Sly Dunbar

Sly Dunbar
Sly Dunbar nel 1979
NazionalitàGiamaica (bandiera) Giamaica
GenereReggae
Periodo di attività musicaleanni 1970 – 2026

Sly Dunbar, pseudonimo di Lowell Fillmore Dunbar (Kingston, 10 maggio 1952 – Kingston, 26 gennaio 2026), è stato un batterista giamaicano.

Considerato una figura chiave negli sviluppi del reggae moderno,[1] Dunbar collaborò con numerosi artisti giamaicani e internazionali e fu membro degli Sly and Robbie e i Black Uhuru.

Biografia

Dunbar nacque a Kingston il 10 maggio 1952.[2] All'età di quindici anni entrò negli Yardbrooms. La prima registrazione in cui appare è Double Barrel (1971) del duo strumentale Dave and Ansell Collins. Poco più tardi, Dunbar si unì agli Skin, Flesh and Bones di Ansell Collins.[2]

Nel 1972 Dunbar fece la conoscenza del bassista degli Hippy Boys Robbie Shakespeare. Divenuti amici, Dunbar e Shakespeare formarono gli Sly and Robbie; collaborarono per la prima volta quando Shakespeare suggerì al produttore Bunny Lee di concedere a Dunbar una sessione negli Aggrovators di quest'ultimo. Figurarono anche nelle registrazioni con Peter Tosh e la sua band fino al 1981, registrando con loro cinque album.[2]

Dunbar e Shakespeare formarono l'etichetta TAXI nel 1980, che pubblicherà musica di Black Uhuru, Chaka Demus and Pliers, Ini Kamoze, Beenie Man e Red Dragon.[1][2]

Tra i molti artisti per i quali Dunbar ha collaborato figurano Bob Marley, Peter Tosh, Grace Jones, Mighty Diamonds, Herbie Hancock, Jovanotti, Joan Armatrading, Joe Cocker, Francesco De Gregori, Sinéad O'Connor, Gary Barlow, Jackson Browne, Yoko Ono, Mick Jagger, Garland Jeffreys, Serge Gainsbourg, The Rolling Stones, Bob Dylan, gli Upsetters di Lee Perry, i Revolutionaries di Joseph Hoo Kim, Jimmy Cliff, Junior Murvin.[1][2][3]

La fama del batterista spinse il documentario Reggae Got Soul: The Story of Toots and the Maytals (2011), trasmesso dalla BBC, a considerarlo uno degli artisti giamaicani più influenti di sempre.[4][5] Anni prima, nel 1979, il compositore Brian Eno dichiarò: «Quando compri un disco reggae, c'è il 90% di possibilità che il batterista sia Sly Dunbar».»[1][6]

Nel corso della sua vita, Dunbar fu candidato tredici volte ai Grammy Awards e ne vinse due.[1]

Dunbar morì il 26 gennaio 2026 all'età di 73 anni dopo una breve malattia.[1]

Stile musicale

Parlando delle sue influenze, Dunbar dichiarò:[7]

«Il mio mentore era il batterista degli Skatalites Lloyd Knibb. Ascoltavo spesso Al Jackson Jr. il batterista dei Booker T. & the M.G.'s e un sacco di roba di Filadelfia. Ci sono anche altri batteristi giamaicani come Santa e Carly della Wailers Band, Winston Bennett, Paul Douglas e Mikey Boo. Rispetto tutti questi batteristi; ho imparato molto da loro. È grazie a loro che ho creato un mio stile. Alcune delle cose che hanno fatto sono state da me copiate, altre invece le ho rielaborate.»

Discografia parziale

Da solista

Album in studio

  • 1976 – Simply Slyman
  • 1977 – Sly, Wicked & Slick
  • 1980 – Black Ash Dub (con the Revolutionaries e Jah Thomas)
  • 1982 – Sly-Go-Ville
  • 1997 – Reggae Drumsplash
  • 2020 – 500-Push-Up (con Vladislav Delay e Robbie Shakespeare)

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 Addio a Sly Dunbar, il perfetto drumming degli anni ottanta, su ilmanifesto.it. URL consultato il 28 gennaio 2026.
  2. 1 2 3 4 5 (EN) Sly Dunbar, su allmusic.com. URL consultato il 28 gennaio 2026.
  3. ↑ (EN) Lloyd Bradley, This is Reggae Music: The Story of Jamaica's Music, Grove Press, 2001, p. 479.
  4. ↑ (EN) BBC Four – Toots and the Maytals: Reggae Got Soul, su bbc.co.uk. URL consultato il 28 gennaio 2026.
  5. ↑ (EN) Toots & The Maytals – Reggae Got Soul – Documentary Trailer, su youtube.com. URL consultato il 28 gennaio 2026.
  6. ↑ (EN) Downbeat – PRO SESSION – The Studio As Compositional Tool, su music.hyperreal.org. URL consultato il 28 gennaio 2026.
  7. ↑ (EN) Sly & Robbie, su redbullmusicacademy.com. URL consultato il 28 gennaio 2026.

Altri progetti

Collegamenti esterni

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