Takemikazuchi


Takemikazuchi (建御雷神?) è un kami che compare nella mitologia giapponese.
Nome
Nel Kojiki è scritto come Takemikazuchi-no-Okami (建御雷之男神?), Takemikazuchi-no-kami (建御雷神?), e con i nomi alternativi di Takefutsu-no-kami (建布都神?) e Toyofutsu-no-kami (豊布都神?). Nel Nihon Shoki è indicato come Takemikazuchi-no-kami (武甕槌神?) e Takemikazuchi-no-kami (武甕雷神?). Nel Sendai Kuji Hongi è indicato anche come Takemikazuchi-no-Okami (建甕槌之男神?), Takemikazuchi-no-Okami (武甕雷男神?) e Takeikazuchi-no-Mikoto (建雷命?).
È anche conosciuto come Kashima-no-kami (鹿島神?), poiché è venerato come divinità principale del Santuario di Kashima (nella città di Kashima, nella prefettura di Ibaraki)[1].
È considerato il kami del tuono e della spada[2]. È ritenuto, insieme a Takeminakata, il capostipite del sumo. Inoltre, nelle stampe namazu-e, viene spesso raffigurato mentre tenta di sottomettere il Namazu, un gigantesco pesce gatto che si suppone abiti sulla kaname-ishi (chiave di volta) su cui poggia l'arcipelago giapponese e ne provoca i terremoti.
Descrizione
Kamiumi
Nel mito del kamiumi ("nascita degli dei") del Kojiki, quando Izanagi tagliò la testa al kami del fuoco Kagutsuchi, il sangue schizzato sulle rocce dalla base della spada (Totsuka-no-Tsurugi, nota anche come Ame-no-ohabari o Itsu-no-ohabari[3]), diede vita a diverse divinità. Il sangue dalla punta della spada generò una triade di divinità, e il sangue vicino alla base della lama produsse un'altra triade che includeva Takemikazuchi[4].
Pacificazione di Ashihara no Nakatsukuni
Nel capitolo sul "Trasferimento della Terra di Izumo" del Kojiki, viene descritto come il figlio di Itsu-no-ohabari[5] (ma come menzionato sopra, Itsu-no-ohabari è un altro nome per la spada Ame-no-ohabari). Le divinità celesti Amaterasu e Takamimusubi volevano inviare Takemikazuchi o suo padre Itsu-no-ohabari (che qui viene rappresentato con la mente e la parola di un dio senziente) per pacificare il mondo inferiore. Itsu-no-ohabari offrì suo figlio Takemikazuchi per la campagna e questi discese accompagnato da Ame-no-torifune (una divinità celeste uccello-barca)[5].
Quando Takemikazuchi sbarcò a Izasa no Ohama nella terra di Izumo, conficcò la sua spada Totsuka no Tsurugi capovolta sulla cresta dell'onda, si sedette a gambe incrociate sulla sua punta e chiede al dio locale Ōkuninushi di cedere loro la provincia di Izumo. Ōkuninushi rispose che avrebbe rimandato la decisione ai sui due figli e che avrebbe seguito il loro consiglio. Uno di loro, Kotoshironushi, che era uscito a pescare, acconsentì prontamente.
L'altro figlio, Takeminakata (la divinità venerata nel Santuario Superiore del Grande Santuario di Suwa a Suwa[1][5]), non si arrese e sfidò Takemikazuchi a una prova di forza. Quando lo sfidante afferrò la mano di Takemikazuchi, questa si trasformò in un ghiacciolo e poi in una spada, facendolo rabbrividire. Takemikazuchi afferrò quindi la mano di Takeminakata, schiacciandola come una giovane canna. Terrorizzato, Takeminakata fuggì verso il lago Suwa nella provincia di Shinano, qui chiese clemenza per la sua vita, promettendo di rimanere in esilio in quella regione. Questo completò il trasferimento della terra[2].
Lo scontro corpo a corpo tra le due divinità è considerato l'origine mitica del sumo[6].
Nella sezione del Nihon Shoki che descrive la "pacificazione di Ashihara no Nakatsukuni", viene mostrato mentre discende nel mondo mortale insieme a Futsunushi-no-kami. In questo racconto Takemikazuchi è considerato come secondo in rango dopo Futsunushi.
Tra l'altro, Takemikazuchi è la divinità principale del Santuario di Kashima, mentre Futsunushi è quella del Santuario di Katori[1]. Nell'era della pacificazione delle regioni del Kantō e del Tōhoku, i governanti Yamato pregavano questi due grandi dei della guerra per il successo militare, cosicché santuari sussidiari dei due dei sono sparsi in tutte queste regioni[1].
