Sigtrygg Barba di Seta

Sigtrygg Barba di Seta
re di Dublino
In carica989/995 –
1036
PredecessoreGlúniairn / Ivar di Waterford
SuccessoreEchmarcach mac Ragnaill
NascitaDublino, 970 circa
MorteDublino, 1042
DinastiaUí Ímair
PadreOlaf Cuarán
MadreGormflaith ingen Murchada
ConsorteSláine
FigliOlaf

Sigrtrygg Barba di Seta, conosciuto nelle fonti irlandesi come Sihtric, Sitric[1] e Sitrick o come Sigtryg[2] e Sigtryggr[3] nei testi scandinavi (Dublino, 970 circa – Dublino, 1042), fu uno dei sovrani vichingo-gaelici che governarono con il titolo di re di Dublino appartenente alla dinastia Uí Ímair.

Intorno all'anno Mille e dopo la fallimentare rivolta di Leinster, fu costretto a sottomettersi al dominio di Brian Boru, re del Munster e con il quale instaurò poi un'alleanza ratificata da alcuni matrimoni. Il lungo regno di Sigtrygg durò approssimativamente circa 46 anni, fino alla sua abdicazione avvenuta nel 1032,[4] durante quegli anni condusse spedizioni militari, spesso anche fallimentari, in gran parte dell'Irlanda, spingendosi anche sulle coste del Galles. Si scontrò poi spesso con i sovrani norreni rivali di Cork e Waterford. Nel 1028 andò in pellegrinaggio a Roma e a questo viaggio si collega la costruzione della Cattedrale di Cristo. La città che governò visse fasi altalenanti, ma nel complesso beneficiò di una discreta crescita economica. Morì settantaduenne nel 1042.[4]

È uno dei personaggi più importanti nel testo irlandese del XII secolo intitolato Cogad Gáedel re Gallaib e nella saga islandese del XIII secolo di Njal, dove viene ricordato come il principale comandante norreno nella battaglia di Clontarf del 1014.

Biografia

Origini

Nato verosimilmente attorno al 970, Sigtrygg era di origine irlandese e scandinava.[2] I suoi genitori erano Amlaíb Cuarán, re di Northumbria e di Dublino, e Gormflaith ingen Murchada.[3] Quest'ultima era la figlia del re del Leinster Murchad mac Finn,[5] e sorella del suo successore, re Máel Mórda di Leinster.[3] La madre aveva prima sposato il re di Mide e il re supremo d'Irlanda Máel Sechnaill mac Domnaill (948-2 settembre 1022),[3] dopodiché Brian Boru; secondo il poema del XIII secolo Njáls saga, era una donna bella, potente e dedita agli intrighi.[3] Il fratellastro di Sigtrygg era invece Glúniairn (morto nel 989), che regnò come re di Dublino.

Quando anni avanti e verso la fine del suo regno fu preteso il pagamento di un riscatto per uno dei figli di Sigtrygg, nell'elenco delle richieste furono menzionati «settanta cavalli britannici».[6] Ciò suggerisce che Dublino fosse uno dei principali porti per l'importazione di cavalli nell'Irlanda dell'XI secolo; si pensa che Sigtrygg e la sua famiglia possano essere stati personalmente coinvolti nell'allevamento di equini.[7]

Re di Dublino

Una moneta postuma "Sihtric" dal British Museum, coniata a Dublino intorno al 1050

Non è certo che Sigtrygg sia succeduto al fratello al trono di Dublino quando questi morì nel 989,[4] poiché al trono potrebbe essere anche succeduto Ivar di Waterford.[8] Gli Annali irlandesi sono curiosamente scarsi di notizie su Sigtrygg e la sua famiglia durante questo periodo, sia che egli stesse o meno governando la città e le sue terre.[9] Secondo lo storico Benjiamin Hudson questo potrebbe essere spiegato con la presenza, in quegli anni, del futuro re di Norvegia Olaf I che prese residenza a Dublino in seguito al suo matrimonio con Gytha, sorella di Sigtrygg che aveva conosciuto la giovane durante le sue scorribande nel Mare d'Irlanda.[9] La presenza di un grande sovrano vichingo avrebbe potuto essere un deterrente per gli assalti degli Irlandesi e questo avrebbe portato ad un certo indebolimento dei nemici di Sigttrygg che dovevano guardarsi dai saccheggi di Olaf.[10]

