Stato Landi

Stato Landi
Stato Landi - Stemma
Motto: Svevo sanguine laeta
Stato Landi - Localizzazione
Stato Landi - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome ufficialeStato dei feudi imperiali Landi
(marchesato di Bardi, contea di Compiano, principato di Borgotaro, baronia di Pieve di Bedonia, contea di Rivalta, Marchesato di Groppoli)
Lingue parlateLatino, emiliano, italiano
CapitaleBardi
Altre capitaliBorgotaro, Compiano, Pieve di Bedonia, Rivalta
Dipendente da Sacro Romano Impero
Ducato di Milano (1429-1448)
Politica
Forma di governoMonarchia assoluta feudale composita
(marchesato, contea,
baronia, principato)
Nascita1257 (di fatto)
1312 (ufficialmente) con Ubertino Landi e Ubertino I Landi
CausaDistaccamento di alcuni territori dei Pallavicino
Fine1682 con Giovanni Andrea III Doria Landi
CausaVendita dei feudi ai Farnese
Territorio e popolazione
Bacino geograficoValle del Ceno e del Taro
Massima estensione450 km² circa nel secolo XVI
Popolazione4 000 abitanti circa nel secolo XVI
Economia
Valuta(1590-1630) circa: sesino, soldo, ducatone, ongaro, doppia; (zecche di Bardi e Compiano)
RisorseAgricoltura, allevamento
Commerci conDucato di Parma e Piacenza, Stati vicini
Religione e società
Religioni preminentiCattolicesimo
Classi socialiNobiltà, clero,
contadini, artigiani
Evoluzione storica
Preceduto da Feudi dei Pallavicino
Succeduto da Ducato di Parma e Piacenza

Il cosiddetto Stato Landi, situato principalmente nell'odierna Val di Taro (parte sud-occidentale dell'attuale provincia di Parma), in parte in Val Trebbia e Valle del Ceno, prese il nome dall'omonima famiglia che lo amministrò e comprendeva i feudi imperiali del marchesato di Bardi, il principato di Borgotaro, la contea di Compiano, la baronia di Pieve di Bedonia, e, con il ramo cadetto Landi di Rivalta, il Marchesato di Groppoli (per un breve periodo fino al 1549), la signoria (poi contea) di Rivalta e temporaneamente altri piccoli feudi.

Qualificazione feudale

I topografi seicenteschi individuavano nelle mappe con questo nome quella parte Nord-Ovest dell'Appennino che includeva le vallate del Ceno e del Taro.[1] La famiglia piacentina Landi resse questi territori dal 1257 al 1682: nel 1551 l'imperatore Carlo V li annoverò tra i feudi imperiali mediati e gli statuti del 1599 li definirono formalmente "Stato dei feudi imperiali Landi".[2]

L'insieme dei feudi appartenenti alla medesima dinastia, retti solitamente in unione personale, furono altresì ricordati nel suddetto modo anche nei casi dello Stato Pallavicino (Busseto e Cortemaggiore), Stato Rossi, Stato Borromeo e Stato Fieschi[3], in analogia con lo Stato sabaudo e lo Stato asburgico.

Storia

Grande stemma della Casata Landi
Disegno di moneta di Federico II Landi con sua moglie Placidia (1599)

Le prime terre che poi costituiranno il nucleo originario dello Stato Landi appartenevano alla diocesi di Piacenza: se ne impadronirono i Pallavicino nel 1251. Sei anni più tardi, il 19 marzo, il ghibellino Ubertino Landi (discendente da Simone, vivente nel 1207), imparentato con Corradino di Svevia e Manfredi di Sicilia figlio dell'imperatore Federico II, prese possesso del feudo che, assai ampliato, fu governato dai suoi eredi per 425 anni, inizialmente come vassallo del Regno di Sicilia. Nel 1312 l'imperatore Enrico VII di Lussemburgo investì il discendente omonimo Ubertino I Landi dei feudi di Borgotaro, Bardi e Compiano, come feudatario del Sacro Romano Impero, staccandoli dai Feudi dei Pallavicino[4].

Il borgo e il castello di Bardi

Il Landi restaurò e fortificò i castelli di Bardi e di Compiano eleggendoli residenze della stirpe: alle due rocche verrà assegnata, in seguito, una destinazione non più solo militare, ma gentilizia. Un altro maniero, abitato da un ulteriore ramo della famiglia (conti Zanardi Landi) fu quello di Rivalta (già proprietà dei Malaspina), ancora oggi sontuoso e abitato.[5]

L'ampia estensione territoriale includeva anche i castelli di Golaso, Varsi, Fornovo e Castelcorniglio della famiglia comitale dei Rugarli infeudata anche a Compiano dall'imperatore Rodolfo II.

Nel 1381 il duca di Milano Gian Galeazzo Visconti approvò la piena autonomia dei territori di Ubertino II e, dopo una parentesi viscontea dal 1429 al 1448, lo Stato ottenne la piena autonomia.

