Sergio di Novgorod

Sergio di Novgorod
Consacrazione di Sergio come vescovo di Novgorod in una cronaca coeva

Vescovo di Novgorod
Elezione17 luglio 1483
Fine patriarcato24 giugno 1484 (rinuncia)
PredecessoreTeofilo di Novgorod
SuccessoreGennadio di Novgorod
 
Consacrazione episcopale4 novembre 1483 da Geronzio di Mosca
 
NascitaMosca
MorteSergiev Posad
tra il 1495 e il 1504
SepolturaMonastero della Trinità di San Sergio

Sergio (al secolo Simeone, in russo Сергий, Симеон?, Sergij, Simeon; Mosca, ... – Sergiev Posad, tra il 1495 e il 1504) è stato un arcivescovo ortodosso russo, vescovo di Novgorod tra il 1483 e il 1484.

Biografia

Nativo di Mosca col nome di Simeone, nacque in un anno imprecisato del XV secolo e si fece monaco nel monastero della Trinità di San Sergio, a Sergiev Posad, assumendo il nome di Sergio. Col tempo scalò le gerarchie ecclesiastiche, divenendo ieromonaco oppure archimandrita dello stesso monastero.[1]

La tranquilla vita monastica di Sergio fu bruscamente interrotta nel 1483, quando fu designato dallo zar Ivan III di Russia per succedere alla cattedra del vescovo Teofilo di Novgorod, prigioniero dello zar dal 1480 e che solo in quell'anno si era deciso a rinunciare alla sua carica. Obbedendo al suo signore, Sergio fu consacrato vescovo il 4 novembre 1483 dal metropolita Geronzio di Mosca e si recò subito a prendere possesso della metropolia di Novgorod.[1] Il nuovo vescovo ebbe tuttavia notevoli difficoltà nel suo ministero: i novgorodiani gli erano ostili in quanto la sua nomina era stata imposta da Mosca, e le imposizioni di prelati a lui graditi nelle locali posizioni di potere gli alienò il sostegno di ogni classe sociale della città. Non si dimostrò inoltre abbastanza determinato per contrastare la diffusione della cosiddetta "eresia dei giudaizzanti", nuovo movimento religioso nato nella stessa Novgorod alcuni anni prima e che si stava propagando trasversalmente per tutta la Russia.[1]

Dopo già pochi mesi, il nuovo vescovo non era più rispettato dai fedeli, che ne sfidavano apertamente l'autorità con insulti e derisioni. Conscio di non avere più il controllo della sua metropolia, Sergio si dimise il 24 giugno 1484, ritirandosi dapprima nel monastero del vicino villaggio di Chutyn', per poi tornare alla Trinità di San Sergio, dove morì in un anno imprecisato tra il 1495 e il 1504.[1]

Note