In ogni caso quest'ultimo tornò nel proprio regno nel 994 o almeno così si crede poiché in quell'anno Ivar di Waterford espulse Sigtrygg da Dublino, che per altro avrebbe potuto essere già stato a capo del regno fino al 993 quando sarebbe stato a sua volta cacciato da Sigtryyg.[11] Sia come sia Sigtrygg, allora sui vent'anni, tornò indietro entro l'anno e nel 995, accompagnato da uno dei suoi nipoti, razziò la contea di Meath governata dal primo marito della madre, questi in segno di rappresaglia entrò a Dublino razziando alcuni oggetti sacri ai dublinesi.[11] Nel 998 Mael Sechnaill e Brian Boru, uno dei sovrani supremi d'Irlanda allora in carica, costrinsero Sigtrygg a riconoscere la loro superiorità dando loro degli ostaggi.[11]

Questo evento costrinse il giovane re a comprendere come le ricchezze di Dublino costituissero un obiettivo appetitoso e che la città, per rimanere sicura, necessitava tanto di mura resistenti, quanto di buone e potenti alleanze.[11] La contea di Dublino era però troppo povera per poter mettere insieme le risorse che avrebbero permesso di tenere testa ai ricchi principi irlandesi, motivo per cui Sigtrygg si alleò con lo zio materno Máel Mórda ed insieme, nel 999, sconfissero il loro cugino Donnchad mac Domnall Claen, uno dei sovrani del Leinster, imprigionandolo a Dublino.[11]

La prima rivolta Leinster contro Brian Boru

Nel tardo 999 gli uomini di Leinster, tradizionalmente ostili sia alla sovranità della dinastia degli Uí Néill e a quella dei re del Munster, si allearono con quelli di Dublino ed insieme si rivoltarono contro Brian Boru.[1] Sigtrygg si alleò nuovamente con lo zio Máel Mórda ed insieme furono sonoramente sconfitti, Boru vinse la battaglia di Glenmama, mise in rotta l'esercito nemico e si avventò poi su Dublino stessa.[1][11] Sui tempi ci sono due diverse interpretazioni, di cui la prima è offerta dal Cogad Gáedel re Gallaib, testo del XII secolo. Esso afferma che l'esercito di Boru restò dentro la città dal Natale fino all'Epifania oppure da Natale fino al giorno di Santa Brigida.[11] Gli Annali dell'Ulster spostano invece la battaglia al 30 dicembre,[12] mentre gli Annali di Inisfallen la portano avanti di due giorni al 1º gennaio 1000.[13] Il dato univoco resta comunque la presenza di Brian a Dublino nei primi mesi dell'anno 1000, i suoi saccheggi, la distruzione delle roccaforti vichinghe e l'espulsione di Sigtrygg dalla città.[1]

Sempre secondo il Cogad Gáedel re Gallaib, Sigtrygg andò verso nord per chiedere aiuto agli Ulaid prima e ai Cenél nEógain dopo, entrambe le tribù rifiutarono però di aiutarlo.[14] Privo di aiuto ed impossibilitato a lasciare il paese a Sigtrygg non restò che tornare a Dublino, offrire degli ostaggi a Boru e chiedere di essere messo di nuovo sul trono, Brian acconsentì e Sigtrygg tornò a Dublino.[1][11] Tutto questo accadde entro tre mesi dalla conquista della città e si crede che prima di ritornare al proprio posto Sigtrygg possa avere compiuto delle razzie spingendosi fino a St David's, nel Galles.[14] Per ratificare la pace appena siglata, Sigtrygg sposò Sláine, una delle figlie di Boru avuta dal primo matrimonio di costui.[3] Brian, dal canto suo, convolò a nozze con Gormflaith, la madre di Sigtrygg e ormai al suo terzo matrimonio.[3]

Gli anni tra le due rivolte

L'abbazia di Inch (Inis Cumhscraigh), saccheggiata da Sigtrygg nel 1002

Al periodo di rivolte ne seguì uno più prospero in cui Sigtrygg servì nell'esercito del suocero.[11] Ad ogni modo, egli non aveva dimenticato che gli Ulaid gli avevano rifiutato l'aiuto nel momento del bisogno e nel 1002 si vendicò quando, seguendo le truppe di Boru, poté incendiarne e razziarne le terre.[15] Le sue navi raggiunsero l'odierno Ulster, dove saccheggiò Kilclief e Inis Cumhscraigh e fece prigionieri anche parecchi ostaggi.[16] Il progetto di espansione di suo suocero continuò e nel 1006-1007 Sigtrygg dovette combattere contro gli Uí Néill.[17] Soltanto quando il loro re Cenél Conaill si sottomise a Boru nel 1011, questi fu riconosciuto come Sovrani supremi d'Irlanda da tutta l'isola.[17]

