TT7

TT7
Tomba di Ramose
Planimetria schematica della tomba TT7[N 1]
CiviltàAntico Egitto
Utilizzotomba
EpocaXIX dinastia
Localizzazione
StatoEgitto (bandiera) Egitto
LocalitàLuxor
Amministrazione
PatrimonioNecropoli di Tebe a Deir el-Medina
EnteMinistero del turismo e delle antichità
Mappa di localizzazione
Map
r
a
N5
Z1
mss
[1]
Ramose
in geroglifici
Mappa di localizzazione: Egitto
Necropoli di Tebe
Necropoli di Tebe
La posizione della necropoli di Tebe in Egitto

La tomba di Ramose, identificata con la sigla TT7 (Theban Tomb 7), è una tomba dell'Antico Egitto attribuita allo scriba Ramose nella necropoli di Deir el-Medina, una delle aree delle Tombe dei Nobili nella Necropoli Tebana, sulla sponda occidentale del Nilo dinanzi a Luxor, in Egitto.[2][3] La tomba è datata alla XIX dinastia, durante il regno di Ramses II.[3] Nella stessa necropoli a Ramose sono attribuite altre due tombe, la TT212 e la TT250; la TT7 è interpretata come la sua tomba personale, mentre la TT212 e la TT250 sono state collegate rispettivamente all'entourage maschile e femminile di Ramose o della sua famiglia.[4][5] L'area della Necropoli Tebana fu destinata a sepolture di nobili e funzionari connessi alle case regnanti, in particolare nel Nuovo Regno, ma fu utilizzata come necropoli dall'Antico Regno fino al periodo saitico e tolemaico.[6]

Titolare

TT7 era la tomba di:

Titolare Titolo Necropoli[N 2] Dinastia/Periodo Note[N 3]
Ramose[1][3] scriba nel Luogo della Verità[N 4][7] Deir el-Medina[2] XIX dinastia (Ramses II)[3] alla sommità della fila delle tombe, a nord della TT216, in alto sopra la TT212[2]

Il titolare della TT7 è Ramose, scriba nel Luogo della Verità, attivo sotto Ramses II.[1][3] Il titolo collega Ramose al villaggio degli artigiani di Deir el-Medina, sede della comunità impegnata nella realizzazione delle tombe regali della necropoli tebana.[7][8]

Biografia

Al di là della carica di scriba attestata nella TT7, il ruolo di Ramose nella necropoli è documentato dalle tre tombe a lui intestate, TT7, TT212 e TT250, oltre che da più di cento monumenti che lo menzionano o gli furono dedicati.[9][10] Ramose è stato descritto come il personaggio più ricco vissuto a Deir el-Medina fino alla sua epoca.[11] Tracce e riferimenti a Ramose compaiono anche in altre tombe dell'area.[N 5]

Ramose era figlio di Amenemhab, segretario e ufficiale giudiziario di corte, nonché di Kakaia; sposò Mutemwia, figlia di Huy e Neferetkau; adottò Kenherkhepeshef.[N 6][1][12] Il primo incarico noto di Ramose fu quello di scriba nella casa di Men-Kheperu-Ra, il Tempio di Milioni di Anni di Thutmosi IV.[13] Gli sono inoltre attribuiti i titoli di:[13]

  • tesoriere capo nella casa di Men-Kheperu-Ra;
  • direttore d'amministrazione nel dipartimento del direttore della documentazione sigillata;
  • scriba contabile del bestiame di Amon-Ra;
  • assistente scriba per la corrispondenza del principe ereditario;
  • servo nei domini di Amon-Ra;
  • amministratore dei domini funerari nei campi di Amon-Ra.

Un ostrakon conservato al Museo Egizio del Cairo (CG25671) registra la nomina di Ramose a scriba del Luogo della Verità nell'anno 5 di Ramses II, terzo mese di akhet, giorno 10.[12]

Reperti riferiti a Ramose

Stele in pietra calcarea dedicata dallo scriba reale Ramose alla dea Qadesh, rappresentata tra Min e Reshep, da Deir el-Medina, XIX dinastia (Cat. 1601). Museo Egizio, Torino.[15]