Il racconto del Nihon Shoki prosegue con la discesa dei due dei a Itasa no Ohama a Izumo. Qui conficcano le loro spade Totsuka-no-Tsurugi nella sabbia, chiedendo a Ōanamuchi (Ōkuninushi) di rinunciare alla sua terra. La storia della sfida di forza con Takeminakata è omessa, ma alla fine Ōanamuchi mostrò la sua sottomissione offrendo la lancia larga che aveva usato per pacificare la terra[7]. Tuttavia, successivamente, Ōanamuchi mostrò di nuovo dubbi a rinunciare al suo dominio, così gli amatsukami persuasero Ōanamuchi promettendogli di costruire un magnifico palazzo come sua residenza in cambio dell'affidamento del paese al nipote imperiale[8].
Nello stesso passaggio viene anche menzionato il nome di Amatsu-Mikaboshi come divinità che resistette fino alla fine, e che i due dei dovevano sconfiggere. Il passaggio successivo afferma che l'essere che lo sottomise, è venerato a Katori, suggerendo che potrebbe essere Futsunushi. Tuttavia, il passaggio precedente afferma che fu il kami Takehazuchi colui che sconfisse il dio stellare[9].
Jinmu tōsei
Nel racconto della spedizione orientale dell'imperatore Jimmu, la spada di Takemikazuchi aiutò l'imperatore Jimmu quando si trovò in difficoltà a Kumano. Mentre si trovava a Kumano, l'imperatore e le sue truppe furono colpiti e resi incoscienti dall'apparizione di un orso (secondo il Kojiki[10]) o gravemente debilitati dai fumi velenosi sprigionati dagli dei locali (Nihon Shoki[11]). Tuttavia, quando una spada donata da Takakuraji fu portata sul posto, l'imperatore riacquistò i sensi e, senza nemmeno doverla impugnare, fu in grado di abbattere senza sforzo tutti gli dei malvagi di Kumano. Quando Jimmu chiese spiegazioni, Takakuraji spiegò di aver avuto una visione in sogno in cui le divinità supreme Amaterasu e Takamusubi stavano per ordinare a Takemikazuchi, che aveva già pacificato Ashihara no Nakatsukuni, di scendere di nuovo sulla terra questa volta per aiutare l'imperatore. Tuttavia, Takemizuchi rispose che sarebbe stato sufficiente inviare la spada che aveva usato durante le sue campagne e, praticando un foro nel magazzino di Takakuraji, vi depositò la spada, chiedendo all'uomo di consegnarla all'imperatore Jimmu come tributo. Quella spada è conosciuta con i nomi di Futsu-no-Mitama, Saji-futsu-no-kami e Mika-futsu no kami[10] (questa spada è l'oggetto sacro venerato nel Santuario di Isonokami).
Culto
È custodito nel santuario di Kashima, nel Grande santuario Kasuga e in tutti i santuari Kashima e Kasuga sparsi per il Giappone.
Note
- 1 2 3 4 Masaichi Takeda, かしまじんじゃ, in 世界百科事典(Sekai hyakka jiten), vol. 4, Heibonsha, 1969 [1968], p. 404.
- 1 2 Shōei Mishina, たけみかづち, in 世界百科事典(Sekai hyakka jiten), vol. 14, Heibonsha, 1969 [1968], p. 367.
- ↑ Takeda, 1996『Kojiki』p.28/ traduzione moderna, p.214 (il nome della spada viene rivelato più avanti)
- ↑ Takeda, 1996『Kojiki』p. 27/ traduzione moderna p.213
- 1 2 3 Takeda, 1996『Kojiki』p.60 / traduzione moderna p.244
- ↑ Mitsuzō Hikoyama, すもう, in 世界百科事典(Sekai hyakka jiten), vol. 12, Heibonsha, 1969 [1968], p. 597.
- ↑ Ujitani, 1988 『Nihon Shoki』vol. I, pp.56-8
- ↑ Ujitani, 1988 『Nihon Shoki』vol. I, pp.64-6
- ↑ Ujitani, 1988 『Nihon Shoki』vol. I, pp.64, 58
- 1 2 Takeda, 1996 『Kojiki』, pp.77–8/ traduzione moderna, pp.260–1
- ↑ Ujiyama, 1988, sezione「八咫烏」、p.94-5
Bibliografia
- Yūkichi Takeda, 新訂古事記 [Nuova edizione riveduta del Kojiki], a cura di Keishin Nakamura, Kodansha, 1996 [1977], pp. 60, 62, 77, 78, 95.
- Tsutomu Ujitani, Nihon Shoki, vol. 1, Kodansha, 1988, ISBN 9780802150585.
Voci correlate
Altri progetti
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