Sophus Baagoe

Sophus Baagoe
NascitaFlensburg, 4 marzo 1915
MorteCandia, 14 maggio 1941
Cause della morteMorto in combattimento
Dati militari
Paese servitoGermania (bandiera) Germania nazista
Forza armata Luftwaffe
SpecialitàCaccia
Anni di servizio1934-1941
GradoOberleutnant
GuerreSeconda guerra mondiale
CampagneCampagna di Polonia
Fronte occidentale (1939-1945)
Invasione della Jugoslavia
BattaglieBattaglia di Francia
Operazione Marita
Decorazionivedi qui
dati tratti da Sophus Baagoe[1]
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Sophus Baagoe (Flensburg, 4 marzo 1915 – Candia, 14 maggio 1941) è stato un militare e aviatore tedesco, asso dell'aviazione nel corso della seconda guerra mondiale con 14 abbattimenti confermati. Fu insignito della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro, e delle due classi della Croce di Ferro [2][3].

Biografia

Nacque a Flensburg, nella provincia dello Schleswig-Holstein dell'Impero tedesco il 4 marzo 1915.[2] Arruolatosi nella Luftwaffe, dopo l'addestramento al pilotaggio, fu promosso sottotenente il 1 aprile 1937, ed assegnato alla 8. Staffel del Zerstörergeschwader 26 "Horst Wessel" (ZG 26).[4][2]

La Staffel era sotto il comando dell'Oberleutnant Karl Heinz Meyer e subordinato al III. Gruppe dello ZG 26 guidato dal capitano Johann Schalk.[5] Inizialmente questo Gruppe era equipaggiato con il caccia monomotore Messerschmitt Bf 109D-1.[6]

La seconda guerra mondiale in Europa iniziò venerdì 1 settembre 1939, quando le forze tedesche invasero la Polonia. All'epoca, il III. Gruppe era di stanza sulla base di Neumünster, con il compito di proteggere la Germania nord-occidentale durante il periodo della "strana guerra". Il 25 settembre, il III. Gruppe fu rinominato Jagdgruppe 126 (JG 126) e trasferito all'aeroporto di Krefeld nel mese di dicembre. Il 4 febbraio 1940, il JG 126 fu inviato all'aeroporto di Dortmund, dove fu riequipaggiato con i caccia pesanti bimotori Messerschmitt Bf 110, ridiventando nuovamente il III. Gruppe dello ZG 26.[7]

Dal 10 maggio 1940 partecipò alla battaglia di Francia, dove ottenne la sua prima vittoria aerea il 12 dello stesso mese.[2] Secondo alcune fonti il suo avversario potrebbe essere stato l'aiutante Piere Déchanet del Groupe de Chasse III/1 dell'Armée de l'Air che pilotava un caccia Morane-Saulnier MS 406.[8] Nel corso dei combattimenti sulla francia del maggio-giugno 1940 gli furono attribuite quattro vittorie, tra cui due caccia Hawker Hurricane della Royal Air Force.[9]

Successivamente prese parte alle operazioni aeree nel corso della battaglia d'Inghilterra, dove conseguì altre 9 vittorie aeree, che portarono il totale a 13.[10] A luglio, la Luftwaffe condusse operazioni aeree contro le navi britanniche e la RAF sul canale della Manica, denominate Kanalkampf. Il 10 luglio, il convoglio "Bread" fu attaccato dai bombardieri della Luftwaffe del Kampfgeschwader 2 (KG 2), scortati dai caccia del III. Gruppe dello ZG 26. I bombardieri e i caccia della Luftwaffe furono attaccati dai caccia del No. 56 RAF Squadron o del No. 74 RAF Squadron. In questo scontro, rivendicò due vittorie aeree.[11]

