Ted Williams

Ted Williams
Williams nel 1958
NazionalitàStati Uniti (bandiera) Stati Uniti
Altezza195 cm
Baseball
RuoloEsterno sinistro
Termine carriera1960
Carriera
Squadre di club
1939-1942
1946-1960
Boston Red Sox
Carriera da allenatore
1969-1972Texas Rangers
Statistiche
Battesinistro
Lanciadestro
Media battuta.344
Valide2 654
Punti battuti a casa1 839
Fuoricampo521
Palmarès
Trofeo Vittorie
MVP dell'American League 2
All-Star 19
Statistiche aggiornate al 25 aprile 2015

Theodore Samuel Williams, nato Teddy Samuel, detto Ted (San Diego, 30 agosto 1918 – Inverness, 5 luglio 2002), è stato un giocatore di baseball e allenatore di baseball statunitense.

Giocò per 19 anni, dal 1939 al 1942 e dal 1946 al 1960, con i Boston Red Sox prestando, inoltre, servizio durante la Seconda guerra mondiale e la Guerra di Corea. È considerato un dei migliori battitori della storia della Major League Baseball. Nel 1999 fu inserito nella formazione del secolo della MLB.[1] e nello stesso anno Sporting News l'ha inserito all'8º posto nella classifica dei migliori cento giocatori di tutti i tempi[2].

Williams è considerato uno dei migliori giocatori della storia del baseball e fu anche un eccellente difensore, in particolare sul difficile lato sinistro di Fenway Park a Boston, dove giocò tutta la sua carriera nella Major League. Williams fu convocato per 19 All-Star Game, fu premiato per due volte come MVP dell'American League, per sei volte guidò la lega in media battuta e vinse per due volte la Tripla corona. Concluse la sua carriera battendo con una media di .344, con 521 fuoricampo e una percentuale di arrivo in base di .482, la più alta di tutti i tempi nella MLB per un giocatore con 302 o più home run.

Nato e cresciuto a San Diego, Williams iniziò a giocare a baseball sin dall'infanzia. Si unì ai Red Sox nel 1939 ed emerse immediatamente come uno dei migliori battitori. Nel 1941, batté con una media di .406, divenendo l'ultimo giocatore della storia a battere con una media di .400. L'anno successivo vinse la sua prima tripla corona. Williams interruppe la sua carriera nel baseball nel 1943 per servire tre anni nella Marina e nei Marine durante la seconda guerra mondiale. Fece ritorno nella MLB nel 1946, Williams vincendo il suo primo titolo di MVP della lega e disputando le sue uniche World Series, perse contro i St. Louis Cardinals in sette partite e in cui giocò infortunato.[3] Cinquant'anni dopo, quando gli fu chiesto se avesse qualche rimpianto nella sua vita, rispose il non avere giocato meglio in quelle finali.[4] Nel 1947, Williams vinse la sua seconda tripla corona. Nel 1952 e 1953 perse parti di stagione per servire come pilota dei Marines nella Guerra di Corea a fianco di John Glenn. Nel 1957 e 1958, alle età di 39 e 40 anni rispettivamente, vinse i titoli di miglior battitore dell'American League per la quinta e sesta volta.

Williams si ritirò da giocatore nel 1960, venendo introdotto nella Baseball Hall of Fame nel 1966, al suo primo anno di eleggibilità.[5] In seguito allenò i Washington Senators/Texas Rangers dal 1969 al 1972. Essendo un appassionato pescatore sportivo, condusse un programma televisivo sulla pesca e fu introdotto nella IGFA Fishing Hall of Fame.[6] Il coinvolgimento di Williams in "the Jimmy Fund" aiutò a raccogliere milioni di dollari nella ricerca contro il cancro. Nel 1991, il Presidente George H. W. Bush gli assegnò la medaglia presidenziale della libertà, il maggiore onore riservato a un civile dal governo degli Stati Uniti.

