Stabio

Stabio
comune
Stabio – Stemma
Stabio – Bandiera
Stabio – Veduta
Stabio – Veduta
Localizzazione
StatoSvizzera (bandiera) Svizzera
Cantone Ticino
DistrettoMendrisio
Amministrazione
SindacoSimone Castelletti (PLR)
Lingue ufficialiitaliano
Territorio
Coordinate45°51′00″N 8°56′24″E
Altitudine352 e 357 m s.l.m.
Superficie6,23 km²
Abitanti4 522 (31-12-2024)
Densità725,84 ab./km²
FrazioniGaggiolo, San Pietro
Comuni confinantiBizzarone (IT-CO), Cantello (IT-VA), Clivio (IT-VA), Mendrisio, Rodero (IT-CO)
Altre informazioni
Cod. postale6854, 6855
Prefisso091 e 004191
Fuso orarioUTC+1
Codice OFS5266
TargaTI
CircoloStabio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Stabio
Stabio
Stabio – Mappa
Stabio – Mappa
Sito istituzionale
Veduta di Stabio. Spiccano la chiesa dei SS. Giacomo e Cristoforo martire e, in posizione dominante, la chiesa del Castello
Cavaliere, lastrina in bronzo dorato dello Scudo di Stabio, VII secolo. Berna, Historisches Museum

Stabio è un comune di 4 591 abitanti del Canton Ticino, nel distretto di Mendrisio, situato al confine con l'Italia.

Geografia

Posizione

Il paese dista dieci chilometri da Chiasso e si trova al confine con l'Italia. Il comune comprende le frazioni di Gaggiolo, Santa Margherita[1] e San Pietro.

I comuni confinanti sono a nord Clivio (IT-VA), a est Mendrisio, a sud Bizzarone (IT-CO) e Rodero (IT-CO) e a sud-ovest Cantello (IT-VA).

Clima

Per il periodo di riferimento 1991–2020, la temperatura media annuale è di 11,6 °C; le temperature medie mensili più fredde si registrano a gennaio (1,6 °C), mentre quelle più calde a luglio (21,7 °C). In media, qui si registrano circa 97 giorni di gelo e da uno a due giorni di ghiaccio. I giorni estivi sono in media circa 83, mentre si registrano in media 18,2 giorni di caldo. La stazione di rilevamento di MeteoSvizzera si trova a un'altitudine di 351 m s.l.m.

Durante l'ondata di caldo in Europa del 2003 sono stati registrati complessivamente 57 giorni di caldo intenso dall'inizio di giugno alla fine di agosto. Durante la siccità e il caldo in Europa del 2022, solo dal 5 luglio all'11 agosto è stata misurata ogni giorno una temperatura superiore ai 30 gradi Celsius. Mai prima d’ora in Svizzera era stata registrata un'ondata di caldo con 38 giorni di caldo consecutivi.[2]

Storia

Sono numerosi i reperti romani trovati nel territorio di Stabio. Il più importante è la necropoli romana e longobarda che si trova in località San Pietro[3]; allo stesso periodo, il I secolo, risale anche la stele funeraria esposta alle spalle della casa municipale e dedicata a Caio Virio Vero.[4] Nel 1181 la famiglia Orelli di Locarno cedette i diritti di decima nella regione al vescovo di Como. Nel 1275, tra gli altri, le abbazie benedettine di Sant'Abbondio a Como e di Sant'Ambrogio a Milano possedevano beni e diritti a Stabio. Dal punto di vista ecclesiastico, Stabio apparteneva al vicariato di Mendrisio, dal quale si separò prima del 1575.

A questi reperti nel XIX secolo si aggiunsero alcune placche in bronzo dorato longobarde, provenienti dal reperto detto Scudo di Stabio e trovate in località Alla Vigna. Negli anni 1830 furono trovati inoltre diversi oggetti preziosi che oggi non sono più a Stabio[5]: una croce equilatera in oro e alcuni orecchini di tradizione bizantina[6].

