Stanley Hollis
| Stanley Elton Hollis | |
|---|---|
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| Nascita | North Ormesby, 21 settembre 1912 |
| Morte | Liverton Mines, 8 febbraio 1972 |
| Luogo di sepoltura | Cimitero di Acklam, Middlesbrough |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Territorial Army British Army |
| Arma | Fanteria |
| Reparto | The Green Howards |
| Anni di servizio | 1939 - 1944 |
| Grado | Sergente maggiore[1] |
| Guerre | Seconda guerra mondiale |
| Campagne | Fronte occidentale (1939-1945) |
| Battaglie | Operazione Husky Sbarco in Normandia |
| Decorazioni | vedi qui |
| dati tratti da Stanley Elton Hollis VC[2] | |
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Stanley Elton Hollis (North Ormesby, 21 settembre 1912 – Liverton Mines, 8 febbraio 1972) è stato un militare britannico, decorato con la Victoria Cross nel corso della seconda guerra mondiale[3].
Biografia

Nacque in Archibald Street, a North Ormesby, Middlesbrough, North Riding of Yorkshire, il 21 settembre 1912, figlio di Alfred ed Edith Jane White.[3][4][5] Frequentò la scuola locale fino al 1926, poi i suoi genitori si trasferirono a Robin Hood's Bay, dove lavorò nel negozio di friggitoria di suo padre.[6] Nel 1929 divenne apprendista ufficiale di navigazione presso la Rowland & Marwood Shipping Co. di Whitby, Yorkshire; trasferito alla Elder Dempster Line sulle rotte dell'Africa occidentale.[2][7] Fece viaggi regolari nell'Africa occidentale, ma nel 1930 si ammalò di febbre emoglobinurica, cosa che pose fine alla sua carriera nella marina mercantile.[7] Tornato a North Ormesby lavorò come camionista e nel 1933 sposò Alice Clixby, dalla quale ebbe un figlio (Brian) e una figlia (Pauline).[5] Nel 1939 si arruolò come volontario (matricola 4390973) nel Territorial Army in forza al 4° Battaglione, The Green Howards.[1][8] Allo scoppio della seconda guerra mondiale fu mobilitato e si arruolò nel 6° Battaglione, The Green Howards, che nel 1940 fu mandato in Francia come parte integrante della British Expeditionary Force.[3] In Francia fu impiegato principalmente per costruire piste di atterraggio per aeroporti, e anche come portaordini del comandante del battaglione.[2][3] Fu promosso da caporale a sergente durante l'evacuazione da Dunkerque.[3] A Dunkerque nel 1940, un colpo di mortaio gli strappò tutti i vestiti di dosso e lo crivellò di schegge, eppure, nudo e ferito, riuscì a nuotare tra le onde fino a raggiungere una barca di salvataggio in attesa.[3] Assegnato all'8ª Armata combatté nella campagna del Nord Africa da El Alamein a Tunisi.[3] Fu promosso sergente maggiore di compagnia poco prima dell'invasione della Sicilia nel 1943 (Operazione Husky), dove fu ferito nella battaglia del Simeto.[5][9] Nel novembre 1943 rientrò in Gran Bretagna per completare l'addestramento in vista dello sbarco in Normandia.[3]
Il giorno del D-Day, il 6° Battaglione, The Green Howards, sbarcò a Gold Beach.[10] Essendo uno degli uomini più esperti dell'unità, fu incaricato di tre squadre di mitragliatrici e tre di mortai che avrebbero dovuto coprire l'avanzata della compagnia dalla spiaggia, su per una collina e oltre la cresta verso il loro obiettivo principale, la posizione di artiglieria navale pesante tedesca sul Monte Fleury.[10] Mentre la sua compagnia si spostava verso l'interno dalle spiagge dopo gli sbarchi iniziali, egli andò con il suo comandante di compagnia a ispezionare due bunker tedeschi che erano stati aggirati.[11] Attaccò il primo, prendendo prigionieri tutti gli occupanti tranne cinque; e poi si occupò del secondo, prendendo 26 prigionieri.[10] Successivamente sgomberò una trincea vicina.[10] Più tardi quel giorno, guidò senza successo un attacco contro una posizione nemica contenente un cannone da campo e diverse mitragliatrici MG 42.