Shalako

Shalako
Shalako (Sean Connery) e Irina (Brigitte Bardot)
Titolo originaleShalako
Lingua originaleinglese, spagnolo, tedesco
Paese di produzioneRegno Unito, Germania Ovest
Anno1968
Durata113 min
Rapporto2,20:1
Generewestern
RegiaEdward Dmytryk
SoggettoLouis L'Amour (romanzo)
SceneggiaturaJames Griffith, Hal Hopper, Scott Finch
ProduttoreEuan Lloyd, Artur Brauner
Produttore esecutivoDimitri De Grunwald
Casa di produzionePalomar Pictures International
FotografiaTed Moore
MontaggioBill Blunden
MusicheRobert Farnon
CostumiCynthia Tingey
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Shalako[1] è un film del 1968 diretto da Edward Dmytryk.

Trama

New Mexico 1880, Bosky Fulton organizza una battuta di caccia per un gruppo di aristocratici europei accompagnati da un politico e sua moglie. Peccato che decidano di penetrare nel territorio degli Apache. Allontanatasi dal gruppo la contessa Irina viene infatti attaccata dagli indiani ma tratta in salvo da Shalako, ex ufficiale di cavalleria che ora si dedica a proteggere gli indiani e il loro territorio. Si accorda con il capo indiano, porterà gli europei fuori dal territorio ma il figlio Chato gli rivela la sua intenzione di ucciderlo.

Shalako, raggiunto il gruppo cerca di convincere il capo van Hallstatt a lasciare il territorio ma visto il suo rifiuto lascia il gruppo per chiedere aiuto all'esercito e nel frattempo gli indiani attaccano il gruppo di europei. Fulton ne approfitta per scappare con parte dei viveri e delle armi lasciando gli altri in balia degli indiani, seguita da Lady Daggett, sua amante ma vengono trucidati dagli indiani.

Il resto del gruppo sopravvissuto all'attacco degli indiani si incammina verso un altopiano che Shalako ritiene protetto, questa volta con l'approvazione di van Hallstatt. Presto vengono raggiunti da Fulton unico sopravvissuto dell'attacco degli indiani ma si scontra con Sir Charles Daggett e si uccidono a vicenda. Chato e un gruppo di indiani colgono di sorpresa gli ultimi europei rimasti ma questa volta affronta direttamente Shalako che lo batte. Shalako potrebbe ucciderlo ma compare il capo indiano che pur di salvare il figlio concede agli europei la possibilità di raggiungere la salvezza uscendo dal loro territorio.

Produzione

Nel corso di un incontro con Louis L'Amour, il produttore Euan Lloyd raccontò delle lunghe code ai cinema di New York per l'ultimo film di James Bond (Agente 007 - Si vive solo due volte). L'Amour osservò che Sean Connery avrebbe sicuramente «fatto un'ottima figura in sella». Quando Lloyd incontrò Sean Connery e con lui discusse del progetto, scoprì che Connery era un appassionato di western sin da bambino. Era anche molto interessato al film, dato che gli erano stati promessi 1 milione di dollari e una percentuale sugli incassi, a fronte di un budget di 5 milioni di dollari.[2][3] Connery era disponibile, avendo rifiutato di interpretare il Bond successivo (Agente 007 - Al servizio segreto di Sua Maestà).

Lloyd si assicurò la presenza di Brigitte Bardot, prevista come co-protagonista del film, del direttore della fotografia di Bond, Ted Moore, e dello stuntman e coordinatore delle scene d'azione di Bond, Bob Simmons. Alla Bardot furono pagati 400.000 dollari più il 12,5% degli incassi.[2] Era il suo secondo western dopo Viva Maria!.[4] Jack Hawkins aveva perso la voce, un tempo potente, dopo l'operazione per un tumore alla gola; fu quindi doppiato da Charles Gray.[5]

Una volta che Lloyd ebbe convinto Connery, molti distributori cinematografici europei e di altri paesi si mostrarono interessati a finanziare il film. Distributori di 35 paesi diversi accettarono di fornire cambiali per un valore di 5 milioni di dollari, pagabili alla consegna del film. Questo permise a Lloyd di raccogliere i 3 milioni di dollari necessari per iniziare la produzione e scritturare Connery e la Bardot. 1.455.000 dollari provenivano dalla statunitense ABC[6] e 2 milioni di dollari da altre fonti. Il produttore Dimitri de Grunwald si impegnò a contribuire al finanziamento.[2][7]

Riprese

Il film è stato girato nella spagnola provincia di Almería. Mentre cercava un luogo per le riprese negli Stati Uniti, Lloyd aveva notato che molti nativi americani erano sovrappeso, quindi non abbastanza minacciosi. Simmons reclutò un gruppo di romaní magri e robusti che addestrò a cavalcare e a comportarsi come guerrieri Apache.[8]

La provincia di Almería era il luogo preferito per le riprese dei western all'italiana. Le riprese di Shalako si svolsero contemporaneamente alle riprese del film di Harry Saltzman sulla Seconda guerra mondiale, I sette senza gloria, ambientato nel Nordafrica. Una troupe cinematografica doveva cancellare le tracce degli pneumatici sulla sabbia prima di girare le scene del Far West, mentre l'altra doveva raccogliere gli escrementi dei cavalli prima di girare i combattimenti della Seconda guerra mondiale. Una volta gli Apache a cavallo si lanciarono per errore contro i soldati del Long Range Desert Group.[8][9]

Distribuzione

Note

  1. ↑ Shalako, nulla-osta dell'edizione italiana, italiataglia.it
  2. 1 2 3 (EN) Tad Szulc, Financial Close-Up of a Movie Cliff-Hanger; Financing of a Movie in Spain Turns Out to Be a Cliff-Hanger, in The New York Times, 1º aprile 1968.
  3. ↑ (EN) Bob Herzberg, Shooting Scripts: From Pulp Western to Film, McFarland & Co., 2005, p. 123.
  4. ↑ (EN) Stephen Vagg, Brigitte Bardot: Ten Films Worth Watching, su Film Ink, 29 dicembre 2025.
  5. ↑ (EN) Brian Hannan, Behind the Scenes: “Shalako” (1968), su The Magnificent 60s, 11 maggio 2023.
  6. ↑ (EN) ABC's 5 Years of Film Production Profits & Losses, in Variety, 31 maggio 1973, p. 3.
  7. ↑ (EN) Stephen Vagg, Forgotten British Moguls: Nat Cohen – Part Three (1962-68), su Film Ink, 21 gennaio 2025.
  8. 1 2 (EN) Bob Simmons, Kenneth Passingham, Nobody Does It Better: My 25 Years of Stunts With James Bond and Other Stories, Sterling Pub Co., 1987.
  9. ↑ (EN) William Hall, Raising Caine: the authorized biography, Prentice-Hall, 1982, p. 129, ISBN 978-0-13-752675-8.

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