Teodosio Romano

Teodosio Romano
patriarca della Chiesa ortodossa siriaca
Emblema patriarcale della Chiesa ortodossa siriaca
 
Incarichi ricopertiPatriarca di Antiochia (887-896)
 
Nascitaa Tikrit
Nomina a patriarca5 febbraio 887
Morte1º giugno 896

Teodosio, detto Romano (Tikrit, ... – 1º giugno 896), è stato un vescovo cristiano orientale e scrittore siro.

Fu patriarca di Antiochia e capo della Chiesa ortodossa siriaca dall'887 fino alla sua morte.

Biografia

Fu monaco nel monastero di Mor Gabriel, nei pressi di Midyat, nel Tur Abdin. Studiò medicina ed ebbe la reputazione di ottimo medico. Il soprannome "Romano" gli venne attribuito per la sua ottima conoscenza del greco. In quel periodo l'incarico di patriarca rimase in sospeso per quattro anni, dalla la morte di Ignazio II nell'883, per un disaccordo tra i vescovi. Per rispondere alle richieste dei fedeli, i vescovi si riunirono ad Amida per deliberare e tenere un'elezione per sorteggio, nel quale vennero candidate dodici personalità.

Romano fu così scelto per succedere a Ignazio II come patriarca di Antiochia, quindi consacrato ad Amida il 5 febbraio 887 da Timoteo, arcivescovo di Samosata, ed assunse il nome di "Teodosio". Non sappiamo molto della sua attività di patriarca, se non che fece costruire alcuni edifici presso il monastero di Mor Gabriel, insieme a Ezechiele, vescovo del Tor Abdin. Rimase patriarca di Antiochia fino alla morte il 1° giugno 896 nello stesso monastero, dove fu sepolto. Durante il patriarcato consacrò 32 vescovi, secondo la Cronaca di Michele il Siro, oppure 33 secondo la Storia ecclesiastica di Barebreo.

Opere

Teodosio tradusse e commentò il Libro dei segreti su richiesta di Lazzaro, vescovo di Cirro. Il Commentario consiste in cinque libri raggruppati in tre trattati, di cui i primi due furono ultimati ad Amida, mentre il terzo fu completato a Samosata. Sebbene il "libro dei segreti" fosse ritenuto eretico e ripudiato dal patriarca Ciriaco di Tikrit come opera di Stefano Bar Sudhaile in una dichiarazione canonica durante un sinodo, sembra che Teodosio ne avesse accettato l'autenticità e non fece alcun accenno a Stefano Bar Sudhaile. L'opinione positiva del libro da parte di Teodosio è vista come riflettente la tradizione di misticismo prevalente nel monastero di Mor Gabriel. Il Commentario di Teodosio fu in seguito utilizzato da Barebreo per il suo Commentario al libro; e fu anche ricopiato da Abu Nasr di Bartella nel 1290 in un manoscritto intitolato Sui misteri nascosti della casa di Dio, ma contiene soltanto la metà del commentario.

Altre opere sopravvissute sono un Syntagma (in siriaco: Kunnash, (Compendio) medico attribuito a Teodosio, come notato da Berebreo, e di cui sopravvive soltanto un frammento (Vaticano MS. 192). Inoltre una Lettera ecclesiastica indirizzata al Papa Michele III di Alessandria, ed un'omelia per la Quaresima, entrambe scritte in arabo, custodite a Londra (Brit. Mus. MS. 7206). Infine scrisse un trattato per il diacono Giorgio in cui raccolse e commentò 112 massime (in siriaco: Melle remzonoyoto d-ḥakime), in maggioranza di origine pitagorica, da lui tradotte dal greco al siriaco, di cui ne conserviamo una copia in siriaco ed in arabo (Parigi MS. 57). Alcuni canoni furono in seguito attribuiti a Teodosio.

Voci correlate

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