Il 29 luglio l'Erprobungsgruppe 210, una unità sperimentale che valutava il Bf 110 in un ruolo di attacco al suolo , attaccò il convoglio "Cat" al largo di Harwich. I Bf 110 furono intercettati dai caccia Hurricane del No.151 RAF Squadrone che furono respinti dai Bf 110 della 8. Staffel dello ZG 26. Al termine di questo combattimento egli reclamò l'abbattimento di un Hurricane.[12]

Il 18 agosto, un giorno che in seguito fu definito il giorno più duro, la Luftwaffe fece uno sforzo totale per distruggere il Fighter Command. A supporto di questa operazione offensiva, il III. Gruppe volò missioni di Combat air patrol. Ciò si tradusse in quindici vittorie aeree rivendicate, inclusi i due caccia Supermarine Spitfire da lui rivendicati, contro la perdita di un singolo Bf 110.[13] La sua dodicesima vittoria aerea fu ottenuta il 3 settembre, probabilmente sui caccia del No.229 RAF Squadron o del No.238 RAF Squadron.[14]

Lo ZG 26 si trasferì nell'Europa sudorientale nel 1941, e da lì il III. Gruppe sostenne l'invasione della Jugoslavia a partire dal 6 aprile 1941.[15] Dopo il crollo dell'esercito jugoslavo, lo ZG 26 e tutti i suoi Gruppen si mossero per supportare le forze tedesche nell'invasione della Grecia (Operazione Marita) nel ruolo di caccia e cacciabombardiere.[16] Il 20 aprile 1941 rivendicò l'abbattimento di un caccia Hurricane su Atene, in quella che fu chiamata battaglia aerea di Atene da Roald Dahl.[17] Quel giorno, 10 caccia Bf 110 della 5. Staffel dello ZG 26 incontrarono 15 caccia Hurricane del No.33 RAF Squadron e del No.80 RAF Squadron, decollati da Eleusi. I caccia Bf 110 stavano tornando da una missione di scorta alla loro base aerea di Larissa quando furono sorpresi dai caccia britannici. Entrambe le parti persero quattro aerei ciascuna.[18] In questo scontro, potrebbe aver abbattuto l'asso della RAF Marmaduke Pattle del 33° Squadrone, però e anche possibile che il pilota della Luftwaffe Theodor Rossiwall abbia abbattuto Pattle.[19][20]

Insieme al suo mitragliere, l'Oberfeldwebel Daniel Becker, rimase ucciso in azione il 14 maggio 1941 durante il preludio della battaglia di Creta, abbattuti sul loro Bf 110D-3 (Werknummer 4290).[1] C'è qualche controversia su come lui e Becker morirono; furono uccisi dal fuoco antiaereo da terra o dai piloti della RAF.[1] Secondo alcuni il Bf 110D-3 potrebbe essere stato abbattuto dal pilota neozelandese Derrick Fitzgerald Westenra che volava su un Gloster Gladiator del No.112 RAF Squadron.[21][17] La salma venne tumulata nel cimitero militare tedesco di Maleme, a Creta, fila 1, tomba 480.[3]

Baagoe fu insignito postumo della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro il 14 giugno 1941.[22] Fu l'unico destinatario della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro della campagna dei Balcani. Quando morì era accreditato di 14 vittorie aeree: 4 Hawker Hurricane, 8 Supermarine Spitfire, 1 Morane-Saulnier MS 406 e 1 Curtiss Hawk 75.[1]

Onorificenze

Croce di Ferro di I classe - nastrino per uniforme ordinaria
— 30 giugno 1940.[24]
Croce di Ferro di II classe - nastrino per uniforme ordinaria
— 13 maggio 1940.[24]
Coppa d'onore della Luftwaffe - nastrino per uniforme ordinaria
— 11 settembre 1940.[3]
Frontflugspange für Zerstörer in argento - nastrino per uniforme ordinaria
Frontflugspange für Zerstörer in argento
— [3]

