Sigmar Polke

Sigmar Polke (a destra) assieme all'imprenditore e collezionista d'arte Dieter Frowein-Lyasso (a sinistra)

Sigmar Polke (Oels, 13 febbraio 1941 – Colonia, 10 giugno 2010) è stato un artista tedesco.

Biografia

Vetrata, Grossmünster, Zurigo (Svizzera).

Nato nella Bassa Slesia nel 1941, quando era ancora territorio tedesco (quattro anni più tardi verrà annessa alla Polonia), Polke si è trasferito con la famiglia dapprima nella Turingia[1] e, quando aveva dodici anni, nella Germania Ovest.[2] Trasferitosi a Düsseldorf, ha iniziato a frequentare musei e gallerie d'arte[3] e ha imparato a lavorare il vetro fra il 1959 e il 1960.[4] Dal 1961 al 1967 ha studiato nella locale Kunstakademie[2] con maestri quali Karl Otto Götz,[5] Gerhard Hoeme[5] e Joseph Beuys, dal quale è stato profondamente influenzato. Nel 1969 Polke ha preso parte alla sua prima mostra collettiva estera, presso Lucerna, in Svizzera.[2]

Tra il 1972 e il 1978, Polke ha vissuto in una colonia artistica che di Gaspelshof.[2] Nel 1982 Polke ha partecipato alla rassegna Documenta 7; quattro anni più tardi ha rappresentato la Germania alla Biennale di Venezia, ottenendo il Leone d'oro.[2] Durante la fine del decennio e per tutti gli anni 1990, Polke è stato oggetto di molte retrospettive, venendo considerato uno dei maestri dell'arte contemporanea.[2][5]

Polke è deceduto a Colonia il 10 giugno 2010 all'età di 69 anni.[2][6]

Stile e tecnica

Celebre per il suo eclettismo,[7] Polke si è specializzato in numerosi media artistici, soprattutto la pittura e la fotografia, prendendo sempre e in qualche modo come esempio la pop art statunitense.[5][8] Dopo le tele e le sculture degli anni 1960 e 1970, volte a ironizzare e criticare la società dei consumi tedesca dell'epoca, in antitesi con quanto facevano gli artisti pop che invece si ponevano in una soluzione di ambiguità fra denuncia e celebrazione,[5][9] ma si trattava in realtà di una feroce riflessione riguardo al forte predominio delle immagini all'interno della società contemporanea.[10] Polke ha approfondito temi politici e sociali talvolta scottanti negli anni 1980.[5] Sue sono anche opere mirate a criticare l'imperialismo statunitense e la società britannica degli anni 2000.[7]

Premi

Note

  1. ↑ (EN) Sigmar Polke, su frieze.com. URL consultato il 31 luglio 2026.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 Sigmar Polke (PDF), su fondation-vincentvangogh-arles.org. URL consultato il 31 luglio 2026.
  3. ↑ (EN) ART : Sigmar Polke’s Layered Look : The photographs of the influential German are hard to pin down--as is the artist himself., su latimes.com. URL consultato il 31 luglio 2026.
  4. ↑ (EN) nytimes.com, https://www.nytimes.com/2010/06/12/arts/design/12polke.html. URL consultato il 31 luglio 2026.
  5. 1 2 3 4 5 6 Polke, Sigmar, su treccani.it. URL consultato il 31 luglio 2026.
  6. ↑ Sigmar Polke - Telegraph, su telegraph.co.uk.
  7. 1 2 Polke, linguaggio pop come stratificazione, errore e veleno, su ilmanifesto.it. URL consultato il 31 luglio 2026.
  8. ↑ S. W. I. swissinfo.ch, Germania: morto pittore Sigmar Polke, inaugurò la pop art in Europa, su SWI swissinfo.ch, 11 giugno 2010. URL consultato il 20 novembre 2025.
  9. ↑ (EN) PalazzoGrassiTeens |, su teens.palazzograssi.it. URL consultato il 20 novembre 2025.
  10. ↑ Sigmar Polke - Sotto i sanpietrini, la terra, Fondation Vincent Van Gogh Arles, a cura di Bice Curiger, assistita da Margaux Bonopera, 1 Mar – 26 Ott 2025

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Collegamenti esterni

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