Tanks but No Tanks
| Tanks but No Tanks videogioco | |
|---|---|
| Piattaforma | Atari 2600 |
| Data di pubblicazione | |
| Genere | Sparatutto |
| Tema | Guerra |
| Origine | Stati Uniti |
| Sviluppo | Zimag |
| Pubblicazione | Zimag |
| Modalità di gioco | Giocatore singolo, due giocatori |
| Periferiche di input | 2600 Controller |
| Supporto | Cartuccia |
Tanks but No Tanks è un videogioco sparatutto esclusivo per Atari 2600, sviluppato e pubblicato dalla Zimag nel 1983.
Esistono tree versioni bootleg vendute con nomi diversi: Tanks War[2] di VDI/Homevision, Tank Brigade di Panda e Phantom Tank di Bit Corporation (quest'ultimo uscito anche in Italia come Carri armati fantasma).[3]
Modalità di gioco
Il gameplay di Tanks but No Tanks è tale e quale a Tank Battalion. Il giocatore controlla un carro armato giallo che deve proteggere il suo quartier generale dai "carri armati fantasma" rossi. Quei carri armati nemici lampeggiano in continuazione, forse dovuto alle limitazioni dell'hardware della console. Inoltre, a differenza del titolo Namco, qui le mura non si possono distruggere con gli spari.
Ci sono tre livelli labirintici in totale e, per avanzare al successivo, è necessario annientare 20 carri armati. Per eliminarli, il giocatore dispone di un cannone identico a quelli degli avversari, sebbene sia anche possibile agire da kamikaze e schiantarsi contro un carro armato nemico. Così facendo, egli perde una delle cinque vite a disposizione, ma in cambio guadagna 200 punti (invece dei 100 ottenuti distruggendo un nemico con il cannone). Se un carro fantasma apre il fuoco sul quartier generale del giocatore, questi va in game over indipendentemente dal numero di vite rimaste.
Una volta completati i tre livelli, la sessione ricomincia con una difficoltà maggiore.
Accoglienza
La rivista Computer Entertainer non raccomanda agli utenti Tanks but No Tanks per il semplice fatto che può diventare noioso dopo un paio di ore.[4] TV Gamer invece lo raccomanda a tutti coloro che giocano ancora a Combat senza essere annoiati.[5]
Video and Computer Gaming Illustrated diede il C+/D+ al gameplay, ritenendolo migliore tra i titoli della libreria Zimag, e D/D+ alla grafica, secondo loro imbarazzantemente primitiva.[6] Videogamecritic.com assegna solamente C+, dicendo che è un piccolo gioco divertente che combina dolcemente elementi di labirinto e sparatutto.[7]
Note
- ↑ (EN) Atari VCS game releases dates, su atariarchive.org. URL consultato il 31 maggio 2023.
- ↑ Tanks War (JPG), in Videogiochi, n. 22, Milano, Gruppo Editoriale Jackson, gennaio 1985, p. 32, ISSN 0392-8918.
- ↑ AtariBoxed - Atari 2600 5200 7800 XEGS Rarity Database
- ↑ (EN) Tanks but No Tanks, in Computer Entertainer, vol. 1, n. 12, marzo 1983, p. 2.
- ↑ (EN) Tanks but No Tanks, in TV Gamer, vol. 1, n. 1, 1983, p. 37.
- ↑ (EN) Tanks but No Tanks, in Video and Computer Gaming Illustrated, n. 8, ION International, agosto 1983, p. 12.
- ↑ (EN) Tanks but No Tanks, su videogamecritic.com. URL consultato il 28 marzo 2026.
Bibliografia
- (EN) Tanks but No Tanks - Game Instructions (PDF), su Atari Compendium, Zimag, 1983.
Collegamenti esterni
- (EN) Tanks but No Tanks, su MobyGames, Blue Flame Labs.
- (EN) Tanks but No Tanks, su GameFAQs, Red Ventures.
- (EN) Tanks but No Tanks, su Atarimania.com.