Sforzesca
| Sforzesca frazione | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°17′21″N 8°53′09″E |
| Abitanti | 413 |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 27029 |
| Prefisso | 0381 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Cartografia | |
La Sforzesca è una frazione del comune di Vigevano situata 2 km a sud della città. La località è famosa per la grande cascina, denominata "Colombarone", fatta costruire nel 1486 su commissione di Ludovico Maria Sforza,[1] detto il Moro, duca di Milano. Nella mappa del 1581 che presso la Galleria delle carte geografiche dei Palazzi Vaticani riguarda il Ducato di Milano, la località è indicata come Sforzeſca.
Storia

La storia della Sforzesca inizia nel 1486, con la costruzione di una residenza di caccia commissionata da Ludovico il Moro all'ingegner Guglielmo da Camino.[1]
Con atto di donazione del 28 gennaio 1494, la Sforzesca fu donata da Ludovico il Moro alla moglie Beatrice d'Este, con tutte le relative possessioni, fortilizi e diritti feudali a esse connessi, ossia il mero et mixto imperio, ogni tipo di giurisdizione, omaggi, immunità, etc, la facoltà di amministrarle secondo il proprio arbitrio, deputare castellani, pretori, ufficiali, etc, nonché di fruizione delle rendite.[2][3] Alla morte dell'amata Beatrice nel 1497, Ludovico donò la Sforzesca al convento di Santa Maria delle Grazie a Milano, nella cui chiesa era sepolta la moglie, affinché continuasse simbolicamente a essere possesso perpetuo di lei.[4]
Anche Leonardo da Vinci soggiornò presso la Sforzesca collaborando al miglioramento del territorio con progetti idraulici[1] per permettere una migliore irrigazione dei campi. Nel codice Leicester sono presenti disegni che ritraggono il "molino della Scala", una struttura a scalini dove scorreva l'acqua, ancora presente ai giorni nostri.[5]



Nel 1499, quando Ludovico il Moro venne sconfitto dai francesi di Luigi XII di Francia, la Sforzesca venne requisita dal sovrano francese che la donò, insieme alla signoria di Vigevano, al suo maresciallo Gian Giacomo Trivulzio. Con la restaurazione del ducato di Milano, nel 1522 la tenuta tornò nelle mani del duca Francesco II Sforza, secondogenito del Moro, il quale dapprima ottenne da papa Clemente VII per la città di Vigevano la dignità a sede episcopale e poi donò la proprietà della Sforzesca alla mensa vescovile. Alla morte di Francesco II nel 1535, il ducato di Milano con tutte le sue proprietà passò nelle mani dell'imperatore Carlo V del Sacro Romano Impero che decise di restituire la Sforzesca ai domenicani di Milano, i quali ne mantennero il possesso sino alla metà del XVIII secolo quando il territorio del vigevanese venne assegnato al Regno di Sardegna. Nel 1797 le truppe napoleoniche soppressero il convento di Milano e da qui iniziò la storia travagliata del possedimento: dapprima assegnata a un generale napoleonico, venne quindi venduta ad una banca di Lione. Ne divenne infine proprietario per breve tempo tale Quirino Cazenove che ne vendette poi la proprietà nel 1803 al marchese Saporiti.
Il nobile Marcello Giuseppe Saporiti, marchese di Zolasco, di origini genovesi ma trasferitosi a Milano al seguito di Napoleone, acquistò l'azienda agricola della Sforzesca per conto della moglie, la marchesa Angela Spinola, già vedova Cattaneo. In breve tempo egli implementò notevolmente la Sforzesca, facendole raggiungere i 1600 ettari di terreno coltivato. Eletto sindaco di Vigevano nel 1831, quando il Saporiti morì senza eredi diretti nel 1840, nominò suo erede universale il conte Apollinare Rocca, di Reggio Emilia, che già aveva chiamato presso di sé come agente personale. Questi, nel 1845, riuscì ad ottenere da re Carlo Alberto di Savoia il titolo di marchese della Sforzesca, assumendo inoltre il cognome dello zio e dando inizio al ramo dei Rocca Saporiti. Egli curò personalmente l'ampliamento della villa padronale del complesso, fondando inoltre nel 1851 le scuole elementari e l'asilo locali.
Presso La Sforzesca, il 21 marzo 1849 ebbe luogo l'omonima battaglia combattuta durante la Prima guerra di indipendenza italiana. A questo scontro prese parte anche re Carlo Alberto, ospitato per l'appunto dal marchese Saporiti nella sua tenuta.
Alla morte del Rocca Saporiti, subentrarono nella proprietà i suoi due figli maschi e poi la figlia Maria, la quale trasmise la tenuta ed il titolo marchionale al figlio Luigi Groppallo. La tenuta passò infine ai principi Castelbarco Albani Gropallo che ancora oggi ne detengono una parte, mentre il resto è passato nelle mani del comune di Vigevano.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio abate

