Storia globale

La storia globale è un campo storiografico che analizza eventi, fenomeni e processi storici su scala mondiale. Questo approccio supera i confini tradizionali della storiografia nazionale, cercando di comprendere le interconnessioni e le influenze reciproche tra diverse regioni del mondo. La disciplina è emersa nel tardo XX secolo come risposta alla crescente globalizzazione e alla necessità di riconsiderare i paradigmi storici tradizionali. Essa pone al centro dello studio temi come le migrazioni, il commercio, la diffusione di idee e tecnologie, e l’impatto ambientale su scala planetaria. La storia globale è complementare ad altri approcci di studio, quali la storia universale, la storia ambientale e la storia comparata che pure tendono a superare l'ottica nazionale tradizionale della storiografia.
Origini e sviluppo
Gli storici del mondo hanno sempre cercato di formulare grandi idee sintetiche sulla storia dell'umanità, come dimostrano figure di diverse epoche: da Ssu-Ma-Chien e Ibn Khaldun, a Marx e Weber. La storia globale si è sviluppata come disciplina distinta a partire dagli anni '80, influenzata da correnti come la storia sociale, la storia comparata e gli studi postcoloniali.[1]
Tra i precursori vi sono studiosi come William McNeill, autore di The Rise of the West (1963), che analizzò le interazioni tra civiltà nel lungo periodo.[2] McNeil rifletté alcune influenze degli storici Oswald Spengler e Arnold Toynbee, che avevano studiato le civilizzazioni in modo comparato e proposto cicli di crescita e declino. Da Spengler, McNeill riprese l’idea delle civiltà come unità fondamentali dell’analisi storica e la prospettiva macro-storica su vasta scala. Tuttavia, McNeill rifiutò la visione deterministica e ciclica di Spengler, preferendo un modello più aperto e dinamico che privilegia le interazioni tra civiltà come motori principali del cambiamento storico. Criticò anche la tendenza di Spengler a trattare la storia in modo fatalistico, sottolineando invece il ruolo della diffusione culturale e degli scambi materiali. Arnold Toynbee influenzò profondamente McNeill con il suo approccio comparativo alle civiltà e la concettualizzazione delle risposte alle sfide ambientali e sociali. McNeill criticò Toynbee per il moralismo e il teleologismo impliciti nelle sue teorie. McNeill enfatizzò invece le reti di interconnessione – commercio, migrazioni e tecnologia – che superavano i confini culturali e geografici. In questo modo, sviluppò un modello più empirico e materialistico che metteva al centro la cooperazione e il conflitto tra civiltà.[3]
Successivamente, l’opera di Immanuel Wallerstein, The Modern World-System (1974), contribuì a stabilire un quadro teorico basato sull’interdipendenza economica e culturale delle società mondiali.[4] La teoria dei sistemi-mondo emerse come critica alle narrazioni storiche nazionali e eurocentriche, ponendo al centro i processi globali e le interazioni sistemiche.
Parallelamente, critiche significative alla storiografia precedente provenivano dagli studi regionali, dai movimenti postcoloniali e dalla teoria della dipendenza, che attribuivano povertà e arretratezza non a tradizioni locali ma all'integrazione nel capitalismo globale. La microstoria e la storia delle mentalità introdussero prospettive individuali e collettive sfidando le narrazioni macro-storiche precedenti. Gli studi di genere e la svolta linguistica hanno esaminato il ruolo delle identità e dei linguaggi nella costruzione della storia. Gli studi subalterni, nati in India, approfondiscono le storie delle classi marginalizzate, e le critiche postcoloniali hanno messo in discussione l’eurocentrismo e le narrative della missione civilizzatrice occidentale. Questi approcci hanno ampliato la storiografia globale, evidenziando connessioni, interazioni e disuguaglianze storiche.[5]
Alla fine del XX secolo, la storia globale, arricchendosi di queste prospettive, divenne più diversificata, ponendo enfasi su connessioni e integrazioni globali, e cercando di superare idee come civiltà discrete, diffusione europea e narrazioni teleologiche.[5]
Oggetto di studio e temi
La storia globale può essere classificata in tre approcci principali:[5]
- Storia di tutto: Questo approccio analizza eventi e fenomeni su scala planetaria, cercando una visione completa del passato. Include studi ampi come la "big history", che copre periodi enormi, o storie specifiche su temi come imperi, migrazioni, prodotti commerciali e idee. Questo modello adotta una prospettiva inclusiva, considerando ogni evento potenzialmente rilevante per la storia globale.
