Sheila Hancock

Sheila Cameron Hancock

Dame Sheila Cameron Hancock (Blackgang, 22 febbraio 1933) è un'attrice britannica, nota soprattutto per il suo lavoro nel teatro musicale nel West End londinese.

Biografia

Inizia a studiare recitazione alla Dartford Grammar School e poi alla Royal Academy of Dramatic Arts di Londra. Lavora come attrice fin dal 1960, soprattutto in film cinema e televisivi. Nel 1980 recita nel ruolo di Mrs. Lovett nella prima produzione londinese del musical di Stephen Sondheim Sweeney Todd, al fianco di Denis Quilley. Nel 2006 interpreta Fraulein Schneider nel revival londinese del musical Cabaret, per il quale ottiene il Laurence Olivier Award alla miglior attrice non protagonista in un musical. Nel 2008 interpreta la Madre superiora nella prima produzione del musical Sister Act, per il quale viene nuovamente nominata al Laurence Olivier.

Soffre di un'atipica forma di artrite reumatoide, manifestatasi in età senile.[1]

Vita privata

In una tournée conobbe Alec Ross che sposò nel 1955 e del quale rimase vedova nel 1971; dalla coppia nacque Melanie Ross nel 1964, che l'ha resa nonna nel 1995.

Si risposò con John Thaw nel 1973 e dalla coppia nacque Joanna Thaw, che l'ha resa nonna di due nipoti, nati nel 2004 e 2007. Il matrimonio terminò nel 2002 con la morte dell'uomo.

Filmografia parziale

Cinema

Televisione

Teatro (lista parziale)

Riconoscimenti

Doppiatrici italiane

Nelle versioni in italiano, Sheila Hancock è stata doppiata da:

Onorificenze

Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria
«Attrice.»
— 15 giugno 1974[2]
Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria
«Per i servizi all'arte drammatica.»
— 31 dicembre 2010[3]
Dama Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria
«Per i servizi all'arte drammatica e alla beneficenza.»
— 31 dicembre 2020[4]

Note

  1. ↑ Owen Tonks, Dame Sheila Hancock has biologic drug injections for arthritis pain, su Mail Online, 14 giugno 2022. URL consultato il 9 aprile 2026.
  2. ↑ (EN) The London Gazette, n. 46310, 7 giugno 1974, p. 6793. URL consultato il 17 gennaio 2022.
  3. ↑ (EN) The London Gazette, n. 59647, 31 dicembre 2010, p. 7. URL consultato il 17 gennaio 2022.
  4. ↑ (EN) The London Gazette, n. 63218, 31 dicembre 2020, p. N7. URL consultato il 17 gennaio 2022.

Altri progetti

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN) 30335197 · ISNI (EN) 0000 0001 0718 2458 · LCCN (EN) n88040019 · GND (DE) 118894773 · BNE (ES) XX4859699 (data) · BNF (FR) cb140669090 (data) · J9U (EN, HE) 987007431503605171 · CONOR.SI (SL) 66924643