Simbologia romana

Uno dei più importanti vessilli dell'Impero romano

La Simbologia romana è l'insieme di segni, bandiere, stemmi, statue e raffigurazioni che riguardano la civiltà romana, spesso per descrivere concetti politici, religiosi o militari. Alcuni di questi simboli sono importanti tutt'oggi negli stemmi, nelle bandiere attuali e nella vessillologia,[1] come per esempio il fascio littorio,[2] tutt'oggi famoso per il fascismo,[3] ma anche perché è presente in diversi vessilli nazionali, come in quello francese[4] o in molti americani.

La simbologia romana ha influenzato per secoli la storia della città di Roma e di molti altri Paesi come la Francia o la Germania.

Aquila imperiale

L'aquila è stato uno dei simboli più importanti e prestigiosi, sia durante la repubblica romana, sia durante l'impero romano.[5]

Bandiera del Sacro Romano Impero

L'aquila nell'antica Roma e nel Medioevo

L'aquila (in latino Aquila, uccello rapace)[6] era un simbolo fondamentale utilizzato nella Roma Antica, poiché fu la principale raffigurazione usata dall'esercito romano e successivamente da Gaio Mario[7] che la rese simbolo di autorità imperiale nel 104 a.C. Ogni legione romana ne possedeva una in oro o in bronzo. L'aquila era simbolo di lealtà, onore e disciplina. Questo stemma era legato sicuramente a Giove[8], il principale dio del pantheon romano. Con la trasformazione della repubblica in impero. l'Aquila non era solo un simbolo militare, ma un simbolo di sovranità e di gloria. Il suo valore è dovuto al suo significato che simboleggia la forza e l'onore.

Dopo la fine dell'Impero romano, l'aquila venne ripresa dal Sacro Romano Impero come emblema e come simbolo di continuità dell'Impero romano, ma modificato; infatti la bandiera del Sacro Romano Impero raffigurava un'aquila a due teste, le quali rappresentavano la doppia autorità, quella imperiale e quella divina oppure potevano simboleggiare la divisione tra occidente e oriente; per esempio Carlo Magno fece costruire un'aquila dorata sulla cattedrale di Aquisgrana.[9]

Federico Barbarossa, imperatore del Sacro Romano Impero, voleva mantenere il prestigio dell'Impero romano e per questo decise di adottare come stemma un'aquila con una sola testa. Federico II di Svevia fu il primo invece ad adottare l'aquila bicipite.[10] Sigismondo di Lussemburgo ha adottato l'aquila bicipite ufficialmente come simbolo imperiale nel 1433.[11] Inoltre questo stemma continuerà ad esistere anche nell'Età moderna, adottato per esempio dalla Confederazione polacco-lituana.

L'aquila dall'Ottocento in poi

L'aquila tornerà ad essere utilizzata nel periodo della Rivoluzione francese e nell'età napoleonica. Napoleone Bonaparte scelse un'aquila ad ali spiegate, ispirandosi ai rilievi della Colonna Traiana. Non è un'aquila araldica piatta, ma una statua tridimensionale posta in cima all'asta delle bandiere.[12] Francesco II d'Asburgo, che fu l'ultimo sovrano del Sacro Romano Impero, decise di proclamare l'Impero austriaco per non far perdere la continuità di Roma.[13] Questo Stato adottò anch'esso l'aquila come simbolo di continuità di Roma. Nel 1806, il Sacro Romano Impero fu sciolto, ma il suo simbolo continuava ad esistere; infatti la Confederazione germanica, una libera associazione di Stati tedeschi proclamata nel 1815, adottò un'aquila come stemma, che poi sarà usata dal Parlamento di Francoforte.[14]

Bandiera del Regno di Prussia

L'aquila venne utilizzata anche dalla bandiera della Prussia, la quale presentava un'aquila da una sola testa rivolta verso destra. L'aquila è di colore nero su un campo d'argento con le ali aperte e rivolte verso il basso, portava una corona reale e, sulla zampa destra afferrava uno scettro d'oro e su quella sinistra una spada affilata.[15]

Nel 1871 venne unificata la Germania nell'Impero tedesco e l'aquila prussiana continuò ad esistere all'interno dello stemma della Germania imperiale.[16] Nello stesso periodo storico, anche l'Impero russo e il Principato di Romania usarono come Stemma un'aquila.

