Sibilla Weiller

Sibilla Weiller
Principessa di Lussemburgo
Stemma
Stemma
In caricadall'8 settembre 1994
TrattamentoSua Altezza Reale
NascitaNeuilly-sur-Seine, 12 giugno 1968
DinastiaBorbone di Parma-Nassau-Weilburg
PadrePaul-Annik Weiller
MadreOlimpia Torlonia 
ConsorteGuglielmo di Lussemburgo
FigliPaul-Louis
Léopold
Charlotte
Jean
ReligioneChiesa cattolica

Sibilla Sandra Weiller (Neuilly-sur-Seine, 12 giugno 1968) è una manager culturale francese.[1][2]

Biografia

È nata nel 1968 come secondogenita di Paul-Annik Weiller (1933-1998) e di Olimpia Torlonia (1943), figlia dell'infanta Beatrice di Borbone-Spagna.

Dopo essersi diplomata all'Institut Florimont di Ginevra nel 1987, si diplomò in storia dell'arte all'École du Louvre nel 1991.[1][3] Durante gli studi lavorò nel dipartimento di restauro del Musée des Monuments Français di Versailles.[1] Proseguì gli studi a Londra dove nel frattempo lavorò nelle gallerie d'arte.[1]

Fece parte del comitato acquisizioni del Musée d'Art Moderne Grand-Duc Jean istituito nel 1996 dal Fondo Culturale Nazionale.[1][4]

Ricoprì l'incarico di presidente internazionale della fondazione Venetian Heritage fino al 2013, anno in cui venne nominata presidente del consiglio consultivo della Collezione Peggy Guggenheim, di cui è poi diventata presidente emerita.[1][5]

Vita privata

Ha sposato il principe Guglielmo di Lussemburgo l'8 settembre 1994.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 (EN) Natasha Leake, Happy birthday, Princess Sibilla of Luxembourg! Discover the fascinating royal and aristocratic ties of the Italian noblewoman descended from Queen Victoria, su tatler.com, 12 giugno 2025. URL consultato il 4 aprile 2026.
  2. ↑ (FR) THE 2011 EUROPEAN MUSEUM ACADEMY PRIZE (PDF), su www2.museogalileo.it. URL consultato il 15 maggio 2026.
  3. ↑ (FR) Bulletin d'information et de documentation 2/1994 (PDF), su sip.gouvernement.lu. URL consultato il 4 aprile 2026.
  4. ↑ (FR) Mudam Luxembourg - Musée d'Art Moderne Grand-Duc Jean, su fr.moulinlecygne.com. URL consultato il 4 aprile 2026.
  5. ↑ (EN) Comitato consultivo, su guggenheim-venice.it. URL consultato il 4 aprile 2026.