Televisione mobile

La televisione mobile è la fruizione di contenuti televisivi su dispositivi portatili o in mobilità, come telefoni cellulari, smartphone, tablet e ricevitori palmari. La distribuzione può avvenire tramite reti broadcast dedicate, reti cellulari oppure Internet.[1][2]

La televisione mobile è un'implementazione relativamente recente dell'uso della televisione quindi non è mai stata implementata come televisione analogica ma solo come televisione digitale e, visto che la televisione analogica è stata completamente sostituita dalla televisione digitale, si può considerare sinonimo di televisione mobile la "televisione digitale mobile": questo non significa però che non esistessero televisori analogici portatili, dalle dimensioni estremamente ridotte, in grado di captare il normale segnale TV analogico.

Storia

Le prime televisioni abbastanza piccole da poter stare in una tasca fu l'MTV-1 o (Microvision), sono stati resi disponibili al pubblico da Clive Sinclair nel gennaio del 1977. Avevano uno schermo CRT da 2 pollici, inoltre sono stati anche i primi televisori in grado di ricevere i segnali in diversi paesi. Misurava 102x159x41 mm ed è stato venduto per meno di 100 £ nel Regno Unito e di circa 400 $ negli Stati Uniti d'America. Per la realizzazione del progetto sono stati impegnati più di dieci anni, ed è stato finanziato da circa 1,6 milioni di sterline, provenienti dai contributi pubblici britannici[3]. Attualmente la TV Mobile è una delle funzionalità offerte da molti telefoni 3G. Nel 2005, la Corea del Sud è diventato il primo paese al mondo ad avere la TV mobile, tramite il protocollo satellitare DMB (S-DMB) e terrestre DMB (T-DMB), rispettivamente avviati il 1º maggio e il 1º dicembre. Oggi, la Corea del Sud e Giappone sono all'avanguardia di questo settore di sviluppo[4]. I servizi di TV Mobile sono stati lanciati dall'operatore CSL di Hong Kong, nel marzo del 2006, sulla rete 3G[5]. BT nel Regno Unito è stato una tra le prime aziende al di fuori della Corea del Sud per il lancio della TV Mobile nel settembre del 2006, anche se il servizio è stato abbandonato nel giro di un anno[6]. Lo stesso è successo a "MFD Mobiles Fernsehen Deutschland", che ha lanciato il loro servizio basato sul DMB, avviato nel giugno del 2006 in Germania e arrestato nell'Aprile del 2008[7]. Sempre nel giugno 2006, L'operatore di telefonia mobile 3 in Italia (parte di Hutchison Whampoa) ha lanciato il proprio servizio TV Mobile, ma contrariamente alla loro controparte in Germania questa si è basata sul sistema DVB-H[8]. Sprint è stato il primo vettore statunitense ad offrire il servizio il servizio nei USA a partire dal febbraio del 2006. Negli Stati Uniti Verizon Wireless e più recentemente di AT&T Mobility offrono tale servizio.

Evoluzione recente

Negli anni 2010 la fruizione video su smartphone si è spostata soprattutto verso lo streaming su reti mobili a banda larga. In Italia l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha definito nel 2012 la piattaforma DVB-H in fase di declino dal punto di vista economico e ha segnalato la cessazione delle offerte di TIM e Vodafone alla fine del 2010.[9][10]

Negli anni 2020 il tema è tornato oggetto di sperimentazioni ibride tra broadcast e broadband. In Italia Rai Way ha sperimentato tra il 2022 e il 2023 la distribuzione di contenuti live a Torino e Palermo tramite architetture 5G Broadcast e broadband, con fruizione su dispositivi mobili in scenari indoor, outdoor e automotive.[11]

TV mobile

La Tv Mobile (o Mobile TV) è un servizio di televisione offerto agli utenti delle reti di telecomunicazioni cellulari attraverso alcuni specifici protocolli. Il primo servizio commerciale è stato offerto in Corea grazie alla tecnologia S-DMB nel 2005. In Italia la prima offerta commerciale è stata lanciata nel giugno 2006 dall'operatore mobile Tre utilizzando la tecnologia DVB-H[12].

Dal punto di vista dei contenuti la Mobile TV inizialmente ha ritrasmesso in una modalità nuova programmi e contenuti della TV generalista e satellitare. La programmazione de La3Tv[13] di 3 Italia prevede dal 2008 alcuni format realizzati esplicitamente per la Mobile TV.

