Studio fotografico

Lo studio fotografico è sia un luogo fisico appositamente adibito alla cattura ragionata di fotografie[1], sia un tipo di azienda e di business.
Storia
Dopo la nascita ufficiale della fotografia nel 1839 e soprattutto dopo lo sviluppo della calotipia (il primo processo fotografico che utilizzava i negativi per una più facile riproduzione delle copie di una fotografia) poco tempo dopo, rapidamente si svilupparono molti studi fotografici professionali, spaziando dalla ritrattistica e la fotografia artistica fino alla fotografia erotica: grazie a quest'ultima in particolare nella sola Parigi gli studi fotografici passarono da appena 13 nel 1848 a circa 400 nel 1871[2] e studi come quello di Nadar e di Pierre-Louis Pierson divennero anche dei veri e propri circoli culturali; anche nel Regno Unito furono fondati più di un migliaio di studi fotografici nell'Ottocento[3]. Gli studi fotografici poco a poco soppiantarono ciò che gli Atelier furono nell'ambito della pittura e delle altre arti figurative.
Nel corso della storia sono stati molti gli studi fotografici ad aver avuto molto successo e ad imporsi sugli altri, gestendo un giro d'affari anche enorme: nella Germania nazista lo studio di Heinrich Hoffmann, di fatto il solo a detenere i diritti di rappresentazione su Adolf Hitler, arrivò nel 1943 a generare oltre 15 milioni di reichsmark di introiti annuali.[4]
Nel Novecento si è sviluppato anche il concetto di agenzia fotografica, capace di riunire assieme più fotografi o studi fotografici per una migliore coordinazione, gestione dei diritti d'autore e una generazione ottimizzata dei guadagni: un esempio è l'agenzia ANEFO olandese.
Descrizione
A differenza di sessioni fotografiche "en plein air", in uno studio fotografico il fotografo ha a disposizione molta più strumentazione, come ad esempio degli interi banchi ottici, e anche la luce può essere usata in una maniera molto più personalizzata per illuminare il soggetto, grazie all'uso esteso di fari, riflettori, ellissoidi, flash e altro ancora. La centralizzazione dell'intero processo fotografico (dalla preparazione della scena e della posa del soggetto agli scatti, fino alla post-produzione) permette inoltre una notevole accelerazione del raggiungimento del risultato voluto.
Galleria
Scherzo di Follia (1863 ca.), di Pierre-Louis Pierson e raffigurante la Contessa di Castiglione, è uno dei primi esempi degni di nota di fotografia artistica scattati in uno studio fotografico.
Nadar nel suo famoso studio fotografico in un autoritratto su un cesto da mongolfiera (1865 ca.).
Un photo shoot (sessione fotografica) di un soggetto per la produzione di fotografia glamour negli anni '40.
Tipica foto artistica moderna scattata in uno studio fotografico (si noti anche la disposizione del telo in modo da generare un infinity cove, ovvero uno spazio senza bordi che simula uno sfondo che si estende all'infinito). (archivio Fortepan)
Un tipico green screen usato per il chroma key.
Un tipico riflettore a ombrello per la diffusione uniforme della luce sul soggetto.
Uno studio fotografico specializzato nella digitalizzazione e cattura di documenti e piccoli oggetti antichi.
Foto artistica in cui si utilizza la tecnica del controluce e della silhouette per mettere in risalto le forme del soggetto.
Note
- ↑ Fotogràfico, su Treccani. URL consultato il 17 maggio 2026.«Studio f.»
- ↑ (EN) McCauley, Elizabeth Anne, Industrial Madness: Commercial Photography in Paris, 1848–1871, 23 marzo 1994. URL consultato il 17 maggio 2026 (archiviato dall'url originale l'11 agosto 2025).
- ↑ (EN) Surviving Victorian photographic studios, su THE PETWORTH PENTHOUSE. URL consultato il 17 maggio 2026.
- ↑ (DE) Heinrich Hoffmann. Verlag nationalsozialistischer Bilder, su www.historisches-lexikon-bayerns.de. URL consultato il 17 maggio 2026.
Voci correlate
- Storia della fotografia
- Storia della fotografia erotica
- Fotografia glamour
- Atelier
- Agenzia fotografica
Studi fotografici
| Controllo di autorità | LCCN (EN) sh85101258 · GND (DE) 4003354-5 · J9U (EN, HE) 987007543499105171 |
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