Severo di Ravenna

San Severo
San Severo, mosaico, abside della basilica di Sant'Apollinare in Classe.
 

vescovo

 
NascitaRavenna
MorteRavenna, 1º febbraio 344 o 346
Venerato daChiesa cattolica
Santuario principaleSeverikirche (Erfurt)
Ricorrenza1º febbraio
Attributibastone pastorale, colomba
Severo
vescovo della Chiesa cattolica
Incarichi ricopertiVescovo di Ravenna
 
Nascitaa Ravenna
Consacrazione a vescovo308 circa
Morte1º febbraio 344 o 346 a Ravenna

Severo (Ravenna, ... – Ravenna, 1º febbraio 344 o 346[1]) è stato il primo vescovo di Ravenna la cui esistenza è documentata; considerato santo dalla Chiesa, il suo culto è molto diffuso in Germania.

Biografia

Era un laico che svolgeva la professione di lanaiolo. Fu acclamato vescovo di Ravenna intorno al 320. Resse la cattedra episcopale[2] per oltre vent'anni. Fu presente al concilio di Sardica (oggi Sofia) del 343/344.
Fu il primo vescovo ravennate a poter essere sepolto all'interno delle mura, in un sacello costruito vicino alla sua abitazione.

Culto

Il Sarcofago del 1365 alla Severikirche di Erfurt.

Proclamato santo subito dopo la morte per via di acclarate virtù taumaturgiche, sono documentate solenne traslazioni dei suoi resti già nel IV secolo.
"La sua figura fu oggetto di culto a partire dall’età paleocristiana e tale devozione si consolidò dal secolo VI con la costruzione a Classe di una basilica a lui intitolata ed eretta, secondo la tradizione, accanto al monasterium in cui riposavano le sue spoglie"[3].

Nell'836[4] i corpi di Severo, della moglie e della figlia furono trafugati da un monaco franco, Felix, che poi li cedette ad Otgario arcivescovo di Magonza, che si trovava a Pavia per concludere un accordo con la chiesa locale[5]. Otgario, ricevute le spoglie, le condusse ad Erfurt in Turingia dove trovarono collocazione nel sarcofago monumentale della Severikirche, sul Domberg ("collina del Duomo").

Dal Martirologio Romano: "A Ravenna, san Severo, vescovo".

Note

  1. ↑ Augenti, 2007.
  2. ↑ Fino al 378 la diocesi ebbe sede a Classe.
  3. ↑ Paola Dessì, Canti per S. Apollinare e S. Severo nei frammenti e codici liturgico-musicali ravennati, su sangiovanni.unibo.it. URL consultato il 10 aprile 2018.
  4. ↑ Augenti, 2007, p. 13.
  5. ↑ Giuseppe Cappelletti, Le chiese d'Italia dalla loro origine sino ai nostri giorni. Volume II, Venezia, Antonelli, 1844, pp. 80-81.

Bibliografia

Fonti primarie
  • Sermo de Sancto Severo auctore Petro Damiani;
  • Anonimo, Vita sancti Severi episcopi Ravennatis (Biblioteca Hagiographica Latina ms. 7680), (collocazione).
Fonti secondarie
  • Fabri, Le sacre memorie di Ravenna, Venezia 1664.
  • Francesco Lanzoni, S. Severo vescovo di Ravenna (342-3) nella storia e nella leggenda, in «Atti e memorie della R. Deputazione di storia patria per le province di Romagna», serie IV, vol. I., Bologna 1911, pp. 325–396
  • Andrea Augenti (a cura di), La basilica e il monastero di San Severo a Classe. La storia, gli scavi, Fondazione RavennAntica, Ravenna, Fondazione RavennAntica, 2007.

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Collegamenti esterni

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