Trasmissione

La Mobile TV viene diffusa grazie a due diversi tipi di tecnologie:

  • un segnale TV digitale inviato in broadcast (attraverso reti di telecomunicazioni radio sia terrestri che satellitari) che usa apposite frequenze (in Italia si usa la tecnologia terrestre DVB-H, negli altri Paesi esistono protocolli alternativi come lo standard DVB-SH), l'inconveniente di questo sistema è la richiesta d'uso di frequenze in uno spettro già sovraffollato
  • una trasmissione in streaming mediante reti telefoniche che permettano un bitrate sufficiente per la televisione a bassa definizione, in modalità detta unicast, l'inconveniente di questo sistema è che risulta estremamente dispendioso in termini di banda utilizzata, essendo un segnale punto-a-punto e tende a saturare le reti 2.5G (EDGE) e superiori, come ad esempio la 3G.

Standard

Tra gli standard storicamente utilizzati per la televisione mobile figurano DVB-H, S-DMB, T-DMB, MediaFLO, CMMB e sistemi derivati da ISDB-T.[14]

Nel contesto delle reti mobili, il 3GPP ha definito il MBMS per le reti 3G e la sua evoluzione eMBMS (o LTE Broadcast) per le reti 4G/LTE. Con il 5G sono stati introdotti ulteriori meccanismi di multicast e broadcast, mentre l'ETSI ha pubblicato la specifica del 5G Broadcast System per la diffusione lineare di servizi televisivi e radiofonici su dispositivi compatibili.[1][2]

Tecnologie

A livello tecnologico la trasmissione broadcast richiede dispositivi mobili in grado di ricevere un segnale digitale, diverso dai segnali normalmente utilizzati dalle reti cellulari. In funzione delle difficoltà di trasmissione del segnale i terminali devono essere dotati anche di tecnologie di buffering, per poter garantire una riproduzione continua agli utenti. Inoltre grande enfasi è posta nello studio delle interfacce utente, per adattare l'usabilità del video ai terminali mobili, di dimensioni estremamente ridotte.

Vista la disponibilità delle due opzioni in broadcasting la televisione mobile si può considerare sia una tipologia di televisione terrestre che una tipologia di televisione satellitare, in particolare, essendo la televisione mobile sempre televisione digitale, una tipologia di televisione digitale terrestre e televisione digitale satellitare.

Dispositivi per l'utente

Oggi la fruizione di contenuti televisivi in mobilità avviene soprattutto tramite smartphone e tablet connessi a Internet, attraverso applicazioni e piattaforme di streaming. I terminali dotati di ricevitori dedicati per standard come DVB-H hanno avuto una diffusione limitata o storicamente circoscritta a specifici mercati, mentre le sperimentazioni più recenti riguardano soprattutto ricevitori prototipali e dispositivi compatibili con il 5G Broadcast.[10][11][14]

Note

  1. 1 2 Broadcast, multicast technologies, su 3GPP, 2 maggio 2023. URL consultato il 20 aprile 2026.
  2. 1 2 ETSI TS 103 720 V1.2.1 - 5G Broadcast System for linear TV and radio services (PDF), su ETSI, giugno 2023. URL consultato il 20 aprile 2026.
  3. ↑ Sinclair Research, su sinclairzx.com (archiviato dall'url originale il 14 dicembre 2014).
  4. ↑ Mobile TV Spreading in Europe and to the U.S., su nytimes.com.
  5. ↑ First 3G Mobile TV Service Launched in Hong Kong, su 3g.co.uk.
  6. ↑ BT ditches mobile TV service, su zdnet.co.uk.
  7. ↑ MFD hands back German T-DMB licence, su broadbandtvnews.com.
  8. ↑ DVB-H rockets ahead in Italy, su theregister.co.uk.
  9. ↑ Delibera n. 103/12/CONS (PDF), su Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, 8 marzo 2012. URL consultato il 20 aprile 2026.
  10. 1 2 Streaming video - from megabits to gigabytes, su Ericsson. URL consultato il 20 aprile 2026.
  11. 1 2 5G Audiovisual Broadcast Broadband Network, su Rai Way. URL consultato il 20 aprile 2026.
  12. ↑ La tecnologia è stata sviluppata dal consorzio DVB, con il supporto di Nokia
  13. ↑ [https://www.la3tv.it Archiviato il 20 maggio 2011 in Internet Archive.
  14. 1 2 Technical Report on Direct Broadcasting to Mobile Devices (PDF), su Telecommunication Engineering Centre, marzo 2024. URL consultato il 20 aprile 2026.

Voci correlate