Teodosio II di Novgorod
| Teodosio II di Novgorod | |
|---|---|
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| Vescovo di Novgorod | |
| Elezione | 1542 |
| Fine patriarcato | maggio 1551 (destituito) |
| Predecessore | Macario I di Novgorod |
| Successore | Serapione II di Novgorod |
| Consacrazione episcopale | 18 giugno 1542 da Macario di Mosca |
| Nascita | 1481 circa |
| Morte | Volokolamsk 26 febbraio 1563 |
Teodosio II, al secolo Teofilo (in russo Феодосий, Феофил?, Feodosij, Feofil; 1481 circa – Volokolamsk, 26 febbraio 1563), è stato un arcivescovo ortodosso russo, vescovo di Novgorod tra il 1542 e il 1551.
Biografia
Nato col nome di Teofilo all'incirca nel 1481, si fece monaco al monastero di Volokolamsk attorno al 1523 dopo un lungo periodo di iniziazione spirituale.[1] Presto si trasferì al monastero di Chutyn', del quale divenne abate nel 1532. Tornò poi a Volokolamsk, divenendo abate anche del suo primo monastero.[1][2]
Già nel 1539 era stato uno dei candidati per assumere la guida della metropolia di Mosca, ma gli era stato infine preferito Ioasaf di Mosca.[1] Quando nel 1542, alla deposizione di Ioasaf, il vescovo Macario I di Novgorod fu nominato metropolita di Mosca, proprio Teodosio fu chiamato a succedergli come vescovo di Novgorod, venendo consacrato poco dopo dal suo predecessore.[1] Scrittore di epistole, è sopravvissuta la sua corrispondenza con lo zar Ivan il Terribile, dove gli dava vari consigli e gli chiedeva aiuti per la popolazione di Novgorod.[2]
Nel 1551 partecipò al concilio dei cento capitoli indetto dallo zar, ma dovette in qualche modo indispettire il sovrano, perché alla fine delle procedure nel maggio successivo Ivan dispose la rimozione di Teodosio dalla cattedra di Novgorod, ufficialmente per motivi di salute.[1][2] L'ex-vescovo si ritirò quindi nel monastero di Volokolamsk, dove rimase fino alla morte nel 1563.[2] Sul letto di morte benedisse l'abate Leonid di Volokolamsk perché si unisse alla campagna militare indetta dallo zar contro la città di Polack, tenuta dalla Confederazione polacco-lituana. I documenti redatti da Teodosio mentre era in vita sono conservati nella biblioteca del monastero di Volokolamsk.[1]
