Stanley Fischer

Stanley Fischer
Stanley Fischer nel 2014

Vicedirettore della Federal Reserve
Durata mandato16 giugno 2014 –
13 ottobre 2017
PresidenteBarack Obama
Donald Trump
PredecessoreJanet Yellen
SuccessoreRichard Clarida

Membro del Consiglio dei Governatori della Federal Reserve
Durata mandato21 maggio 2014 –
13 ottobre 2017
PresidenteBarack Obama
Donald Trump
PredecessoreBen Bernanke
SuccessoreMichelle Bowman

Governatore della Banca d'Israele
Durata mandato1º maggio 2005 –
30 giugno 2013
Capo del governoAriel Sharon
Ehud Olmert
Benjamin Netanyahu
PredecessoreDavid Klein
SuccessoreKarnit Flug

Vicedirettore generale del Fondo Monetario Internazionale
Durata mandato1º settembre 1994 –
31 agosto 2001
PresidenteMichel Camdessus
Horst Köhler
PredecessoreRichard Erb
SuccessoreAnne Krueger

Alto dirigente della Banca Mondiale
Durata mandatogennaio 1988 –
agosto 1990
PresidenteBarber Conable
PredecessoreAnne Osborn Krueger
SuccessoreLawrence Summers

Dati generali
Titolo di studioM.Sc., Ph.D.
UniversitàLondon School of Economics and Political Science
Massachusetts Institute of Technology
ProfessioneEconomista, dirigente d'azienda, banchiere
FirmaFirma di Stanley Fischer
Stanley Fischer nel 2000

Stanley Fischer (Mazabuka, 15 ottobre 1943 – Lexington, 31 maggio 2025[1]) è stato un economista, dirigente d'azienda e banchiere israeliano naturalizzato statunitense.

Dal gennaio 2014 al settembre 2017 fu vice presidente della Federal Reserve System, la banca centrale degli Stati Uniti. Nato in Rhodesia Settentrionale, ottenne sia la cittadinanza israeliana che quella statunitense. Dopo una brillante carriera accademica, Fischer ricoprì diverse cariche di rilievo in organismi internazionali come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. Nel 2005 il governo israeliano lo nominò governatore della Bank of Israel e nel 2013 abbandonò in anticipo il suo secondo mandato. Per la sua lunga esperienza in organismi internazionali nonché per il rigore scientifico ed accademico, Fischer fu ampiamente considerato uno dei migliori banchieri centrali del mondo.[2]

Biografia

Fischer nacque in una famiglia ebraica a Mazabuka, nella Rhodesia Settentrionale all'epoca colonia britannica, oggi Zambia. All'età di 13 anni si trasferì con la famiglia nella Rhodesia Meridionale, odierno Zimbabwe. Pur avendo pianificato di iscriversi all'Università di Gerusalemme con l'intenzione di studiare chimica, studiò invece economia in Gran Bretagna dopo aver ottenuto una borsa di studio alla London School of Economics. La scelta di intraprendere studi economici fu dettata dalla grande impressione che ricavò dalla lettura di Paul Samuelson e della Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta di John Maynard Keynes. A Londra conseguì Bachelor of Science e Master of Science in economia tra il 1962 e il 1966.[3] Si trasferì quindi negli Stati Uniti per ottenere il dottorato in economia al Massachusetts Institute of Technology (MIT), conseguito in soli tre anni nel 1969 con la tesi intitolata Essays on assets and contingent commodities scritta sotto la supervisione di Franklin Fisher.[4]

Carriera

Dopo aver ottenuto il Ph.D., Fischer iniziò la carriera accademica all'Università di Chicago. All'epoca si stava consumando un ampio dibattito tra l'Università di Chicago, sostenuta da Carnegie Mellon University e University of Minnesota, e le università costiere, in particolare University of California, Harvard e MIT. Tale dibattito fu iniziato da Robert Lucas con un'aspra critica agli economisti keynesiani. In questo dibattito Fischer si mantenne equidistante e nel 1977 scrisse l'articolo Long-Term Contracts, Rational Expectations, and the Optimal Money Supply Rule[5] in cui combinò l'idea di aspettative razionali, sostenuta da economisti neoclassici come Robert Lucas, con l'idea di vischiosità. Questo articolo fece di Fischer una delle figure centrali tra gli economisti neokeynesiani.[6]