- Storia delle connessioni: Si concentra sugli scambi e le interazioni tra società, evidenziando come nessuna civiltà esista in isolamento. Analizza mobilità, commercio, idee e legami diplomatici attraverso reti che vanno da contesti locali a globali. Questo approccio corregge i limiti delle storie che si fermano ai confini nazionali o civili.
- Storia dell'integrazione: Si focalizza su schemi di scambio regolari e duraturi che hanno profondamente influenzato le società. Considera i processi globali che hanno plasmato eventi locali e sistemi mondiali, come capitalismo e imperialismo. Questo approccio contestualizza casi specifici nel più ampio ordine globale, come le trasformazioni storiche condivise da Francia, Giappone e Stati Uniti nel XIX secolo.
Queste tre prospettive cercano di comprendere il passato in modo più completo, superando prospettive isolate favorendo un quadro interconnesso e globale.[5]
Temi molto studiati sono il colonialismo, la schiavitù, la globalizzazione economica e culturale, nonché la diffusione delle epidemie. Ad esempio, Christopher Bayly studiò l'espansione europea dal XV secolo in poi non solo in termini di conquista, ma anche attraverso le reti di scambio e le interazioni culturali con le popolazioni locali. Bayly mostrò un mondo più precocemente globalizzato di quanto comunemente si creda, evidenziando gli effetti a catena di crisi come le rivoluzioni europee e la Guerra Civile americana. Esaminando temi chiave del XIX secolo, come l'industrializzazione e il liberalismo, dimostrò legami tra Asia, Africa e Sud America all'intero contesto mondiale, superando i tradizionali approcci regionali e nazionali.[6]
Negli ultimi anni il rapporto tra storia africana e World History, inizialmente freddo, si è spostato verso un rapporto di impegno e sintesi. Reynolds (2007) indaga il rapporto tra le storie africane e le storie mondiali, ponendo l'accento sulle tensioni tra i paradigmi delle scuole di studio e il crescente interesse per la World History nel porre come oggetto di studio le connessioni e lo scambio oltre i confini regionali. Uno studio più minuzioso sui recenti dibattiti a proposito dei meriti di questi scambi è tuttora in corso. Reynolds vede nel rapporto tra World History e africanistica una misura della natura mutevole della ricerca storica nel secolo scorso.[7]
Approccio e metodi
La metodologia della storia globale si distingue per il suo approccio transnazionale e comparativo. Gli storici globali utilizzano fonti provenienti da più aree geografiche e periodi storici per individuare connessioni e influenze reciproche. Questo richiede un approccio interdisciplinare, che integra storia economica, antropologia, studi culturali e persino scienze naturali per analizzare fenomeni come il cambiamento climatico storico.
La storia globale nasce dalla necessità di superare i limiti dei metodi storici tradizionali, non più adeguati a spiegare un mondo sempre più interconnesso e globalizzato. Le discipline accademiche, sviluppatesi nell’Europa del XIX secolo, soffrono di due limiti principali: il legame con il nazionalismo, che vede lo Stato-nazione come unità fondamentale di analisi, e un forte eurocentrismo, che presenta l’esperienza europea come modello universale per tutte le società.[5]
La storia globale cerca di superare queste limitazioni, proponendo un approccio inclusivo che studia fenomeni transnazionali come migrazioni, colonialismo e scambi globali. Questo approccio sfida la tradizionale compartimentazione tra storia nazionale e mondiale e promuove una visione più ampia e integrata, volta a comprendere le connessioni e le interazioni che hanno plasmato il mondo moderno. Tuttavia, non si propone come un metodo unico o superiore, ma come uno strumento utile per affrontare specifici temi legati alla mobilità, agli scambi e ai processi globali.[5]
La storia globale può essere definita come un'analisi storica che colloca fenomeni, eventi e processi in un contesto globale. Tuttavia, esistono molteplici approcci simili, come la storia comparativa, transnazionale, mondiale, "big history" e gli studi postcoloniali, che condividono l’obiettivo di analizzare le connessioni storiche. Questi paradigmi spesso si sovrappongono, rendendo difficile distinguere cosa renda unica la storia globale. Il termine è usato in modi diversi nella letteratura, riflettendo sia il suo fascino che la sua mancanza di specificità metodologica.[5]
Rilevanza attuale
