".

Siti archeologici

Mausoleo di Lucio Munazio Planco

Il mausoleo di Lucio Munazio Planco

Il mausoleo di Lucio Munazio Planco, edificato nel 22 a.C., è in blocchi di pietra ed è situato sulla sommità del Monte Orlando. Al suo interno, un corridoio circolare conduce alle quattro camere mortuarie.

Mausoleo di Lucio Sempronio Atratino

Il mausoleo di Lucio Sempronio Atratino

Il mausoleo di Lucio Sempronio Atratino sorge su via Atratina; si tratta della monumentale sepoltura di Lucio Sempronio Atratino, console romano morto nel 20 a.C.. Con struttura analoga a quella del mausoleo di Lucio Munazio Planco, sulla sommità del monte Orlando, nel corso del medioevo venne privato del rivestimento esterno in blocchi di travertino, utilizzati per la realizzazione del basamento del campanile della cattedrale e della scalinata degli Scalzi. Venne danneggiato nel corso dell'assedio di Gaeta del 1815, in occasione del quale era utilizzato come polveriera.[10] Il mausoleo si presenta a pianta circolare, con un corridoio anulare che segue il perimetro esterno; all'interno, intorno ad un pilastro centrale originariamente sormontato da un torrino circolare, si dispongono a croce quattro ambienti: le tre celle funerarie, a pianta rettangolare e coperte con volta a botte, ed una cisterna per l'acqua, a pianta ellittica e rivestita in cocciopesto.[11]

Aree naturali

Parco regionale urbano Monte Urbano

È stato istituito nel 1986 ed è situato su un promontorio il cui Monte Orlando occupa circa i 3/4 del territorio. La flora è rappresentata dalle piante della macchia mediterranea mentre la fauna dal riccio comune, toporagno, istrice, biacco, falco pellegrino, cormorano, nitticora, falco pecchiaiolo, gruccione, etc. Vi è possibile praticare arrampicata libera e sportiva (quest'ultima praticabile dal 1° agosto al 20 febbraio), ciclismo, mountain biking, pesca e trekking. Qui sono presenti la Montagna Spaccata e la Grotta del Turco.

Sport

Galleria d'immagini

Note

  1. ↑ G. Napolitano, p. 114.
  2. ↑ G. Napolitano, p. 75.
  3. ↑ G. Fronzuto, pp. 162-163.
  4. ↑ Gaeta: La chiesa di San Nilo verrà elevata a santuario, su gaetamedievale.com. URL consultato il 30 giugno 2016.
  5. ↑ La Chiesa di Santa Maria della Catena, su comune.gaeta.lt.it. URL consultato il 28 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015).
  6. 1 2 G. Fronzuto, pp. 159-160.
  7. ↑ Chiesa S. Paolo Ap. Gaeta, su sanpaologaeta.net. URL consultato il 28 febbraio 2015.
  8. ↑ Parrocchia di Santo Stefano di Gaeta - Inaugurazione della nuova chiesa, su www2.gaeta.chiesacattolica.it. URL consultato il 30 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 30 marzo 2018).
  9. ↑ Chiesa, su santostefanogaeta.org. URL consultato il 30 marzo 2018 (archiviato il 30 marzo 2018).
  10. ↑ Il Mausoleo di Lucio Sempronio Atratino, su comune.gaeta.li.it. URL consultato il 26 settembre 2016.
  11. ↑ G.M. De Rossi, p. 194.

Bibliografia

  • Onorato Gaetani d'Aragona, Memorie storiche della città di Gaeta, 2ª ed., Caserta, Stabilimento tipo-litografico della Minerva, 1885, ISBN non esistente.
  • Luigi Salemme, Il borgo di Gaeta: contributo alla storia locale, Torino, ITER, 1939, ISBN non esistente.
  • Graziano Fronzuto, Monumenti d'arte sacra a Gaeta: storia ed arte dei maggiori edifici religiosi di Gaeta, Gaeta, Edizioni del Comune di Gaeta, 2001, ISBN non esistente.
  • Gennaro Tallini, Gaeta: una città nella storia, Gaeta, Edizioni del Comune di Gaeta, 2006, ISBN non esistente.
  • Giuseppe Napolitano, Gaeta: memoria e futuro, Napoli, Guida, 2008, ISBN 9788860424129.

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