Il principato

Agostino Landi fu il primo principe. Fedele alla causa imperiale, venne invitato nel 1530 all'incoronazione di Carlo V a Bologna. Nel 1546 venne inviato a Venezia in qualità di ambasciatore da Pier Luigi Farnese duca di Parma e Piacenza. Dal XVI secolo i Farnese di Parma, creati duchi e divenuti indipendenti nel 1545 dallo Stato Pontificio tentarono in ogni modo di annettersi il piccolo Stato, come fecero con successo con il vicino Stato Pallavicino e gli altri feudi imperiali.

Congiura dei Landi e mire dei Farnese

Nel 1547 Agostino organizzò la congiura che portò all'uccisione del duca Farnese, assieme a Giovanni Anguissola[6] ed Aloisio Gonzaga, marchese di Castel Goffredo[7] e ai Pallavicino. Nel 1551 l'imperatore e re di Spagna Carlo V concesse ad Agostino Landi il rango di marchese di Bardi (22 ottobre), principe del Sacro Romano Impero e di Borgotaro, facendo degli Stati dei Landi dei feudi imperiali a tutti gli effetti. Agostino I Landi fu elevato dall'imperatore anche a Principe sovrano di Borgotaro con vari privilegi, rendendolo a tutti gli effetti a capo di un vero Stato. Nel 1555 Agostino fu avvelenato forse su ordine dei Farnese. Suo figlio Manfredo erediterà dalla madre Giulia la contea di Compiano e la baronia della Pieve.[8]

Contesa con i Fieschi

Anche i Fieschi di Genova per tutto il Quattrocento e il Cinquecento contenderanno alla famiglia Landi il potere su Borgo Val di Taro, lasciando evidenti segni di buon governo come attestano i numerosi capitoli tra i Fieschi e la Comunità di Borgo Val di Taro. I Fieschi abbandoneranno definitivamente il Borgo nel 1547, dopo la fallita congiura di Gianluigi Fieschi contro la Repubblica di Genova (per la verità contro Andrea Doria), alla quale parteciparono molti borgotaresi e pontremolesi. Con i Fieschi fuori gioco, i Landi rientrarono in Borgo Val di Taro assumendo verso la nobiltà locale e la popolazione un atteggiamento vessatorio che portò alla loro cacciata il 23 febbraio 1578. Del fatto approfittò il duca Ottavio Farnese che occupò il Borgo in aperto contrasto con l'imperatore.

Seconda congiura dei Landi

Nel 1582, le terre Landi della Val di Taro passarono nelle mani di Ottavio Farnese, duca di Parma, a seguito di una fallita congiura contro la famiglia Farnese, circa trent'anni prima della più nota congiura dei Sanvitale. Claudio II Landi, III principe di Borgo Val di Taro, complottò con Giambattista Anguissola e Giammaria e Camillo Scotti per assassinare il Farnese, ma il complotto fu scoperto; Landi perse la Val di Taro e gli altri congiurati furono giustiziati. Landi fu privato dei suoi titoli e del suo status feudale nel 1578 e condannato a morte nel 1580. Tuttavia, come principe del Sacro Romano Impero, non era soggetto al giudizio dei tribunali ordinari. Fu graziato il 27 settembre 1583 dall'imperatore Rodolfo II d'Asburgo, che ordinò anche la restituzione delle terre confiscate a Landi, cosa che non avvenne.[9]

Federico II, Maria Polissena e fine dello Stato

Avendo Carlo V accordato pure la facolta di coniare moneta, nel periodo 1590-1630, le zecche di Bardi e di Compiano svolsero un'intensa attività sotto il lungo governo del principe Federico II Landi.[10] Questi riuscì ad opporsi ai nuovi propositi espansionistici dei Farnese duchi di Parma, abbellì la fortezza di Bardi e curò gli interessi dei sudditi e dello Stato: il re spagnolo Filippo III lo nominò cavaliere del Toson d'oro, una delle più ambite onorificenze dell'epoca.[11] Non avendo avuto eredi maschi dalla moglie Placidia Spinola, nel 1627, l'imperatore Ferdinando II d'Asburgo diede l'autorizzazione alla successione della figlia Maria Polissena. Costei, ultima della stirpe nel ramo primogenito, sposò Giovanni Andrea II Doria, principe di Melfi, marchese di Torriglia e conte di Loano, appartenente alla nobile famiglia originaria della Repubblica di Genova
Nel 1636 le truppe imperiali entrarono in Borgo Val di Taro e restituirono il borgo al Doria marito di Maria Polissena Landi.

