Taide (Reynolds)
| Taide | |
|---|---|
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| Autore | Joshua Reynolds |
| Data | 1781 |
| Tecnica | olio su tela |
| Dimensioni | 229×145 cm |
| Ubicazione | Waddesdon Manor, Waddesdon |
Taide (Thaïs) è un ritratto di Sir Joshua Reynolds che ritrae la cortigiana inglese Emily Warren nei panni dell'etera Taide, un'amante di Alessandro Magno. Si tratta di un olio su tela che misura 229 x 145 cm. L'etera regge una torcia accesa con una mano, e con l'altra esorta Alessandro e i suoi seguaci a bruciare Persepoli. Reynolds espose l'opera all'Accademia Reale di pittura a Londra nel 1781.[1] Oggi si trova nel Waddesdon Manor.[2] Nel 1792 Francesco Bartolozzi ne trasse un'incisione a stampa.[3]
Storia
In quest'opera Reynolds unì il ritratto, il dipinto di storia e il commento sociale. Il quadro si ispira all'ode Il convito d'Alessandro Magno di John Dryden, che descrive un episodio dell'invasione dell'impero persiano da parte di Alessandro: "Taide la via mostrò / Al campo lo guidò / Qual'Elena novella / Troia distrusse ancor" (Thaïs led the Way / To light him to his Prey / And, like another Helen, fir'd another Troy).[4] Nel corso di un banchetto per festeggiare la presa della capitale achemenide, Persepoli, l'etera Taide, che accompagnava l'esercito macedone, chiese a gran voce di bruciare la città, per vendicarsi di quando i persiani avevano ridotto in rovina le città greche.
La modella fu la cortigiana Emily, amante di Charles Francis Greville. Secondo alcuni studiosi sarebbe stata Amy Lyon, anch'essa amante di Greville e futura Lady Hamilton, a posare per il dipinto. Tuttavia, è molto più probabile che a essere ritratta come Taide sia stata Emily Bertie Pott, anche nota come Emily Warren, e un suo probabile ritratto realizzato da Romney è esposto al museo Metropolitano (Inv. n. 58.102.2).[5]
Il quadro venne esposto all'Accademia Reale nel 1781 e uno degli spettatori fece un commento ironico, affermando che l'artista, non avendo ricevuto alcun pagamento da parte di Emily per la sua opera, la ritrasse mentre dà fuoco al tempio della Castità, a indicare il suo status sociale. Alcuni conoscenti di Reynolds negarono questa diceria, tuttavia, come osserva Philippa Plock, ex curatrice del Waddesdon Manor, è pur sempre possibile che l'artista volesse che il quadro venisse associato alle donne del calibro di Emily, quando il nome di quella celebre etera era un sinonimo di "cortigiana".[2][6]
Note
- ↑ (EN) Martin Postle, "The Modern Apelles: Joshua Reynolds and the creation of celebrity", in Martin Postle (ed.), Joshua Reynolds: The creation of celebrity, Londra, Tate Publishing, 2005, pp. 29-30.
- 1 2 (EN) Thaïs, su Waddesdon Manor. URL consultato il 14 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Francesco Bartolozzi, William Dickinson e Joshua (Sir) Reynolds, Thais, 20 febbraio 1792. URL consultato il 14 febbraio 2026.
- ↑ John Dryden, Il convito d'Alessandro Magno o sia la forza dell'armonia ditirambo scritto dal celebre signor Dryden poeta inglese e messo in musica dal rinomatissimo signor Handel ed ora adattato alla musica stessa con parole italiane, per Gio. Batista Stecchi, e Anton-Giuseppe Pagani, 1769, p. 13. URL consultato il 14 febbraio 2026.
- ↑ (EN) George Romney - Portrait of a Woman, Said to Be Emily Bertie Pott (died 1782) - The Metropolitan Museum of Art, su www.metmuseum.org. URL consultato il 14 febbraio 2026.
- ↑ Martin Postle, Joshua Reynolds e l'invenzione della celebrità, Ferrara Arte, 2005, p. 30, ISBN 978-88-00-02084-8. URL consultato il 14 febbraio 2026.