Una statua in calcare dipinto conservata al Museo del Louvre (E 16346) identifica Ramose come scriba nel Luogo della Verità e servitore hem del dominio di Amon-Ra; nelle iscrizioni dell'opera compaiono anche i nomi di Ramses II, Thutmosi IV e Horemheb.[14] La statua proviene da Deir el-Medina, fu scoperta il 25 gennaio 1939.[14]

Il nome di Ramose è attestato anche su reperti conservati al Museo Egizio di Torino: frammenti di stele in calcare da Deir el-Medina, datati al regno di Ramses II e acquisiti con lo scavo Schiaparelli del 1905, un frammento di base di statua in calcare da Deir el-Medina, acquisito con lo scavo Schiaparelli del 1909, e una stele in calcare dedicata dallo scriba reale Ramose alla dea Qadesh, rappresentata tra Min e Reshep.[16][17][15] A Ramose è riferito anche un pyramidion in calcare conservato nello stesso museo,[18] appartenente alla piramide di mattoni che sormontava la cappella di una delle tre tombe attribuite a Ramose.[19]

Scavi

Veduta del fondovalle di Deir el-Medina durante gli scavi Schiaparelli, 1906-1909 (E00263). Archivio fotografico Museo Egizio, Torino.[20]

Per TT7 sono documentate due vedute esterne del 1974, una tavola pubblicata da Bernard Bruyère nel 1926 e una pubblicazione in corso a cura di J.-P. Corteggiani.[3] La documentazione fotografica torinese relativa alla tomba comprende una lastra datata al periodo 1905-1914 e raffigurante la parete ovest della camera della cappella funeraria.[21]

Tra il 1905 e il 1909 Ernesto Schiaparelli e la Missione Archeologica Italiana scavarono il sito di Deir el-Medina, comprendente il villaggio, un'area votiva e la necropoli.[22] Le campagne della Missione Archeologica Italiana sono documentate anche da fotografie conservate nell'archivio del Museo Egizio di Torino.[23]

Descrizione

Parete ovest della camera della cappella funeraria della TT7, tomba di Ramose, 1905-1914 (C00106). Archivio fotografico Museo Egizio, Torino.[21]

Si accede alla tomba da un cortile circondato da un muro in mattoni; nello stesso spazio si apre il pozzo di accesso alla TT265 di Amenemopet.[1] Ai lati della porta erano ricavate due nicchie, destinate a due stele; ne resta una sola, con raffigurazione della dea Hathor e un testo.[1] All'ingresso sono visibili il defunto in adorazione di Atum e Ra-Horakhti, oltre ai resti di una figura della dea Nut con le braccia aperte.[1]

La sala è costituita da un unico ambiente con decorazione danneggiata.[1] Le scene conservate comprendono i faraoni Amenhotep I, Horemheb e Thutmosi IV, Ahmose Nefertari, madre di Amenhotep I, nonché Ramses II seguito dal visir Paser (TT106) mentre offre alla triade tebana Amon, Mut e Khonsu.[1] Su un'altra parete è raffigurata la barca di Osiride affiancata dalle dee Iside e Nephtys.[1]

Altre tombe di Ramose a Deir el-Medina

A Ramose sono inoltre attribuite altre due tombe della stessa necropoli di Deir el-Medina: TT212 e TT250.[24][4] Le tre tombe fatte realizzare da Ramose sono state interpretate come complessi con destinazioni differenti: la TT7 come tomba personale di Ramose; la TT250 come tomba collegata all'entourage femminile di Ramose o di Mutemwia; la TT212 come complesso rimasto in fase iniziale di realizzazione, forse destinato all'entourage maschile di Ramose.[5] La TT250 è anche indicata tradizionalmente come "tomba delle schiave".[25]

