Siegfried Fischer

Siegfried Fischer
Soprannome"Blitz von Pommern"
NascitaPommerndorf, 29 ottobre 1917
MorteRheinbach, 26 marzo 1998
Luogo di sepolturacimitero di Rheinbach[1]
Dati militari
Paese servitoGermania (bandiera) Germania nazista
Forza armata Luftwaffe
SpecialitàCacciabombardieri
GradoOberfeldwebel
GuerreSeconda guerra mondiale
CampagneFronte orientale (1941-1945)
Decorazionivedi qui
dati tratti da Siegfried Fischer[2]
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Siegfried Fischer (Pommerndorf, 27 novembre 1918 – Rheinbach, 26 marzo 1998) è stato un militare e aviatore tedesco, asso dell'aviazione, accreditato di 15 vittorie, ed insignito della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro nel corso della seconda guerra mondiale[3].

Biografia

Nacque a Pommendorf, nei Sudeti, il 27 novembre 1918.[3][4] Nell'ottobre del 1939 si arruolò nella Luftwaffe.[2][5] Completò l'addestramento al volo nel 1940, e poi un corso di studi presso la 1ª Scuola di aviazione d'assalto di Graz-Thalerof.[2][1] Effettuò la sua prima missione di combattimento in Sicilia alla fine del febbraio 1941 come parte del VI Staffel del Sturzkampfgeschwader 1, equipaggiata con gli Junkers Ju 87 Stuka.[2] Partecipò a incursioni su Malta e poi all'Operazione Barbarossa, l'invasione dell'Unione Sovietica.[2] L'8 luglio 1941 fu abbattuto a 40 km dietro la linea del fronte nella zona di Velikiye Luki, riportò gravi ustioni al viso e alle mani e fu portato in salvo dagli esploratori tedeschi.[2] Un'altra volta fu abbattuto a 30 km dietro le linee nemiche, ma riuscì a tornare insieme al suo operatore radio, Anton Kraus, quattro giorni dopo.[2] Dal luglio 1943 all'aprile 1944 prestò servizio sul fronte orientale nella 5.Staffel, dal maggio 1944 al febbraio 1945 nell'8./Schlagtgeschwader 1 e dal marzo all'aprile 1945 nel 9./Schlagtgeschwader 1.[2] Il 28 aprile fu insignito della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro.[5][6]

In totale, durante i combattimenti, effettuò 713 sortite (di cui 123 con il Focke-Wulf Fw 190); effettuò 25 atterraggi forzati e il suo aereo fu abbattuto 12 volte, di cui due dietro la linea del fronte. Gli vengono attribuiti oltre 80 carri armati distrutti in un breve periodo di tempo in Pomerania e nella Prussia orientale, per i quali ricevette il soprannome di "Fulmine della Pomerania" (Der Biltz von Pommern), circa 30 ponti e 15 aerei abbattuti.[2][5] Partecipò anche all'affondamento di un sottomarino vicino a Malta.[2]

Il suo aereo fu abbattuto dalla contraerea il 17 aprile 1945 a nord-ovest di Francoforte sull'Oder, ed egli si lanciò con il paracadute rimanendo gravemente ferito.[2] Venne portato in ospedale a Zossen con entrambi gli stinchi rotti, rimanendo prigioniero di guerra sovietico dal 21 aprile 1945 al 18 settembre 1946, quando venne rilasciato in quanto considerato invalido.[2][5] Nel 1951, ai Campionati tedeschi di sci paralimpico a Berchtesgaden, vinse il Goldenen Ski, una combinazione di slalom.[2][4] Fino al suo pensionamento, prestò servizio presso il Forstoberamtsrat del Landwirtschaftministerium (Ministero dell'agricoltura).[4] Si spense a Rheinbach il 26 aprile 1998.[2][5]

Onorificenze

Croce di Cavaliere della Croce di Ferro - nastrino per uniforme ordinaria
«Conferita per i suoi successi come pilota d'attacco al suolo. Fu riconosciuto per aver effettuato 670 sortite sia nel Mediterraneo che sul fronte orientale. Ottenne particolare successo contro i ponti, distruggendone circa 30 importanti, tra cui il ponte stradale di rifornimento a ovest di Smolensk, il ponte di Ukra vicino a Yukhnov e il ponte sul Volga vicino a Rzhev. Ha compiuto notevoli imprese anche come pilota d'attacco al suolo dall'autunno del 1944 in poi, periodo in cui si guadagnò il soprannome di "Blitz von Pommern" (Fulmine della Pomerania). Un giorno abbatté 2 caccia nemici nonostante trasportasse il pieno carico, e poi distrusse 4 carri armati con i razzi.»
— 28 febbraio 1945.[6]
Coppa d'onore della Luftwaffe - nastrino per uniforme ordinaria
— 13 settembre 1942.[2]
Frontflugspange in oro - nastrino per uniforme ordinaria
Frontflugspange in oro

Note

Bibliografia

  • (DE) Florian Berger, Ritterkreuzträger aus Österreich und den KUK Kronländern, Wien, Berger., F & Habisohn, Chr., 2006.
  • (DE) Ernst Obermaier, Die Ritterkreuzträger der Luftwaffe 1939–1945 Band II Stuka- und Schlachtflieger, Mainz, Verlag Dieter Hoffmann, 1976, ISBN 978-3-87341-021-3.
  • (DE) Klaus D. Patzwall e Veit Scherzer, Das Deutsche Kreuz 1941 – 1945 Geschichte und Inhaber Band II, Norderstedt, Verlag Klaus D. Patzwall, 2001, ISBN 978-3-931533-45-8.
  • (DE) Veit Scherzer, Die Ritterkreuzträger 1939–1945 Die Inhaber des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939 von Heer, Luftwaffe, Kriegsmarine, Waffen-SS, Volkssturm sowie mit Deutschland verbündeter Streitkräfte nach den Unterlagen des Bundesarchives, Jena, Scherzers Militaer-Verlag, 2007, ISBN 978-3-938845-17-2.
  • (EN) John Ward, Hitler's Stuka Squadrons: The Ju 87 at War, 1936–1945, St. Paul, Minnesota, MBI, 2004, ISBN 978-0-7603-1991-8.
  • (EN) John Weal, Junkers Ju 87 Stukageschwader of the Russian Front, Oxford, Osprey Publishing, 2004, ISBN 978-1-78200-530-8.

Collegamenti esterni