[10] Dopo essersi ritirato, apprese che due dei suoi uomini erano rimasti indietro e disse al suo comandante, il maggiore Lofthouse, che li avrebbe recuperati.[10] Il 17 agosto 1944 fu insignito della Victoria Cross.[3] Nel settembre 1944 fu ferito ad una gamba (ebbe due proiettili conficcati nel piede sinistro per il resto della sua vita e una piastra d'acciaio inserita nel cranio per alleviare il dolore di una ferita alla testa) e fu evacuato in Inghilterra, dove fu decorato da re Giorgio VI a Buckingham Palace il 10 ottobre 1944.[3]
Dopo la fine della guerra, lavorò per un periodo come sabbiatore in un'acciaieria locale.[12] Divenne poi socio in un'azienda di riparazione di motori a Darlington, Contea di Durham.[2] Nel 1950 si imbarcò su una nave registrata in Canada come terzo ingegnere e trascorse i successivi quattro anni (dal 1950 al 1955) navigando in Estremo Oriente.[2][5] Successivamente si formò come gestore di pub e gestì il pub "Albion" a Market Square, North Ormesby: il nome del pub fu poi cambiato in "The Green Howard".[13]
Dopo che il pub fu demolito nel 1970, si trasferì per diventare gestore del pub "Holywell View" a Liverton Mines vicino a Loftus.[14] Compito da ictus, si spense l'8 febbraio 1972 nel locale ospedale e fu sepolto il giorno 12 nel cimitero di Acklam, Middlesbrough.[15] La sua Victoria Cross e esposta presso il Green Howards Regimental Museum di Richmond, North Yorkshire.[16]
Onorificenze
— 17 agosto 1944.[17]
Note
- 1 2 Whitworth 2012, p. 130.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Victoria Cross & George Cross Association.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Victoria Cross Online.
- ↑ Morgan 2014, p. 11.
- 1 2 3 4 Whitworth 2012, p. 131.
- ↑ Wartime Courage by Gordon Brown (XML), in Daily Telegraph, 47, 409, 7 novembre 2007, p. 28. URL consultato il 26 settembre 2014 (archiviato dall'url originale l'8 novembre 2007).
- 1 2 Morgan 2014, p. 13.
- ↑ Morgan 2014, p. 14.
- ↑ (EN) Chris Lloyd, The incredible story of D-Day hero Stan Hollis - the only man to win the VC on the 'longest day', su The Northern Echo, 6 giugno 2019. URL consultato il 1º marzo 2020.
- 1 2 3 4 5 6 Imperial War Museum.
- ↑ (EN) Laura FitzPatric, Sergeant Major Stanley Hollis: The only man to be honoured with the Victoria Cross for his efforts on D-Day, in The Telegraph, 6 giugno 2019. URL consultato il 1º marzo 2020.
- ↑ (EN) autore Graeme Hetheringto, Saluting Green Howards VC hero Stan Hollis on the centenary of his birth, in The Northern Echo, 22 settembre 2012. URL consultato il 1º marzo 2020.
- ↑ Morgan 2014, p. 136.
- ↑ Morgan 2014, p. 105.
- ↑ Morgan 2014, p. 143.
- ↑ Findagrave.
- ↑ (EN) The London Gazette (PDF), n. 36658, 15 August 1944.
Bibliografia
- (EN) John Laffin, British VCs of World War 2: A Study in Heroism, Stroud, Sutton Publishing, 1997, ISBN 0-7509-1026-7.
- (EN) Mike Morgan, D-Day Hero; CSM Stanley Hollis VC, Stroud, Sutton Publishing, 2004, ISBN 0-7509-3694-0.
- (EN) Alan Whitworth, Yorkshire VCs, Barnsley, Pen & Sword, 2012, ISBN 978-1-84884-778-1.
Voci correlate
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Stanley Hollis
Collegamenti esterni
- (EN) Stanley Elton Hollis VC, su Victoria Cross Online. URL consultato il 19 aprile 2025.
- (EN) Stanley Elton Hollis, su Findagrave. URL consultato il 24 aprile 2025.
- (EN) Stanley Elton Hollis VC, su Green Howards. URL consultato il 24 aprile 2025.
- (EN) Stan Hollis and the D-Day Victoria Cross, su Imperial War Museum. URL consultato il 19 aprile 2025.
- (EN) Stanley Elton Hollis VC, su Victoria Cross & George Cross Association. URL consultato il 19 aprile 2025.
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