Note

Annotazioni

  1. ↑ La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1960, pp. 15-16.
  2. ↑ Le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un'unica area, sono distribuite in più necropoli distinte.
  3. ↑ Le note di inquadramento topografico della tomba sono tratte dal Topographical Catalogue di Gardiner e Weigall, pubblicato nel 1913; fanno riferimento alla situazione dell'epoca.
  4. ↑ Set-Maat, "Luogo della Verità", era uno dei nomi del villaggio degli artigiani di Deir el-Medina; il villaggio era anche noto come Pa-demi, "il villaggio".
  5. ↑ Tracce di Ramose:
    • TT336 dello scultore Neferrenpet: Ramose e sua moglie Mutemwia, talvolta abbreviata in Wia, recano offerte allo scriba reale Huy, fratello di Neferrenpet e padre di Mutemwia;
    • TT219 di Nebenmaat, servo nel Luogo della Verità, ma il testo riportato da Bruyère 1952 è perduto;
    • TT4 dello scultore Ken, in cui il visir Paser (TT106) e lo scriba reale Ramose offrono libagioni a Maat;
    • TT10 di Penbui e Kasa, servi del Luogo della Verità, in cui Paser e Ramose, dinanzi a Ramses II, offrono libagioni a Ptah e Hathor.
  6. ↑ Una tavola di offerte conservata al Museo del Louvre di Parigi (E 13998) reca i nomi di Ramose e Khenirkhopshef; si ritiene provenga dalla TT7 e testimonia tale adozione.

Fonti

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Porter e Moss, 1960, pp. 15-16.
  2. 1 2 3 Gardiner e Weigall, 1913, pp. 16-17.
  3. 1 2 3 4 5 6 (FR) TT 7 : Râmosé, su ifao.egnet.net, Institut français d'archéologie orientale. URL consultato il 25 maggio 2026.
  4. 1 2 Wannan, 2023, pp. 91-96.
  5. 1 2 Gobeil, 2018, pp. 261-262.
  6. ↑ Donadoni, 1999, p. 115.
  7. 1 2 Tosi, 2005, vol. II, p. 152.
  8. ↑ Černý, 1973, pp. 45-48.
  9. ↑ Bruyère, 1952, p. 18.
  10. ↑ Exell, 2006, pp. 51-67.
  11. ↑ Wannan, 2023, p. 90.
  12. 1 2 Wannan, 2023, p. 91.
  13. 1 2 Davies, 1999, pp. 79-88.
  14. 1 2 3 (EN) Statue, su collections.louvre.fr, Musée du Louvre. URL consultato il 25 maggio 2026.
  15. 1 2 Stele dedicata dallo scriba reale Ramose alla dea Qadesh, rappresentata tra gli dèi Min e Reshep, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio. URL consultato il 25 maggio 2026.
  16. 1 2 Frammenti di stele con iscrizione a nome dello scriba Ramose, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio. URL consultato il 25 maggio 2026.
  17. 1 2 Frammento di base di statua iscritta a nome dello scriba Ramose, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio. URL consultato il 25 maggio 2026.
  18. 1 2 Pyramidion di Ramose, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio. URL consultato il 25 maggio 2026.
  19. ↑ (FR) Pyramidion de Râmosé, su projetrosette.info, Projet Rosette, 31 luglio 2009. URL consultato il 25 maggio 2026.
  20. ↑ Scavi nel villaggio, tempio e cappelle, su archiviofotografico.museoegizio.it, Museo Egizio. URL consultato il 25 maggio 2026.
  21. 1 2 TT7, tomba di Ramose, su archiviofotografico.museoegizio.it, Museo Egizio. URL consultato il 25 maggio 2026.
  22. ↑ (EN) Reinstallation of Room 6, Deir el-Medina, su museoegizio.it, Museo Egizio, 2024. URL consultato il 25 maggio 2026.
  23. ↑ Beppe Moiso e Tommaso Montonati, L'Archivio Fotografico del Museo Egizio di Torino, su rivista.museoegizio.it, Rivista del Museo Egizio, 2021. URL consultato il 25 maggio 2026.
  24. ↑ Porter e Moss, 1960, pp. 304-305 e 345-346.
  25. ↑ Wannan, 2023, p. 95.

Bibliografia

Approfondimenti
  • (EN) Lyla Pinch Brock, The Tomb of Userhat in The Tombs and the Funerary Temples of Thebes West, Il Cairo, American University in Cairo Press, 2001.
  • (EN) Jaroslav Černý, A community of workmen at Thebes in the Ramesside period, Il Cairo, Institut français d'archéologie orientale, 1973.
  • (EN) Norman de Garis Davies, Two Ramesside Tombs at Thebes, New York, Metropolitan Museum of Art, 1927.
  • (EN) Bertha Porter e Rosalind Moss, Topographical Bibliography of Ancient Egyptian Hieroglyphic Texts, Reliefs, and Paintings. Volume I: The Theban Necropolis, Oxford, Clarendon Press, 1927.

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni