Stefano Fenaroli
Stefano Fenaroli (Tavernola Bergamasca, 22 aprile 1811 – Brescia, 28 agosto 1883) è stato un presbitero e storico dell'arte italiano studioso della cultura e storia artistica bresciana.
Biografia
Ordinato sacerdote nel 1834, fu incaricato della direzione e dell'amministrazione del Pio ricovero dei figli poveri e abbandonati istituito a Tavernola Bergamasca da Bonomo Cacciamatta di Iseo. Nello stesso paese provvide inoltre al riordino dell'ospizio femminile, affidandolo alle Figlie della Carità Canossiane, e si occupò della formazione professionale dei giovani presso l'Istituto Pavoni di Brescia e l'Istituto agrario Valsecchi di Martinengo.[1]
Trasferitosi a Brescia, svolse il ministero di confessore presso il santuario di Santa Maria delle Grazie. Parallelamente coltivò interessi artistici, dedicandosi al disegno, alla miniatura, alla plastica, all'intaglio del legno e alla lavorazione dell'avorio. Furono particolarmente apprezzati i suoi ritratti in miniatura e in avorio di personalità quali Pietro Zambelli, Ippolito Fenaroli, Camillo Ugoni, Giuseppe Nicolini, Giuseppe Saleri, Paolina Tosio e Teresa Eustochio Verzeri.[1]
Partecipò inoltre alle esposizioni dell'Ateneo di Brescia, presentando opere di scultura e bassorilievo, tra cui una Deposizione di Croce nel 1842 e numerosi ritratti eseguiti in diversi materiali negli anni successivi. Fu anche autore di una copia in aureografia su vetro della croce di Galla Placidia, conservata nel Museo cristiano di Brescia.[1]
Fu maestro del pittore Francesco Filippini e dedicò gran parte della propria attività agli studi storico-artistici. Tra i suoi contributi più significativi figurano le ricerche documentarie che permisero di individuare le polizze d'estimo del Moretto, di Gasparo da Salò e di Giovanni Paolo Maggini, nonché la rivalutazione delle origini bresciane di Vincenzo Foppa e del Romanino, in contrasto con le tesi sostenute da Joseph Archer Crowe e Giovanni Battista Cavalcaselle. Alla sua morte lasciò i propri manoscritti a monsignor Luigi Fè d'Ostiani.[1]
Opere
Tra le sue pubblicazioni si ricordano:
- Alessandro Bonvicino soprannominato il Moretto, pittore bresciano (1875);
- Sulla vita del Romanino, pittore bresciano;
- Dizionario degli artisti bresciani (1877);
- Brevi cenni sul Santuario delle Grazie (1877);
- Alcune parole su Girolamo Romano, pittore bresciano (1877).
Nei Commentari dell'Ateneo di Brescia pubblicò inoltre studi dedicati a Vincenzo Foppa, al Moretto, all'oreficeria bresciana del XVI secolo e al monastero di Rodengo. Lasciò inediti L'arte dell'intaglio a Brescia e Escursioni artistiche nella provincia di Brescia, dedicato alle opere d'arte della Franciacorta.[1]
Note
Bibliografia
- Stefano Fenaroli, Dizionario degli artisti bresciani, Brescia, 1877.
Collegamenti esterni
- FENAROLI Stefano, su enciclopediabresciana.it. URL consultato il 4 giugno 2026.