Una seconda necropoli, questa volta longobarda[7], fu trovata nel 1999[3] in località Barico: si tratta di sei tombe, una delle quali conserva l'ampio corredo di un guerriero, del quale fanno parte la punta di una lancia, una cesoia, due coltelli, alcuni frammenti (di una croce in oro, di un pettine in osso e di una cassetta), una spada e parte del suo fodero, uno scramasax, una tracolla e una cintura, un umbone, un gancio, l'impugnatura di uno scudo, uno sperone e alcune linguette. L'abbigliamento e le armi del guerriero, sottoposti a radiografia e tomografia all'ospedale di San Giovanni a Bellinzona e poi studiati al Museo nazionale svizzero di Zurigo, è composto di lino filato, lana, vello ovino o caprino, fusaggine, ontano, quercia e pioppo[8].

Stabio fa parte della Svizzera dal 9 maggio 1517, quando fu scambiato con Domodossola in occasione del Trattato internazionale di Ponte Tresa[9].

Il 22 ottobre 1876 a Stabio si verificarono gravi scontri tra conservatori e liberali, che causarono tre vittime (la cosiddetta sparatoria di Stabio) e portarono a un intervento delle truppe federali.[10]

Nel settembre 1943 molti profughi italiani attraversarono il confine presso Gaggiolo per raggiungere la Svizzera.[11]

Nell'ottobre 2019 è stato individuato a Stabio il coleottero giapponese. Al fine di impedirne la diffusione, è stato emanato un divieto di esportazione di terra e parti di piante provenienti dalla zona interessata.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

La chiesa dei Santi Pietro e Lucia
Le vecchie terme di Stabio

Architetture civili

Casa Medici
Casa Rotonda, architetot Mario Botta
  • Casa comunale, alla parete posteriore la stele romana di Gaius Verus (I secolo dopo Cristo) e l'ara del dio pagano Mercurio, all'entrata stanno due sculture di Natale Albisetti[15]
  • Casa Ghiringhelli, del XVII secolo[12];
  • Sede della Fondazione Realini in via dei Bagni, eretta nel 1856 in stile neoclassico; originariamente la struttura ospitava delle terme[12];
  • Ex Camiceria Realini (1902) con decorazioni tardo liberty di Carlo Cocquio, fra i quali una Pace e una Giustizia[12];
  • Casa unifamiliare cilindrica realizzata da Mario Botta nel 1981-1982[12];
  • Casa Ginella in via Costera[12];
  • Casa Medici, progettata dall'architetto Mario Botta[16];
  • Vecchia stazione e relativi magazzini FFS (1926)[17]
  • Terme (1938)[18]
  • Scuola elementare (1972/74), architetto: Tita Carloni[12];
  • Nido d'infanzia (1974/75), architetti: Marco Krahenbühl, Tino Bomio[12];
  • Casa unifamiliare, architetto: Mario Botta[12];
  • Antico lavatoio pubblico coperto al bivio tra via Dogana e via Ai Ronchi[12];
  • Edificio con meridiana, in località Montalbano.[19]

Siti archeologici

  • Necropoli romana e longobarda di San Pietro[12];
  • Necropoli longobarda di Barico[12].

Siti e musei paleontologici (UNESCO)

Altri

Il cippo che in località Santa Margherita segna il confine con l'Italia
  • Cippi di confine;
  • Monumento al soldato svizzero, opera di Riccardo Larghi del 1953 che commemora la mobilitazione in occasione della Seconda guerra mondiale[12].