La principessa Maria Polissena Landi ritratta da Bernardo Castello nel 1628, Villa del Principe, Genova

Su iniziativa del papa Urbano VIII i Doria-Landi dovettero però restituire il borgo al duca Farnese nel 1646 e, da quell'anno, Borgo Val di Taro entrò nel Ducato farnesiano. La principessa Maria Polissena contribuì ad impreziosire il castello, soprattutto con la realizzazione di una ricca biblioteca; morì il 26 febbraio 1679 a Bardi, ma fu sepolta, secondo la sua volontà, nella cripta dei Doria del convento di Monte Carmelo a Loano.[12]

Il successore, suo nipote Giovanni Andrea III Doria Landi, figlio di Andrea III Doria Landi (unico figlio di Maria Polissena e già deceduto), vendette, nel 1682, mantenendo i titoli nobiliari, lo Stato Landi ai Farnese che riuscirono così ad entrarne in possesso, per cui esso seguirà il destino del ducato di Parma e Piacenza, caratterizzato da una decadenza artistica e sociale fino all'invasione napoleonica.[13] Il duca di Parma e Piacenza Ranuccio II Farnese versò 124.714 ducatoni al principe Doria Landi per l'acquisto dei feudi.[14].

I Landi rimasero proprietari del castello di Rivalta (tramite il ramo Zanardi Landi dal XIX secolo) e di quello di Caselle Landi come residenze di famiglia.

Sovrani dello Stato Landi (1312-1682)[15]

Titolo Nome Periodo Consorte e note
SignoreUbertino I Landi1312 - 1314Caterina Beccaria;
signore di Bardi, Borgotaro e Compiano
SignoreManfredo I1314 - 1341Sofia Landi
SignoreUbertino II1341 - 1405Beatrice Landi
ConteGalvano1405 - 1429Costanza Zanardi Landi, Margherita Malaspina;
primo conte di Bardi, investito da Filippo Maria Visconti;
1429-1448, confisca dei feudi da parte dei duchi di Milano
ConteManfredo II1448 - 1488Margherita Anguissola, Antonia Fieschi;
primo conte di Borgotaro
ConteFederico (I)1488 - 1516Caterina Pallavicino;
governò con i fratelli Pompeo e Corrado
ConteClaudio (I)1516 - 1536Beatrice Pallavicino, Eleonora Pico di Concordia
Marchese
Principe
Agostino I1536 - 1555Giulia Landi, signora di Compiano;
primo principe di Borgotaro e del S. R. I., primo marchese di Bardi
PrincipeManfredo I1555 - 1563Giovanna Fernández de Cordoba y Aragon;
primo conte di Compiano e barone della Pieve
PrincipeClaudio (II)1563 - 1589Giovanna Fernández de Cordoba y Aragon
PrincipeFederico (II)1589 - 1661Placidia Spinola
PrincipessaMaria Polissena1661 - 1679Giovanni Andrea II Doria, principe di Melfi;
ultima dei Landi
PrincipeGiovanni Andrea (III) Doria Landi1679 - 1682Anna Pamphili;
nipote di Maria Polissena, vendette i feudi della nonna ai Farnese

Galleria d'immagini

Note

  1. ↑ Pongini, p. 42
  2. ↑ Pongini, p. 44.
  3. ↑ Pongini, p. 45.
  4. ↑ Cremonesi, p. 12.
  5. ↑ Cremonesi, p. 13.
  6. ↑ Giovanni Anguissola era fratello di Caterina Anguissola, moglie di Aloisio Gonzaga.
  7. ↑ Marocchi, p. 177.
  8. ↑ Pongini, p. 29.
  9. ↑ De Rosa, La congiura di Claudio Landi contro i Farnese e i suoi riflessi sulla questione di Borgo Val di Taro, in Bollettino storico piacentino, XCVII (2002)
  10. ↑ Pigorini, p. 10
  11. ↑ Samorè, p. 3.
  12. ↑ De Rosa, pp. 68-70.
  13. ↑ De Rosa, p. 90.
  14. ↑ De Rosa, p. 101.
  15. ↑ De Rosa, p. 274.

Bibliografia

  • Luigi Pigorini, Memorie storico-numismatiche di Borgotaro, Bardi e Compiano, Parma, Grazioli, 1863.
  • Giovanni Pongini, Storia di Bardi e della Valceno, Parma, Palatina, 1975.
  • Alessandra Cremonesi, Bardi e i Landi, Bardi, Centro Studi Val Ceno, 1980.
  • Antonio Samorè, Lo Stato Landi, Città del Vaticano, Archivio Vaticano, 1983.
  • Piero Rizzi Bianchi, "Eccellentissimo Principe". Documenti storici dello Stato Landi (1578-1630) nell'Archivio Cantù di Compiano. Saggio storico, saggio archivistico e lettura critica di cento pezzi documentari, Compiano, A. Faganello & Amministrazione Comunale, 1999.
  • Marco Horak, Gli Stati indipendenti nel Ducato all'epoca di Pier Luigi Farnese: Stato Landi e Stato Pallavicino, in "La congiura Farnesiana dopo 460 anni, una rivolta contro lo Stato nuovo", Piacenza, 2008.
  • Riccardo De Rosa, Lo Stato Landi (1257-1682), Piacenza, TIP.LE.CO., 2009.
  • Riccardo De Rosa, Un principe, uno stato: vita di Federico Landi, Bardi, Centro Studi Val Ceno, 2015.

Voci correlate

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