Shoshana Strook

Shoshana Strook (in ebraico שושנה סטרוק‎?; Gerusalemme, 1991 – Amirim, 15 marzo 2026) è stata un'attivista israeliana. Divenne nota per aver denunciato pubblicamente gravi abusi subiti all'interno della propria famiglia, coinvolgendo figure di spicco della politica israeliana come la madre, Orit Strook, Ministra degli Insediamenti e delle Missioni Nazionali.[1]

La sua vicenda ha generato un ampio dibattito internazionale riguardante la protezione delle vittime di abusi, l'influenza politica sul sistema giudiziario e l'uso di ordini di silenzio (gag order) nei casi di alto profilo in Israele.

Biografia

Shoshana Strook era una degli undici figli di Orit Strook, leader del partito di estrema destra Potere Ebraico, e di suo marito Avraham. È cresciuta in un ambiente familiare legato al sionismo religioso radicale, vivendo per lunghi periodi negli insediamenti israeliani in Cisgiordania, in particolare a Hebron.

La famiglia Strook è stata più volte al centro dell'attenzione mediatica e giudiziaria: nel 2007, uno dei fratelli di Shoshana, Zviki Strook, è stato condannato per il rapimento e il pestaggio di un adolescente palestinese.[2]

Le denunce di abusi

Nell'aprile 2025, Shoshana Strook ha iniziato a pubblicare sui social media testimonianze video e scritte in cui accusava i propri genitori e un fratello di abusi sessuali, fisici e psicologici sistematici, iniziati quando aveva due anni e mezzo.[3]

Nelle sue dichiarazioni, Strook ha descritto l'esistenza di presunte reti pedofile e rituali abusivi, sostenendo inoltre di essere stata vittima di pornografia minorile e di essere stata costretta alla prostituzione dal padre all'età di 13 anni a Tel Aviv.[4]

Il caso internazionale e la denuncia in Italia

A causa della posizione di potere della madre e del timore che le indagini in Israele potessero essere insabbiate, Shoshana si è recata in Italia nel corso del 2025. Presso le autorità italiane ha presentato una denuncia formale, dichiarando di cercare protezione e "asilo legale" in un paese neutrale.

In Israele, la vicenda è stata inizialmente coperta da un rigido ordine di silenzio imposto dalle autorità giudiziarie sulla stampa locale (gag order), che impediva di fare il nome della ministra coinvolta. Tale restrizione è stata duramente criticata da organizzazioni per i diritti civili e femministe, come il movimento Bonot Alternativa, che hanno denunciato un possibile conflitto di interessi istituzionale.[1]

Morte

Il 15 marzo 2026, Shoshana Strook è stata trovata priva di vita nella sua residenza nel nord di Israele. La notizia del decesso è stata confermata dalla madre tramite un post sui social media. Nonostante le dichiarazioni ufficiali abbiano inizialmente ipotizzato un suicidio, la polizia israeliana ha aperto un'indagine per chiarire le circostanze esatte del decesso, data la delicatezza del caso e le gravi accuse pendenti contro i familiari della vittima.[5]

Note

Voci correlate