Simone Gulì

Simone Gulì
Simone Guli
NascitaPalermo, 26 giugno 1865
MorteOceano Atlantico, 25 ottobre 1927
Dati militari
Paese servitoItalia (bandiera) Italia
Forza armata Regia Marina
GradoCapitano di fregata
GuerrePrima guerra mondiale
Decorazionivedi qui
Altre cariche Comandante superiore
Ruolo Unificato
Italia - Società di Navigazione
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Simone Gulì (Palermo, 26 giugno 1865 – Oceano Atlantico, 25 ottobre 1927) è stato un comandante marittimo e militare italiano, decorato di Medaglia d'oro al valor civile alla memoria[1][2], in seguito ai fatti che portarono all'affondamento del transatlantico Principessa Mafalda[3][4].

Biografia

Nacque nei pressi del porto dell'Acquasanta di Palermo, da Vincenzo e Laura Monasteri[2]. Assunto nel 1894 dalla Navigazione Generale Italiana, compì il suo primo viaggio come terzo ufficiale sul piroscafo Orelo, una piccola nave che viaggiava solo nel Mediterraneo. Divenuto comandante nel 1911, fu assegnato al veliero Sant'Erasmo, la nave scuola della Compagnia, con cui navigò in Australia, Asia ed America Latina[5].

Partecipò alla guerra italo-turca come ufficiale medico del Regio Esercito[6] ed alla Campagna di Libia dove ottenne la croce di Cavaliere[5].

Durante la prima guerra mondiale fu silurato due volte al comando di due diverse navi. Nel 1916, al comando del Palermo carico di cavalli e munizioni, nel Golfo del Leone un siluro spaccò la nave in due parti. Gulì riuscì a salvarsi per ultimo, ma si ammalò di polmonite a causa del tempo trascorso in acqua e costretto a letto per sei mesi in pericolo di vita.

Passato ai comandi del Verona, nel maggio del 1918, diretto a Tripoli con un carico di truppe, fu colpito dal siluro di un sommergibile nello Stretto di Messina. Dopo una lunga opera di salvataggio delle truppe, Gulì non volle abbandonare la nave, lasciandola solo dopo esser stato rassicurato dai suoi ufficiali che erano stati tratti tutti in salvo. Per questo atto fu decorato con la Medaglia al Valor di Marina e della Commenda della Corona d'Italia[5].

Dopo la guerra, comandò tutte le navi della Compagnia, tra cui il Duca degli Abruzzi, il Duca d'Aosta, il Re Vittorio, ed il Taormina. Nell'aprile del 1925 gli fu affidato il comando del Principessa Mafalda[7].

La morte

Gulì con Luigi Pirandello nel 1925

La nave manifestò svariati problemi fin dalla partenza, al punto da costringere Gulì a chiedere alla Compagnia, invano, l'annullamento del viaggio[8]. Salpato dal porto di Genova l'11 ottobre 1927[9], fu costretto ad effettuare diverse soste lungo la rotta per il Brasile. Il successivo 25 ottobre, la rottura dell'albero di un'elica, provocò l'apertura di una falla che portò ad un lento affondamento del transatlantico[10]. Gulì inizialmente tentò di organizzare un'evacuazione ordinata della nave, ma purtroppo non riuscì a concretizzarla[11]. Tramite megafono[1], rimase a dare ordini fino all'ultimo, posizionato a prua, agevolò l'opera di salvataggio, agitando per tutto il tempo una torcia portatile[12]. Si inabissò insieme alla nave al grido di Viva l'Italia![5].

A Palermo, sua città natale, gli è stata intitolata una strada[2].

Vita privata

Napoletano di origini siciliane[13], il 26 dicembre 1895 sposò Concetta Rallo ed abitava a San Giorgio a Cremano in provincia di Napoli. La coppia non aveva figli[2].

Onorificenze

Note

  1. 1 2 Luciano Querio, La tragedia del Principessa Mafalda, il Titanic italiano, su viaggiatoriignoranti.it, 1º aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 30 maggio 2024).
  2. 1 2 3 4 5 Gaetano Marchese, Simone Gulí, su pasqualinonet.wixsite.com (archiviato il 3 marzo 2023).
  3. 1 2 Il transatlantico "principessa Mafalda, affondato a 300 km. dalla costa brasiliana, su archiviolastampa.it, La Stampa, n. 256, pag. 1, 27 ottobre 1927.
  4. ↑ Dino Messina, Principessa Mafalda, il piroscafo che non fece ritorno, su corriere.it, 1º agosto 2017 (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2025).
  5. 1 2 3 4 5 6 Renzo Bidone, Il Capitano Gulì, su archiviolastampa.it, La Stampa, n. 258, pag. 2, 29 ottobre 1927.
  6. ↑ Il "Mafalda", su archiviolastampa.it, La Stampa, n. 261, pag. 2, 2 novembre 1927.
  7. ↑ (EN, IT) The Sinking of the "Principessa Mafalda" - Captain Guli, su google.com (archiviato il 3 novembre 2023).
  8. ↑ Duilio Paiano, Il naufragio del transatlantico Principessa Mafalda, su oceanonellanima.it, 7 gennaio 2025 (archiviato dall'url originale il 23 marzo 2025).
  9. ↑ Sergio Donna, Il naufragio dimenticato del “Principessa Mafalda” carico di emigranti piemontesi, su storiepiemontesi.it, 13 giugno 2025 (archiviato il 13 agosto 2025).
  10. ↑ I primi racconti del naufragio, su archiviolastampa.it, La Stampa, n. 257, pag. 1, 28 ottobre 1927.
  11. ↑ Jorge Garrappa Albani, Anacleto Bernardi, l’eroe del transatlantico Principessa Mafalda, su lombardinelmondo.org (archiviato dall'url originale il 28 maggio 2024).
  12. ↑ Una barca - Drammatico episodio del salvataggio narrato da un naufrago del Mafalda, su archiviolastampa.it, La Stampa, n. 273, pag. 3, 16 novembre 1927.
  13. ↑ Franco Baldi, Naufragio del piroscafo Principessa Mafalda, su alloranews.com, 1º agosto 2021 (archiviato l'11 marzo 2023).

Collegamenti esterni