Nel Novecento l'aquila cambiò radicalmente di significato; indicando più che uno stemma un'ideologia politica; infatti spesso l'aquila veniva associata al nazionalismo. Il partito di estrema destra in Italia Associazione Nazionalista Italiana usò come simbolo di partito un'aquila oppure la Germania nazista adottò come stemma un'aquila che portava con sé una svastica, ma anche Stati autoritari come la Repubblica Sociale Italiana o la Spagna franchista; tuttavia, con il passare del tempo, oggi l'aquila non è considerata più un simbolo nazionalista, ma viene usato da paesi come gli Stati Uniti d'America, la Russia, il Messico e altri.[17]

Fascio littorio

Fascio littorio, noto simbolo Romano

Il fascio littorio (dal latino fasces lictoriae)[18] era nell'antica Roma il potere dell'autorità dei magistrati superiori, noto come Imperium. Consisteva in un mazzo di verghe di betulla o olmo, legate insieme da nastri di cuoio rosso, all'interno del quale era inserita un'ascia. Le verghe simboleggiavano il potere di infliggere punizioni corporali, mentre l'ascia rappresentava il potere di infliggere la pena di morte. All'interno del pomoerium (il confine sacro di Roma), l'ascia veniva rimossa per indicare il diritto d'appello dei cittadini. I fasci venivano portati sulla spalla dai Littori e il numero dei fasci simboleggiava l'importanza del magistrato.

Ritornò a essere utilizzato nell'Ottocento e nel Novecento, per esempio durante la Rivoluzione francese[19], come simbolo di rivoluzione. Più tardi, il fascio littorio verrà riutilizzato negli Stati Uniti d'America come simbolo dell'autorità della legge e dell'unità degli Stati Americani.

Di sicuro questo simbolo cambiò di significato nel Novecento con Benito Mussolini che lo trasformò in un emblema di odio e di violenza. Venne creato il fascismo e il fascio venne usato come simbolo dal Partito Nazionale Fascista[20] e dalla Repubblica Sociale Italiana, cambiando radicalmente il suo significato.

Vessilli e stemmi romani

S.P.Q.R.

Ricostruzione grafica dell'acronimo SPQR racchiuso in una corona d'alloro.

S.P.Q.R. è un acronimo che sta per Senātus Populusque Rōmānus, letteralmente "Il Senato e il popolo romano",[21] e rappresenta l'emblema dell'autorità statale e l'identità giuridica e politica di Roma. L'espressione riassumeva le due colonne principali dello Stato Romano, il Senato e il popolo.

Il sigillo S.P.Q.R. veniva utilizzato su documenti ufficiali e iscrizioni monumentali. Era usato anche sui vessilli delle legioni e, con l'avvento dell'Impero, l'acronimo continuò a essere diffuso. Tutt'oggi a Roma, sono visibili opere pubbliche che portano questa scritta, compreso lo stemma della città di Roma.

La corona d'alloro era un ornamento circolare composto da rami di alloro (Laurus nobilis)[22], pianta consacrata al dio Apollo, simbolo di vittoria, sapienza e gloria immortale. Originariamente, la corona veniva posta sul capo dei generali vittoriosi durante la cerimonia del trionfo, mentre sfilavano per le vie di Roma sul carro trionfale. Con l'avvento dell'Impero, divenne un attributo costante dei sovrani; Giulio Cesare, ad esempio, ottenne il privilegio di indossarla permanentemente, ufficialmente per onore ma, secondo i cronisti dell'epoca, anche per celare la calvizie.

Poiché l'alloro era ritenuto una pianta capace di purificare e proteggere dai fulmini, la corona simboleggiava anche la protezione divina sul condottiero o sull'imperatore.

Cristogramma

Esempio di cristogramma raffigurato sul labaro

Il Cristogramma è un monogramma composto dalla sovrapposizione delle due lettere greche Χ (Chi) e Ρ (Rho), formando il nome di Gesù.[23] Questo simbolo nacque in ambito religioso, ma divenne un potente simbolo militare durante l'impero di Costantino I secondo la tradizione romana tramandata dallo storico Eusebio di Cesarea.

Costantino avrebbe avuto una visione in cui gli veniva ordinato di apporre questo segno sugli scudi dei suoi soldati. In seguito, il Cristogramma fu posto sul labaro, l'insegna militare imperiale che sostituì l'aquila legionaria nelle cerimonie ufficiali, simboleggiando la protezione divina sull'Imperatore e sull'esercito.[24]

Rappresenta il passaggio dalla legittimazione del potere basata sul paganesimo (legata a Giove) a quella basata sul cristianesimo. Nonostante il cambiamento religioso, il simbolo mantenne la funzione tipicamente romana di segno distintivo dell'autorità imperiale.

