Spada Mindelheim

Spada Mindelheim
Spade Hallstattiane - ill. di Johann Georg Ramsauer, XIX secolo. Esemplare del tipo "Mindelheim" in ferro (secondo reperto da sx)
TipoSpada
Impiego
UtilizzatoriCultura di Hallstatt
Produzione
Date di produzionePeriodo Hallstatt C (800-620 a.C.)
Descrizione
Lunghezza> 80 cm
Tipo di puntacorta, di forma triangolare
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Per spada di Mindelheim o spada tipo Mindelheim (lingua tedesca Mindelheimschwert, spesso anche Hallstattschwert, "lett. Spada di Hallstatt"; lingua inglese Mindelheim Sword) s'intende la spada in ferro iconica della Cultura di Hallstatt,[1] con codolo piatto, lama a forma di foglia e grande pomolo piriforme, a volte riccamente decorato con incisioni ed intarsi.[2][3] Questa tipologia di spada, la cui destinazione d'uso (arma di cavalleria/carreria[4][5] o arma cerimoniale)[6] è ancora dibattuta, era certamente arma precipua degli esponenti politici di spicco della comunità hallstattiana.[7]

Ritrovamenti

Nel variegato ecosistema archeologico delle c.d. "Spade hallstattiane",[8] la principale area di distribuzione dei reperti iscritti come spade del tipo "Mindelheim"[3] è compresa tra la Germania meridionale (Baviera e Baden-Württemberg), la Boemia e la stessa Hallstatt, facendone quindi un prodotto hallstattiano fortemente continentale. Il tipo-guida fu rinvenuto nella città bavarese di Mindelheim.[9] Diversi esemplari sono stati ritrovati tra i Paesi Bassi,[10] le rive del Mar Baltico e la Scandinavia,[11] ma nessuno nelle Isole britanniche, ove invece si ritrovano altre tipologie di spade halstattiane come la c.d. "Spada di Gündlingen"[6][12][13] che altrove convivono con esemplari Mindelheim.[10][14][15] Tutti i ritrovamenti sono avvenuti in contesto sepolcrale o comunque in "tesori". Il numero di reperti porterebbe ad identificare il tipo "Mindelheim" come più raro o comunque elitario rispetto al tipo "Gündlingen": Cowen 1967 reperta 238 Gündlingen contro 27 Mindelheim, definendo una ratio di 10:1.[16]

Storia

La spada Mindelheim ripiegata ritualmente ritrovata nella Tomba del re di Oss – Rijksmuseum van Oudheden

Prendendo a riferimento il sistema cronologico definito ad inizio XX secolo da Paul Reinecke (1872-1958) proprio studiando la Cultura di Hallstatt,[17] le prime spade in ferro apparvero al volgere del "Periodo Hallstatt B" (1050-800 a.C.), frammiste a quelle in bronzo,[18][19] divenendo più comuni del successivo "Periodo Hallstatt C" (800-620 a.C.), fondamentalmente nel corso del VII secolo a.C.,[20] secondo alcuni storici in risposta all'arrivo da oriente di razziatori (pre-Sciti o Cimmeri) già dotati di armi in ferro da cui gli halstattiani dovettero imparare a difendersi.[21] I reperti simbolo di questa diffusione del nuovo metallo furono appunto degli esemplari di spada Mindelheim realizzati in ferro[1][22] laddove invece le spade del tipo "Gündlingen", sempre tipiche del Periodo Halstatt C,[23] seguitarono ad essere realizzate in bronzo.[N 1][14]

La destinazione d'uso della spada Mindelheim è ancora dibattuta. Taluni storici la identificano in un'arma da cavalleria o comunque carreria[4][5] mentre secondo altri si tratterebbe di armi troppo scomode e pesanti per poter essere qualcosa più che armi cerimoniali o oggetti precipui del corredo funebre.[6] Il grezzo dato di raffronto tra i reperti Mindelheim e quelli Gündlingen, non solo per numeri[16] ma anche per dimensioni e qualità (della lama tanto quanto delle decorazioni), porta tutti i ricercatori a concordare sulla natura elitaria della spada Mindelheim.[7]

Descrizione

Particolare di un'elsa tipo Mindelheim rinvenuta nel sito di Hallstatt con intarsi in avorio e ambra[N 2]

La spada tipo Mindelheim è sempre arma di grandi dimensioni, con lunghezza complessiva superiore agli 80 cm,[24] dato che ha spinto gli storici a considerarla anzitutto arma adatta a colpire di taglio e quindi atta al combattimento montato.[4][5]

La sua caratteristica più distintiva è la guardia, dominata da un imponente pomolo piriforme che rende tutto il blocco dell'elsa fungiforme. Il pomolo era spesso riccamente decorato con incisioni ed intarsi, anche di ambra o di corallo rosso, o poteva essere costituito non da metallo (bronzo o ferro) ma da materiali preziosi deperibili quali l'avorio.[25] Non mancano esemplari dalla decorazione a dir poco stravagante, come nel caso della spada rinvenuta nella celebre Tomba del re di Oss nei Paesi Bassi.[26]

La lama Mindelheim riproponeva invece la foggia a foglia tipica della spada a lingua da presa dell'Età del bronzo, più larga nel centro, strutturata su di una spina centrale molto evidente e sviluppata. Una caratteristica peculiare del tipo sono invece i fili della lama terminanti ad aletta e discosti dal forte in prossimità della guardia, come ben evidente nel predetto esemplare della tomba di Oss.[26] La punta, poco pronunciata, ha forma di corto triangolo.