Carriera

Williams durante la sua stagione da rookie

1939–1940

Williams giunse agli allenamenti primaverili con tre giorni di ritardo nel 1939, poiché guidò dalla California alla Florida, oltre che a causa di problemi respiratori, che lo afflissero per tutta la carriera.[7] Nell'inverno precedente, i Red Sox avevano ceduto l'esterno destro Ben Chapman ai Cleveland Indians per fare spazio a Williams nel roster, anche se Chapman aveva battuto con .340 nella stagione precedente.[8] Ciò portò il giornalista del Boston Globe Gerry Moore a definirlo il rookie più pubblicizzato a livello nazionale dai tempi di Joe DiMaggio.[7] Williams ereditò il numero 9 di Chapman e debuttò nella MLB il 20 aprile, battendo con uno su quattro contro i New York Yankees.[9] Questa fu l'unica gara della storia che vide Williams opposto a Lou Gehrig.[10]

Nella sua prima serie a Fenway Park Williams batté un doppio, un fuoricampo e un triplo.[11] Fino al mese di luglio, Williams stava battendo solo con .280, ma stava guidando la lega in punti battuti a casa (RBI).[11] Johnny Orlando gli fece un discorso di incoraggiamento, dicendo che avrebbe dovuto battere con .335, con 35 fuoricampo e 145 RBI. Williams disse che avrebbe comprato a Orlando una Cadillac se fosse accaduto.[12] In 149 partite, Williams batté con .327 con31 home run e 145 RBI,[13] guidando la lega nell'ultima categoria, il primo rookie di sempre a riuscirvi, finendo quarto nel premio di MVP.[14] Guidò anche la AL in basi su ball con 107, un record per un debuttante. Anche se non fu premiato come rookie dell'anno, Babe Ruth dichiarò che Williams era il vero vincitore del premio, portando Williams a replicare "per me è sufficiente".[15]

Williams nel 1940

Il salario di Williams raddoppiò nel 1940, passando da 5.000 a 10.000 dollari.[16] Quell'anno passò dal lato destro a quello sinistro, in modo da avere da ricevere meno sole sul viso, e fu spostato nell'ordine di battuta dopo Jimmie Foxx, in modo da avere più palle da colpire. I lanciatori, tuttavia, optarono per concedergli molte basi su ball.[17] Quell'anno fu convocato per il primo di 16 All-Star Game, battendo con zero su due.[18] Anche se Williams batté cpm .344, i suoi fuoricampo e i suoi RBI diminuirono rispetto all'anno precedente, con 23 home run e 113 RBI in 144 gare disputate.[13] Williams causò anche una controversia a metà agosto quando definì il suo salario "noccioline", oltre a dire di odiare vivere nella città di Boston e i suoi giornalisti.[19] Williams affermò che "l'unico vero divertimento" che ebbe nel 1940 fu quando gli fu permesso di lanciare il 24 agosto, quando lanciò due inning nella sconfitta per 12–1 contro i Detroit Tigers, in cui concesse un punto e tre valide, con uno strikeout.[20][21]

1941

Una card di Williams del 1940

Nella seconda settimana degli allenamenti primaverili del 1941, Williams si ruppe un osso della caviglia sinistra, limitandolo al ruolo di pinch hitter nelle prime due settimane della stagione.[22] Bobby Doerr in seguito affermò che questo infortunio si sarebbe rivelato decisivo nella stagione di Williams, poiché lo costrinse a esercitare minor pressione nel piede destro per il resto dell'anno.[23] Il 7 maggio contro i Chicago White Sox durante gli extra innings, Williams disse al lanciatore dei Red Sox, Charlie Wagner, di bloccare i White Sox, poiché avrebbe presto battuto un home run. Nell'11º inning la previsione di Williams si avverò, portando i suoi alla vittoria.[24]

Quell'home run è considerato il più lungo della storia del vecchio Comiskey Park, venendo stimato da alcuni della lunghezza di 600 piedi (circa 180 m).[25] La media battuta di Williams salì lentamente nella prima metà di maggio e a partire dal 15 di quel mese iniziò una striscia di 22 gare consecutive con almeno una valida. Tra il 17 maggio e il 1º giugno batté con .536, con la sua media stagionale che superò .400 il 25 maggio e salì fino a .430.[26] Giunti alla pausa per l'All-Star Game, Williams stava battendo con .406 con 16 home run e 62 RBI.[27]

Nell'All-Star Game 1941 Williams batté per quarto dietro a Joe DiMaggio, che era nel mezzo della sua striscia da record, avendo battuto una valida per 48 gare consecutive.[28] Nel quarto inning, Williams batté un doppio con un RBI.[29] Con la National League (NL) in vantaggi per 5–2 nell'ottavo inning, Williams subì uno strikeout durante il tentativo di rimonta dell'American League (AL).[28] Nel nono inning la AL era ancora in svantaggio per 5–3; Ken Keltner e Joe Gordon batterono un singolo e Cecil Travis ottenne una base su ball, riempiendo le basi.[29] Keltner poi segnò un punto accorciando a 5–4 con i corridori in prima e terza base, quando Williams batté un fuoricampo con gli occhi chiusi, dando la vittoria alla AL per 7–5. Williams in seguito disse che quel fuoricampo della vittoria "rimane ancora la battuta più eccitante della mia vita".[30]