Quel che si sa del regno di Sigtrygg dei primi anni al comando lo si deva alla saga Gunnlaugs saga ormstungu, composta dallo scaldo Gunnlaugr Ormstunga (nato attorno al 983) dopo averne visitato la corte.[18] In estrema sintesi, la ricostruzione compiuta è quella di una città imperniata attorno al florido mercato che offriva il porto. Gli scavi archeologici hanno negli anni recuperato frammenti di navi, di stoffe, di preziosi ed altri oggetti che tendono a confermare la veridicità di queste affermazioni.[18]

La seconda rivolta Leinster contro Brian Boru

     Gli insediamenti vichinghi di Cork, Limerick, Waterford e Wexford
(Parte del regno di Munster, sotto il controllo di Boru)

     Il regno di Dublino, sotto il controllo di Sigtrygg

Durante il decennio del 1010, Boru divorziò dalla madre di Sigtrygg che lo ripagò cercando di rivoltarsi contro di lui[19] La donna trovò terreno fertile, poiché negli anni i rapporti fra l'ex-marito e la gente di Leinster si erano fatti molto tesi e scaturirono un'inevitabile rivolta.[20] Sigtrygg si alleò ancora con lo zio a fianco degli uomini di Leinster, la loro unione portò alla sconfitta di Boru e dei suoi alleati presso la cittadina di Swords.[21] Brian mandò quindi una flotta, sotto il comando del figlio Oleif, perché venissero bruciati tutti gli insediamenti vichinghi di Cork, il piccolo contingente attaccò anche le isole di Cape Clear spaccando la flotta in due.[17]

Secondo alcuni testi dell'epoca, Gormflaith premette moltissimo affinché suo figlio distruggesse la potenza di Boru,[22] tanto che per questo lo spedì ad accaparrarsi l'appoggio di Sigurd il Forte, signore delle isole Orcadi, e dei fratelli danesi Brodir ed Ospak dell'isola di Man.[21] Sigtrygg arrivò alle Orcadi per la festa di Yule che festeggiò con Sigurd ed il di lui cognato.[22] Sempre secondo documenti coevi Sigtrygg si mostrò piuttosto interessato al Quickfire, una tecnica di guerriglia scozzese ed islandese che prevedeva il rogo, appiccato rapidamente, alla casa che ospitava il nemico.[22] Tale metodo era stato applicato efficacemente sull'avvocato Njáll Þorgeirsson, bruciato nella propria abitazione.[22] Quando Sigtrygg chiese al suo ospite di scendere in guerra contro Brian e, dopo un'iniziale resistenza, supportata anche dal fatto che i suoi uomini non appoggiavano tale proposta, Sigurd promise che sarebbe arrivato a Dublino per la Domenica delle Palme insieme ai propri uomini con la condizione che, se Boru fosse stato sconfitto, egli avrebbe sposato Gormflaith diventando sovrano supremo d'Irlanda.[23]

Da lì Sigtrygg si recò sull'isola di Man, dove procedette a convincere Brodir ed Ospak,[20] il primo fu convinto ad unirsi alla guerra con la promessa che avrebbe potuto sposare Gormflaith, avendo appena promesso la madre a due uomini diversi Sigtrygg pregò quest'ultimo di non farne parola con nessuno.[24] Ospak, invece, non si fece convincere e rifiutò di andare a combattere.[23]

I due eserciti si scontrarono nel Venerdì Santo del 1014 alla battaglia di Clontarf, durante lo scontro Brian Boru cadde ucciso insieme ad uno dei figli, ma anche i ribelli persero tre dei loro comandanti, sia Sigurd che Brodir caddero in combattimento ed anche lo zio Máel Mórda cadde durante gli scontri, lasciando Sigtrygg a raccogliere i frutti della vittoria.[25] Alcune fonti sostengono che in effetti egli non abbia partecipato effettivamente alla battaglia, ma che sia rimasto nella guarnigione di Dublino come "riserva", tale tesi è ancora oggi accettata da diversi storici.[26] C'è da notare come altri testi scritti poco dopo lo scontro attestassero invece la presenza di Sigtrygg sul campo.[27]

