Spada Mindelheim
| Spada Mindelheim | |
|---|---|
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| Tipo | Spada |
| Impiego | |
| Utilizzatori | Cultura di Hallstatt |
| Produzione | |
| Date di produzione | Periodo Hallstatt C (800-620 a.C.) |
| Descrizione | |
| Lunghezza | > 80 cm |
| Tipo di punta | corta, di forma triangolare |
| voci di armi bianche presenti su Wikipedia | |
Per spada di Mindelheim o spada tipo Mindelheim (lingua tedesca Mindelheimschwert, spesso anche Hallstattschwert, "lett. Spada di Hallstatt"; lingua inglese Mindelheim Sword) s'intende la spada in ferro iconica della Cultura di Hallstatt,[1] con codolo piatto, lama a forma di foglia e grande pomolo piriforme, a volte riccamente decorato con incisioni ed intarsi.[2][3] Questa tipologia di spada, la cui destinazione d'uso (arma di cavalleria/carreria[4][5] o arma cerimoniale)[6] è ancora dibattuta, era certamente arma precipua degli esponenti politici di spicco della comunità hallstattiana.[7]
Ritrovamenti
Nel variegato ecosistema archeologico delle c.d. "Spade hallstattiane",[8] la principale area di distribuzione dei reperti iscritti come spade del tipo "Mindelheim"[3] è compresa tra la Germania meridionale (Baviera e Baden-Württemberg), la Boemia e la stessa Hallstatt, facendone quindi un prodotto hallstattiano fortemente continentale. Il tipo-guida fu rinvenuto nella città bavarese di Mindelheim.[9] Diversi esemplari sono stati ritrovati tra i Paesi Bassi,[10] le rive del Mar Baltico e la Scandinavia,[11] ma nessuno nelle Isole britanniche, ove invece si ritrovano altre tipologie di spade halstattiane come la c.d. "Spada di Gündlingen"[6][12][13] che altrove convivono con esemplari Mindelheim.[10][14][15] Tutti i ritrovamenti sono avvenuti in contesto sepolcrale o comunque in "tesori". Il numero di reperti porterebbe ad identificare il tipo "Mindelheim" come più raro o comunque elitario rispetto al tipo "Gündlingen": Cowen 1967 reperta 238 Gündlingen contro 27 Mindelheim, definendo una ratio di 10:1.[16]
Storia

Prendendo a riferimento il sistema cronologico definito ad inizio XX secolo da Paul Reinecke (1872-1958) proprio studiando la Cultura di Hallstatt,[17] le prime spade in ferro apparvero al volgere del "Periodo Hallstatt B" (1050-800 a.C.), frammiste a quelle in bronzo,[18][19] divenendo più comuni del successivo "Periodo Hallstatt C" (800-620 a.C.), fondamentalmente nel corso del VII secolo a.C.,[20] secondo alcuni storici in risposta all'arrivo da oriente di razziatori (pre-Sciti o Cimmeri) già dotati di armi in ferro da cui gli halstattiani dovettero imparare a difendersi.[21] I reperti simbolo di questa diffusione del nuovo metallo furono appunto degli esemplari di spada Mindelheim realizzati in ferro[1][22] laddove invece le spade del tipo "Gündlingen", sempre tipiche del Periodo Halstatt C,[23] seguitarono ad essere realizzate in bronzo.[N 1][14]
La destinazione d'uso della spada Mindelheim è ancora dibattuta. Taluni storici la identificano in un'arma da cavalleria o comunque carreria[4][5] mentre secondo altri si tratterebbe di armi troppo scomode e pesanti per poter essere qualcosa più che armi cerimoniali o oggetti precipui del corredo funebre.[6] Il grezzo dato di raffronto tra i reperti Mindelheim e quelli Gündlingen, non solo per numeri[16] ma anche per dimensioni e qualità (della lama tanto quanto delle decorazioni), porta tutti i ricercatori a concordare sulla natura elitaria della spada Mindelheim.[7]
Descrizione

La spada tipo Mindelheim è sempre arma di grandi dimensioni, con lunghezza complessiva superiore agli 80 cm,[24] dato che ha spinto gli storici a considerarla anzitutto arma adatta a colpire di taglio e quindi atta al combattimento montato.[4][5]
La sua caratteristica più distintiva è la guardia, dominata da un imponente pomolo piriforme che rende tutto il blocco dell'elsa fungiforme. Il pomolo era spesso riccamente decorato con incisioni ed intarsi, anche di ambra o di corallo rosso, o poteva essere costituito non da metallo (bronzo o ferro) ma da materiali preziosi deperibili quali l'avorio.[25] Non mancano esemplari dalla decorazione a dir poco stravagante, come nel caso della spada rinvenuta nella celebre Tomba del re di Oss nei Paesi Bassi.[26]
La lama Mindelheim riproponeva invece la foggia a foglia tipica della spada a lingua da presa dell'Età del bronzo, più larga nel centro, strutturata su di una spina centrale molto evidente e sviluppata. Una caratteristica peculiare del tipo sono invece i fili della lama terminanti ad aletta e discosti dal forte in prossimità della guardia, come ben evidente nel predetto esemplare della tomba di Oss.[26] La punta, poco pronunciata, ha forma di corto triangolo.