Nel 1976 ottenne la cittadinanza statunitense e l'anno successivo divenne professore del dipartimento di economia del MIT, dove poi rimase fino al 1988. Negli anni al MIT Fischer fu relatore della tesi di dottorato di Ben Bernanke, presidente della Federal Reserve tra il 2006 e il 2014. Fu inoltre professore di Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea, N. Gregory Mankiw, consigliere economico di George W. Bush e Lawrence Summers, segretario al Tesoro degli Stati Uniti sotto la presidenza di Bill Clinton.[2][7]

Tra gennaio 1988 e agosto 1990 fu alto dirigente della Banca Mondiale. Divenne poi vicedirettore generale del Fondo Monetario Internazionale, carica ricoperta dal settembre 1994 all'agosto 2001. Fischer fu membro del Gruppo dei Trenta, nominato nel 2001.[8] Tra febbraio 2002 e aprile 2005 fu vicepresidente della multinazionale statunitense di servizi finanziari Citigroup.[3] Nel 2011, dopo le dimissioni di Dominique Strauss-Kahn, venne considerata la sua candidatura al vertice del FMI.

Banche centrali

Banca di Israele

Nel gennaio 2005 il governo israeliano nominò Fischer governatore della Bank of Israel, dopo essere stato indicato dal primo ministro Ariel Sharon e dal ministro delle finanze Benjamin Netanyahu. Assunse l'incarico il 1º maggio 2005, prendendo il posto di David Klein. Fischer acquisì dunque la cittadinanza israeliana senza però rinunciare a quella statunitense.

Malgrado l'iniziale scetticismo dell'opinione pubblica israeliana, l'operato di Fischer fu decisivo nella protezione dell'economia di Israele dagli effetti della grande recessione.[3][7]

Il 30 giugno 2013, a metà del suo secondo mandato, abbandonò anticipatamente l'incarico per dissidi con il premier Benjamin Netanyahu.[9]

Federal Reserve

Nel gennaio 2014 Fischer fu nominato vicedirettore della Federal Reserve dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama ma si dimise nel settembre 2017 in polemica con il nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump.[10] Fischer prese dunque il posto di Janet Yellen, promossa al vertice della Federal Reserve.[11]

Note

  1. ↑ Stanley Fischer, former Israeli central bank chief and US Federal Reserve vice chair, dies at 81, su ynetnews.com.
  2. 1 2 (EN) Peter Coy, How Stanley Fischer Became a Central-Banking Legend, in Bloomberg News, New York, 11 dicembre 2013.
  3. 1 2 3 (EN) Dylan Matthews, Stan Fischer saved Israel's economy. Can he save America's?, in Washington Post, Washington, 15 febbraio 2013. URL consultato il 4 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 26 ottobre 2015).
  4. ↑ (EN) Stanley Fischer, su genealogy.ams.org, Mathematics Genealogy Project.
  5. ↑ (EN) Stanley Fischer, Long-Term Contracts, Rational Expectations, and the Optimal Money Supply Rule (PDF), su web.uconn.edu. URL consultato il 4 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
  6. ↑ (EN) Binyamin Appelbaum, Young Stanley Fischer and the Keynesian Counterrevolution, in The New York Times, New York, 12 dicembre 2013.
  7. 1 2 (EN) Moti Bassok e TheMarker, Stanley Fischer to step down early from Bank of Israel, in Haaretz, Tel Aviv, 29 gennaio 2013. URL consultato il 4 febbraio 2015.
  8. ↑ (EN) Former members, su group30.org, Gruppo dei Trenta (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2013).
  9. ↑ Davide Frattini, Lascia Fischer, il banchiere del miracolo economico, in Corriere della Sera, Milano, 31 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2016).
  10. ↑ (EN) Binyamin Appelbaum, Stanley Fischer, Fed Nominee, Has Long History of Policy Leadership, in The New York Times, New York, 12 marzo 2014.
  11. ↑ (EN) Stanley Fischer, su www.federalreserve.gov, Federal Reserve (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2016).

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