Suzanne Duchamp

Suzanne Duchamp (al centro) con Louise Norton-Varèse ed Edgard Varèse (sulla sinistra), suo marito Jean Crotti e Mary Reynolds (sulla destra)

Suzanne Duchamp (Blainville-Crevon, 20 ottobre 1889 – Neuilly-sur-Seine, 11 settembre 1963) è stata un'artista francese del movimento dadaista. La sua opera è stata significativa per lo sviluppo del dadaismo parigino e del modernismo, e i suoi disegni e collage esplorano dinamiche di genere.[1] Poiché era una donna nel movimento dadaista, dominato dagli uomini, raramente veniva considerata un'artista a pieno titolo. Era costantemente messa in ombra dai suoi più famosi fratelli maggiori, anch'essi artisti, o veniva spesso ridotta a essere descritta semplicemente come "la moglie" del collega artista Jean Crotti. La sua opera pittorica si rivela di grande influenza per il panorama dadaista parigino e per gli interessi delle donne nel dadaismo. Ha svolto un ruolo importante come artista d'avanguardia, lavorando per cinque decenni, durante un periodo turbolento di grandi cambiamenti sociali. Ha usato il proprio lavoro per esprimersi argomenti quali le preoccupazioni personali sulla società moderna, il suo ruolo di artista donna moderna e gli effetti della prima guerra mondiale. Il suo lavoro spesso intreccia pittura, collage e linguaggio in modi complessi.[2]

Biografia

Duchamp nacque a Blainville-Crevon, nella Senna marittima, in Alta Normandia, vicino a Rouen. Era la quarta di sei figli nati nella famiglia di artisti di Justin Isidore (Eugène) Duchamp (1848–1925) e Marie Caroline Lucie Duchamp (nata Nicolle) (1860–1925), figlia del pittore e incisore Émile Frédéric Nicolle.

Fu la sorella minore del pittore e incisore Jacques Villon (nato Émile Méry Frédéric Gaston Duchamp), dello scultore Raymond Duchamp-Villon e dell'artista Marcel Duchamp. Era la più vicina a Marcel Duchamp per età e temperamento, con il quale strinse e mantenne un legame profondo e un forte attaccamento emotivo per tutta la vita. Alcuni studiosi, come Arturo Schwarz, hanno ipotizzato una possibile relazione incestuosa tra i due, sebbene tale ipotesi fosse influenzata dalla corrente di pensiero freudiana dell'epoca.

Iniziò i suoi studi di pittura all'École des beaux-arts di Rouen, all'età di sedici anni, nel 1905. Le sue prime opere riflettevano stili che spaziavano dall'intimismo e dal fauvismo all'impressionismo e a un cubismo conservatore, raffigurando spesso scene di vita familiare e infantile nei dintorni di Rouen. Dal 1909 al 1910, Marcel e Suzanne parteciparono insieme alle attività della Société Normande de Peinture Moderne, un gruppo di artisti con sede a Rouen. Attraverso questo gruppo, entrò in contatto con le tendenze d'avanguardia. A 21 anni, nel 1911, sposò un farmacista locale di nome Charles Desmares, ma presto divorziò, trasferendosi a Parigi per prestare servizio come infermiera durante la prima guerra mondiale, vivendo nell'appartamento di Marcel in rue la Condamine. Lavorò presso l'Hôtel des Invalides, uno dei più grandi ospedali militari francesi. Durante questo periodo, continuò a lavorare come artista, affermandosi nel quartiere parigino di Montparnasse e chiedendo spesso a Marcel pareri e consigli.

Carriera

Alla fine del 1915, Suzanne andò a sgomberare lo studio di Marcel a Parigi e venne così a conoscenza dei suoi ready-made. Tra il 1916 e il 1921 produsse un corpus significativo di opere in un linguaggio formale che è stato definito "meccanomorfo": immagini tratte da oggetti meccanici o tecnologici comuni, disposti in modo da descrivere o inferire l'azione, il desiderio o il comportamento umano. L'opera di Francis Picabia è emblematica della tendenza meccanomorfica.[1] In una lettera a lei indirizzata, scritta nel gennaio del 1916, Marcel elaborò il suo concetto di ready-made e menzionò la Ruota di bicicletta e il Portabottiglie, che avrebbe potuto trovare nello studio. Le chiese di completarne uno aggiungendo l'iscrizione "d'après Marcel Duchamp", ossia "dopo Marcel Duchamp". Questa collaborazione con Marcel dimostrò la sua fiducia in Suzanne e nella sua apertura verso una produzione artistica radicale.