Statue e oggetti romani

La statua conservata nei Musei Capitolini

Statue romane

Tra le statue più famosa dell'antica Roma c'è la Lupa Capitolina che è una scultura in bronzo, che rappresenta la fondazione di Roma.[25] La statua raffigura i due gemelli Romolo e Remo ed è diventata un simbolo potente di protezione della città. Questa immagine è stata replicata anche in Romania[26] e in Moldavia.[27] La statua è così importante che è diventata l'emblema della Squadra di Calcio A.S. Roma. Inoltre, rappresenta la nascita di Roma, il 21 aprile del 753 a.C.

Un altro oggetto romano fu il globo (Orbis terrarum), un oggetto sferico privo di decorazioni naturalistiche, realizzato in pietra, bronzo o raffigurato in rilievo e in miniatura sulle monete, che rappresenta in forma astratta la totalità del mondo. Non si tratta di una sfera geografica con continenti delineati, ma di una forma geometrica pura, convenzionale, utilizzata come attributo simbolico.[28]

Questa forma sferica deriva assolutamente dall'ambiente greco-ellenistico, dove la forma sferica era associata alla perfezione cosmica. Con il principato di Augusto (27 a.C.–14 d.C.) il globo diventa elemento codificato dell’arte ufficiale. Da questo momento è parte integrante del linguaggio visivo del potere imperiale.

Nel IV secolo, sotto Costantino I e i suoi successori, l'integrazione del cristianesimo nelle strutture dello Stato portò alla trasformazione del simbolo nel globus cruciger (il globo sormontato dalla croce), che indicava la sovranità di Cristo sopra l'Impero.

Oggetti romani

Esempio di Lituo

Il lituo (dal latino lituus)[29] era uno strumento rituale utilizzato dai sacerdoti nell'Antica Roma per l'osservazione e l'interpretazione dei segni divini. Era un bastone lungo e sottile, generalmente in legno, con un’estremità ricurva verso l’alto, simile a un pastorale ma senza spirale chiusa. La curvatura era elegante e semplice, non decorativa. Il lituo era privo di una funzione pratica come l'appoggio, ma era dotato di un altissimo valore simbolico e religioso. Durante i riti, l'augure usava il lituo per delimitare visivamente nel cielo una porzione di spazio sacro, chiamata templum. Solo ciò che accadeva all'interno di questo spazio veniva considerato un segno divino ufficiale.

Esempio di Gladio

Poiché nessuna decisione pubblica importante veniva presa senza il parere degli auguri, il lituo divenne un simbolo di autorità e legittimità divina.

I sacerdoti usavano il lituo per interpretare la volontà degli dei attraverso il volo degli uccelli, i fulmini e altri fenomeni naturali.

Il gladio invece era la spada corta d'ordinanza in dotazione ai legionari romani.[30] Di origine ispanica (infatti il modello più celebre è il gladius hispaniensis), fu adottato stabilmente dopo la seconda guerra punica per la sua eccezionale efficacia nel combattimento ravvicinato.

A differenza delle lunghe spade dei popoli barbari, usate per colpi di taglio spettacolari ma lenti, il gladio era progettato per colpire di punta in spazi ristretti. Rappresentava la superiorità della tecnica e dell'addestramento romano sulla forza bruta individuale.