Oggi la storia globale si sta affermando come un movimento con riviste, conferenze internazionali e una crescente comunità di studiosi. Questo boom ricorda il XIX secolo, quando la storia nazionale, e soprattutto la storia politica, dominava la storiografia ed era fortemente influenzata dal contesto politico e culturale, con storici spesso coinvolti nel progetto di costruire l'identità nazionale. I governi e i politici europei promuovevano la creazione di un passato glorioso che unificasse i cittadini attorno a un'identità collettiva, celebrando l’orgoglio nazionale attraverso monografie, manuali e riviste storiche. Tuttavia, gli storici, con l’avanzare della professionalizzazione, adottarono approcci scientifici e metodologici più rigorosi e si allontanarono col tempo da visioni idealizzate della storia. Questo processo portò alla nascita di una storia più obiettiva, anche se inizialmente modellata da fini nazionalistici.[1]
Allo stesso modo, in un mondo globalizzato, la storia globale oggi si afferma come una disciplina autonoma, con caratteristiche proprie. Il boom della storia globale è legato all’interesse per i processi globali dopo la Guerra Fredda e l’11 settembre 2001, che ha spinto a studiare le origini della globalizzazione. In paesi con società di immigrati, come gli Stati Uniti, è nata la necessità di una storia più inclusiva, superando le narrazioni nazionali tradizionali. Anche la rivoluzione digitale degli anni '90 ha trasformato la storia, facilitando gli scambi internazionali tra storici e portando nuove prospettive grazie alla diversità di voci.[5] La sfida per la storia globale è quella di superare pregiudizi eurocentrici o visioni semplificate.[1]
Critiche
Nonostante la sua diffusione, la storia globale è stata criticata per il rischio di semplificare eccessivamente i fenomeni storici o di trascurare le specificità locali. La storia globale amplia la comprensione delle connessioni storiche, ma rischia di trascurare le azioni locali, le disuguaglianze di potere e la complessità del passato. Privilegiando la mobilità e le connessioni, può appiattire la narrazione storica, ignorando il ruolo di conflitti, i fenomeni di sfruttamento, la dimensione politica e le condizioni umane più statiche e meno prone a globalizzarsi e connettersi.[5]
Organizzazione
L'avvento della World History come nuovo metodo accademico di studio della storia viene fatto risalire al 1980[8], anno in cui venne annunciata la creazione dell'associazione omonima e vennero inaugurati corsi in svariate università. Durante i decenni successivi le pubblicazioni scientifiche, le organizzazioni professionali e accademiche e i corsi dedicati hanno proliferato in tutto il mondo, sebbene sia prevalentemente una scuola di studio statunitense.[9] L'associazione omonima pubblica trimestralmente il Journal of World History[10] e promuove il gruppo di discussione[11], che funge da rete di comunicazione tra i professionisti che si occupano di quest'approccio, con discussioni tra studiosi, e comprende annunci, piani di studio, bibliografie e recensioni.
La società internazionale per lo studio comparativo delle società[12] aiuta e approfondisce la World History dal punto di vista della comparazione delle società del mondo. È nata nel 1961 a Salisburgo anche grazie alla partecipazione di nomi quali Othmar Anderlie, Pitirim Sorokin, e Arnold Toynbee: si tratta di un'associazione internazionale che pubblica la rivista "Comparative Civilization Review" e ospita annualmente un incontro in una città del mondo.
Insegnamento
Stati Uniti
Negli Stati Uniti, la World History ha sostituito i corsi di civiltà occidentale ed è oramai ampiamente insegnata nella maggior parte delle università statunitensi.[13]
Italia
In Italia a partire dall'anno accademico 2019-2020 è stato istituito un corso ordinario, destinato agli studenti neodiplomati, nonché corso di dottorato, dedicato interamente alla storia globale, intitolato "Global History and Governance" presso la Scuola Superiore Meridionale [14] di Napoli. Insegnamenti di World History (da vari cfu) sono ormai inseriti nella maggior parte dei corsi di laurea dedicati allo studio della Storia e delle scienze politiche e sociali.
Storici celebri
- Immanuel Wallerstein
- Christopher Bayly
- Philip D. Curtin
- William McGaughey
- William H. McNeill
- McNeill, Robert, e William H. McNeill
- Patrick Manning
- Carroll Quigley
- Peter Stearns
- Sebastian Conrad
Note
- 1 2 3 Jarrick, Arne, Janken Myrdal, and Maria Wallenberg Bondesson. "Globalization and world history." In Jarrick, Janken e Wallenberg Bondesson, 2016.
