Sylvani Merilion

Sylvani Merilion, nata Smith (Newcastle upon Tyne, 4 ottobre 1936 – 31 marzo 2019), è stata un'artista, pittrice, disegnatrice ed ex insegnante d’arte inglese; nel 1964 fu una delle quattro socie fondatrici della Ikon Gallery di Birmingham[1].

Biografia

Merilion nacque a Newcastle upon Tyne e studiò al King's College di Newcastle e all'Università di Durham. Suo padre aveva sempre desiderato un figlio maschio, e lei ricordava di essere stata cresciuta come un ragazzo: «Oltre a incoraggiare il mio interesse per il calcio, mi comprava The Boys' Book of Space e il fumetto Eagle (con protagonista Dan Dare)».[2]

Tra il 1958 e il 1960 lavorò nello studio di Vanessa Bell e Duncan Grant nel Sussex, realizzando opere in ceramica insieme a Quentin Bell. Nel 1960 si trasferì a Birmingham e insegnò fino al 1991 alla Birmingham School of Art (dal 1971 Facoltà di Arte del Politecnico di Birmingham), dove conobbe Trevor Denning, Jesse Bruton e David Prentice. Nel 1961 le sue opere furono esposte al Birmingham Museum and Art Gallery e nella mostra Four Letter Art presso la Royal Birmingham Society of Artists.[3]

Le opere della Merilion degli anni ’60 raffiguravano immagini di astronauti e viaggi spaziali, influenzate dalla pop art[4] e dalle forme visive della scuola Bauhaus.[2]The Guardian ne scrisse nel 2004: «I suoi disegni di astronauti non sono stridenti o sovradeterminati, come la maggior parte delle opere pop, ma semplicemente vivaci, ingegnosi e chiari.»[5]

Nel 1964 fu una delle artiste riunite da David Prentice per dare vita a «qualcosa che ravvivasse la città con idee progressiste sull’arte».[6] Concepita inizialmente come una «galleria senza pareti», l’iniziativa fu infine fondata nel 1965 con il nome di Ikon Gallery in un chiosco del centro commerciale Bull Ring.[7] La Merilion tenne mostre personali alla Ikon nel 1965 e nel 1967, ma si dimise dalla galleria nel 1967, principalmente perché era incinta, continuando a insegnare e a dedicarsi alla propria produzione artistica.

Note

  1. ↑ (EN) Some of the Best Things in Life Happen Accidentally 28 luglio – 12 settembre 2004, su Programme - Past, Ikon Gallery. URL consultato il 24 marzo 2008 (archiviato dall'url originale il 17 maggio 2011).
  2. 1 2 (EN) Stevenson, Diana, Interview - Sylvani Merilion, in Watkins, Jonathan e Stevenson, Diana (a cura di), Some of the best things in life happen accidentally: the beginning of Ikon, Birmingham, Ikon Gallery, 2004, p. 115, ISBN 1-904864-02-3.
  3. ↑ (EN) Watkins, Jonathan e Stevenson, Diana (a cura di), Biographies - Sylvani Merilion, in Some of the best things in life happen accidentally: the beginning of Ikon, Birmingham, Ikon Gallery, 2004, p. 124, ISBN 1-904864-02-3.
  4. ↑ (EN) Terry Grimley, Ikon's Sixties springboard, in The Birmingham Post, 29 luglio 2004.
  5. ↑ (EN) Rose Jennings, Birmingham on the cutting-edge - A groundbreaking gallery deserves this long-overdue retrospective, in The Observer, Guardian News and Media Limited, 29 agosto 2004. URL consultato il 7 marzo 2008.
  6. ↑ (EN) Watkins, Jonathan, Some of the best things in life happen accidentally, in Watkins, Jonathan e Stevenson, Diana (a cura di), Some of the best things in life happen accidentally: the beginning of Ikon, Birmingham, Ikon Gallery, 2004, pp. 36–38, ISBN 1-904864-02-3.
  7. ↑ (EN) Rachel Campbell-Johnston, Lip service paid to a Sixties icon, in The Times, Times Newspapers Ltd, 25 agosto 2004. URL consultato il 24 marzo 2008 (archiviato dall'url originale il 17 maggio 2011).

Collegamenti esterni

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