Note

  1. ↑ I simboli della storia romana, su www.walksinsiderome.com. URL consultato il 28 febbraio 2026.
  2. ↑ Che significa Fascio littorio - Dizionari Simone Online, su dizionari.simone.it. URL consultato il 28 febbraio 2026.
    «Nell’antica Roma era il simbolo dell’autorità e della giustizia»
  3. ↑ Il mondo è pieno di fasci littori, su Il Post, 12 gennaio 2023. URL consultato il 28 febbraio 2026.
    «Il fascio littorio, il simbolo che diede il nome al fascismo»
  4. ↑ Giacomo Maria Prati, Il Fascio prima del Fascismo, su Meer, 28 ottobre 2017. URL consultato il 28 febbraio 2026.
  5. ↑ I SIMBOLI DI ROMA, su romanoimpero.com. URL consultato il 28 febbraio 2026.
    «L'Aquila imperiale ad ali spiegate, con il capo volto a destra era l'emblema dell'Impero romano. L'aquila bicefala, anch'essa romana, esprimeva la riunione dei due imperi romani d'occidente e d'oriente.»
  6. ↑ Aquila - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 27 febbraio 2026.
    «Nome comune di Uccelli rapaci, ordine Accipitriformi famiglia Accipitridi, appartenenti sia al genere Aquila sia ad altri generi.»
  7. ↑ Aquila - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 27 febbraio 2026.
    «Però, anche prima di Mario, soltanto l'aquila era portata in battaglia, mentre le altre insegne erano lasciate nell'accampamento. L'aquila è assegnata alla prima coorte della legione ed è sotto la protezione del primus pilus, cioè del primo centurione della legione.»
  8. ↑ Comune di Cittareale, su www.halleyweb.com. URL consultato il 27 febbraio 2026.
    «L’aquila, dunque, è il simbolo di Giove e la sua presenza nella legione testimonia il supporto della divinità alle armi ed alla guerra romana.»
  9. ↑ Daniele Civisca, La Cattedrale degli Imperatori: Aquisgrana, su Schola Palatina, 9 agosto 2023. URL consultato il 26 aprile 2026.
  10. ↑ Carlo Martini, Il simbolo dell'Aquila | Articoli, su Signa Arretii, 5 dicembre 2018. URL consultato il 26 aprile 2026.
  11. ↑ Ersilio, L'imperatore Sigismondo di Lussemburgo è collegato alla Precettoria di Sant'Antonio di Ranverso perché un'aquila, che si ritiene possa essere il suo emblema, è presente in un rilievo sulla facciata della chiesa. Nel 1416, - TORINOVOLI %, su TORINOVOLI, 14 gennaio 2026. URL consultato il 27 aprile 2026.
  12. ↑ Le aquile di Napoleone, su Global InterGold. URL consultato il 27 aprile 2026.
  13. ↑ Austria, su hls-dhs-dss.ch. URL consultato il 27 aprile 2026 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2025).
  14. ↑ Germanica, Confederazione - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 27 aprile 2026.
  15. ↑ Preußen - Flagge in Lexikon und Shop, su flaggenlexikon.de. URL consultato il 27 aprile 2026.
  16. ↑ Germania - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 27 aprile 2026.
  17. ↑ L'Aquila, come firmare la proposta di legge contro la propaganda fascista e nazista, su Il Capoluogo, 2 febbraio 2021. URL consultato il 27 aprile 2026.
  18. ↑ Liliana Merciadri, Leandrfa C. Zambonini, Il fascio littorio – Val d'Asta – Appennino Reggiano, su Val d'Asta - Appennino Reggiano, 12 aprile 2017. URL consultato il 27 febbraio 2026.
  19. ↑ Il caso. Non solo in Italia. Il fascio littorio simbolo imperiale (anche) in Usa e Francia, su Barbadillo, 19 maggio 2016. URL consultato il 27 febbraio 2026.
  20. ↑ Partito nazionale fascista - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 27 febbraio 2026.
  21. ↑ Cosa significa SPQR? La sigla simbolo dell’antica Roma, su Geopop, 1º agosto 2025. URL consultato il 27 febbraio 2026.
    «SPQR è l'acronimo di “Senatus PopulusQue Romanus” e simboleggia l’unione tra Senato e popolo romano. Questa dicitura fu usata anche in età imperiale e ripresa dal Comune di Roma nel Medioevo.»
  22. ↑ Corona di alloro - Significato ed etimologia - Ricerca, su Treccani. URL consultato il 27 febbraio 2026.
  23. ↑ Ihs - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 27 febbraio 2026.
  24. ↑ Redazione il Timone, Cristogramma, il significato di un «codice sacro» che nasce agli albori della Chiesa, su www.iltimone.org, 15 maggio 2017. URL consultato il 27 aprile 2026.
  25. ↑ Lupa capitolina - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 27 febbraio 2026.
  26. ↑ (EN) Statua della lupa capitolina, su Romania for All. URL consultato il 27 febbraio 2026.
  27. ↑ alfredolorenzoferrari, moldavia blog | moldova forum | La Lupa Capitolina di Chisinau, su moldaviablog, 30 gennaio 2013. URL consultato il 27 febbraio 2026.
    «Il monumento della Lupa Capitolina presente a Chisinau sulla scalinata d’ingresso al Museo di Storia Nazionale fu una donazione fatta dalla municipalita’ di Roma negli anni 20′, ossia durante il periodo del ventennio fascista italiano, quando l’attuale Repubblica Moldova era parte integrante dello stato di Romania.»
  28. ↑ IL GLOBO TERRAQUEO NELLA MONETAZIONE ROMANA, su www.forumancientcoins.com. URL consultato il 27 febbraio 2026.
  29. ↑ Lituo - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 27 febbraio 2026.
  30. ↑ Glàdio - Significato ed etimologia - Vocabolario, su Treccani. URL consultato il 27 febbraio 2026.