Nel 1916, Suzanne incontrò Jean Crotti, un artista che lavorava nello stesso studio di Marcel. Fu in questo periodo che si verificò la sua prima ondata di attività, durante la quale realizzò alcune delle sue opere migliori. Produsse Un et une menacés, ("Un uomo e una donna minacciati"), che fa riferimento al simbolismo meccanico e a parti di macchine reali, il che la rende fortemente influenzata dal movimento dadaista. Una delle sue opere più notevoli è Multiplication Brisée et Rétablié, completata nel 1919. La composizione contiene immagini dadaiste con oggetti artificiali come una torre e un paesaggio urbano. Si ritiene inoltre che quest'opera derivi direttamente dalla sua esperienza personale piuttosto che essere una dura critica delle norme culturali.[3]

Finita la guerra, Suzanne e Jean si sposarono a Parigi nel 1919. Come regalo di nozze, Marcel inviò loro le istruzioni per un ready-made che consisteva nell'appendere un libro di testo di geometria sul portico e lasciare che il vento e la pioggia lo facessero a pezzi gradualmente.

In quel periodo, il dadaismo stava guadagnando terreno a Parigi grazie a figure come Tristan Tzara. Jean e Suzanne non vi furono molto coinvolti fino al 1921, ma entrambi esposero tre opere al prestigioso Salon des Indèpendants, accanto ad artisti come Francis Picabia. L'arte in primo piano era quella del provocatorio stile meccanomorfo. In seguito, Suzanne continuò a lavorare alla sua opera dadaista, creando dipinti più delicati ad acquerello o guazzo. Uno di questi dipinti è Readymade maleureux ("Readymade infelice") che raffigura il libro di geometria che aveva ricevuto in regalo da lui. Curiosamente, Suzanne capovolse il dipinto in modo che fosse presentato a testa in giù.

Completata nel 1920, la sua opera Ariette d'oubli de la chapelle étourdieè considerata l'opera dadaista più forte che abbia creato, con iscrizioni apparentemente prive di senso e immagini meccaniche. Tuttavia, proprio come per la "Moltiplicazione", l'ispirazione per quest'opera è emersa dalla devozione che provava nella sua relazione. Questa prospettiva personale è in contrasto con il sentimento dadaista di criticare le convenzioni sociali e minare la cultura.[3]

Nel 1921, Duchamp e Crotti firmarono, insieme ad altri 20 artisti, il Dada souléve tout, un manifesto creato da Tristan Tzara per redarguire il futurista italiano Marinetti, sempre più incline al fascismo. Nell'aprile del 1921, espose con Crotti alla mostra Tabu al Salon d'Autonme (presso la Galerie Montaigne di Parigi); questo avvenne poche settimane prima del Dada Salon nella stessa sede.[4] Negli anni successivi, Duchamp e Crotti si allontanarono ulteriormente dal dadaismo, chiamando le loro opere "Tabu". Le opere Tabu erano più geometriche e astratte, alla ricerca di certi tropi universali, ma rivelavano comunque un linguaggio simbolico altamente personalizzato. Le opere Tabu attingevano a una serie di temi domestici o quotidiani, semplificati e combinati in modi spesso sorprendenti. Queste opere non ottennero mai il plauso delle precedenti opere meccanomorfe di Duchamp e non sono ampiamente discusse nella letteratura sull'artista.[1]

Ultimi anni di vita

Lapide di famiglia

Per tutta la vita, Suzanne continuò a partecipare a mostre, come Femmes Peintures Français alla Galerie Barbazanges, organizzata da artiste che desideravano ottenere riconoscimento nel mondo dell'arte. Espose anche insieme a Marie Laurencin alla mostra Les Femmes Artistes d'Europe al Musée du Jeu de Paume nel 1937.

Nel 1945, dopo la guerra, Suzanne Duchamp divenne membro dell'Union des Femmes Peintres et Sculpteurs ed espose periodicamente paesaggi, ritratti e nature morte floreali nei suoi saloni.

Nel 1967, a Rouen, in Francia, suo fratello Marcel contribuì a organizzare una mostra intitolata Les Duchamp: Jacques Villon, Raymond Duchamp-Villon, Marcel Duchamp, Suzanne Duchamp. Parte di questa mostra di famiglia fu poi esposta al Musée national d'art moderne di Parigi.

Morì a Neuilly-sur-Seine (Seine-Saint-Denis), in Francia, nel 1963, a meno di un mese dalla diagnosi di un tumore al cervello.

Note

  1. 1 2 3 (EN) Marsha Meskimmon, Duchamp, Suzanne | Grove Art, su Oxford Art Online, 2017, DOI:10.1093/gao/9781884446054.article.T2021611, ISBN 978-1-884446-05-4. URL consultato il 10 marzo 2020.
  2. ↑ (EN) Broken and Restored Multiplication, su The Art Institute of Chicago. URL consultato il 10 marzo 2020.
  3. 1 2 (EN) William A Camfield, Jean Crotti e Suzanne Duchamp, Tabu dada - Jean Crotti & Suzanne Duchamp, 1915-1922, Stämpfli, 1º gennaio 1983, OCLC 884080729.
  4. ↑ (EN) Marc Dachy, The Dada movement, 1915-1923, Skira; Rizzoli, 1º gennaio 1990, ISBN 0847811107, OCLC 20593701.

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

  • (EN) Suzanne Duchamp, su jacquesvillon.info (archiviato dall'url originale il 29 aprile 2004).
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