- ↑ William Hardy McNeill, The rise of the West: a history of the human community, collana A Phoenix book, 7. impr, Univ. of Chicago Press, 1963, ISBN 978-0-226-56142-4.
- ↑ Paul Costello, William McNeill's Ecological Mythhistory: Toward an Ambiguous Future, in Historical Reflections / Réflexions Historiques, vol. 18, n. 1, 1992, pp. 99-119. URL consultato il 1º dicembre 2024.
- ↑ Immanuel Wallerstein, The Modern World-System I: Capitalist Agriculture and the Origins of the European World-Economy in the Sixteenth Century, University of California Press, 2011, ISBN 978-0-520-94857-0.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Conrad, 2016.
- ↑ Christopher Alan Bayly, The birth of the modern world: 1780 - 1914 ; global connections and comparisons, collana The Blackwell history of the world, 15. [Dr.], Blackwell, 2009, ISBN 978-0-631-23616-0.
- ↑ Jonathan T. Reynolds, "Africa and World History: from Antipathy to Synergy." History Compass 2007 5(6): 1998–2013. ISSN 1478-0542 Fulltext: [1. History Compass]
- ↑ Peter Gran, The Rise of the Rich: A New View of Modern World History, Syracuse University Press, 28 febbraio 2009, pp. XVI, ISBN 978-0-8156-3171-2. URL consultato il 25 maggio 2012.
- ↑ World History Association - Mission (archiviato dall'url originale il 20 agosto 2012).
- ↑ see JWH Website. URL consultato il 5 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 12 maggio 2008).
- ↑ see H-World.
- ↑ Sito della società internazionale per lo studio comparativo delle società, su wmich.edu. URL consultato il 9 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 14 giugno 2015).
- ↑ Patrick Manning, Navigating World History: Historians Create a Global Past (2003); Ross E. Dunn, ed., The New World History: A Teacher's Companion. (2000).
- ↑ Archiviato il 12 gennaio 2021 in Internet Archive.
Bibliografia
- Sebastian Conrad, What is global history?, Princeton University Press, 2016, ISBN 978-0-691-15525-8, OCLC 919479523.
- Arne Jarrick e Maria Wallenberg Bondesson, Methods in world history: a critical approach, collana Kriterium, Nordic Academic Press, 2016, ISBN 978-91-87675-58-4.
- A History of the World; Andrew Marr; London, 2012.
- World History. Le nuove rotte della storia; Meriggi Marco, Laura Di Fiore; 2011.
- Storia della globalizzazione; J. Osterhammel, N.P. Peterson; Il mulino, 2005
- Storia globale. Un'introduzione;Sebastian Conrad; Carocci, Roma 2015
- La nascita del mondo moderno, 1780-1914, C.A. Bayly; Torino, Einaudi 2007
- Remaking the Modern World, 1900 - 2015: Global Connections and Comparisons, C.A. Bayly; John Wiley and Sons Ltd, 2018
- Relazioni globali nell’età moderna, 1400-1800, Charles H. Parker; Il Mulino, 2012
- La grande divergenza. La Cina, l’Europa e la nascita dell’economia mondiale moderna, Kenneth Pomeranz; Il Mulino, 2012
- After Tamerlane: The Rise and Fall of Global Empires 1400-2000; John Darwin, Penguin, 2008
Voci correlate
Collegamenti esterni
- World History Association, su thewha.org.
- Bridging World History, su learner.org. URL consultato il 9 novembre 2012 (archiviato dall'url originale l'11 ottobre 2008).
- The Changing Shape of World History. URL consultato il 23 giugno 2020 (archiviato dall'url originale il 4 febbraio 2016)., William H. McNeill, Paper presentato all'History and Theory World History Conference, 25-26 marzo, 1994
- World History For Us All. URL consultato il 23 settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 14 novembre 2016). – (Christian) Modello per curricul sulla World History
- Student Handouts, Inc.. Lezioni, fogli di lavoro e dispense gratuite di world history
- World History Matters, su chnm.gmu.edu.
- H-World. La lista di discussione di H-World
- The TimeMap of World History. - World History Atlas
- HistoryWorld, su historyworld.net.
- (EN) World History Encyclopedia, su worldhistory.org.
- CLIOH-WORLD. CLIOH-WORLD: Rete Erasmus europea per la ricerca, l'insegnamento e l'apprendimento della World History.
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