Note
- Esplicative
- ↑ Esemplari di spade Gündlingen in ferro, pur molto rari, sono stati rinvenuti - v.si van der Vaart-Verschoof 2017, p. 28.
- ↑ Descrizione del reperto in Megaw e Megaw 2001, pp. 25 e 29.
- Bibliografiche
- 1 2 Cowen 1967, pp. 384-391 e 424-427.
- ↑ Spencer 2006.
- 1 2 Wüstemann 2004, pp. 71-72.
- 1 2 3 Cowen 1967, p. 391.
- 1 2 3 Schauer 1971, p. 215.
- 1 2 3 Trageser 1984, p. 51.
- 1 2 Pleiner 1993, p. 15.
- ↑ Wüstemann 2004, pp. 70 e ss.
- ↑ Pleiner 1993, p. 13.
- 1 2 van der Vaart-Verschoof 2017, p. 45.
- ↑ Cowen 1967, pp. 388-389 e 392.
- ↑ Wüstemann 2004, pp. 72-73.
- ↑ Colquhoun e Burgess 1988, passim.
- 1 2 O'Connor 1980, pp. 240 e ss.
- ↑ Cowen 1967, Mappa B.
- 1 2 Cowen 1967, p. 380.
- ↑ (DE) Paul Reinecke, Zur Chronologie der 2. Hälfte des Bronzealters in Süd- und Norddeutschland, in Korrespondenzbl. D. Deutsch. Ges. F. Anthr., Ethn. U. Urgesch., vol. 33, 1902, pp. 17–22 e 27–32, ISSN 0931-8046.
- ↑ (EN) Svend Hansen, The Hillfort of Teleac and Early Iron in Southern Europe, in Svend Hansen e Rüdiger Krause (a cura di), Bronze Age Fortresses in Europe, Verlag Dr. Rudolf Habelt GmbH, Bonn, 2019, p. 204.
- ↑ Harding 2007, p. 17.
- ↑ Megaw e Megaw 2001, p. 40.
- ↑ Cowen 1967, pp. 416-422.
- ↑ Wüstemann 2004, p. 75.
- ↑ Trageser 1984, p. 44.
- ↑ Pleiner 1993, p. 9.
- ↑ Megaw e Megaw 2001, pp. 25-29
- 1 2 van der Vaart-Verschoof 2017, pp. 58 e 122.
Bibliografia
- Studi
- (EN) Ian Colquhoun e Colin Burgess, The Swords of Britain, C.H. Beck, 1988, ISBN 3406305008.
- (EN) J.D. Cowen, The Hallstatt Sword of Bronze: on the Continent and in Britain, in Proceedings of the Prehistoric Society, n. 33, 1967, pp. 377-454.
- (EN) Brendan O'Connor, Cross-channel Relations in the Later Bronze Age: Relations Between Britain, North-Eastern France, and the Low Countries During the Later Bronze Age and the Early Iron Age, with Particular Reference to the Metalwork, Parte 1, B.A.R., 1980.
- (DE) Christopher Pare, Schwert, Hallstattzeit, Reallexikon der Germanischen Altertumskunde, n. 27, Gruyter, Berlino-New York City, 2004.
- (EN) Radomír Pleiner, The Celtic sword, Clarendon Press, 1993.
- (DE) Peter Schauer, Die Schwerter in Süddeutschland, Österreich und der Schweiz, I: Griffplatten-, Griffangel- und Griffzungenschwerter, C.H. Beck'sche Verlagsbuchh, 1971.
- (DE) Thomas Stöllner, Die Hallstattzeit und der Beginn der Latènezeit im Inn-Salzach-Raum. Teil 1: Auswertung. Amt der Salzburger Landesregierung (Landesarchäologie), Ed. della tesi discussa nel 1995 all'Università di Marburgo, Salisburgo, 2002, ISBN 3-901014-37-3.
- (EN) Gunther Trageser, The Relationship between Ireland and the Hallstatt World, Tesi, 1984.
- (EN) Sasja van der Vaart-Verschoof, Fragmenting the Chieftain: A Practice-based Study of Early Iron Age Hallstatt C Elite Burials in the Low Countries, 2017.
- (DE) Harry Wüstemann, Prähistorische Bronzefunde. Abteilung 4: Schwerter. 15, in Die Schwerter in Ostdeutschland, Franz Steiner, Stoccarda, 2004, ISBN 3-515-08441-X.
- Consultazione
- (EN) D.W. Harding, The Archaeology of Celtic Art, Routledge, 2007, ISBN 9781134264643.
- (EN) Ruth Megaw e Vincent Megaw, Celtic Art: From its beginnings to the Book of Kells, Thames & Hudson Ltd, 2001, pp. 10-11.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) Kirk Spencer, The Mindelheim Sword, su bronze-age-craft.com, 2006.