Il regno dopo Clontarf

La torre medievale della chiesa in pietra di Ardbraccan, nella contea di Meath, in cui Sigtrygg bruciò oltre duecento uomini

Che Boru fosse morto o meno, la battaglia venne persa e le fortune di Sigtrygg da quel momento in poi parvero declinare.[28] Il primo marito di sua madre, Máel Sechnaill mac Domnaill, fu il primo beneficiario della morte di Brian perché fu riconosciuto nuovamente sovrano supremo nel 1015.[28] In quell'anno, mentre la peste infuriava a Dublino, questi ne approfittò per andare a bruciarne la parte meridionale.[28] La sola alleanza che Sigtrygg conservò fu con la gente di Leinster, in quanto si inimicò lo zio quando ne accecò il figlio ed erede.[28]

Nel 1018 razziò il villaggio di Kells, nella contea di Meath, uccidendo parecchi abitanti persino all'interno della chiesa e prendendone altri come schiavi che sarebbero poi stati rivenduti al mercato di Dublino.[29][30] Qualche anno dopo, nel 1021, Sigtrygg andò contro gli antichi alleati di Leinster e da loro venne sconfitto a Delgany.[30] L'anno seguente, una spedizione condotta nel nord culminò con una battaglia navale contro il re dell'Ulaid Niall mac Eochada (morto nel 1063); nello scontro, Sigtrygg non prevalse e perse molti uomini e imbarcazioni.[30]

A partire dal 1022, nel momento in cui morì Sechnaill, tutti i più grandi principi d'Irlanda iniziarono a battersi per ottenere il titolo di sovrano supremo, gettando il paese nel caos.[31] Secondo lo storico statunitense Benjamin Hudson, Dublino divenne dunque «un succulento boccone per via del suo porto e delle sue ricchezze, preda ambita per chiunque puntasse al trono».[31] Nel 1029 il figlio di Sigtrygg, Olaf, fu fatto prigioniero dal nuovo signore di Brega, Mathghamhain Ua Riagain.[6] Sigtrygg fu costretto a pagare un riscatto di 1 200 vacche, 140 cavalli britannici, 60 once d'oro e d'argento, «la spada di Carlus», gli ostaggi irlandesi del Leinster e del Leath Cuinn, «quattro ostaggi a Ua Riagain come garanzia di pace, e il pieno valore della vita del terzo ostaggio».[6] Ulteriori 80 vacche avrebbero dovuto ricevere colui che aveva interceduto per la liberazione di Olaf, quale ricompensa per le sue azioni.[6][7] L'episodio illustra l'importanza del riscatto dei nobili prigionieri come mezzo di manipolazione politica, di incremento delle entrate proprie e di esaurimento delle risorse dei nemici.[7]

Il destino di Sigtrygg migliorò dal 1030, anno in cui si alleò con l'imperatore del Mare del Nord, Canuto il Grande, e insieme le loro flotte razziarono il Galles.[32] Lì fu fondata una piccola colonia dublinese nel Gwynedd, garantendo a Sigtrygg il raggiungimento del suo apogeo.[32] Nel 1032, privo di alleati, Sigtrygg ottenne un'inaspettata vittoria sull'estuario del Boyne contro una coalizione composta da ben tre regni. Oltre 300 combattenti al servizio dei Conailli, degli Ui Tortain e degli Ui Meith furono catturati o uccisi nella battaglia di Inbher Boinne.[33] Nel 1035, il sovrano di Dublino saccheggiò la celebre chiesa in pietra di Ardbraccan nel Meath, bruciando 200 uomini all'interno e portandone via altri 200 in cattività. A titolo di vendetta, la chiesa di Swords fu saccheggiata e incendiata da Conchobhar Ua Maeleachlainn,[34] che si impadronì di bestiame e prigionieri.

