Shabhaye roshan
| Shabhaye roshan | |
|---|---|
| Titolo originale | شبهای روشن |
| Lingua originale | persiano |
| Paese di produzione | Iran |
| Anno | 2003 |
| Durata | 107 min |
| Genere | drammatico, sentimentale |
| Regia | Farzad Motamen |
| Soggetto | Fëdor Dostoevskij (racconto) |
| Sceneggiatura | Saeed Aghighi |
| Produttore | Hossein Zandbaf |
| Fotografia | Jamshid Alvandi |
| Montaggio | Hossein Zandbaf |
| Musiche | Peyman Yazdanian |
| Interpreti e personaggi | |
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Shabhaye roshan (in persiano شبهای روشن, lett. "Notti bianche") è un film del 2003 diretto da Farzad Motamen, liberamente tratto dall'omonimo racconto di Fëdor Dostoevskij. La sceneggiatura di Saeed Aghighi è anche una rivisitazione del film del 1957 di Luchino Visconti[1].
L'adattamento sposta l'ambientazione dalla San Pietroburgo del racconto di Dostoevskij alla Teheran contemporanea, trasforma l'impiegato sognatore in un professore universitario e sviluppa il rapporto tra i due protagonisti in un modo che riflette le convenzioni socioculturali persiane.
Trama
Un solitario professore universitario, deluso dalla società e filosoficamente rassegnato, trascorre le proprie giornate insegnando letteratura, leggendo libri e vagabondando per le strade di Teheran. Una notte nota una ragazza intenta a difendersi dalle molestie di un automobilista e interviene in suo aiuto. La ragazza si chiama Roya ed è venuta nella capitale mantenendo una promessa fatta al suo innamorato, Amir: un anno dopo il loro ultimo incontro, lei si sarebbe presentata per quattro notti consecutive nel luogo e nell'ora concordati, in attesa del suo ritorno.
Il professore offre a Roya ospitalità e compagnia e nel corso delle quattro notti tra i due si sviluppa un legame sempre più profondo, finché l'uomo, conquistato dalla dolcezza e dalla fragilità di Roya, giunge alla decisione di chiederle di sposarlo. Tuttavia, nella quarta e ultima notte, Amir si presenta all'appuntamento e Roya, travolta dalla gioia del ritorno dell'amato, si allontana con lui, lasciando il professore di nuovo solo.
Produzione
Le riprese si sono svolte interamente a Teheran.
Distribuzione
La pellicola è stata distribuita nelle sale cinematografiche iraniane il 26 novembre 2003[2]. In Italia è inedito.
Accoglienza
Inizialmente il film non fu accolto in maniera positiva, tuttavia, dopo il caloroso riscontro del pubblico, divenne un vero e proprio cult, guadagnandosi una buona reputazione anche tra i critici.
Secondo Tahmasb Solhjoo si tratta della migliore opera di Farzad Motamen[3]. La rivista Film va cinema ("Film e cinema") osserva come Motamen racconti la storia d'amore dostoevskiana con un «tono gelido» e che proprio in questo sta l'audacia del film il quale risulta essere «una storia d'amore calma e dignitosa»[4].
Il film incassò complessivamente 74 280 550 toman al botteghino iraniano[2].
Riconoscimenti
- Festival internazionale del cinema di Fajr 2003
- Candidatura al Simurg di Cristallo alla migliore attrice a Hanieh Tavassoli
- Candidatura al miglior film (Art and Experience) a Farzad Motamen
Note
- ↑ (FA) مهم ترین فیلم های ایرانی که از سینمای جهان برداشته شدند, su salamcinama.ir, 25 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 15 dicembre 2019).
- 1 2 (FA) سالنامۀ آماری فروش فیلم و سینما ۱۳۸۲ (PDF), su apf.farhang.gov.ir, معاونت توسعۀ فناوری و مطالعات سینمایی, autunno 2017 (archiviato dall'url originale il 3 agosto 2025).
- ↑ (FA) خبرگزاری فارس, in Fars News, 12 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 1º febbraio 2014).
- ↑ (FA) Film va cinema, anno XII, n. 100, p. 31
Collegamenti esterni
- (EN) Shabhaye roshan, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Shabhaye roshan, su Box Office Mojo, IMDb.com.