Shah Mansur
| Shāh Manṣūr | |
|---|---|
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| signore di Shushtar e di Esfahan | |
| In carica | 1391 – 1393 |
| Morte | 29 marzo 1393 |
| Dinastia | Muzaffaridi |
| Religione | islam |
Shāh Manṣūr (... – 29 marzo 1393) fu l'ultimo dei sovrani muzaffaridi della Persia meridionale. Governò a Esfahan fino alla sua morte, avvenuta per mano delle forze di Tamerlano il 29 marzo 1393.
Biografia
Fratello di Shah Yahya e Shah Hosein, Mansur era altresì nipote di Shah Shoja, con il quale combatté in battaglia.[1] Con il sostegno del Sultanato di Jalayir, Mansur si affermò dal 1391 circa come sovrano muzaffaride indipendente a Shushtar e poi a Esfahan.[1]
Tra il 1380 e il 1390, il signore della guerra Tamerlano aveva già cominciato una serie di campagne espansionistiche al comando del suo giovane impero timuride. Mentre si trovava impegnato in una serie di battaglie contro i kipčaki, le città soggiogate da Tamerlano in Persia approfittarono della sua assenza e scatenarono delle ribellioni.[2] Il principale sostenitore di queste spinte secessioniste fu proprio Shah Mansur, che tentò di coalizzare le sue forze mentre Tamerlano venne costretto a riposare per via di una malattia contratta nel 1392.[2] Fu solo verso la fine dell'anno che l'emiro si riprese e raggiunse il Mazandaran, spingendosi poi lungo le coste meridionali del mar Caspio.[2] Nel 1393, Tamerlano raggiunse il Luristan, sopprimendo i tentativi di rivolta nuovamente con la forza e con il terrore.[2] Fu in quel frangente che Shah Mansur venne ucciso davanti alla porte di Shiraz dal nipote di Tamerlano, Shah Rukh.[2]
La tomba di Mansur si trova nella parte orientale di Shiraz, in un zona conosciuta come Gowd-e-Shahzadeh (Tomba del principe Mansur).[3]
Note
- 1 2 Limbert (2011), p. 41.
- 1 2 3 4 5 Cardini (2007), p. 48.
- ↑ Limbert (2011), p. 43.
Bibliografia
- Franco Cardini, Tamerlano, il principe delle steppe, De Agostini, 2007, ISBN non esistente.
- (EN) John W. Limbert, Shiraz in the Age of Hafez: The Glory of a Medieval Persian City, University of Washington Press, 2011, ISBN 978-0-295-80288-6.
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