Società

Evoluzione demografica

Nel 2010 nel paese abitavano 4345 persone, per lo più di nazionalità svizzera (3330, il 76,9%) e italiana (742, il 17,1% del totale e il 74,2% degli immigrati). La popolazione ha una lieve prevalenza femminile, con 2208 donne a fronte di 2122 uomini. L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[3]:

Abitanti censiti[20]

Cultura

  • Museo della civiltà contadina del Mendrisiotto, aperto nel 1981[21];
  • Filarmonica di Stabio, fondata nel 1889[22]
  • Teatro di figura «Maribur»[23]
  • «Cinema in piazza», proiezioni all'aperto in Piazza Maggiore[24]

Infrastrutture e trasporti

La località denominata Dogana da Rödur vista dal territorio italiano: il cancello metallico visibile sulla strada segna il confine
La stazione di Stabio

Posto sul confine con l'Italia, Stabio ospita il valico di frontiera di Gaggiolo (frazione di Cantello sul versante italiano), servito dalla strada H394/N24. L'attraversamento del confine è possibile a piedi anche alla Dogana da Rödur e in località Santa Margherita (in entrambi i casi la frontiera è col comune italiano di Rodero).

Il comune è dotato dell'omonima stazione, un tempo parte della ferrovia di Valmorea, aperta nel 1926 e soppressa nel 1928 come relazione internazionale; la linea in territorio svizzero rimase attiva come raccordo industriale. Nel 2008 iniziarono i lavori di realizzazione della nuova ferrovia Mendrisio-Varese: i lavori sul lato elvetico vennero conclusi come da cronoprogramma, con la riapertura della tratta Stabio-Mendrisio al traffico viaggiatori il 15 dicembre 2014. Il cantiere italiano procedette con maggiore lentezza: la linea Varese-Mendrisio fu inaugurata nella sua totalità il 22 dicembre 2017[25]: il servizio passeggeri regolare iniziò il 7 gennaio 2018[26].

Economia

Dogana di Gaggiolo

Nel XIX secolo si svilupparono la filatura della seta e, successivamente, l'industria del tabacco. La prima fabbrica fu la Realini, fondata nel 1902 e specializzata nella produzione di camicie, che nel 1976 fu acquisita dal gruppo Ermenegildo Zegna (circa 900 dipendenti nel 2005).

Le sorgenti termali scoperte intorno al 1850 portarono alla creazione di alcuni stabilimenti termali; le loro acque venivano ancora utilizzate a fini terapeutici all'inizio del XXI secolo.

A partire dagli anni '1960, il comune sta vivendo una rinascita industriale nei settori alimentare, meccanico, tessile e dell'abbigliamento, nonché in quello dei veicoli elettrici e ibridi.[27]

Amministrazione

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune.[28]

Sport

Nel comune hanno sede la squadra di calcio dilettantistica Football Club Stabio[29], la società federale di ginnastica SFG Stabio[30] e lo Sci Club Stabio, attivo dal 1979[31].

