Teramo Piaggio

Una delle tele della Passione di Cristo, dipinti su jeans o tesutto di Gênes da Teramo Piaggio nel 1538 (Museo Diocesano di Genova)[1]
Martirio de Sant'Andrea (1532) di Antonio Semino e Teramo Piaggio, olio su legno. Museo Diocesano di Genova
Una delle tre tavole sulle Storie del Battista dipinti da Teramo Piaggio nel 1532 su richiesta del arcivescovo cardinale Innocenzo Cybo per la cappella di San Giovanni Battista nella cattedrale di Genova (attualmente nel Museo Diocesano di Genova)
Madonna del Rosario dei Delfini (1536), Chiesa di San Giovanni Battista in San Domenico, Savona.
Affreschi di Teramo Piaggio nel Santuario di Nostra Signora delle Grazie di Chiavari, dipinti nel 1539
Dettaglio dell'Ultima Cena nel presbiterio del Santuario di Nostra Signora delle Grazie (Chiavari)

Teramo Piaggio (Zoagli, 1485 – 1554) è stato un pittore italiano. È considerato, insieme ad Antonio Semino e Giovanni Cambiaso, uno dei primi esponenti del rinascimento genovese,[2][3][4] e anche ritenuto l'inventore del tessuto dei jeans.[5][6]

Origine

Nacque nel1485[2][7] da Antonio Piaggio a Zoagli, Repubblica di Genova, fidandosi dall'iscrizioni lasciate dallo stesso nei suoi dipinti ("Teramus de Plasio de Zoalio"...[8][9] "Theramus de Plagio quondam Antonimi").[7]

Inizi accanto Antonio Semino

Si formò insieme a Antonio Semino nella bottega genovese del nizzardo Ludovico Brea.[2][7][9] Insieme, Antonio e Teramo aprirono una bottega, attiva almeno dal 1532, quando firmano congiuntamente la pala del Martirio di Sant'Andrea ("Antonii Cemini et Therami Zoalii sociorum")[7] dipinta per la chiesa genovese di Sant'Andrea (dopo portata a quella di Sant'Ambrogio a Cornigliano). In quest'opera è difficile distinguere le mani dei due pittori, benché alcuni considerano che prevalga quella del Semino. La composizione è ritenuta l'ispirazione per diverse opere sullo stesso soggetto dipinte da Ottavio Semino.[10]

Antonio Semino firma ed esegue poi le pale del Compianto sul Corpo di Cristo (1532) in San Domenico "il Vecchio" di Savona, ora al museo dell'Accademia Ligustica, e della Natività nello stesso convento domenicano, ora in San Giovanni Battista a Savona (1533-1535). In entrambe queste opere si pensa collaborasse con lui Teramo Piaggio; il quale avrebbe realizzato in esse la predella nel Compianto della Ligustica e la cimasa nel presepe savonese, parti entrambe perdute.[2]

Nel 1548 lavora insieme a Gian Giacomo della Porta, Antonio Semino, Agostino e Lazzaro Calvi nel arco trionfale (effimero) costruito davanti la basilica di San Siro, raffigurante le vittorie dell'imperatore Carlo V in onore della visita del erede, Filippo II, a Genova.[11][12]

Opere individuali

Opera certa del Piaggio è quella del dossale double face ora al Museo Diocesano, ma proveniente dal duomo genovese con le Storie della Vita di San Giovanni Battista; nonostante la critica precedente le avesse ritenute ancora in collaborazione con Antonio Semino.[2] Qui l'artista presenta legami con l'arte lombarda e fiamminga. In seguito lavorerà solo per le due Riviere Liguri, in particolare quella di Levante.[2] La prima opera riferibile al solo Piaggio nella critica precedente (oggi ritenuta la seconda) è il polittico di San Bartolomeo con Santi dell'oratorio di San Bartolomeo di Varazze (1535), dove si vede il primo distanziamento dell'ordine lombardo di Semino, per un altro più prossimo a la tradizione genovese di Giovanni Cambiaso. Nel 1536 dipinse la pala della Madonna del Rosario per la cappella dei Delfini nel convento di San Domenico il Vecchio al Priamar (attualmente nella Chiesa di San Giovanni Battista in San Domenico a Savona).[9] Trai 1537-1539 dipinse il trittico della chiesa di Ceparana, e più tarde le Scene della Passione di Cristo già citate per il santuario di Nostra Signora delle Grazie di Chiavari. Infine il polittico nella chiesa di San Pietro in Rovereto, presso Zoagli, di datazione incerta (rubato).[2]

Dal 1539 in poi sappiamo di lui solo quanto citano i documenti scoperti da Federico Alizeri (1874): lavora per il governo della Repubblica di Genova in apparati effimeri nel caso la visita dell'Infante di Spagna Filippo d'Asburgo (1548-1549), e dipinge un'ancona per Portofino (1540), un tabernacolo commissionato da Pantalino Odicino di Lerma, due ancone inviate rispettivamente a Borzonasca (1551-1552) e alla Spezia (1553-1554).[2]

Le attribuzioni gli restituiscono un trittico nella chiesa dei Santi Quirico e Giulitta di Rivarola (Carasco), due polittici in Santa Giulia di Centaura (Lavagna) e nella chiesa del Divo Martino, e la pala di Sant'Erasmo con quattro Santi alla Ligustica. In Sant'Ambrogio a Genova nella quarta cappella dipinge il Martirio di Sant'Andrea, assieme ad Antonio Semino (1532).[2]

