Silvio De Pretto

Silvio De Pretto (Schio, 1848 – Schio, 1933) è stato un ingegnere e imprenditore italiano.
Biografia

Figlio di Pietro Giuseppe, Architetto del Comune di Schio, e Angelica Boschetti, Silvio De Pretto è il primo di sette fratelli, tra i quali si distinguono anche Augusto e Olinto.
Si laurea nel 1875 in ingegneria civile e architettura presso l'università di Padova[1]. Dopo la laurea trova impiego alla Lanerossi, negli stabilimenti di Schio e successivamente in quelli di Piovene Rocchette, diventando direttore dell'officina interna del lanificio. Nel 1884, incoraggiato e appoggiato da Alessandro Rossi, fonda un'attività di fonderia meccanica, avvalendosi della collaborazione dei fratelli Francesco nel settore tecnico e di Olinto in quello amministrativo. L'attività, ubicata vicino a un antico mulino lungo il corso della Roggia Maestra, nell'immediata prossimità del centro urbano di Schio, diviene una società meccanica denominata Ing. Silvio De Pretto & C.[2].
L'attività iniziale dell'azienda riguarda perlopiù la riparazione dei telai dell'industria tessile e può contare sulle numerose committenze fornite dalla Lanerossi. Ben presto De Pretto riesce però ad ampliare la tipologia di lavorazioni concentrandosi in particolare sulle turbine idrauliche e sulle macchine per la produzione della carta[2]. Vanno ricordati anche alcuni brevetti sul giunto a frizione e sull'epuratore piano depositati dall'ingegner Silvio De Pretto[2].
Il progressivo sviluppo dell'azienda viene purtroppo interrotto dalla prima guerra mondiale, che costringe il De Pretto a trasferire gli stabilimenti presso Torino e Bergamo. Conclusosi il conflitto e riportate le lavorazioni a Schio, Silvio De Pretto decide di cercare nuovi investitori per permettere all'azienda di rimanere competitiva nel mercato[3]: la società viene allora fusa con la Escher Wyss di Zurigo, grande azienda svizzera già attiva dal 1805 e specializzata nel settore delle turbine idrauliche, fonderia, macchine utensili. La fusione, formalizzata nel 1920, dà origine alla società De Pretto-Escher Wyss[4]. Silvio De Pretto ne diventa consigliere delegato fino al 1921; in seguito è nominato presidente onorario della società, carica che conserva fino alla morte.
Silvio De Pretto, al di fuori degli impegni aziendali, si distingue anche come uno dei collaboratori di Antonio Caregaro Negrin quale progettista del nuovo quartiere operaio di Schio, progettando in particolare le scuole del lanificio di Via Rossi[5][6]. Nel 1876, in collaborazione con il padre Pietro e il fratello Francesco, progetta le infrastrutture della linea ferroviaria Vicenza-Schio[7]. Tra il 1889 e il 1907 diviene consigliere comunale, assessore e, per un breve periodo, anche sindaco di Schio (dal novembre 1901 all'ottobre 1902)[8]. Fonda nel 1888, con l'appoggio del comune, la scuola serale di disegno geometrico applicato alla meccanica, che diventerà a partire dal 1913 scuola d'Arti e Mestieri con l'aggiunta di sezioni per falegnami, muratori, decoratori, meccanici, arte laniera[9].
Per il notevole impatto sociale dell'azienda e l'apporto dato allo sviluppo della meccanica a Schio e nell'Alto vicentino a Silvio De Pretto è stato intitolato l'Istituto Tecnico Industriale di Schio.
Note
- ↑ Marchioro, p. 15.
- 1 2 3 Marchioro, p. 17.
- ↑ Marchioro, p. 19.
- ↑ Marchioro, p. 20.
- ↑ Marchioro, pp. 23-24.
- ↑ Copia archiviata, su schioindustrialheritage.it. URL consultato il 31 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 31 ottobre 2016).
- ↑ Luca Sassi, Bernardetta Ricatti, Dino Sassi, Schio. Archeologia Industriale, pagina 223, Sassi Edizioni Schio, 2013
- ↑ Marchioro, p. 23.
- ↑ Marchioro, pp. 25-26.
Bibliografia
- Ignazio Marchioro, Storia scledense. I fratelli De Pretto. Imprenditori, tecnici e uomini di scienza. Quaderno di Schio nr. 5, Schio, Edizioni Menin, 2000.
Voci correlate
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