Note

Bibliografia

  • (EN) Walter Ansel, Hitler and the Middle Sea, Mainz, Duke University Press, 1972, ISBN 978-0-8223-0224-7.
  • (EN) Christer Bergström, The Battle of Britain: An Epic Conflict Revisited, Oxford, Casemate, 1972, ISBN 978-1612-00347-4.
  • (DE) Walther-Peer Fellgiebel, Die Träger des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939–1945 — Die Inhaber der höchsten Auszeichnung des Zweiten Weltkrieges aller Wehrmachtteile, Friedberg, Podzun-Pallas, 2000, ISBN 978-3-7909-0284-6.
  • (EN) Chris Goss, Luftwaffe Aces in the Battle of Britain, Air World, 2020, ISBN 978-1-5267-5424-0.
  • (EN) Tony Holmes, Hurricane I vs Bf 110: 1940. Duel. Vol.29, Oxford,, Osprey Publishing, 2010, ISBN 978-1-84603-945-4.
  • (EN) Jürgen Huß e Armin Viohl, Die Ritterkreuzträger des Eisernen Kreuzes der preußischen Provinz Schleswig-Holstein und der Freien und Hansestadt Lübeck 1939–1945, VDM Heinz Nickel, 2003, ISBN 978-3-925480-79-9.
  • (EN) Andrew Johannes Mathews e John Foreman, Luftwaffe Aces – Biographies and Victory Claims – Volume 1 A–F., Walton on Thames, Red Kite, 2014, ISBN 978-1-906592-18-9.
  • (DE) Ernst Obermaier, Die Ritterkreuzträger der Luftwaffe Jagdflieger 1939 – 1945, Mainz, Verlag Dieter Hoffmann, 1989, ISBN 978-3-87341-065-7.
  • (DE) Jochen Prien, Gerhard Stemmer, Peter Rodeike e Winfried Bock, Die Jagdfliegerverbände der Deutschen Luftwaffe 1934 bis 1945—Teil 1—Vorkriegszeit und Einsatz über Polen—1934 bis 1939, Eutin, Struve-Druck, 2000, ISBN 978-3-923457-54-0.
  • (DE) Jochen Prien, Gerhard Stemmer, Peter Rodeike e Winfried Bock, Die Jagdfliegerverbände der Deutschen Luftwaffe 1934 bis 1945—Teil 2—Der "Sitzkrieg"—1.9.1939 bis 9.5.1941, Eutin, Struve-Druck, 2001, ISBN 978-3-923457-59-5.
  • (DE) Veit Scherzer, Die Ritterkreuzträger 1939–1945 Die Inhaber des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939 von Heer, Luftwaffe, Kriegsmarine, Waffen-SS, Volkssturm sowie mit Deutschland verbündeter Streitkräfte nach den Unterlagen des Bundesarchives, Jena, Scherzers Militaer-Verlag, 2007, ISBN 978-3-938845-17-2.
  • (EN) Christopher F. Shores, Brian Cull e Nicola Malizia, Air War for Yugoslavia, Greece, and Crete, 1940–41, London, Grub Street, 1987, ISBN 978-0-948817-07-6.
  • (EN) Mike Spick, Luftwaffe Fighter Aces, New York, Ivy Books, 1996, ISBN 978-0-8041-1696-1.
  • (EN) Mike Spick, Aces of the Reich: The Making of a Luftwaffe Pilot, London, Frontline Books, 2013, ISBN 978-1-4738-7753-5.
  • (EN) Kari Stenman e Christian-Jacques Ehrengardt, Morane-Saulnier MS.406 Aces, London, Bloomsbury Publishing, 2014, ISBN 978-1-78200-342-7.
  • (EN) John Weal, Messerschmitt Bf 110 Zerstörer Aces of World War 2, Oxford, Osprey Publishing, 2012, ISBN 978-1-78200-527-8.
  • (EN) Michael Ziefle, Messerschmitt Bf 110: Die Rehabilitierung eines Flugzeuges, Norderstedt, Verlag Ziefle, 2012, ISBN 978-3-8482-8879-3.

Collegamenti esterni