Note

  1. ↑ Progetto Stabio - Santa Margherita (Video) su lanostrastoria.ch/entries/
  2. ↑ 38 giorni di caldo consecutivi — L'ondata di caldo nel Mendrisiotto si è interrotta, su srf.ch, 14-08-2022.
  3. 1 2 3 Stefania Bianchi, Stabio, in Dizionario storico della Svizzera, 3 ottobre 2011.
  4. ↑ Gilardoni, 1967, p. 563.
  5. ↑ Pastore, 2006, pp. 41-52.
  6. ↑ Bertelli, Brogiolo, Brescia, 2000.
  7. ↑ Cardani Vergani, Amrein, Boissonas, 2003, pp. 2-17
  8. ↑ Cardani Vergani, 2010, p. 19.
  9. ↑ Motta, 1991, p. 42.
  10. ↑ Carlo Speziali, I fatti di Stabio del 22 ottobre 1876. Commemorazione del centenario, Bellinzona, Arti grafiche Arturo Salvioni e Co. S.A., 1977.
  11. ↑ Guido Codoni e Marco Della Casa, Il Gaggiolo sulla via della salvezza. Stabio durante la seconda guerra mondiale. Testimonianze e documenti, Stabio, Comune di Stabio, 2015.
  12. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 AA.VV., Guida d'arte, 2007.
  13. 1 2 Flüeler, p. 364
  14. ↑ Chiesa di Santa Margherita a Stabio, su lanostrastoria.ch, 25 settembre 2024.
  15. ↑ Aurelia Antonini, Stabio e Natale Albisetti. Un percorso tra le opere dello scultore, Museo Vincenzo Vela, 2023.
  16. ↑ SPAZI DELL'ABITARE, su botta.ch.
  17. ↑ Vecchia stazione e magazzini FFS, su stabio.ch, Comune di Stabio.
  18. ↑ Terme, su stabio.ch, Comune di Stabio.
  19. ↑ Bianconi, p. 30
  20. ↑ Ufficio cantonale di statistica di Bellinzona, Dizionario storico della Svizzera
  21. ↑ Museo della civiltà contadina, su museostabio.ch.
  22. ↑ Società Filarmonica di Stabio, su filarmonicastabio.ch.
  23. ↑ Maribur, 25 anni fra burattini e marionette, su laregione.ch, 20 maggio 2018.
  24. ↑ Cinema in piazza, su stabio.ch.
  25. ↑ Inaugurata ufficialmente la Arcisate - Stabio, su ferrovie.it.
  26. ↑ RFI, attivata la nuova linea Arcisate - Stabio, su fsnews.it, FS News. URL consultato il 3 dicembre 2017.
  27. ↑ (IT, DE, FR) Stabio, in Dizionario storico della Svizzera.
  28. ↑ Patriziato di Stabio, su www4.ti.ch.
  29. ↑ F.C: Stabio, su footballclubstabio.ch.
  30. ↑ SFG Stabio, su sfgstabio.ch.
  31. ↑ Sci Club Stabio, su sciclubstabio.ch.

Bibliografia

  • AA.VV., Stabio, in Guida d'arte della Svizzera italiana, Bellinzona, Edizioni Casagrande, 2007, pp. 435-438.
  • Bernhard Anderes, Stabio, in Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Porza-Lugano, Edizioni Trelingue, 1980, pp. 351-353.
  • Carlo Bertelli e Gian Pietro Brogiolo (a cura di), Il futuro del Longobardi. L'Italia e la costruzione dell'Europa di Carlo Magno, in catalogo della mostra al Museo di Santa Giulia, Brescia, 2000.
  • Piero Bianconi, Meridiane del Ticino, Vezia, Unione Svizzera delle Casse Raiffeisen, 1978.
  • Rossana Cardani Vergani, Heidi Amrein e Valentin Boissonas, L'ultimo guerriero longobardo ritrovato a Stabio TI, n. 26, Archeologia svizzera, 2003.
  • Rossana Cardani Vergani e Sergio Pescia (a cura di), Stabio antica, Locarno, Armando Dadò Editore, 2016.
  • Niklaus Flüeler, Guida culturale della Svizzera, Zurigo, Ex Libris Verlag AG, 1982.
  • Virgilio Gilardoni, Stabio, in Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, Bellinzona, La Vesconta, Casagrande S.A., 1967, pp. 24, 36, 37, 186, 226, 378, 435, 563-566.
  • Giuseppe Martinola, Stabio, in Invito al Mendrisiotto, Chiasso, Lions Club del Mendrisiotto, 1965, pp. 18-22.
  • Giuseppe Martinola, Stabio, in Inventario d'Arte del Mendrisiotto, I, Bellinzona, Edizioni dello Stato, 1975, pp. 502-534.
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, Giubiasco, Edizioni Metà Luna, 1991.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Viganello, Pramo Edizioni, 1997.
  • Costanza Pastore, La dispersione del patrimonio archeologico di Stabio, in Rossana Cardani Vergani, Sergio Pescia (a cura di), Stabio antica. Dal reperto alla storia, Locarno, Armando Dadò editore, 2016.
  • Giovanni Sarinelli, Stabio, in La Diocesi di Lugano. Guida del clero, Lugano, La Buona Stampa, 1931, pp. 96-97.
  • Carlo Speziali, I fatti di Stabio del 22 ottobre 1876. Commemorazione del centenario, Bellinzona, Arti grafiche A. Salvioni e Co. S. A., 1977.

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