Sul finire di agosto, Williams stava battendo con .402.[31] Williams disse che: "praticamente tutti stavano tifando per me" per battere .400 in quella stagione, inclusi i tifosi degli Yankees, che rimbrottarono il loro lanciatore Lefty Gomez dopo che questi optò per una una base ball a Williams con le basi occupate dopo che Williams aveva battuto tre valide consecutive in una gara a settembre.[32] A metà settembre Williams stava battendo con .413 ma in seguito la sua media scese.[31] Prima delle ultime due gare del 28 settembre, un doppio scontro contro i Philadelphia Athletics, stava battendo con .39955, che sarebbe stato arrotondato ufficialmente a .400.[31] Il manager dei Red Sox Joe Cronin gli diede perciò la possibilità di non scendere in campo in quelle ultime due gare ma il giocatore rifiutò. Williams batté con 6 su 8 quel giorno, finendo la stagione a .406.[33] (Le battute di sacrificio contavano come turni in battuta nel 1941; con le regole attuali, Williams avrebbe battuto tra .411 e .419, secondo resoconti diversi.[33]) I tifosi di Philadelphia corsero in campo per sollevare Williams dopo la gara, costringendolo a proteggersi perché il suo berretto non venisse rubato; fu scortato negli spogliatoi dai suoi compagni di squadra.[34] Con la sua media di .406, Williams batté 37 home run e 120 RBI in 143 presenze, mancando la Tripla Corona per 5 RBI.

La stagione 1941 di Williams 1941 è spesso considerata la miglior stagione in attacco di tutti i tempi, anche se il premio di MVP andò a DiMaggio. Quella media di .406 gli portò il primo di sei titoli di miglior battitore ed è ancora un record di franchigia stagionale per i Red Sox, la più alta nella MLB dal 1924 e l'ultima in cui un giocatore ha battuto con .400 con almeno 3,1 apparizioni in battuta a partita. ("Se avessi saputo che battere .400 sarebbe stato un affare così grosso", disse nel 1991, "Lo avrei fatto nuovamente."[33]) La percentuale di arrivo in base di Williams di .553 e la sua media bombardieri di .735 sono ancora le più alte in una stagione della storia del club. Quel .553 di arrivo in base rimase un record MLB finché non fu battuto da Barry Bonds nel 2002 e la media bombardieri di .735 fu la più alta nella MLB tra il 1932 e il 1994. Malgrado avesse giocato solo 143 gare quell'anno, Williams guidò la lega con 135 punti segnati e 37 home run, finendo terzo con 335 basi totali.[35] Giunse secondo nel titolo di MVP dietro a DiMaggio, 291 voti a 254,[36] grazie alla striscia record di 56 partite consecutive con una valida del giocatore degli Yankees, che guidò anche la lega con 125 RBI.[37]

1942-1945

Servizio in Marina e nei Marines

Nel gennaio 1942,[38] Williams fu costritto nell'Esercito. Un amico gli suggerì di contattare un consulente dell'Esercito poiché era l'unico sostegno di sua madre.[39] Così fece e passò dalla classe 1-A ("arruolabile senza restrizioni") alla classe 3-A. La reazione pubblica fu estremamente negativa,[40] anche se il libro sul baseball Season of '42 afferma che solo quattro All-Star entrarono nel servizio militare durante la stagione 1942. (Molti altri giocatori MLB entrarono in servizio la stagione successiva.)[41]

Quaker Oats smise di sponsorizzare Williams e questi, che aveva in precedenza mangiato prodotti Quaker "tutto il tempo", non ne consumò più da allora.[39] Malgrado il problema dell'arruolamento, Williams ebbe un nuovo salario di 30.000 dollari nel 1942. Quell'anno vinse la Tripla Corona,[37] battendo con .356, 36 home run e 137 RBI in 150 gare. Il 21 maggio batté il suo centesimo fuoricampo.[42] Fu il terzo giocatore della storia dei Red Sox a tagliare quel traguardo, dopo i compagni Jimmie Foxx e Joe Cronin.[43] Malgrado la vittoria della Tripla Corona, fu ancora secondo nel premio di MVP, dietro a Joe Gordon degli Yankees. Williams sentiva di meritare quel premio e disse di avere ricevuto scarsa considerazione a causa dei suoi problemi con l'arruolamento.[37]

Williams si unì alla Riserva Navale il 22 maggio 1942, entrò in servizio attivo nel 1943 e fu nominato ufficiale come secondo tenente nei Marines come aviatore navale il 2 maggio 1944. Williams giocò anche nella squadra di baseball di Chapel Hill, in Carolina del Nord, assieme al compagno nei Red Sox Johnny Pesky negli addestramenti pre-volo.[44] Mentre faceva parte della squadra di baseball, Williams fu rimandato a Fenway Park il 12 luglio 1943, per giocare in una squadra di All-Star allenata da Babe Ruth. I giornali dell'epoca riportano che Ruth, quando finalmente incontrò Williams, disse: "Hiya, ragazzo. Mi ricordi molto me stesso. Io amo colpire. Sei uno dei giocatori più dotati che abbia mai visto. E se il mio record viene battuto, spero sia tu a farlo".[45] Williams in seguito si disse "sbalordito" da quella dichiarazione, perché "dopo tutto, era Babe Ruth".[45] In quella partita Williams batté un fuoricampo, dando agli All-Star dell'American League la vittoria per 9–8.[46]

Baseball nell'Esercito

Il 2 settembre 1945, quando la guerra terminò, il Tenente Williams si trovava a Pearl Harbor in attesa di ordini come sostituto pilota. Mentre si trovava lì, Williams giocò a baseball nella lega della Marina. In tale lega di otto squadre vi erano anche Joe DiMaggio, Joe Gordon e Stan Musial. Le World Series del servizio militare, con l'Esercito contro la Marina, attrassero una folla di 40.000 spettatori in ogni partita. I giocatori affermarono che esse furono in realtà migliori delle vere World Series, giocate quell'anno tra Detroit Tigers e Chicago Cubs.[47]

1946–1949

Williams in una card del 1948

Williams fu congedato dal corpo dei Marine il 28 gennaio 1946, in tempo per prepararsi per la stagione professionistica.[48][49] Tornò quindi ai Red Sox, firmando un contratto di 37.500 dollari.[50] Il 14 luglio batté tre fuoricampo e 8 RBI. Durante l'All-Star Game di quell'anno, tenutosi a Fenway Park, batté un home run nel quarto inning, un singolo con un punto nel quinto, un singolo nel settimo e un fuoricampo da tre punti nell'ottavo inning, nella vittoria dell'American League per 12–0.[51]

Williams chiuse la stagione 1946 con .342, con 38 home run e 123 RBI in 150 partite, contribuendo alla vittoria del pennant da parte dei Red Sox il 13 settembre in un 1–0 contro Cleveland; Williams in quella partita batté il suo unico fuoricampo interno in carriera.[52] Il 9 giugno batté quello che è considerato il fuoricampo più lungo della storia di Fenway Park con 502 piedi (153 m).[53] A fine anno vinse il suo primo titolo di MVP.[54] A inizio ottobre, durante una partita amichevole a Fenway Park contro una selezione di All-Star, Williams fu colpito al gomito da una palla lanciata dal lanciatore dei Washington Senators Mickey Haefner. Uscì immediatamente dalla partita e malgrado le radiografie non evidenziarono rotture, il suo braccio era molto gonfio.[55] Williams non riuscì a utilizzare una mazza per i successivi quattro giorni, uno prima delle World Series, quando aveva ancora dolore.[55] Durante quella serie batté con .200 (5 su 25) senza fuoricampo e con un solo RBI. I Red Sox persero in sette partite.[56] Cinquant'anni dopo, quando gli fu chiesto cosa avrebbe voluto cambiare della sua vita, Williams rispose: "Vorrei avere fatto meglio nelle World Series '46. Dio, se lo vorrei".[55] Quella fu la sua unica apparizione alla serie finale in carriera.[57]

Williams nel 1949

Williams firmò un contratto da 70.000 dollari nel 1947.[58] Quell'anno fu quasi sul punto di essere scambiato per Joe DiMaggio. Verso la fine di aprile, il proprietario dei Red Sox Tom Yawkey e quello degli Yankees Dan Topping si accordarono per scambiarsi i giocatori, ma il giorno successivo l'accordo fu annullato quando Yawkey chiese che anche Yogi Berra rientrasse nell'affare.[59] A maggio Williams batté con .337.[60] A fine stagione conquistò la Tripla Corona ma il titolo di MVP andò a DiMaggio, 202 punti a 201. Un giornalista lasciò fuori Williams dal suo voto. Williams riteneva si fosse trattato di Mel Webb, che definì "un vecchio scorbutico",[61] anche se in seguito fu appurato non si fosse trattato di Webb e che tre giornalisti avevano anzi lasciato fuori DiMaggio.[62] Williams divenne il quinto giocatore della MLB con almeno 30 fuoricampo e 100 RBI in tutte le sue prime cinque stagioni, dopo Chuck Klein e Joe DiMaggio. In seguito vi riuscirono Ralph Kiner, Mark Teixeira, Albert Pujols e Ryan Braun.[63]

Nel 1948, con un nuovo manager, la leggenda degli Yankees Joe McCarthy,[64] Williams guidò la lega battendo con .369, con 25 home run e 127 RBI, finendo terzo nel premio di MVP. Il 29 aprile batté il suo 200º fuoricampo, il secondo giocatore dei Red Sox a tagliare tale traguardo, dopo l'ex compagno Jimmie Foxx. Il 2 ottobre, contro gli Yankees, pareggiò il record di franchigia di Foxx con il 222º home run.[65] Nelle ultime due partite della stagione regolare raggiunse le basi otto volte su dieci.[64] Nei playoff contro gli Indians batté con uno su quattro ma Boston perse per 8–3.[66]

Nel 1949 Williams ricevette un nuovo salario di 100.000 dollari.[67] Batté con .343 (perdendo il titolo di miglior battere per solo lo .0002 di distanza da George Kell dei Tigers, mancando di un soffio quindi la Tripla Corona), con un record in carriera di 43 home run e 159 RBI; ad un certo punto della stagione arrivò in base per 84 gare consecutive, un record MLB ancora imbattuto, venendo premiato come MVP.[68] Il 28 aprile batté il suo 223º fuoricampo, un nuovo record dei Red Sox.[69] Al 2026 è ancora il primatista di tutti i tempi del club. Tuttavia, fossero avanti di una partita rispetto agli Yankees con due gare contro gli stessi da disputare (le ultime in calendario per entrambe le squadre),[64] i Red Sox furono sconfitti in entrambe le occasioni e gli Yankees vinsero il pennant.[70] New vinse il primo di cinque titoli consecutivi. Nel resto della carriera di Williams, gli Yankees vinsero nove pennant e sei World Series, mentre i Red Sox non fecero mai meglio del terzo posto.[71][72]

1950–1955

Una card del 1954

Nel 1950 Williams stava giocando il suo ottavo All-Star Game. Nel primo inning stava tentando di ricevere una battuta di Ralph Kiner, scontrandosi contro il tabellone segna punti di Comiskey Park e rompendosi il braccio sinistro.[73] Williams rimase in campo e batté anche un singolo con un RBI dando il vantaggio all'American League nel quinto inning, ma in seguito il dolore si fece insopportabile, lasciando la partita.[74] Entrambi i dottori che sottoposero Williams ai raggi X diedero poche speranze per un pieno recupero. Il giocatore fu operato per due ore.[75] Quando si tolse il gesso, poteva piegare il braccio destro per pochi centimetri.[76] Williams giocò solamente 89 gare nel 1950, battendo con .317 con 28 home run e 97 RBI. A fine stagione il dolore al gomito era così forte che valutò il ritiro, dal momento che riteneva che non sarebbe più stato in grado di battere. Tom Yawkey, proprietario dei Red Sox, inviò Jack Fadden alla casa di Williams in Florida per parlargli. In seguito Williams ringraziò Fadden per avere salvato la sua carriera.[77]

Nel 1951 Williams "faticò", battendo con .318, con il gomito ancora dolorante.[78] Malgrado ciò disputò 148 partite, 60 più della stagione precedente, battendo 30 home run e 126 RBI. Malgrado la produzione offensiva inferiore ai suoi standard, fu comunque convocato per l'All-Star Game. Il 15 maggio 1951 divenne l'undicesimo giocatore della storia della MLB a battere 300 fuoricampo. Il 21 maggio superò Chuck Klein al decimo posto, il 25 maggio Rogers Hornsby al nono posto e il 5 luglio Al Simmons all'ottavo posto nella classifica di tutti i tempi.[79] A fine anno il manager Steve O'Neill, venendo sostituito da Lou Boudreau. Il primo annunciò di Boudreau fu che tutti i giocatori dei Red Sox erano "sacrificabili", incluso Williams.

Williams a bordo della USS Haven (AH-12) nel 1953

Il nome di Williams fu chiamato da una lista di riservisti inattivi per servire nella Guerra di Corea il 9 gennaio 1952. Williams, infuriato, aveva un test fisico previsto per il 2 aprile.[80] Tale test fu superato e a maggio, dopo avere giocato solo sei gare della nuova stagione, iniziò l'addestramento per prestare servizio in Corea. Prima della partenza, i Red Sox tennero il "Ted Williams Day" a Fenway Park. Gli amici gli regalarono una Cadillac mentre i Red Sox un libro di ricordi firmato da 400.000 tifosi. Erano presenti anche il Governatore del Massachusetts e il Sindaco di Boston, oltre al veterano della Guerra di Corea Frederick Wolf che utilizzata una carrozzella per spostarsi. Al termine della cerimonia, tutti si presero per mano e cantarono "Auld Lang Syne" a Williams, un momento che in seguito ammise di averlo emozionato.[81]

Nell'agosto 1953, Williams si allenò per dieci giorni con i Red Sox prima di disputare la prima partita, scatenando una grande ovazione dalla folla quando batté un fuoricampo nell'ottavo inning.[82] Chiuse la stagione battendo con .407 con 13 home run e 34 RBIs in 37 gare e 110 turni in battuta (non sufficienti per concorrerre al titolo di miglior battitore).Il 6 settembre batté il suo 332º home run, superando Hank Greenberg al settimo posto di tutti i tempi.[83]

Nel primo giro degli allenamenti primaverili del 1954, Williams si ruppe una clavicola. Fu costretto a rimanere fermo per sei settimane ed ad aprile scrisse un articolo con Joe Reichler del Saturday Evening Post affermando che intendeva ritirarsi a fine stagione.[84] Tornò in campo il 7 maggio e batté con .345, con 29 home run e 89 RBI in 117 gare, anche se il titolo di miglior battitore andò a Bobby Ávila, con .341 poiché Williams aveva meno di 400 turni in battuta. Gudiò inoltre la lega con 136 basi su ball. Con le regole attuali, Williams avrebbe vinto il titolo di miglior battitore. Tali regole furono cambiate poco dopo per evitare il ripetersi di fatti simili.[85] Il 25 agosto Williams superò Johnny Mize al sesto posto e il 3 settembre Joe DiMaggio al quinto posto di tutti i tempi.[86] Il 26 settembre Williams si "ritirò" dopo l'ultima gara della stagione.[87]

Nei mesi successivi, a Williams fu offerto il ruolo di manager dei Red Sox. Questi però rifiutò e suggerì il nome di Pinky Higgins, con cui aveva giocato nel 1946. Higgins fu in seguito assunto come manager dei Red Sox nel 1955.[88] Williams non scese in campo nel primo mese di gioco a causa del divorzio della moglie, Doris. Quando fece ritorno, firmò un contratto da 98.000 dollari il 13 maggio. Quell'anno batté con .356, con 28 home run e 83 RBI in 98 gare. Per le sue prestazioni fu premiato come "Comeback Player of the Year."[89]

1956–1960

Il 17 luglio 1956 Williams divenne il quinto giocatore a battere 400 home run, dopo Mel Ott nel 1941, Jimmie Foxx nel 1938, Lou Gehrig nel 1936 e Babe Ruth nel 1927.[90] Tre settimane dopo, in casa contro gli Yankees, dopo che fu fischiato per avere mancato una palla battuta da Mickey Mantle, sputò a un uomo del pubblico, che lo stava insultando da sopra il dugout;[91] Per questo incidente fu multato di 5.000 dollari.[92][93] La sera successiva, contro Baltimore, Williams fu accolto da una grande ovazione che fu ancora maggior quando batté un fuoricampo nel sesto inning. Sul Boston Globe, gli editori aprirono una rubrica chiamata "What Globe Readers Say About Ted" (Ciò che i lettori del Globe dicono di Ted). Quell'anno perse il titolo di miglior battitore in favore di Mickey Mantle, .345 contro .353, con Mantle che vinse la Tripla Corona.[94]

Nel 1957 Williams guidò la MLB con .388 in battuta, dopo di che firmò l'allora contratto record di 125.000 (o 135.000) dollari.[95][96] All'età di quarant'anni, guidò ancora l'American League con .328 in battuta, con 26 home run e 85 RBI in 129 presenze.