Note

Esplicative
  1. ↑ Esemplari di spade Gündlingen in ferro, pur molto rari, sono stati rinvenuti - v.si van der Vaart-Verschoof 2017, p. 28.
  2. ↑ Descrizione del reperto in Megaw e Megaw 2001, pp. 25 e 29.
Bibliografiche
  1. 1 2 Cowen 1967, pp. 384-391 e 424-427.
  2. ↑ Spencer 2006.
  3. 1 2 Wüstemann 2004, pp. 71-72.
  4. 1 2 3 Cowen 1967, p. 391.
  5. 1 2 3 Schauer 1971, p. 215.
  6. 1 2 3 Trageser 1984, p. 51.
  7. 1 2 Pleiner 1993, p. 15.
  8. ↑ Wüstemann 2004, pp. 70 e ss.
  9. ↑ Pleiner 1993, p. 13.
  10. 1 2 van der Vaart-Verschoof 2017, p. 45.
  11. ↑ Cowen 1967, pp. 388-389 e 392.
  12. ↑ Wüstemann 2004, pp. 72-73.
  13. ↑ Colquhoun e Burgess 1988, passim.
  14. 1 2 O'Connor 1980, pp. 240 e ss.
  15. ↑ Cowen 1967, Mappa B.
  16. 1 2 Cowen 1967, p. 380.
  17. ↑ (DE) Paul Reinecke, Zur Chronologie der 2. Hälfte des Bronzealters in Süd- und Norddeutschland, in Korrespondenzbl. D. Deutsch. Ges. F. Anthr., Ethn. U. Urgesch., vol. 33, 1902, pp. 17–22 e 27–32, ISSN 0931-8046.
  18. ↑ (EN) Svend Hansen, The Hillfort of Teleac and Early Iron in Southern Europe, in Svend Hansen e Rüdiger Krause (a cura di), Bronze Age Fortresses in Europe, Verlag Dr. Rudolf Habelt GmbH, Bonn, 2019, p. 204.
  19. ↑ Harding 2007, p. 17.
  20. ↑ Megaw e Megaw 2001, p. 40.
  21. ↑ Cowen 1967, pp. 416-422.
  22. ↑ Wüstemann 2004, p. 75.
  23. ↑ Trageser 1984, p. 44.
  24. ↑ Pleiner 1993, p. 9.
  25. ↑ Megaw e Megaw 2001, pp. 25-29
  26. 1 2 van der Vaart-Verschoof 2017, pp. 58 e 122.

Bibliografia

Studi
  • (EN) Ian Colquhoun e Colin Burgess, The Swords of Britain, C.H. Beck, 1988, ISBN 3406305008.
  • (EN) J.D. Cowen, The Hallstatt Sword of Bronze: on the Continent and in Britain, in Proceedings of the Prehistoric Society, n. 33, 1967, pp. 377-454.
  • (EN) Brendan O'Connor, Cross-channel Relations in the Later Bronze Age: Relations Between Britain, North-Eastern France, and the Low Countries During the Later Bronze Age and the Early Iron Age, with Particular Reference to the Metalwork, Parte 1, B.A.R., 1980.
  • (DE) Christopher Pare, Schwert, Hallstattzeit, Reallexikon der Germanischen Altertumskunde, n. 27, Gruyter, Berlino-New York City, 2004.
  • (EN) Radomír Pleiner, The Celtic sword, Clarendon Press, 1993.
  • (DE) Peter Schauer, Die Schwerter in Süddeutschland, Österreich und der Schweiz, I: Griffplatten-, Griffangel- und Griffzungenschwerter, C.H. Beck'sche Verlagsbuchh, 1971.
  • (DE) Thomas Stöllner, Die Hallstattzeit und der Beginn der Latènezeit im Inn-Salzach-Raum. Teil 1: Auswertung. Amt der Salzburger Landesregierung (Landesarchäologie), Ed. della tesi discussa nel 1995 all'Università di Marburgo, Salisburgo, 2002, ISBN 3-901014-37-3.
  • (EN) Gunther Trageser, The Relationship between Ireland and the Hallstatt World, Tesi, 1984.
  • (EN) Sasja van der Vaart-Verschoof, Fragmenting the Chieftain: A Practice-based Study of Early Iron Age Hallstatt C Elite Burials in the Low Countries, 2017.
  • (DE) Harry Wüstemann, Prähistorische Bronzefunde. Abteilung 4: Schwerter. 15, in Die Schwerter in Ostdeutschland, Franz Steiner, Stoccarda, 2004, ISBN 3-515-08441-X.
Consultazione

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