Costruita nel 1555 per le esigenze della frazione della Sforzesca, la chiesa di Sant'Antonio abate si presenta oggi con forme neoclassiche dopo il rifacimento operato dall'architetto Giacomo Moraglia nel 1852 su commissione del marchese Rocca Saporiti che era intenzionato a farne il sepolcreto per lo zio benefattore e per la propria famiglia.
Architetture civili
Castello-Villa La Sforzesca
Il complesso presenta la disposizione tipica dei castelli di impronta sforzesca, con quattro corpi di fabbrica[1] ad uso abitativo (i "colombaroni") al posto dei classici torrioni d'angolo, a proteggere l'impianto di forma quadrata[1]. I colombaroni sono ornati da finestre ad arco acuto e fregi "a dente di sega"[1].
L'architetto del complesso fu probabilmente Guglielmo da Camino, gentiluomo della corte ducale degli Sforza il quale si dilettava in ingegneria e che si ispirò alle strutture della Lombardia del Trecento per realizzare questo progetto su commissione del duca sovrano. Il primo nucleo del complesso venne realizzato nel 1486. Le torri angolari del complesso presentano ancora oggi sale e locali di ampia metratura, illuminati da finestre di stile gotico rinascimentale. Curiosi i comignoli in mattoni con punta piramidale
Un tempo l'abitazione padronale era circondata da un fossato che permetteva l'accesso al complesso tramite un ponte levatoio, come un vero e proprio castello medievale.
La struttura, dopo secoli di trascuratezza, venne restaurata una prima volta nel 1907 per iniziativa del marchese Marcello Rocca Saporiti con l'aiuto del pittore vigevanese Casimiro Ottone il quale restaurò e rifece interi tratti decorativi. Il fratello Alessandro Rocca Saporiti, progetto a metà degli anni '20 del Novecento una seconda fase di restauro per i colombaroni posti lontano dalla strada principale, ma questo rimase unicamente sulla carta.
Note
- 1 2 3 4 5 6 Contino, Castello-Villa La Sforzesca.
- ↑ Add MS 21413, su bl.uk.
- ↑ Francesco Malaguzzi Valeri, La corte di Lodovico il Moro: la vita privata e l'arte a Milano nella seconda metà del Quattrocento, vol. 1, Milano, Hoepli, 1913, p. 381.
- ↑ Francesco Malaguzzi Valeri, La corte di Lodovico il Moro: la vita privata e l'arte a Milano nella seconda metà del Quattrocento, vol. 1, Milano, Hoepli, 1913, p. 675.
- ↑ Le tracce di Leonardo, su leonardoevigevano.it. URL consultato il 3 marzo 2010 (archiviato dall'url originale il 4 gennaio 2010).
Bibliografia
- G. Angelini, La villa e la chiesa della Sforzesca nell'Ottocento. Le commissioni artistiche del marchese Rocca Saporiti tra Milano e Torino, in «Viglevanum. Miscellanea di studi storici e artistici», a. XVII, 2007, pp. 48–59.
- Giors Oneto, Grandissimo Diciassettesimo, Neri Editore, Firenze 2001
- Carlo Perogalli, Enzo Pifferi e Angelo Contino, Castelli in Lombardia, Como, Editrice E.P.I., 1982.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Scheda sul sito ufficiale del comune, su comune.vigevano.pv.it. URL consultato il 17 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 17 gennaio 2015).
- Sforzesca, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.