Quando Pumpsie Green divenne il primo giocatore afroamericano dei Red Sox, l'ultima squadra della MLB a integrarsi nel 1959, Williams lo accolse con gioia.[97]

Williams chiuse la carriera con un fuoricampo nel suo ultimo turno in battuta, il 28 settembre 1960.[98] Rifiutò di salutare i tifosi e fece ritorno nel dugout dopo avere superato casa base ed essere stato sostituito da Carroll Hardy. Un saggio scritto da John Updike il mese successivo per il New Yorker, "Hub Fans Bid Kid Adieu", racconta dell'evento.[99]

Palmarès

1946, 1949
1940–1942, 1946–1951, 1953–1960²
1942, 1947
  • Miglior battitore dell'American League: 6
1941, 1942, 1947, 1948, 1957, 1958
  • Leader dell'American League in fuoricampo: 4
1941, 1942, 1947, 1949
  • Leader dell'American League in punti battuti a casa: 4
1939, 1942, 1947, 1949
1957

Onorificenze

Note

  1. ↑ All Century Team, su baseball-almanac.com, Baseball Almanac. URL consultato l'11 ottobre 2015.
  2. ↑ (EN) Baseball's 100 Greatest Players, baseball-almanac.com. URL consultato il 5 novembre 2015.
  3. ↑ (EN) 1946 World Series, Baseball Reference. URL consultato il 17 aprile 2017.
  4. ↑ Montville, p. 126.
  5. ↑ Ted Williams at the Baseball Hall of Fame, su baseballhall.org, National Baseball Hall of Fame and Museum. URL consultato il 25 aprile 2017.
  6. ↑ IGFA Hall of Fame Inductees, su igfa.org, International Game Fish Association. URL consultato il 25 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 25 marzo 2015).
  7. 1 2 Montville, pp. 56–57.
  8. ↑ Williams & Underwood, p. 57; Montville, p. 57.
  9. ↑ (EN) Boston Red Sox vs New York Yankees Box Score: April 20, 1939, su Baseball Reference, 20 aprile 1939. URL consultato il 3 agosto 2026.
  10. ↑ Williams & Underwood, p. 61.
  11. 1 2 Williams & Underwood, p. 62.
  12. ↑ Montville, p. 61.
  13. 1 2 Ted Williams Career Statistics, su baseball-reference.com.
  14. ↑ Williams & Underwood, p. 63; Montville, p. 62.
  15. ↑ Williams & Underwood, p. 65.
  16. ↑ Williams & Underwood, p. 73.
  17. ↑ Montville, p. 64.
  18. ↑ (EN) Ted Williams All-Star Stats, su Baseball Almanac.
  19. ↑ Montville, pp. 66–67.
  20. ↑ (EN) Detroit Tigers vs Boston Red Sox Box Score: August 24, 1940, su Baseball Reference, 24 agosto 1940.
  21. ↑ Williams & Underwood, p. 82.
  22. ↑ Williams & Underwood, p. 84.
  23. ↑ Montville, p. 80.
  24. ↑ (EN) Boston Red Sox vs Chicago White Sox Box Score: May 7, 1941, su Baseball Reference, 7 maggio 1941. URL consultato il 3 agosto 2026.
  25. ↑ Reis, p. 26.
  26. ↑ Montville, pp. 82–83.
  27. ↑ Montville, p. 84.
  28. 1 2 Montville, p. 85.
  29. 1 2 Williams & Underwood, p. 88.
  30. ↑ (EN) Marc Lancaster, July 8, 1941: Ted Williams hits 'most thrilling' home run to win All-Star Game in Detroit, su Society for American Baseball Research.
  31. 1 2 3 Williams & Underwood, p. 87.
  32. ↑ Williams & Underwood, p. 86.
  33. 1 2 3 (EN) Bill Pennington, Ted Williams' .406 Is More Than a Number, in The New York Times, 11 settembre 2011.
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