Nella riviera di Ponente sono sue opere nella chiesa di San Paragorio di Noli.[2]

Il ciclo della Passione e l'invenzione dei jeans

Nel 1538 riceve l'incarico dei monaci benedettini dell'abbazia di San Nicolò del Boschetto per dipingere quattordici tele con le storie della Passione.[13] L'intenzionalità di questa serie monocroma e mobile sembra avere stato quella di coprire le mure della chiesa benedettina durante le liturgie della settimana santa.[14]

Il ciclo della Passione è il precedente più antico conosciuto dell'uso dell'indaco per tingere di blu il fustagno o tessuto di Genova o di Gênes (cioè jeans),[1][15][16] essendo d'alcuni ritenuto Piaggio come il primo creatore dei jeans,[5][6] o almeno del precedente degli stessi.[17][18]

Il ciclo Mariano delle Grazie

Nel 1539 finisce l'affreschi del Santuario delle Grazie presso Chiavari (non è conosciuta la data d'inizio). Tutta la cappella (ad eccezione della controfracciata) è opera da Piaggio, compresse le pareti laterali e presbiterio, dipinti con le Storie del Cristo e della Vergine Maria. L'opera era presentata e datata da un'iscrizione in essa posta sotto l'Incoronazione di spine. La chiesa in origine aveva una navata coperta gotica, sostituita per l'attuale coperta lignea nel 1896.[19]

Il Piaggio aveva condotto il suo ciclo in semplici forme narrative grandi riquadri, secondo una tipologia comune a molti santuari dell'area nord occidentale lombardo piemontese. Si trattava di una lettura evangelica semplificata con una sua dimensione pietistico sentimentale risolta nell'accostare la Passione di Cristo alla vita di Maria legata a modi devozionali diffusi in tutta Europa tra XV e XVI secolo.

Solo la controfacciata non vene intervenuta dal Piaggio, essendo affrescata inizialmente da Franchino Vaccaro, e dopo la sua morte nel 1550 da Luca Cambiaso.[19]

Note

  1. 1 2 La Passione di Cristo dipinta sulle tele di jeans del XVI secolo, su Il Giornale, 2008.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 PIAGGIO, Teramo in "Dizionario Biografico", su www.treccani.it. URL consultato il 16 luglio 2022.
  3. ↑ Notiziario Bibliografico. Società Ligure di Storia Patria. (PDF), su storiapatriagenova.it.
  4. ↑ Giovanni Battista Cavalcaselle: conoscitore e conservatore : atti del convegno, Marsilio, 1998, ISBN 978-88-317-7103-0. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  5. 1 2 (EN) 1500s-1850s: Europe — Sheel Khemka - denim days, su Sheel Khemka. URL consultato il 6 ottobre 2025.
    «Teramo Piaggio, the Genoese artist, is credited as being the first to dye the Geanes Fustian fabric blue, when in 1538 he used the cloth as canvas dyed blue for his Passion of the Christ»
  6. 1 2 (EN) HISTORY OF DENIM, su jw.denim. URL consultato il 6 ottobre 2025.
    «Jean was dyed blue for the first time in 1538 by the Italian artist Teramo Piaggio. He used indigo traded with India.»
  7. 1 2 3 4 SEMINO, Antonio - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  8. ↑ Marco Rossi e Alessandro Rovetta, Studi di storia dell'arte in onore di Maria Luisa Gatti Perer, Vita e Pensiero, 1999, ISBN 978-88-343-0136-4. URL consultato il 23 ottobre 2023.
  9. 1 2 3 Tommaso Torteroli, Monumenti di pittura, scultura e architettura della città di Savona (PDF), su upload.wikimedia.org.
  10. ↑ Ottavio Semino, Le martyre de saint André. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  11. ↑ Laura Stagno, Lorenzo Capelloni, la corte di Andrea Doria e l'immagine del principe, su researchgate.net, 2013.
  12. ↑ (ES) José Luis Colomer, España y Génova: obras, artistas y coleccionistas, CEEH, 2004, ISBN 978-84-933403-4-6. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  13. ↑ Jim Harris, Building a House for Repentance: The Monochrome Passion Cycle of San Nicolò del Boschetto, in Medieval Temporalities, 1º gennaio 2021, pp. 203, DOI:10.1017/9781800101609.012. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  14. ↑ Teli della passione, un tesoro di lino e indaco nel blu di genova (video di tabloid) | Città Metropolitana di Genova, su www.cittametropolitana.genova.it. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  15. ↑ Genova, sangue blu e lapislazzuli. Da chi e come sono stati inventati i blu jeans?, su Corriere della Sera, 29 ottobre 2020. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  16. ↑ The history of jeans, part 2: the success of fustian in England and art, su www.candianidenim.com. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  17. ↑ (EN) Angela Velasquez, GenovaJeans Plans Workshops, Exhibitions and Brand Activations, su Sourcing Journal, 21 giugno 2023. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  18. ↑ Genova Jeans (PDF), su smart.comune.genova.it, 2021.
    «I primi antenati del jeans sono esposti oggi al Museo Diocesano di Genova: si tratta di 14 grandi teli in lino e cotone, tinti con indaco e dipinti nel 1540 da Teramo Piaggio, raffiguranti i misteri della Passione di Cristo.»
  19. 1 2 NOSTRA SIGNORA DELLE GRAZIE-CHIAVARI-UN ANTICO TEMPIO MARINARO – MARE NOSTRUM, su marenostrumrapallo.it. URL consultato il 6 ottobre 2025.

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