Nel frattempo, nello stesso anno, in una fase durante la quale riaffiorarono antiche faide, Sigtrygg fece giustiziare Ragnall, re di Waterford, nella moderna capitale irlandese.[34] Ragnall era il nipote di Ivar, uno dei più antichi rivali di Sigtrygg, in quanto aveva conteso il controllo di Dublino decenni prima. Echmarcach mac Ragnaill, re delle Isole, costrinse Sigtrygg ad abdicare nel 1036.[32] Sigtrygg morì in esilio, in luogo ignoto, nel 1042.[32]

Matrimoni e Discendenza

Sigtrygg sposò Sláine, una delle figlie di Brian Boru ed insieme ebbero:

Da altre donne Sigtrygg ebbe altri figli:

  • Oleif (morto nel 1013), morto in seguito all'incendio di Cork[35]
  • Artalaich (morto nel 999)
  • Godfrey (morto nel 1036), morto nel Galles forse per mano del suo stesso cugino in una delle tante faide famigliari comuni a quei tempi
  • Glúniairn (morto nel 1031) ucciso dalla gente di Brega[35]
  • Cellach (morto nel 1042)

Note

  1. 1 2 3 4 5 Ó Corráin, p. 123.
  2. 1 2 Winn, p. 46.
  3. 1 2 3 4 5 6 7 MacManus, p. 278.
  4. 1 2 3 Hudson, p. 83.
  5. ↑ Annali dei Quattro Maestri, Parte 13, p. 821.
  6. 1 2 3 4 Annali dei Quattro Maestri, Parte 13, p. 819.
  7. 1 2 3 Hudson, p. 111.
  8. ↑ Etchingham, p. 181.
  9. 1 2 Hudson, p. 84.
  10. ↑ Hudson, p. 85.
  11. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Hudson, p. 86.
  12. ↑ Anno 999, in Annali dell'Ulster, University College Cork, p. 745.
  13. ↑ Hudson, pp. 86-87.
  14. 1 2 Hudson, p. 87.
  15. ↑ Hudson, pp. 86, 95.
  16. ↑ Annali dei Quattro Maestri, Parte 10, p. 745.
  17. 1 2 3 Hudson, p. 95.
  18. 1 2 Hudson, p. 94.
  19. ↑ MacManus, pp. 278-279.
  20. 1 2 Ó Corráin, p. 129.
  21. 1 2 Mac Manus, p. 279.
  22. 1 2 3 4 Cap. 153 – Kari goes abroad, su Njáls saga, sagadb.org.
  23. 1 2 Mac Manus, p. 280.
  24. ↑ MacManus, pp. 279-280.
  25. ↑ Ó Corráin, p. 130.
  26. ↑ Hudson, p. 103.
  27. ↑ Cap. 156 – Brian's battle, su Njáls saga, sagadb.org.
  28. 1 2 3 4 Hudson, p. 104.
  29. ↑ Annali dei Quattro Maestri, Parte 12, p. 793.
  30. 1 2 3 Hudson, p. 108.
  31. 1 2 Hudson, p. 109.
  32. 1 2 3 4 (EN) Benjamin T. Hudson, Sihtric (Sigtryggr Óláfsson, Sigtryggr Silkiskegg) (d. 1042), in Dictionary of National Biography, ed. online, Oxford University Press, DOI:10.1093/ref:odnb/25545.
  33. ↑ Annali dei Quattro Maestri, Parte 13, p. 825.
  34. 1 2 Annali dei Quattro Maestri, Parte 14, p. 831.
  35. 1 2 3 ["Part 14 of the Annals of the Four Masters"]

Bibliografia

Fonti primarie
  • Emma Ryan (a cura di), Annals of the Four Masters, in CELT (Corpus of Electronic Texts), traduzione di John O'Donovan, University College Cork, 2002.
Fonti secondarie
  • (EN) Colmán Etchingham, North Wales, Ireland and the Isles: the Insular Viking zone, in Peritia, vol. 15, 2002 [2001], pp. 145-187.
  • (EN) Benjamin T. Hudson, Viking Pirates and Christian Princes: Dynasty, Religion, and Empire in the North Atlantic, Oxford University Press, 2005, ISBN 978-0-19-516237-0.
  • (EN) Seumas MacManus, The Story of the Irish Race: A Popular History of Ireland, The Irish Publishing Co., 1921, ISBN 0-517-06408-1..
  • (EN) Donnchadh Ó Corráin, Ireland Before the Normans, Gill and Macmillan, 1972.
  • (EN) Christopher Winn, I Never Knew that About Ireland, Macmillan, 2007, ISBN 978-0-312-36880-7.

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